Narrativa recensioni

La sonata perduta – Christiana Moreau

Recensione a cura di Tiziana Silvestrin

L’atmosfera dei mercatini, l’odore delle piccole cose riesumate dalla polvere delle soffitte, la patina di usato più o meno evidente, gli orgogliosi connotati di un’epoca passata, tutto questo esercitava su di lui una grande attrazione. A volte scovava un oggetto che stuzzicava particolarmente il suo estro di bricoleur e se lo portava a casa soddisfatto.

Il romanzo è incentrato su una cofanetto metallico trovato in mezzo alle cianfrusaglie di un mercatino dell’usato e il suo contenuto lega le storie di due violoncelliste Ada e Lionella; le due ragazze vivono in città ed in epoche diverse, ma la passione per la musica le unisce attraverso il tempo.

Lionella Petrella vive in Belgio, a Seraing una cittadina che sta dimenticando il suo passato siderurgico sostituendo con edifici moderni le vecchie strutture industriali, appartiene a una famiglia di musicisti e sin da piccola studia musica e suona uno strumento: il violoncello, uno strumento che si può abbracciare come un amico, con una voce grave e calda. Il violoncello può darle l’opportunità di emergere al concorso Arpeggi a cui l’ha iscritta il suo maestro, dove Lionella può sperare di brillare solo portando un pezzo diverso dagli altri, un pezzo che non sia stato sentito milioni di volte.

Lionella come tutti gli adolescenti non si ama, non le piace il suo corpo troppo sottile e il viso dalla pelle diafana, circondato da lunghi capelli biondo cenere; ma Kevin un ragazzo suo amico l’adora e scopre in lei la somiglianza con Lucrezia Buti, la monaca che fece da modella a Filippo Lippi nella più famosa delle sue madonne.

Quando vede il contenuto di un vecchio cofanetto di metallo al mercato, Kevin lo compra per fargliene dono, dentro vi sono un diario, mezza medaglietta con l’immagine di sant’Anna e uno spartito musicale che ha attraversato i secoli.

Sotto il quaderno c’era un rotolo di fogli tenuto insieme da un nastro scolorito; lo sciolse e diede un’occhiata al contenuto: erano spartiti musicali. Su ogni foglio, nell’angolo superiore sinistro, ricorrevano tre parole: Sonata per violoncello.

Una sonata scritta due secoli prima.

Ada era una delle tante orfane ospiti dell’Ospedale della Pietà, deposta appena nata nella ruota degli Innocenti da una madre il cui unico ricordo era una medaglietta di ottone tagliata a metà con l’immagine di santa Anna appesa da un nastro. Da questa medaglietta non si separava mai, rappresentava la speranza che sua madre un giorno ritornasse per portarla via da lì.  Ada faceva parte di quelle che si chiamavano le “figlie di coro”, le ragazze che avevano un particolare talento e studiavano musica sotto la guida di un maestro eccezionale: Antonio Vivaldi.

E’ stato all’alba dell’Anno Domini 1723 che don Antonio Vivaldi ha ordinato per me un violoncello di nuovissima fattura presso il liutaio Matteo Goffriller , da lui considerato il migliore di tutta Venezia.

Ada aveva un vero talento per la musica ed era diventata l’allieva prediletta del prete rosso, la sua aiutante, colei che ricopiava gli spartiti su ognuno dei quali era scritto il nome della ragazza alla quale era destinato, onde evitare controversie.

Le figlie di coro suonavano nella galleria della chiesa, dietro una grata che impediva al pubblico di vederle, ma il suo talento, il suono del suo violoncello, superava ogni barriera e riscuoteva l’ammirazione del pubblico che desidera conoscere la musicista. Quella dell’Ospedale della Pietà era una vita di clausura erano poche le occasioni in cui le ospiti potevano uscire, ma Ada venne incaricata di recarsi al laboratorio del liutaio a prendere corde, ance, plettri, mentoniere, colofonia e  quant’altro occorre alle musiciste. Durante queste uscite ebbe l’occasione di immergersi nella vita veneziana, di vedere i fastosi palazzi, ammirare le coloratissime maschere che popolavano i campi e le calli durante il carnevale.  E fu durante queste uscite che conobbe un nobile ammiratore del suo talento, questi incontri  accesero le sue speranze di giovane donna di vivere un amore capace di cambiare il suo destino.

Della sua vita, delle sue paure e delusioni scrisse in un diario, le sue emozioni invece le affidò alla musica, divennero note su uno spartito, divennero la Sonata di Ada.

Sull’ultima pagina del diario Lionella scopre come quella che in un primo momento aveva creduto fosse un’opera perduta del grande Vivaldi è stata in realtà scritta da Ada, un’orfana sconosciuta;  capitata  chissà come  in un mercatino di  Seraing.

Lionella  è  arrivata tra i finalisti del concorso Arpeggi con quella che viene creduta da tutti un’opera riscoperta del prete rosso e il suo maestro la esorta a  continuare a lasciarlo credere,  nessuno darebbe valore a quella sonata se si scoprisse la sua vera autrice. Lionella deve  scegliere se prendersi il merito di aver scoperto una nuova inedita e bellissima sonata di Vivaldi o rendere giustizia ad un’orfana dimenticata dalla storia.

Mia madre mi ha abbandonato perché non mi voleva. Non leggerà mai queste parole, queste frasi, questi dialoghi, questa mia vita che mi sforzo di trascrivere il più fedelmente possibile. La riunione delle due metà della medaglietta non avverrà mai.

L’autrice ha descritto come si svolgeva la vita nell’Ospedale della Pietà con una precisione documentaristica, la sua scrittura è lineare, molto godibile, ma sa diventare evocativa quando descrive gli stati d’animo delle due violoncelliste e la musica che sanno trarre dai loro strumenti. Le due ragazze sono due giganti, le loro vicende assorbono l’attenzione del lettore che passa dalla vita di Lionella a quella di Ada con la stessa curiosità e simpatia.
Il punto debole del romanzo è che emergono solo i tre protagonisti, le due violoncelliste e Kevin, gli altri personaggi restano sullo sfondo, anche il maestro Antonio Vivaldi, mentore di Ada.

Link cartaceo: La sonata perduta
Link ebook: La sonata perduta

Trama
Venezia, 1723. Per le orfane dell’Ospedale della Pietà, la vita è molto dura. Fin dalla più tenera età, la loro esistenza è scandita dal lavoro, dalla cura dei malati, dalle faccende domestiche. Eppure, a un gruppo ristretto di ragazze particolarmente dotate viene offerto qualcosa cui pochissime donne hanno accesso: l’istruzione. Un’istruzione che comprende addirittura la possibilità d’imparare a suonare uno strumento sotto la guida di un maestro d’eccezione, Antonio Vivaldi. Ada, però, è diversa. A lei non basta eseguire meccanicamente brani scritti da altri. Lei vuole usare la musica per dare voce ai propri pensieri e alle emozioni che si agitano nel suo cuore. Ma in un mondo in cui le uniche possibilità per le donne sono il matrimonio o il convento, persino un talento straordinario come il suo rischia di svanire nel silenzio…
Belgio, oggi. Quando riceve in regalo uno scrigno che racchiude un diario e uno spartito dall’aria antica, la giovane Lionella lo considera un segno del destino. Da settimane, infatti, cercava un brano da presentare a un importante concorso musicale, e quello sembrerebbe addirittura opera di Vivaldi. Solo leggendo il diario scoprirà una verità ben più sorprendente…

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