Trama Sono tempi incerti per l’impero romano. L’imperatore Nerva non ha le capacità per governare e il generale Marco Ulpio Traiano cerca di fare il possibile per difendere il limes danubiano. Approfittando di questa situazione precaria, i barbari sono diventati irrequieti lungo le sponde del Danubio. Ai soldati della leggendaria Legio I Adiutrix, stanziata a Brigetio, è demandato il compito di combattere gli infidi Iazigi e salvare alcuni commilitoni catturati. Il decano Caio Flavio Aquila e i suoi compagni, sprezzanti del pericolo e con un diverso modo di combattere rispetto agli altri soldati di Roma, lotteranno strenuamente e faranno onore all’aquila della propria legione. Recensione a cura di Laura Pitzalis
Per mare e per terra sempre uniti!
Un libro molto particolare iniziando proprio dalla cover, un disegno che richiama un albo a fumetti, una grafica semplice che non passa inosservata Un libro particolare perché è un romanzo breve con un finale che lascia intuire un sequel, tipico dei giornalini di fumetti, con protagonisti fissi ma con storie diverse. La protagonista del romanzo è la Legio I Adiutrix, una particolare legione formata dai marinai della flotta di Miseno con compiti e organizzazione singolare e specifica rispetto alle altre legioni.
Oltre alla consueta opera di perlustrazione in mare e per fiume, retaggio della nostra origine marinara, noi svolgevamo compiti che i normali legionari non erano in grado di portare a compimento come l’arrembaggio e la cattura di navi nemiche, sortite improvvise all’interno di foreste impenetrabili e recupero di soldati prigionieri
Anche l’addestramento era particolare e caratteristico tanto da rendere questi legionari esclusivi rispetto a quelli classici, un Corpo dei Marines ante litteram. La storia è ambientata, alla fine del I secolo d.C., sul confine danubiano, nel castrum di Brigetio e il racconto è incentrato su un gruppo di legionari della Legio I Adiutrix, chiamati in una missione molto pericolosa: liberare i legionari della Legio XI Claudia fatti prigionieri dagli Iazigi e portati in un villaggio abbandonato per torturarli e sacrificarli ai loro dèi. La narrazione è in prima persona, la voce narrante è Caio Flavio Aquila, optio (assistente del centurione) della Legio I Adiutrix, è lui che inizia il romanzo con una presentazione che mi ha fatto sorridere:
Mi chiamo Caio Flavio Aquila e sono nato a Capua le idi di settembre dell’anno 817 dalla fondazione di Roma. Mio padre Numerio era un venditore d’olio e mia madre Epidia lo aiutava nella sua attività. Molti si chiederanno perché il mio cognomen sia Aquila. Beh, non vi sono gesta eroiche né origini leggendarie dietro. La verità è che mio nonno Vibio aveva un naso sorprendentemente lungo e appuntito e sembrava veramente quel nobile uccello simbolo del no-stro Impero.
In questo libro l’autore preferisce il “narratore autodiegetico”, l’io narrante, che ci conduce passo dopo passo nei meandri della storia , ci fa provare in prima persona le emozioni del protagonista, vivere le situazioni con i suoi stessi occhi e percepire le sue ansie e le sue commozioni. La narrazione in questo caso è più incalzante ed emozionale. A mio avviso, però, ha un limite: quando Il protagonista ci narra le sue azioni di guerra e si trova in difficoltà davanti a delle imboscate, senza vie di fuga con il nemico pronto a scagliare il colpo fatale …
[…] stava venendo da destra pronto a troncarmi la testa con una grossa spada scheggiata e arrugginita. Tutti erano impegnati nel corpo a corpo e nessuno fece caso a me. Un altro istante e sarei morto. D’istinto alzai il braccio destro per proteggermi, anche se sapevo che sarebbe stato inutile. Chiusi gli occhi …
intuiamo che arriverà un Deus ex machina che lo salverà. Questo a mio parere spezza un po’ l’atmosfera tachicardica, annulla inesorabilmente il “colpo di scena”. E sinceramente mi ha un po’ infastidito, ma solo un po’ perché l’azione è talmente ritmata e adrenalinica che non ti dà il tempo di pensarci su … È un romanzo storico, senza dubbio, non solo per l’ambientazione ma anche per i particolari che parlano di storia: pilum, cingulum, gladio, pugio, caliga, castrum, sono entrati a far parte del mio bagaglio culturale. Così come la vita militare nel castrum, le ore dedicate alle esercitazioni con addestratori celti e germanici, i turni di guardia, andando avanti e indietro sulle mura, e le ore di riposo, della libera uscita trascorsa a Castra Vetera in qualche taverna a fare baldoria … È un romanzo corale dove tutti i personaggi, tratteggiati in modo distintivo e particolareggiato che li rende vivi e umani, sono allo stesso livello, non c’è il personaggio clou, piuttosto una “squadra” clou, la Legio I Adiutrix appunto! Un libro che parla di solidarietà, di onore, di amicizia, di goliardia. Un gruppo formato da persone che hanno paura, temono per la loro sorte ma che sono pronti a sacrificarsi per i compagni e per l’Urbe:
Anche divisi su piccoli scafi malandati, ci sentivamo uniti come un sol uomo. Questo era lo spirito del legionario romano, questo era lo spirito della Legio I Adiutrix. Per mare e per terra sempre pronti e audaci, sempre uniti.
Splendidi sono i dialoghi goliardici, che vengono scambiati durante le missioni per sdrammatizzare e minimizzare la preoccupazione, il timore e l’ansia:
«Signore, non potrei restare qui? Se tutti voi morirete stanotte, chi mai ricorderà le vostre gesta e il vostro coraggio? Io mi offro per questo gravoso compito.» […] «Ah, Lucio Valerio Vindice, ho un’altra idea. Se non muori stanotte, squartato o impalato da un barbaro, sarò ben lieto di assegnarti per un mese alla pulizia delle latrine. Credo che in questo modo ricorderai meglio le gesta dei tuoi compagni.»
In questo romanzo, dove la descrizione delle battaglie pur dettagliate e violente non arriva mai a essere feroce e cruda, dove non solo si legge, ma si sentono i rumori, gli odori e si capta l’atmosfera pesante dell’attesa e della battaglia, trovi anche l’amore tra il protagonista Caio Flavio Aquila e Drusilla ed ecco che ti fai partecipe delle loro emozioni e dei loro progetti. Ivan la Cioppa è riuscito a umanizzare i suoi personaggi, a renderli coraggiosi, impavidi, imperturbabili ma anche timorosi, preoccupati, ansiosi … la paura e la voglia di non essere eroi:
Lucio, come sempre, aveva paura ogni volta che ci davano un nuovo incarico. Era un soldato forte e valoroso ma, se poteva, preferiva rinunciare a una morte eroica cui, invece, anelavano molti nostri compagni. A lui andava bene la vita di frontiera fra esercitazioni e turni di guardia e, ogni tanto, rubare la virtù di qualche ragazza e farsi un buon bicchiere di vino. Non gli importava se nessuno, dopo la sua morte, avesse ricordato il suo nome.
  Copertina flessibile: 92 pagine Editore: Booksprint (30 aprile 2019) Lingua: Italiano ISBN-10: 8824927513 ISBN-13: 978-8824927512 Link di acquisto cartaceo: La legione venuta dal mare Link di acquisto ebook: La legione venuta dal mare

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