Narrativa recensioni

Recensione de “Il secondo piano” – Ritanna Armeni

In una Roma in cui i muri parlano della disperazione della città, dove persino i monumenti sono avvolti dalla tristezza, mentre procede il racconto dei rastrellamenti del Ghetto, della rabbia di Hitler perchè erano stati raccolti solo poco più di mille ebrei – il suo ordine era di arrestarne ottomila – anche il lettore viene avvolto dalla tristezza, dall’angoscia di non avere più un futuro, ma anche dalla speranza che qualcosa di buono può essere possibile.

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Recensione de “La maschera di marmo” di Jean-Christophe Grangè

Siamo in Germania, c’è il nazismo. È un periodo difficile anche per gli psichiatri e le SS: questi ultimi non si possono fidare neanche dei loro camerati, mentre gli psichiatri non sono visti di buon occhio dai seguaci del Führer e potrebbero perdere il loro lavoro. Jean-Christophe Grangé dedica ai tre protagonisti del libro un capitolo ciascuno: li ho trovati molto interessanti perché in questo modo entriamo in contatto con loro e la loro personalità.

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Recensione de “La bambina di Auschwitz” – Tova Friedman e Malcolm Brabant

Auschwitz. Sinonimo di morte, terrore, devastazione, crudeltà: l’inferno in terra. Varcare i cancelli del campo di concentramento più conosciuto della Storia era preludio di atrocità e sofferenza, un viaggio senza ritorno nelle viscere più brutali della terra. Poche persone riuscirono a sopravvivere all’abbraccio mortale di menti malate e contorte, poche anime segnate nel corpo e nella mente che hanno voluto raccontare cosa hanno dovuto affrontare ma soprattutto sopportare, accumunati da una flebile speranza di sopravvivenza.

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Il Resto di Niente – Enzo Striano

L’incredibile avventura intellettuale di Eleonora Fonseca Pimentel si consuma nello scenario di un’intera città: la Napoli di fine Settecento: Striano ne fa una descrizione viva, capace di restituire intatti al lettore le strade con i loro mille rumori, la musicalità dei dialetti che cambiano cadenza a seconda della zona di provenienza, i colori sgargianti degli abiti, l’aroma dei cibi, tra lo sfarzo della corte borbonica e l’estrema povertà del popolo.