Trama
Il papa Alessandro VI Borgia si sta accingendo a perfezionare i suoi progetti per il controllo dell’Italia, quando un atroce delitto lo priva degli affetti più cari e sconvolge i suoi piani. Tutta Roma viene mobilitata per scoprire l’autore del crimine ma, per una strana serie di coincidenze, in prima linea nelle indagini si viene a trovare il pittore di corte, il celebre Pinturicchio. Per far luce su un omicidio che ha ferito il cuore del papato, Pinturicchio si servirà dell’aiuto dei più affermati artisti in città, da Michelangelo Buonarroti a Filippino Lippi, da Piermatteo d’Amelia al Perugino. L’elenco dei nemici dei Borgia è così lungo che la lista dei sospettati si alimenta di giorno in giorno. E mentre tutti a un certo punto cercano un uomo mascherato che potrebbe essere il testimone chiave dell’accaduto, una donna deturpata si aggira per Roma in cerca di vendetta… Di chi si tratta? In una Roma rinascimentale dove la ricchezza delle espressioni artistiche va di pari passo con le lotte per il potere, la penna di Andrea Frediani rievoca uno dei più celebri cold case della storia.

Recensione a cura di Antonella Giuffrida
Il Rinascimento è sicuramente un periodo che ha lasciato numerosi  capolavori artistici ma è anche il periodo di una delle famiglie più note della storia: i Borgia. Recensire un romanzo storico che pone al centro la figura di un Papa, non è semplice; certamente è più complicato descrivere un Papa che ha figli e amanti!

Non è facile conciliare il ministero che rivestiamo con l’amor filiale. Ma soprattutto, conciliare la nostra missione spirituale con quella, del tutto terrena, di mettere il papato al riparo dalle minacce che gravano su di esso. Perché il popolo creda nella Chiesa, bisogna rendere meno precario il nostro potere, e possiamo farlo solo attraverso le persone di cui ci fidiamo di più, ovvero i nostri familiari

Andrea Frediani narra la storia di Papa Borgia, Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, percorrendo due degli undici anni di vita del suo pontificato (1496 – 1497). La sete di potere e l’egocentrismo portano Alessandro VI  a creare una dinastia che governi ed espanda l’egemonia sempre più ad ampio raggio; naturalmente l’ambizione dei Borgia  attira tanti nemici:

[…] i fratelli, perché si dice che si portasse a letto la moglie del Duca di Squillace, Goffredo Borgia. E poi molti mariti cornificati. E poi gli Orsini, loro nemici anche dopo la fine della guerra. E gli Sforza: non corre buon sangue tra papa e vicecancelliere, e si dice che il matrimonio tra Lucrezia e il marito Giovanni Sforza non abbia funzionato…E poi c’è il Duca di Montefeltro, che i Borgia si sono rifiutati di riscattare…Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Una figura controversa: forse il Papa più dissoluto, più contestato, più corrotto della storia. Il lettore fin dal prologo del libro ha la sensazione che sia accaduto qualcosa di grave ad Alessandro e alla sua famiglia. Il Papa, nelle stanze dell’appartamento pontificio, osserva La Disputa di Santa Caterina ad Alessandria, il celebre quadro di Pinturicchio, che si rivela la chiave di volta di tutta la storia; Alessandro osserva la scena, comprende, ed il suo sarà un tormento senza fine. La suspence ha subito inizio.  

E poi si rese conto: Pinturicchio ne aveva modificato radicalmente i tratti somatici e i capelli. Si concentrò sulla sua figura. Non solo non era più lo stesso personaggio di prima, ma non era neppure ciò che avrebbe dovuto essere. Era qualcosa che non avrebbe voluto vedere […]

Dalla relazione del Papa con Vannozza Cattanei, una delle sue amanti,  nascono quattro figli: Cesare, Giovanni, Lucrezia e Goffredo. I fratelli Borgia, vestiti con abiti imperiali minuziosamente descritti, uniti da un padre che fa di loro una pedina per i propri interessi politici, appaiono, sotto la penna di Frediani, freddi, calcolatori, spregiudicati , l’uno contro l’altro alla contesa di un potere clericale o politico. Cesare, destinato alla carriera ecclesiastica ma propenso a quella di condottiero; Lucrezia, vittima di un sistema, una donna dalle varie sfaccettature. Frediani la dipinge come sottomessa e condannata a fungere da pedina di scambio nell’eterno gioco dei potenti. Ma come tutte le donne, anche Lucrezia ha una sua anima ed ha bisogno di un padre. Bellissimo e commovente l’incontro tra lei ed il Papa che, spogliatosi delle vesti di Pontefice diventa un Uomo, uno di noi, e soprattutto un  padre, che nel convento di San Sisto incontra la figlia; un momento di vera umanità che lo scrittore descrive evidenziando la pietas di un rapporto agognato e ritrovato. Il terzo fratello, Giovanni Borgia, essere odioso ma mai feroce come Cesare. In ultimo Goffredo, il più piccolo dei Borgia, che vive sempre all’ombra dei fratelli maggiori .
Tutti i personaggi del romanzo crescono, si evolvono in base a ciò che sono costretti ad affrontare; le pagine  del libro sono un misto di  calma e concitazione: alla fine di ogni capitolo il lettore non riesce a chiudere il libro ma è quasi costretto a cominciare il successivo per la curiosità che man mano lo avvolge ed aumenta, come un crescendo rossiniano. In un romanzo  ambientato nel periodo più fulgido della storia dell’arte non possono mancare  descrizioni attente e particolareggiate di opere. Gli affreschi di Palazzo Orsini a Monte Giordano, della Torre Caetani a ridosso del Tevere,  di Palazzo della Cancelleria, di Palazzo del Duca di Montefeltro sono rappresentati nelle pagine del romanzo con dovizia di  particolari e in modo approfondito. Un alto contributo alla cultura antica è rappresentato dai  protagonisti del romanzo che si aggirano lungo le  strade di Roma . Il lettore è preso per mano ed è accompagnato in un tour virtuale della Roma rinascimentale.  Ed il valore aggiunto sta nel fatto che tali descrizioni sono in sintonia con lo stile di Frediani: narrativo, bucolico e ricco di particolari quando descrive le opere pittoriche e scultorie di  Roma; concitato e mozzafiato durante lo svolgimento degli eventi che scuotono e stravolgono la famiglia Borgia; il ritmo incalzante travolge anche il lettore.  Naturalmente, i quadri vengono affiancati dai pittori che si aggirano nelle stanze dello stato Pontificio: dal Pinturicchio, che nella storia dei Borgia  svolge un ruolo particolare e tutto da scoprire, al Perugino, a Michelangelo, a Raffaellino del Garbo, a Filippino Lippi, a Piermatteo D’Amelia, a Maestro Mino. Il loro armeggiare con le polveri per comporre i colori e dar vita alle opere commissionate dalle famiglie dei potenti, offre al lettore uno sguardo alle varie tecniche artistiche davvero curiose e affascinanti.

Quando uno dei fratelli  Borgia viene ucciso in circostanze misteriose, ecco che Alessandro VI si trova a fare i conti col proprio io di Papa e di Uomo; l’introspezione psicologica che ci descrive Andrea Frediani mette a nudo la natura di quest’uomo che pur nepotista e egocentrico comprende che aver dato predominio al potere temporale  ha portato solo odio, dolore, lutti e distruzioni. L’atmosfera del romanzo si trasforma: il lusso, gli intrighi, i tradimenti, il sesso sfrenato lasciano il posto allo smarrimento, alla costernazione, ai sospetti anche all’interno della stessa famiglia.  Momenti di vera pietas sono rappresentati dalla comparsa di un personaggio affetto dal mal francese: abile, astuto, energico ma poi tradito, sconfitto nel corpo e soprattutto nell’anima dalle delusioni cocenti che scaturiscono dagli eventi descritti. Ed è il girovagare di questo personaggio per le vie di Roma che dà azione e accresce il ritmo e la vita del romanzo. Frediani, fra le righe e in modo molto sommesso,  descrive una storia d’amore, tanto vissuta quanto tormentata e drammatica! Anche il rapporto fra il Pinturicchio e la moglie Grania offre al lettore parecchi spunti di riflessione.  Un pittore affermato, uno dei più richiesti dell’epoca ma fragile e poco audace; la moglie lo consiglia e gestisce i suoi affari; insomma, anche dietro un grande pittore c’è sempre una grande donna che lo dirige.

[…] nessuno era solo come appariva agli altri: c’era, in ciascuno,  tutto un mondo interiore che un bravo artista avrebbe dovuto saper cogliere ed eternare, dando così spessore e profondità a una figura che , altrimenti, sarebbe stata solo una piatta e banale rappresentazione della realtà.

Sebbene siano stati scritti fiumi di parole sulla famiglia Borgia, ritengo che leggere un libro che affronta questo periodo di corruzione, di nefandezze e di dispotismo è come colmare il vuoto che la storia ha lasciato. Non è sufficiente apprendere gli eventi narrati dai libri di scuola ma è ancora più interessante conoscere,  attraverso gli studiosi come Andrea Frediani, il periodo storico in ogni sua parte, non solo imprese e lotte di potere  ma amori, dolori, tristezze e  rassegnazioni.
Buona lettura!

Copertina flessibile: 382 pagine
ISBN-10 : 882272819X
ISBN-13 : 978-8822728197
Editore : Newton Compton Editori (7 novembre 2019)
Lingua: Italiano
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