Narrativa recensioni

Gli anni di cristallo. Il destino di una famiglia – Ulrike Renk

Recensione a cura di Laura Pitzalis

Kristallnacht, ovvero la “Notte dei cristalli”, è la notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 durante la quale i nazisti scatenarono un violento attacco devastatore contro gli ebrei. Deve il suo nome alle schegge dei vetri frantumati, provenienti dalle finestre, sinagoghe, case e vetrine dei negozi di proprietà di ebrei, saccheggiati e distrutti durante i disordini, che tappezzavano le strade tedesche all’indomani del pogrom. Questi fatti successero in seguito all’attentato del 7 novembre 1938, a Parigi, da parte del diciassettenne ebreo-polacco Herschel Grynszpan contro il diplomatico tedesco Ernst vom Rath, episodio che fu utilizzato come pretesto dalla propaganda nazista per scatenare le violenze contro la popolazione ebraica della Germania.

Responsabili furono le squadre delle SA e della Gioventù Hitleriana, molti di questi in abiti civili per alimentare la messinscena che i disordini fossero una manifestazione dovuta all’indignazione collettiva. Molte Sinagoghe bruciarono tutta la notte sotto lo sguardo dei vigili del fuoco che avevano ricevuto l’ordine di intervenire solo per evitare che gli incendi si estendessero ai palazzi vicini.

Sebbene l’omicidio non figurasse nelle direttive principali, novantuno ebrei persero la vita.

La Kristallnacht è stato il primo atto che portò alla distruzione fisica di milioni di persone, derubati di tutto, privati della loro nazionalità, cacciati fuori dai confini della loro patria.

Si formarono migliaia e migliaia di profughi in cerca di una via di salvezza, parecchi riuscirono a emigrare in Paesi disposti a ospitarli, ma per la maggior parte di loro non ci fu nessuna possibilità. Sbattuti da un ghetto all’altro, quasi tutti quelli che assistettero alla distruzione dei loro beni nella “notte dei cristalli” furono alla fine trucidati nei numerosi campi di sterminio nazisti.

Tutto questo è raccontato nel romanzo “Gli anni di cristallo” di Ulrike Renk secondo libro, dopo “Gli anni della seta”, dei quattro che vede protagonista la famiglia Meyer.

Una cappa di smog sovrastava la città, un odore di caligine e fumo, di legna e stoffa bruciata, di vendette e distruzione.

Non avrebbe mai dimenticato il 9 novembre 1938, le immagini si erano impresse a fuoco nella sua memoria. Le fiamme ardenti che divampavano dalla sinagoga”.

Un romanzo storico che descrive la situazione in cui si trovavano gli ebrei tedeschi all’indomani della “Notte dei Cristalli”, costretti a riconoscersi esuli in patria, a perdere, nel loro intimo, ogni sicurezza, in balia solo della casualità e, soprattutto, a scoprire che da soggetti erano diventati oggetti.

L’autrice racconta una storia vera, con personaggi esistiti realmente, basandosi sui diari di Ruth Meyer, che è la protagonista dei romanzi, e su i ricordi, le lettere e i racconti di famiglia. Una famiglia che, benché seguisse alcune festività e precetti della religione ebraica, non era praticante.

Attraverso gli occhi di Ruth, la sua quotidianità, i suoi pensieri, emozioni, paure e insicurezza sul futuro, assistiamo alla crescita dell’intolleranza nei confronti degli ebrei con provvedimenti volti a escluderli completamente dalla vita economica e sociale tedesca.

Agli occhi dei nazionalsocialisti siamo inferiori. E perché? Perché abbiamo un’altra religione. Credono che apparteniamo a un’altra razza, che siamo stranieri, che per questo possono emarginarci. Ma non siamo tutti nati qui, cresciuti e andati a scuola qui? Perchè dovremo essere diversi?”

Ruth Mayer ha solo diciassette anni, ma si rende subito conto che dopo Kristallnacht nulla sarà come prima e sarà lei a doversi prendere in carico il futuro della propria famiglia, la loro salvezza. Ė un paesaggio spaventoso quello che lentamente si muove intorno a lei, un meccanismo che con un effetto domino, a onde concentriche, si allarga a dismisura: la quotidianità familiare, gli amici, le aspirazioni, i desideri, tutto si tinge di un colore intorbidato intriso di angoscia e paura.

“Fare i misteriosi, giocare a nascondino, usare sotterfugi: tutto questo faceva ormai parte della sua vita. […] Dal lager trapelavano poche informazioni e sinora erano stati rilasciati solo pochi degli uomini e dei ragazzi ebrei arrestati la notte del pogrom. Potevano andarsene soltanto coloro che rinunciavano ai loro averi e che avevano la possibilità di lasciare subito il paese. Tornavano con volti smorti e occhi infossati. […] Non raccontavano molto, non c’erano parole per ciò che avevano vissuto. Eppure l’orrore era tangibile”.

Ulrike Renk ci regala un libro interessante dal punto di vista storico che ci fa riflettere su un passato che non dobbiamo assolutamente dimenticare, scritto con uno stile narrativo abbastanza fluido che rende la lettura piacevole.

Però… non è riuscita a trasmettermi “pathos”, non è riuscita a coinvolgermi del tutto: l’ho trovato un po’ lento nelle descrizioni degli avvenimenti, ripetitivo e prevedibile. Solo nell’ultima parte dove si racconta il viaggio avventuroso e ricco d’incognite di Ruth verso l’Inghilterra, sola e con undici valige al seguito!, e la sua lotta contro il tempo perché le venga accettata la domanda di visita per i genitori e la sorella, la lettura acquista vivacità con un ritmo incalzante, adrenalinico e in alcuni passi divertente, tanto da strapparmi più di una volta il sorriso per situazioni quasi fantozziane.

E poi si arriva al finale che mi disorienta perché non c’è un finale ma solo una “sospensione” che ti lascia sul più bello e non ti dà risposte, come uno sceneggiato televisivo in varie puntate che s’interrompe sulla scena più adrenalinica per poi scrivere “ il seguito alla prossima puntata”. Così chiude il romanzo Ulrike Renk, non conclude ma rimanda al prossimo libro: confesso che sono rimasta un po’ delusa, avrei preferito che fosse autoconclusivo.

Comunque è un libro che non boccio assolutamente perché l’autrice ha scritto una storia vera, quella della famiglia Meyer, che è una testimonianza fondamentale di un periodo storico drammatico che non deve essere dimenticato, una parte di storia che, anche se romanzo, ci ricorda angosce e dolori di un tempo terrificante.

Non solo, alcune situazioni ricordano molto vicende attuali ed è miope pensare che certe cose non possano accadere mai più.

Sino all’inizio della guerra potevano espatriare, con grandi perdite finanziarie, ma avrebbero potuto espatriare tutti. Tuttavia non c’era paese disposto ad accoglierli. I profughi non potevano andare da nessuna parte. In America, in Svizzera, in quasi tutti i paesi vigevano restrizioni. Volevano l’élite bene istruita, gli accademici, qualche artista. Ma non la gente comune. […]

E oggi ci sono altri profughi in condizioni analoghe. Dovremmo riflettere su questo, perché l’atroce storia non deve ripetersi. Mai. Eppure avviene. Oggi. Purtroppo.”

Queste parole Ulrike Renk le scrive nell’epilogo. Per non dimenticare di ricordare, perché “Dimenticare lo sterminio, fa parte dello sterminio” (Jean-Luc Godard.)

Sinossi

Germania, 1938: dopo la terribile Notte dei cristalli, tra il 9 e il 10 novembre, la vita di Ruth Meyer e della sua famiglia non è più la stessa. La loro bella casa viene distrutta dalla furia cieca dei nazisti, e le violenze e le ostilità nei confronti degli ebrei aumentano di giorno in giorno. Chi può lascia la Germania per sfuggire a un destino inimmaginabile. Anche i Meyer cercano di ottenere i visti, ma le possibilità di lasciare il Paese in tempi brevi sono scarse, quasi nulle. Il loro unico desiderio è riuscire a rimanere uniti, ma quando il padre, Karl, viene arrestato, Ruth non vede altra via d’uscita se non quella di fuggire, sola, in Inghilterra. Lì, forse, potrà mettere a frutto la sua abilità di sarta, e, lo spera, potrà salvare la sua famiglia. Ma che ne sarà di Kurt, il suo unico grande amore, i cui genitori si rifiutano di lasciare la cittadina di Krefeld? Che ne sarà dei loro progetti? E riusciranno i Meyer a sopravvivere e ritrovarsi dopo la guerra?

Editore ‏: ‎TRE60 (17 giugno 2021)

Lingua ‏: ‎Italiano

Copertina flessibile : ‎336 pagine

ISBN-10 ‏: ‎8867025929

ISBN-13 ‏: ‎978-8867025923

Link d’acquisto cartaceo: Gli anni di cristallo

Link d’acquisto e-book: Gli anni di cristallo

Che ne pensi di questo articolo?

One Reply to “Gli anni di cristallo. Il destino di una famiglia – Ulrike Renk

  1. Ho letto anche il primo volume dal titolo Gli anni della seta. Direi che mi sono piaciuti entrambi, anche se in certi passi è ripetitivo. Questo è il genere di libri storici che amo particolarmente. Ora aspetto con ansia che escano gli ultimi due volumi, nella speranza che succeda presto.

     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.