Araldica Viaggio nella storia

Le rubriche del lunedì: araldica – i simboli della città di Firenze

Terza puntata della nostra rubrica dedicata all’araldica delle città principali italiane. Dopo aver letto la Storia dei simboli delle città di Roma e Milano, affrontiamo ora un’altra città dal passato affascinante e immortale: Firenze.

lo stemma e la bandiera di firenze

Tutti conoscono il simbolo principale della città di Firenze: il giglio. La bandiera di Firenze presenta un giglio rosso stilizzato su campo bianco.

Il nome di Firenze in origine era Florentia dato probabilmente dai romani quando fondarono la città, nel 59 a.C. durante i festeggiamenti della Primavera, in onore della dea Flora. Perché si scelse un giglio come simbolo della città non ha una spiegazione certa: come spesso accade in queste occasioni le versioni storiche sono diverse.

La prima risale proprio alla fondazione della città che sembrerebbe essere stata opera del popolo romano durante il periodo di Primavera e dedicata alla dea Flora.

Altra ipotesi, più fantasiosa, porta a pensare che la preferenza sul giglio sia da ricondurre la dedica della fondazione di Florentia al dio Marte, divinità che non solo presiede alla guerra, ma che una leggenda vuole sia nata dal contatto di Giunone con un fiore che permetteva di concepire al solo contatto. Legame con il dio Marte che si ritrova anche nel nome popolare del giglio stesso: giaggiolo. Il vocabolo deriverebbe dal latino gladiolus (piccola spada) una forma che le foglie del fiore ricordano da vicino.

Una terza versione, ancora, si riferisce alla versione più antica del nome di questo fiore: in botanica riporta il nome di Iris alba florentina, che dal popolo veniva definito ghiacciolo, per quel suo particolare colore (bianco e leggermente azzurrato) che lo rendeva simile al ghiaccio. L’alterazione subita nel tempo nel parlato ha portato con probabilità il passaggio da ghiacciolo al “moderno” giaggiolo.

Ma i colori della bandiera, con giglio rosso su sfondo bianco non furono sempre così.

GUELFI E GHIBELLINI

In origine la bandiera prevedeva una composizione esattamente contraria: un giglio bianco su sfondo rosso. Le origini di questo simbolo partono, indicativamente, dall’avvento della repubblica fiorentina intorno al 1115. Nel 1251, all’apice della diatriba tra ghibellini e guelfi per il controllo sulla città, quando i primi vennero cacciati dalla città il governo guelfo decise di imprimere un segno importante per celebrare la vittoria sui rivali. Decise, quindi, di mantenere il simbolo storico della città ma di invertire i colori della bandiera. Da quel momento, fino a oggi, questo simbolo rappresenta la città di Firenze in tutto il mondo.

Tentativi di modifica

Nel corso dei secoli ci furono solo tre tentativi di modificare la bandiera di Firenze.

Il primo fu Gualtiero di Brienne nel 1342, il quale, una volta divenuto signore della città, mutò il simbolo cittadino in un tricolore formato dal giglio, dallo stemma della sua casata e dalla croce del popolo. Questa nuova bandiera fu utilizzata per un anno circa, quando ebbe inizio la rivolta del popolo che portò alla cacciata di Gualtiero dalla città.

Il 13 giugno 1811 con un decreto ad hoc il governo napoleonico tentò una seconda modifica alla bandiera di Firenze: il nuovo simbolo prevedeva “una pianta di giglio fiorito al naturale nascente su prato verde in campo argento sormontato da capo rosso con tre api d’oro” (il capo indicava l’appartenenza di Firenze alle classe delle grandi città dell’impero napoleonico, le cosiddette bonne ville). Ai fiorentini non piacque questa ordinanza e ancor meno il nuovo simbolo imposto. Lo stemma non fu mai preso in considerazione e il provvedimento cadde nel nulla. 

La terza e ultima variazione fu fatta durante il regime fascista, con il Regio Decreto n. 1440 del 24 ottobre 1933, per mezzo del quale si istituì il capo littorio da adottarsi obbligatoriamente negli stemmi delle province e comuni d’Italia. Questo decreto puntava a inserire il simbolo del partito fascista nella parte superiore di ogni stemma civico. Fu così che per 10 anni l’emblema di Firenze ebbe nella parte superiore il fascio littorio in campo rosso.

GONFALONE

Il Gonfalone è il vessillodella città di Firenze. Viene descritto come un “drappo rettangolare, terminante nella parte inferiore a coda di rondine, di color bianco e misura centimetri 213 in senso verticale e centimetri 137 in senso orizzontale, in cui campeggia il giglio di rosso aperto e bottonato”.

Il Gonfalone è scortato sempre e in ogni uscita, dalla Famiglia di Palazzo, detta anche Famiglia del Gonfalone, costituita da oltre 120 anni. La Famiglia non è tale per via di legami di sangue: a unire chi ne fa parte è una passione condivisa. Si tratta infatti di un gruppo di dipendenti comunali che, in costume rinascimentale, “scorta” il Gonfalone di Firenze, vessillo della città, nelle uscite ufficiali in occasione delle feste tradizionali fiorentine e nelle ricorrenze di eventi storicamente rilevati.

Sul Gonfalone sono appuntate quattro medaglie d’oro che sono state attribuite alla città in seguito ai comportamenti di particolare merito tenuti dalla sua popolazione durante alcuni momenti salienti della storia recente:
– La Medaglia d’Oro al  Valore Militare per la lotta di liberazione dal nazifascismo, concessa dallo Stato italiano;
– La Medaglia d’Oro alla Resistenza come custode dei valori della Resistenza, offerta dai Comuni e dalle Provincie della Toscana;
– La Medaglia d’Oro al Valor Civile per i meriti della città in occasione dell’alluvione del 1966, concessa dal Presidente della Repubblica;
– La Medaglia d’oro del Concilio Vaticano II sempre per i meriti legati all’alluvione del 1966, concessa da Papa Paolo VI.

IL LEONE

Altro simbolo caratteristico della città di Firenze è sicuramente il leone. Girovagando per la città è facile imbattersi in diverse sculture raffiguranti questo animale.

La storia di questo simbolo, chiamato Marzocco, risale a molti secoli fa. Prima dell’avvento del Cristianesimo la città era devota al dio Marte, come già accennato nei precedenti paragrafi. Quando il patrono della città divenne San Giovanni, i Fiorentini, non volendo distruggere la statua del Dio Marte per non attirarsi l’ira della divinità, la spostarono ai piedi del Ponte Vecchio. Nel tempo la statua venne dimenticata (poi anche portata via da una piena dell’Arno) e sostituita da quella del leone: non a caso il termine Marzocco pare derivi da Martocus ovvero piccolo Marte.

Anche questo simbolo lega la sua Storia a quella dei Guelfi e Ghibellini. Essendo l’aquila storicamente legata alla figura dell’Imperatore. La lotta tra queste due fazioni venne nel tempo raffigurata alternando il leone che domina l’aquila o viceversa.

Il leone più famoso è sicuramente quello di Donatello: l’animale tiene tra le zampe lo stemma di Firenze. Oggi l’originale di questa opera è conservato al Museo del Bargello mentre in Piazza della Signoria si può ammirare una copia realizzata da Clemente Papi, scultore dell’800.

Altri due grandi leoni si possono ammirare all’ingresso della Loggia dei Lanzi, come due guardiani del museo. Il leone di destra è un originale antico, copia romana, mentre l’altro è del ‘600. Entrambi provengono da Villa Medici a Roma.

Un altro famoso leone è quello che troneggia in cima alla Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio da dove indica  la direzione del vento. I fiorentini dicono che quando “il leone piscia in Arno, l’è acqua”, ovvero quando il Leone è rivolto verso l’Arno verrà a piovere.

lo stemma dei medici

Un altro stemma che si può incontrare molto facilmente per le vie di Firenze non è legato propriamente alla città, ma alla famiglia che in un qualche modo l’ha resa grande: i Medici. Lo stemma mediceo, caratterizzato da sette palle, sei rosse e una blu con dei gigli dorati, è presente su molti edifici e palazzi, a simbolo del potere della famiglia che ha amministrato la città nel passato.

Non sappiamo bene cosa vogliano simboleggiare queste palle (o bisanti, come vengono chiamati in araldica): alcuni pensano che siano un’allusione alle pasticche medicinali, con rimando quindi al cognome della famiglia; altri ancora invece pensano sia un rimando allo stemma dell’Arte del Cambio, alla quale i Medici si erano iscritti dopo essersi trasferiti a Firenze. Una leggenda della stessa famiglia Medici racconta che quelle palle sarebbero le impronte lasciate dal gigante Mugello sullo scudo di Averardo de’Medici, paladino di Carlo Magno e capostipite mitico della famiglia.

La palla azzurra gigliata, poi, ha una storia a sé: venne concessa nel 1465 a Pietro il Gottoso, padre di Lorenzo il Magnifico, da re Luigi XI di Francia. I gigli lì raffigurati, perciò, non sono i gigli di Firenze, ma i ben più nobili Gigli di Francia, simbolo della regalità d’oltralpe dai tempi del re Ugo Capeto.

Fonti

https://www.conoscifirenze.it/schegge-di-storia/156-Breve-storia-della-bandiera-di-Firenze.html

https://www.comune.fi.it/pagina/il-gonfalone-di-firenze

Che ne pensi di questo articolo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.