Oggi vi proponiamo una recensione un po’ atipica, non tanto a un libro, quanto a un progetto, a una collana della Nardini Editore e prendiamo spunto dall’ultima uscita, “Viaggio a Venezia di Edgar Allan Poe”, per raccontarvi i primi tre volumi di questa collana. Vi portiamo subito nelle pagine dei libri, e contrariamente al solito, trovate trame e dettagli in fondo alla pagina. Recensione a cura di Maria Rita Truglio Il nostro paese è indubbiamente uno dei più ricchi di storia al mondo e ricettacolo di varie civiltà, ci ha lasciato un’eredità enorme, monumentale e non. Non per niente è stato ed è meta preferita anche di personaggi illustri che nei luoghi della penisola hanno trovato e trovano molto spesso ispirazione per le loro opere. E se a raccontarci l’Italia fossero proprio loro attraverso la loro penna e il loro estro? Come apparirebbe ai loro occhi? Detto, fatto. La Nardini Editore attraverso la collana “Città mai viste” ci offre un itinerario volto a sottolineare la bellezza delle nostre città mediante impressioni e sensazioni di artisti del passato; e non solo. Avvalendosi della maestria dei suoi autori, la casa editrice ha dato il via a un progetto veramente prezioso che non solo rispolvera le meraviglie dei capoluoghi di regione (che molto spesso dimentichiamo) ma si avvale della presenza di personaggi che arricchiscono il racconto con il loro essere, proponendosi come guida turistica per il lettore. Vorrei cominciare con l’ultimo arrivato, ovvero “Viaggio a Venezia di Edgar Allan Poe” scritto da Michele Mingrone e disponibile dall’undici Giugno. Poe è decisamente un autore affascinante i cui scritti oggi sono considerati vere e proprie pietre miliari. Ma al suo tempo non fu così, anzi. In vita dovette combattere contro incomprensioni di pubblico e critica. Tra abuso di alcol (cominciò a bere durante la malattia della moglie Virginia) e problemi personali, viene anche ricordato per la sua morte attorniata ancora oggi da varie incognite. Fu ritrovato delirante per le strade di Baltimora con vestiti non suoi. Durante la degenza in ospedale non seppe spiegare come si fosse ritrovato in tali condizioni e si dice che abbia ripetutamente invocato il nome “Reynolds” . Referti medici e certificato di morte sono andati perduti. L’autore ambienta il suo scritto qualche tempo dopo la morte della moglie di Poe avvenuta nel gennaio 1847. Il tutto comincia ai giorni nostri con una lettera che avvisa del ritrovamento di un diario, un reperto che potrebbe essere di importanza storica per la città di Venezia e non solo. E tramite le pagine di questo diario personale Edgar Poe comincia il suo viaggio atto a lenire anche il dolore per la morte della moglie. Fin da subito siamo consci del suo disagio interiore che rifletterà in seguito sulla città tra i canali e i sestieri.
Decisi così di partire, abbandonando almeno per qualche tempo i cari luoghi che ormai significavano per me solo morte e decadenza.
L’acqua, l’elemento naturale della città lo affascina; funge da specchio per quei meravigliosi palazzi che svettano imponenti, testimoni di un tempo che non è concesso più vedere. E nel suo girovagare per la città, tra Piazza San Marco, il Teatro La Fenice ma anche luoghi più misteriosi come Riva di Biasio, si riempie delle leggende che fanno parte del quadro meraviglioso che è Venezia. Un Edgar Allan Poe inconsapevole che arriva ad essere il protagonista di una delle sue storie, trasformando il giro turistico in un vero e proprio viaggio nel mistero tra le luci e le ombre della città.
Piccole, lontani luci di candele e lanterne foravano la coltre suggerendo ignoti misteri, lo stridere dei gabbiani pareva una eco lontana di grida di annegati, i canti dei gondolieri si distorcevano fino a somigliare a rozze e malvagie canzonacce intonate da demoni.
Attraverso la figura poliedrica di Poe, l’autore ci offre una visuale a 360° di una, a sua volta, poliedrica Venezia che vive gli ultimi mesi del 1847. Personalità le loro che bene si amalgamano perchè capaci di convivere, ognuno a suo modo, col buono e cattivo che la vita riserva. Venezia vive in Poe e Poe vive in Venezia. Un’unione di anime che Mingrone ha saputo assemblare in un’esplosione di colori e profumi che lasciano estasiati anche quando si mischiano alla nebbia della laguna e alle sue ombre. Vita e morte, realtà e leggenda. Un viaggio onirico sapientemente descritto in ogni forma che rende giustizia alla bellezza di Venezia e alla nostra guida. E se improvvisamente la vostra attenzione si è spostata su un uomo dai merletti vistosi, non preoccupatevi è ‘solo’ William Shakespeare che richiede la vostra concentrazione più a sud, a Firenze, voglioso di farvi conoscere l’anno appena trascorso nella città alla corte dei Medici. Facendolo attraverso “Viaggio a Firenze di William Shakespeare Siamo esattamente nel 1590 e oltre a far da maestro ai rampolli della famiglia, intraprende anche lui un viaggio turistico che gli sarà illuminante. Solo la residenza a Palazzo Pitti lo fa sentire un privilegiato; basta guardare dalla finestra e il mondo gli appare di verde e azzurro …un quadro rinascimentale. Con l’amico Galileo Galilei e Bernardo Buontalenti comincia a conoscere la città in ogni sua forma. Qui l’autrice Maria Rosaria Perilli infatti ci mette a disposizione, non una ma ben tre guide di un certo spessore. Saranno proprio i due a spiegare a Shakespeare i monumenti fiorentini, l’arte e i suoi artisti e il drammaturgo inglese a sua volta lo riporta a noi tramite i suoi fogli, scritti nei momenti di pace della sua stanza.
Firenze, ninfa leggiadra che col seme delle sue infinite, seppur ancora distanti grazie, disponeva i miei occhi a una sorte di meraviglie! Le sentivo e già cadevo vinto, come in guerra d’amore
Dagli uffizi, a Santa Maria Novella, passando per il Ponte Vecchio, riscopriamo i canti e i chiassi fiorentini in questa che è una vera e propria guida alla Firenze Rinascimentale in cui rinascono luoghi oggi non più esistenti o che hanno lasciato posto ad altri. Il tutto tratteggiato dalla fantastica scrittura dell’autrice che per l’occasione ha fatto sua la prosa di Shakespeare regalandoci anche dei dialoghi sotto forma di testo teatrale.
Ma so che quel che basta, è tinger fogli in parole di bellezza. Il resto è nulla. Il resto è silenzio
Uno Shakespeare sognatore che trova nella città la sua fortezza e prendendoci per mano ci permette di toccare emozioni altrimenti inarrivabili, specialmente durante l’incontro con la sua amata che renderà ancora più difficile il distacco dalla città che tanto gli ha dato. Un gioco tra Firenze e Shakespeare questo in cui a uscirne vincitori sono entrambi . Ma la Perilli non si ferma qui. Portandoci ancora più a sud approdiamo nel porto di Napoli insieme a un poeta, scrittore francese che altri non è che Charles Baudelaire in quello che è il libro apripista di questa collana. “Viaggio a Napoli di Charles Baudelaire” infatti, ci racconta Napoli vista con gli occhi del francese che su invito di Edgar Degas, vi trascorre qualche settimana. Settimane che gli saranno utili per non pensare ai problemi che lo affliggono e alla malattia che lo logora. Indebitato e malato non trova via d’uscita se non che Napoli lo cattura al primo sguardo curandolo nell’anima.
Ma non voglio pensare a lei, alle sue preoccupazioni, ai creditori. Più in là, al rientro nei fumi e nelle fogne parigine, scenderò a patti con il destino; non adesso, mentre mi accingo a descrivere l’eterna armonia di questa città.
Siamo nel 1860 e Napoli è politicamente in fase di transizione; non manca infatti di assistere a folle urlanti che inneggiano a uno strano personaggio col “poncho” ovvero Garibaldi. Ne resta sempre alla larga, non ama le folle specialmente in situazioni simili ma adora passeggiare per Via Toledo e ammirare gli artigiani che riempiono le strade della loro arte. E così passano i suoi giorni, con uno sguardo ai Caffè storici dove il Babà lo rianima, e uno sguardo alle Chiese che all’interno conservano opere di inestimabile valore, come Caravaggio. Anche in questo caso l’autrice fa sua la prosa del poeta regalandoci vere e proprie poesie dedicate alla città in cui sono facilmente respirabili le atmosfere che oggi come allora sono caratteristiche della città partenopea. 
Napoli soggioga, divora lo sguardo dell’imprudente che la contempla. Quanto vorrei esser letto dai felici di tutto il mondo e far comprendere che esistono felicità superiori, più vaste e più raffinate!
Un Gran Tour anche questo che ci onora di guardare una città attraverso lo sguardo di un personaggio del passato che l’autrice delinea con mano ferma e sicura. Ma cosa hanno in comune Poe, Shakespeare e Baudelaire oltre la passione per la scrittura? Il fatto di non aver mai vissuto in quelle città. La sfida più grande di questi tre piccoli volumi di “Città mai viste” è proprio questa a mio parere: immedesimarsi in un personaggio e provare a scrivere con la sua penna un ipotetico viaggio risultando credibili. Un esperimento egregiamente riuscito. Ti chiedi: Poe ha veramente alloggiato all’Hotel de l’Europe? Shakespeare è stato guidato da Galileo e Baudelaire da Degas? Una lettura che ti regala l’illusione di un viaggio realistico. Ed è questa la bravura di uno scrittore. In viaggio con Poe in una Venezia onirica, decadente e visionaria, in cui niente è davvero ciò che sembra, e racconta di calli e canali, ponti e piazze, monumenti e palazzi, locali storici, personaggi e atmosfere dove la Venezia ottocentesca si offre al viaggiatore, alla vigilia di grandi eventi storici, nel suo splendore e nei suoi misteri. Copertina flessibile: 152 pagine Editore: Nardini (11 giugno 2020) Collana: Città mai viste Lingua: Italiano ISBN-10: 8840401148 ISBN-13: 978-8840401140 Link di acquisto cartaceo: Viaggio a Venezia di Edgar Allan Poe   In viaggio con William Shakespeare: “Firenze, ninfa leggiadra che col seme delle sue infinite, seppure ancor distinti grazie, disponeva i miei occhi a una sorte di meraviglie! Le sentivo, e cadevo già vinto, come in una guerra d’amore, come alle braccia dell’amata, che sorride e ti cinge. E tra tutto quanto mi adulava, appena volgendo il viso, le pupille hanno incontrato ciò per cui tanto avevo navigato…” . Copertina flessibile: 152 pagine Editore: Nardini (1 aprile 2017) Collana: Città mai viste Lingua: Italiano ISBN-10: 8840400761 ISBN-13: 978-8840400761 Link di acquisto cartaceo: Viaggio a Firenze di William Shakespeare     L’autrice prende Baudelaire per mano e gli chiede di raccontarci strade e palazzi, musei e monumenti, caffè storici e atmosfere dove la Napoli vera di ieri e di oggi può ritrovarsi. Copertina flessibile: 95 pagine Editore: Nardini (23 luglio 2015) Collana: Città mai viste Lingua: Italiano ISBN-10: 8840400524 ISBN-13: 978-8840400525 Link di acquisto cartaceo: Viaggio a Napoli di Charles Baudelaire    

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