Narrativa recensioni

Recensione di “Serenata senza nome” – Maurizio De Giovanni

Recensione a cura di Roberto Orsi

La serenata senza nome è quella che apparentemente non ha un destinatario. O, almeno, non un destinatario certo. Un canto d’amore e disperazione che tiene celato il nome e il volto dell’amata. Solo lei capirà a chi sono rivolte quelle parole, nessun altro deve comprendere.

Una serenata verso la persona amata che per le vicissitudini della vita si è perduta. Amore e disperazione. Tormento e speranza.

Questo di Maurizio De Giovanni, della serie con protagonista il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, è il secondo romanzo della Trilogia della Canzone, dopo Anime di vetro di cui potete leggere la recensione qui.

Anche in questo racconto la trama affida un ruolo da protagonista alla canzone tradizionale napoletana: si tratta del brano “Voce ‘e notte”. Gli interludi tra i capitoli dell’indagine vedono ancora in primo piano la figura del vecchio maestro di musica che impartisce le sue lezioni a un giovane anonimo.  Lezioni di musica che si trasformano in lezioni di vita, pensieri sparsi che ruotano attorno all’amore.

Lino Guanciale, il Commissario Ricciardi

Le serenate sono dediche notturne: è durante la notte, come spiega molto bene De Giovanni attraverso le parole dei suoi personaggi, che il messaggio arriva diretto alla persona. Perché durante la notte non può essere ignorata, non esiste la scusa del “sono troppo impegnato ora per darti ascolto” come succede durante il giorno. Il destinatario, nella calma e il silenzio della notte, è un obiettivo più facile. Non può sfuggire alla morsa del sentimento che permea l’atmosfera.

E alla notte si somma la stagione autunnale, la stagione che più di tutte simboleggia la perdita: l’autunno ha la perdita dentro di sé.

“La serenata si porta, non si canta. Si porta. Sì, perché è un messaggio. Come una lettera vergata su un foglio color crema con una lunga penna d’oca, affidata alla musica anziché alla posta”.

La vicenda si svolge nel mese di ottobre del 1932. Un mese piovoso, piogge torrenziali per tutta la durata delle indagini. Una condizione climatica che l’autore rimarca a più riprese, volendo imprimere nel lettore l’atmosfera grigia e triste che si ripercuote sulle anime dei protagonisti principali.

Il commerciante di stoffe Costantino Irace viene trovato senza vita, vicino alla zona portuale, ucciso a furia di calci e pugni. Il colpo fatale è stato inflitto alla tempia. Un colpo da pugile navigato e violento. Le accuse muovono subito contro Vincenzo Sannino, detto Vinnie, un emigrato americano ritornato dopo sedici anni a Napoli. Alle spalle una carriera nella categoria dei mediomassimi che lo ha portato a diventare famoso oltreoceano e non solo. Vincenzo era partito anni prima, nascosto su una nave, alla ricerca di un futuro migliore nel Nuovo Mondo, ma con la promessa di tornare e sposare Cettina, l’amore di una vita.

Un pensiero fisso e ricorrente per Sannino durante la permanenza negli Stati Uniti d’America. Passato da un lavoro all’altro per sbarcare il lunario e ritrovare la strada di casa una volta sistematosi economicamente. La carriera da pugile, intrapresa quasi per caso, lo consegna alle luci della ribalta. Fino a quando, in un maledetto incontro, il suo avversario perde la vita, qualcosa si spezza dentro di lui. Vinnie non vuole più combattere, si chiude in sé stesso, non vuole più avere a che fare con quella vita. Torna così a Napoli per riprendere in mano quell’amore abbandonato.

Ma Cettina non ha aspettato. Si è sposata, ha continuato la propria vita, proprio con Costantino Irace. Il colpo per Vincenzo Sannino è di quelli da K.O.

Nulla può frapporsi tra lui e Cettina.

La soluzione del caso sembra a portata di mano, anche troppo facile, un gioco da ragazzi per Ricciardi accompagnato dal fido Brigadiere Raffaele Maione. Eppure, il commissario sa che non sempre la strada più facile è anche quella corretta. Irace aveva altri nemici? Chi poteva volerlo morto?

Fame e amore: sono questi i due motivi imperanti che guidano le mani degli assassini. Ricciardi ne è convinto da sempre. Tutto si riconduce alla fame e all’amore, nelle loro più varie declinazioni.

La trama del giallo è accompagnata dalle storie di sentimento tra i personaggi. La lenta evoluzione del rapporto tra Ricciardi ed Enrica Colombo, la passione di Livia, la donna conosciuta nel corso della prima indagine. E ancora, la conoscenza di Bianca Borgati dei Marchesi di Zisa, nuovo personaggio introdotto nel precedente romanzo “Anime di vetro”. Un rapporto, quest’ultimo, di facciata per sfuggire alle malelingue nei confronti di Ricciardi stesso, accusato dai “nemici” nel romanzo precedente.

Il cuore di Ricciardi, però, ha già il posto occupato. La maestra Enrica è l’unica che gli fa battere il cuore più delle altre. Il loro inseguirsi procede tra le pagine del romanzo, ancora una volta tra uno sguardo fuggevole dalle finestre della propria abitazione e un incontro-scontro nelle vie cittadine.

“Gli venne in mente il suo volto dolce e al tempo stesso adirato senza un motivo logico, che sotto un sole pomeridiano così distante da quella pioggia autunnale gli chiedeva il senso di tutto il mare che si stendeva davanti a loro.”

Sullo sfondo la Napoli del ventennio fascista, con i gerarchi del regime, le spie al soldo del duce come l’onnipresente Falco e i burocrati tedeschi tra cui il solito Manfred Von Brauchitsch. Tutto intorno una città di Napoli vessata dalla pioggia ma sempre unica e meravigliosa.

De Giovanni ancora una volta si dimostra un maestro nel descrivere il sentimento umano, nell’indagare tra le sfaccettature dell’animo, mettendo a nudo i pensieri e le angosce dell’uomo. E dove l’amore entra prepotente, si insinua anche il tormento, pronto a esplodere alla prima incrinatura del cuore da affidare alle parole di una nuova serenata.

“Questa voce ti racconterà tutto il tormento di un lontano amore, tutto l’amore di un tormento antico”.

Trama

Sono passati più di quindici anni da quando Vinnie Sannino è emigrato in America, imbarcandosi di nascosto su una nave. Là ha avuto successo, è diventato campione mondiale di pugilato nella categoria dei mediomassimi. Ma il suo ultimo avversario, un pugile di colore, è morto, e lui non se l’è più sentita di continuare. Adesso è tornato per inseguire l’amore mai dimenticato, Cettina, la ragazza che alla sua partenza aveva pianto disperata. La vita, però, è andata avanti anche per lei, che ora è donna e moglie. Vedova, anzi: perché il marito, un ricco commerciante, viene trovato morto. Qualcuno lo ha assassinato finendolo con un pugno alla tempia, simile a quello che, in una sera maledetta, Vinnie ha vibrato sul ring dall’altra parte del mondo. Per Ricciardi e Maione, e per i loro cuori, sarà davvero una brutta settimana di pioggia.

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