Trama Asti, 1939. In un pomeriggio di settembre, nella splendida villa della ricca famiglia Ferrolongo, vengono trovati i corpi esanimi di Agnese Ferrolongo e del figlio Corrado Lanzi, uccisi da due colpi di pistola, entrambi sparati a bruciapelo. Le indagini dei carabinieri si svolgono quasi esclusivamente all’interno di quella chiacchierata famiglia di antica e nobile origine piemontese che da molto tempo fa discutere i salotti buoni della città, come anche, e forse ancor di più, la comune gente di strada. Ricchezza e potere si mescolano intimamente a opinioni popolari e ad antiche superstizioni religiose, il tutto circondato, e talora sovrastato, da un immancabile sottofondo politico che fa dell’ideologia fascista sia scudo che pretesto per altre e diverse considerazioni sui singoli componenti di quella importante famiglia. Il desiderio popolare di porre fine a certe squallide e scandalose dicerie, incredibilmente vive attorno alla famiglia Ferrolongo da tempo ormai immemorabile, porta gli investigatori a una soluzione rapida e imprevedibile: l’accusa di duplice omicidio premeditato a carico dell’ingegner Federico Lanzi, marito di Agnese e padre di Corrado. A sua difesa viene nominato un noto penalista, l’avvocato Alfredo Vigero, che, con determinazione e sagacia, riuscirà a mettere a nudo quei segreti che da troppo tempo accompagnavano la vita tormentata delle donne della famiglia Ferrolongo e da qui a risalire all’autore dei due omicidi… E non solo. Recensione di Donata Beretta Di solito prima di scrivere qualche riga su un libro do un’occhiata ad altre recensioni… così, per farmi un’idea. In questo caso ho trovato veramente pochissimo: possibile che da Marzo quasi nessuno abbia recensito questo libro? La storia ti catapulta in un Piemonte dell’era fascista ma con ancora quell’aria un po’ provinciale e fuori dal tempo delle città d’inizio secolo scorso; anche i personaggi si incastrano perfettamente in questa atmosfera: l’avvocato Vigero è un uomo elegante, affascinante, con modi garbati da gentiluomo ma con un occhio aperto anche alle opere d’arte più moderne, la segretaria signorina Marisa Rizzati è la perfetta donna anni ’40: con un timore reverenziale per “l’avvocato”, sempre vestita con cura, capelli in ordine, magari un filo di rossetto, che con ordine maniacale prepara la sera prima il lavoro del giorno dopo ma che si rivela un’ottima aiutante “sul campo”; Augusto Turrini, il giovane praticante dello studio, un pochino sbruffone e ingenuo come quasi impone la sua giovane età, ma che sa mettersi in gioco ed appoggiare l’avvocato. La sensazione che mi ha trasmesso la parte iniziale del romanzo è quello di trovarmi in una vicenda di Maigret. Una narrazione a tratti leggermente lenta, con tanti aggettivi e indugi sullo stato d’animo dei protagonisti. L’accusato Federico Lanzi compare a tratti: mi ha dato l’impressione di una personalità accennata lo stretto indispensabile perché la sua immagine non è così importante. Ciò che è fondamentale è il percorso di scoperta di un mondo sommerso a cui egli ci conduce: un mondo di storie nascoste, di misteri conosciuti da tanti ma mai confermati, che affonda nella convinzione che la zona intorno a Torino sia un punto del triangolo della magia nera. Un personaggio invece che mi ha molto intrigato è quello di Teresa Scampi: la sua figura introduce una fase successiva del romanzo. La parte misteriosa, esoterica, a tratti cruenta, con immagini di violenza gratuita, che spalancano a sviluppi imprevedibili della vicenda. Il mondo ancora molto “elegante” e bon ton degli anni Trenta si tinge di rosso e di nero. La signora Agnese Ferrolongo e il figlio Corrado Lanzi, che il lettore conoscerà solo dopo morti in alcuni flashback, diventano i protagonisti di efferate violenze, le cui radici affondano nei secoli passati, in alcune sette sataniche e nei loro rituali… lasciando infine il lettore stupito per l’inatteso finale. “Quei due colpi di pistola esplosi nella villa della famiglia Ferrolongo avevano finalmente esposto alla luce del sole una verità che ostinatamente non voleva svelarsi” Il romanzo parte con uno stile molto classico, ricco di descrizioni, qualche volta mi sono un pochino anche annoiata; ma mano a mano che i recessi della storia vengono alla luce il ritmo si fa più stringente, incalzante, meno classico e più avvincente. Sicuramente il testo fa parte della categoria “thriller”; la Storia abbraccia la vicenda ma non ne è al centro. Ci ho messo un po’ ad apprezzare il romanzo, ma alla fine devo dire che è stata un piacevole lettura. Editore: Parallelo45 Edizioni (17 marzo 2017) Collana: Terzo grado Lingua: Italiano ISBN-10: 8898440995 ISBN-13: 978-8898440993 Link d’acquisto: I segreti della famiglia Ferrolongo  

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