Curiosità Viaggio nella storia

Sai chi ha inventato i palloncini?

Vigilia di Ferragosto, vigilia di gavettoni, termine col quale si designa un qualunque recipiente pieno di acqua, magari gelata, da rovesciare addosso al malcapitato. Ma il “disciplinare del gavettone” vuole il palloncino in lattice pieno d’acqua che esplode addosso al nostro bersaglio umano.
Quindi non ci sarebbero gavettoni senza palloncini… e chi ha inventato i palloncini?

Il suo nome è Michael Faraday, l’anno è il 1824, il materiale è la gomma: Faraday, impegnato in un esperimento con l’idrogeno, ritagliò due fogli di gomma rotondi, pressò i bordi affinché si attaccassero e spolverò l’interno con della farina in modo che non si appiccicassero fra loro. E notò che nel gonfiarlo, il palloncino si dilatava e diventava trasparente.

Nel 1825 vennero messi in vendita i primi palloncini in gomma, e a farlo fu Thomas Hancock.
Tuttavia, quelli che erano in commercio erano veri e propri kit per farli da sé, costituiti da una bottiglia di soluzione di gomma e una siringa di condensazione: non certo dei giocattoli, quindi, bensì esperimenti scientifici.
Hancock brevettò inoltre il processo per colare la gomma negli stampi e per immergere gli stampi nel lattice con un’operazione manuale.

Per avere i palloncini in lattice come li intendiamo oggi dobbiamo attendere il 1930 e un tale di nome Neil Tillotson (lo scopritore del lattice) che immerse del cartone tagliato a forma di testa di gatto nel lattice liquido, creando così i primi palloncini fatti con il lattice degli alberi da gomma, Hevea brasiliensis.

Sono questi i primi palloncini moderni, non soggetti a problemi di temperatura e ideali per giocare… e per i gavettoni.

A rigor di Storia, diciamo però che i palloncini esistono da centinaia di anni, già al tempo degli Aztechi e successivamente nel Medioevo, si utilizzavano le viscere animali le quali, una volta essiccate, venivano gonfiate ad aria e utilizzate da giullari o intrattenitori di corte per i loro spettacoli. Anche Galileo Galilei utilizzò la vescica di un maiale in un suo esperimento per misurare il peso dell’aria.

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