Narrativa recensioni

Le gocce sul vetro – Wainer Preda

Recensione a cura di Luigia Amico

Le gocce sul vetro” è il secondo volume della collana Giungla Gialla edito da Mursia. L’autore è un giornalista professionista, come giornalista è anche il protagonista di questo giallo che vede sviluppare la sua trama tra le magiche vie di Bergamo.
Una serie di omicidi sconvolge la cittadina bergamasca, un mistero accomuna queste morti a prima vista inspiegabili e sarà impresa ardua muoversi e districare i fili di una matassa aggrovigliata.

Il suo approccio era quello del giornalista all’antica, fatto di verifiche e approfondimenti. E invero faticava molto ad adattarsi al giornalismo moderno, dove le notizie andavano gettate nelle edizioni online, nell’arena pubblica, senza filtri e quasi sempre con pochi controlli.

Walter Torriani è un giornalista vecchio stampo, d’antan come specificato nella trama, dedito al lavoro a cui dedica tutte le sue energie. Una chiamata anonima durante un congresso spezza la sua routine: il cadavere di un noto speleologo, Andrea Tommasi, galleggia tra le acque del lago Endine, in località Legner. Dalla telefonata non si evince nulla di più, ma sarà il punto di non ritorno per Torriani. È chiaro fin da subito che non si tratta di morte accidentale e i sospetti ricadranno su Annalisa Rodari, docente universitaria appassionata di Storia ed ex fiamma di Walter.

Annalisa Rodari non aveva un alibi e aveva tenuto comportamenti sospetti. Era stata l’ultima a vedere il geologo vivo, aveva mentito spesso, ripetutamente, aveva il cellulare di Tommasi e le sue impronte erano sull’arma del delitto.

Il giornalista inizierà ad indagare, sia per far luce sul caso di cui ovviamente scriverà, ma soprattutto perché non crede alla colpevolezza di Annalisa, colei che un tempo è stato il suo amore e che ancora in fondo gli fa battere il cuore.

Se dalle prime pagine ho creduto di essermi imbattuta nel classico giallo con un omicidio ed un investigatore che cerca di stanare l’assassino, in seguito ho dovuto fare un passo indietro e ricredermi perché a questo punto della narrazione il ritmo di lettura è un crescendo di suspense, le pagine scorrono fulminee sotto gli occhi del lettore e i colpi di scena completano un quadro dai colori adrenalinici.

Torriani inizierà a muoversi in uno scenario astruso, dovrà guardarsi le spalle di continuo perché è chiaro che qualcosa di molto importante si cela dietro la morte dello speleologo e scoprirà con amara sorpresa che purtroppo non sarà l’unica. Le sue ricerche si svolgeranno soprattutto tra le vie e i territori montuosi di Bergamo e una scoperta lo lascerà letteralmente a bocca aperta: un bunker risalente alla seconda guerra mondiale sembra giacere indisturbato tra le montagne della città e fare da custode ad un prezioso tesoro idrico.
Dopo un sopralluogo tra i corridoi del rifugio, il giornalista scopre che Andrea Tommasi aveva fatto una scoperta sensazionale che avrebbe migliorato in futuro le condizioni di vita dei cittadini bergamaschi.

Tommasi aveva trovato quel serbatoio che in realtà nascondeva un bunker: ma quali altri segreti celava quel luogo? Cosa ci faceva un ufficiale dei servizi segreti nazisti là dentro? E come poteva una vicenda del passato provocare ancora morti.

Ovviamente non sarò io a svelare perché Tommasi e altri sono stati uccisi, ma posso dirvi che sono ancora molti i tasselli che mancano per arrivare alla soluzione del caso.

Tutto sembra riportare ad un unico elemento: l’acqua. L’acqua intesa come sorgente di vita, acqua come fonte di guadagno, acqua sinonimo di morte.
Due nomi, a cui non serve aggiungere alcuna presentazione, si rincorrono tra le pagine nella seconda parte del libro: Hitler (e le SS) e Mussolini, nazismo e fascismo che, in un modo o nell’altro, ancora monopolizzano le dinamiche di una società contemporanea.

Le SS volevano costruire un impianto segreto sotto le montagne del Sebino. Talmente segreto da tenerlo nascosto al servizio segreto militare tedesco e a Mussolini. Intorno al bunker del Monte Boér si era combattuta una guerra inconfessata fra le intelligence naziste, italiane e inglesi. Ma quale fosse l’oggetto del contendere restava un mistero. Così come rimaneva inspiegabile il nesso fra quei fatti, di settant’anni fa, e i tre omicidi.

Con uno stile di scrittura ammaliante, preciso e chiaro l’autore riesce a catturare l’attenzione di chi decide di avventurarsi tra le pagine del suo libro, le descrizioni minuziose delle atmosfere bergamasche e non solo riflettono uno scenario realistico dove il lettore osserva con gli occhi della mente il protagonista agire e muoversi su linee contorte e frammentarie. 
Durante il percorso, con abilità, Wainer Preda semina dubbi ed incertezze, muove le sue “pedine” in una partita a scacchi dai risvolti enigmatici e in alcuni casi esiziali. Torriani sa che non ha molto tempo per venire a capo di quel groviglio in cui si trova invischiato, prima che altre morti tingano di rosso le strade di Bergamo, altra protagonista indiscussa di un giallo che si veste delle sfumature di un thriller.

Trama
Bergamo, primavera 2019. Mentre l’Atalanta scala le classifiche, la città è sconvolta da una serie di delitti indecifrabili. Walter Torriani, giornalista d’antan, indaga sulle morti, legate a prima vista ad ambienti speleologici. La principale sospettata è una bella docente universitaria con cui, in passato, ha vissuto una tormentata storia d’amore. In un crescendo di colpi di scena, Torriani scopre un misterioso intrigo che da Bergamo porta fino a Praga. E un segreto, che dalla Seconda guerra mondiale è celato sotto le montagne bergamasche. Un segreto per cui si può uccidere.

Editore : Ugo Mursia Editore (22 febbraio 2021)
Lingua : Italiano
Copertina flessibile : 336 pagine
ISBN-10 : 8842563285
ISBN-13 : 978-8842563280
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