Narrativa recensioni

Recensione di “Isabella. Una principessa sul trono di Spagna” – Susan Hastings

Recensione a cura di Anna Cancellieri

Isabella di Spagna, chi era costei?

Facile: la regina che ha donato le tre caravelle a Cristoforo Colombo. Per la maggior parte di noi si riduce a poche reminiscenze scolastiche ciò che sappiamo di una donna in verità straordinaria, come scopriremo attraverso le pagine di questo libro, il primo di una coppia.

L’autrice ce la mostra mentre muove i primi passi alla corte del re Enrico IV di Castiglia, suo fratellastro. Benché ancora tredicenne, Isabella è consapevole di doversi piegare alla “ragione di stato”, che per le principesse significava in genere diventare oggetto di alleanze matrimoniali. Sono in molti a mettere gli occhi sulla fanciulla, ma lei, silenziosa, devota e osservatrice, non perde d’occhio il re, ne studia il comportamento debosciato e arrendevole, e allibisce.

Isabella

“… il suo sguardo si posò su un variopinto consesso di persone abbigliate nei modi più disparati. Ai fieri Grandi di Spagna si mescolavano musicanti, saltimbanchi, danzatrici. Il fulcro della scena era il re, ma non perché brillasse radioso e sublime su un trono. Non vi era alcun trono. Enrico IV sedeva su una sorta di scranno di grossi cuscini impilati gli uni sugli altri. Gli abiti erano miseri e trasandati. La chima rossa, la barba arruffata e il naso non più regolare gli conferivano l’aspetto di una persona qualunque. I suoi favoriti e gli innumerevoli parassiti di corte, consapevoli della sua generosità, gli stavano intorno…

Enrico ha orrore della violenza, dei conflitti e degli spargimenti di sangue, un atteggiamento che permette ai Grandi di Spagna di ricattarlo con continue minacce. Come risultato le casse della Corona sono affette da una cronica emorragia, le strade sono infestate da briganti e tagliagole, il paese è sull’orlo della bancarotta mentre l’aristocrazia pensa solo ad arricchirsi a spese della povera gente.

Isabella, terza in linea di successione, deve inghiottire amaro senza poter fare nulla.

Ma le cose cambiano quando al re viene imposto di escludere dalla successione la figlioletta erede al trono, perché ritenuta bastarda.

“Isabella sollevò di scatto la testa e sgranò gli occhi. Enrico era lì davanti a lei, i pugni piantati sui fianchi, ma sembrava piegato come un vecchio.

«Seppure con indicibile difficoltà, diserederò la piccola Giovanna e nominerò Alfonso mio successore.»

«No!» gridò Isabella. «È ancora un bambino!»”

Enrico IV di Castiglia

L’erede diventa dunque Alfonso, fratello minore di Isabella, così giovane e inesperto da non rendersi conto di essere una semplice pedina nelle mani di quanti aspirano al potere attraverso di lui. Isabella ha ben ragione di temere per il fratello e non passerà molto che, divenuta inutile, la pedina verrà spazzata via, lasciando lei unica erede al trono.

Come futura titolare della corona di Castiglia, Isabella diventa ancora più appetibile per i sovrani del circondario. È a questo punto che l’autrice ci mostra con quanta sottigliezza psicologica la principessa adolescente, dopo aver considerato freddamente i pro e i contro, scelga lei stessa chi sposare. Lo fa per calcolo politico, certo, ignorando volutamente i desideri e gli ordini del re, ma vi anticipo che la sua scelta piacerà alle lettrici più romantiche.

L’incoronazione di Isabella, evento non inatteso visto che la sappiamo destinata al trono, è tutt’altro che scontata, anzi è un magnifico colpo di scena su cui mi guarderò bene dal rivelare alcunché. Una cosa è certa: Isabella sapeva come ammaliare la gente e aveva un gusto e una sapienza scenografica nel creare attorno a sé la leggenda. Voleva essere regina di fatto e non solo di nome.

“I suoi sforzi erano tutti tesi al rafforzamento della Corona. Non bastava portarla sulla testa per essere la vera regina di Castiglia. Era animata dall’incrollabile volontà di imporre la sua autorità!”

I Re cattolici

Benché ancora giovanissima mostra da subito una grinta d’acciaio. Sua priorità è portare ordine e benessere nel regno, con leggi giuste, processi imparziali e punizioni esemplari. Amministra personalmente la giustizia, spostandosi instancabile da un paese all’altro. All’inizio desta immenso stupore che per un medesimo reato vengano puniti in maniera uguale sia i poveri che i ricchi. Una simile intransigenza le guadagna a un tempo sia l’ostilità dei potenti, che fin troppo spesso si vedono confiscare i loro beni, sia l’ammirazione del popolo, che finalmente può vivere in un paese più giusto e sicuro.

Alhambra – Granada

Purtroppo, nonostante le confische, le casse della Corona rimangono tristemente vuote. Il suo sogno di creare un unico grande regno cattolico di Spagna si scontra con due scomode presenze: i ricchissimi ebrei, da cui la Corona ha ricevuto sostanziosi prestiti, e la musulmana Andalusia, che per la prima volta rifiuta di versare l’annuale tributo. Granada, con la sua meravigliosa Alhambra!

“Ricca e preziosa, la città rosa si offriva come una perla scintillante su un piattino di agata. Lei, Isabella, doveva soltanto allungare una mano per prendersela.”

Come fare? Ci sarà un modo di risolvere i due problemi in un colpo solo?

L’autrice ci lascia in sospeso con queste domande, ma le ultime righe già ci permettono di intuire la soluzione…

Trama

Gli amori, le avventure, il coraggio di una grande donna in grado di plasmare il futuro della sua terra. L’incredibile ascesa di una delle regine più amate della storia. La prima regina della Spagna unita, grazie al matrimonio con Ferdinando d’Aragona; la donna che mise in fuga i Mori e riconquistò Granada; la regina che sostenne l’impresa di Cristoforo Colombo e aprì al Vecchio mondo la via del Nuovo; la sovrana che prese in mano le redini della Chiesa diventando nota come “la Cattolica”. Isabella di Castiglia, straordinario personaggio storico, è tutto questo: intelligente e dotata di una volontà di ferro, oggetto di innumerevoli racconti e leggende, madre di re e principi, ma soprattutto una donna forte che diede forma al suo regno secondo la sua visione. In questo appassionante romanzo storico, il primo di due dedicati alla vita della regina, Susan Hastings ripercorre – con la stessa bravura con cui ci aveva trasportati nella Russia di Caterina la Grande – gli inizi di questa grande vicenda. Dall’avvincente lotta per la successione al trono alla crescita di una donna straordinaria; da giovane e intelligente ragazza a regina carismatica e ambiziosa. Partendo dal 1464, anno in cui lei, che era solo una principessa, si ritrovò alla corte spagnola, coinvolta suo malgrado nelle trame nobiliari, fino a prevalere, dando inizio alla leggenda. La leggenda di una regina dal fascino immortale.

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