Trama Roma 1751. Elena, Sacerdotessa dell’Ordine della Dea Demetra, sta per essere condotta in carcere per volere della Santa Inquisizione. La donna, conoscendo in anticipo l’amara sorte che l’attende, scrive a sua figlia Mirta una lettera, testamento d’amore e di verità. La vita della piccola, ignara erede dei Misteri di Eleusi, viene cosi affidata ad Antonia. Nonna e nipote fuggono lontano dalla scure del Sant’Uffizio e arrivano a Napoli. Nel caos allegro della Napoli settecentesca, trovano rifugio a San Biagio dei Librai, presso un amico di famiglia, collezionista di volumi antichi e stampatore. La storia di Mirta, una bambina diversa da tutte le altre perché avvolta da poteri occulti, s’intreccia con quella di Raimondo di Sangro, Principe di San Severo. Epigono della tradizione alchemica, Gran Maestro della Massoneria Napoletana, il Principe si dedica alle più ardite sperimentazioni scientifiche e magiche, grazie anche alle reliquie esoteriche trafugate all’Ordine con un inganno ordito alle spalle di Elena durante un suggestivo rito arcano celebrato in un’antica villa romana. In un vortice crescente di sospetti, di misteri e di emozioni arriva per Mirta il momento delicato del primo amore ma anche quello sconvolgente della rivelazione sulla sua nascita che porterà a delle conseguenze inimmaginabili. Si è trasportati in un’atmosfera millenaria, e sedotti dal potere femminile pagano, che emerge con tutta la sua forza misteriosa e perentoria. Recensione a cura di Sara Valentino Silvia Lorusso del Linz, è scrittrice e regista teatrale, nonchè giornalista e drammaturga; vive a Pordenone ed ha al suo, attivo oltre a questo suo ultimo romanzo uscito da pochi giorni,  Il segreto di Mirta, anche un altro romanzo storico, “Giulia, una donna tra due papi”. Avete mai sentito parlare dei misteri Eleusini? Il loro credo è la perfezione e la speranza della vita oltre la morte. Si tratta di riti religiosi e misterici che venivano celebrati annualmente nel santuario di Demetra nell’antica città Greca di Eleusi, siamo nell’anno 1600 a.c. ma gli stessi ebbero larga diffusione anche nell’Antica Roma dove veniva rappresentato il mito di Persefone, strappata dalla madre, Demetra appunto, al re degli inferi, nell’Ade. Durante questi rituali, come ho potuto constatare leggendo ed approfondendo nel romanzo in oggetto, soprattutto quelli di iniziazione, veniva servita una speciale bevanda il “Ciceone”, composto da vari ingredienti tra cui la segale e, probabilmente, la stessa era infestata da un parassita che è rinomato per provocare effetti psicoattivi sugli esseri umani; pare appunto che in alcuni paesi, vedi ad esempio Triora in Liguria, ci furono episodi legati all’accusa di stregoneria proprio in concomitanza con la nefasta assunzione da parte degli abitanti di questo cereale e del suo batterio. Siamo a  Roma nell’anno 1751 ed Antonia, madre e nonna coraggiosa,  per la quale ho nutrito dall’inizio alla fine la mia ammirazione, si trova a dover proteggere Mirta, la nipote e figlia di Elena, sacerdotessa della setta dedita ai riti del mistero Eleusino in adorazione alla Dea Demetra. La lunga mano del santo uffizio ha imprigionato Elena in attesa del verdetto che non sembra poter avere un esito positivo. “coraggio piccola mia, ci vorrà un pò di tempo prima che tu possa rivedere tua madre, devi essere forte anche per lei, è questo che ci si aspetta da te, lo sai” Nonna e nipote si rifugiano quindi a Napoli, da un parente stretto che le ospita ed accudisce Mirta come una nipote. La storia di Mirta si incrocia con quella di Raimondo di Sangro, conosciuto anche come “principe maledetto”. E cosa potrà mai avere a che spartire quest’uomo con Mirta, e perchè lo si collega ai miti eleusini? Ebbene, personaggio eclettico, dal fascino immutato nel tempo, fu senza dubbio una mente brillante, ossessionato dalla ricerca dell’immortalità. Pensate che ancora oggi, a Napoli , c’è chi si fa il segno della croce sentendolo nominare. Silvia Lorusso, con la preparazione storica che la contraddistingue, conduce il lettore all’interno della cappella San Severo, mostrandoci opere quali ad esempio quella che Raimondo dedicò ai suoi genitori che è un’espressione della simbologia massonica, templare e rosacrociana a cui lui si dedicò. La cappella non a caso sorge su un luogo di forze energetico particolare dove in tempi precedenti vi fu un antico tempio. Il principe fu un alchimista in cerca della pietra filosofale e dell’immortalità dell’anima e qui in questo punto particolare ci soffermiamo e scopriamo che il legame tra Mirta e la sua famiglia è celato in questa ricerca. Un altro accenno, che troviamo descritto nel romanzo, è il pavimento che egli volle nel suo tempio, un labirinto che richiama le tradizioni classiche ed ermetiche e vuole rappresentare, appunto, il cammino e le difficoltà compiute dagli iniziati.il caos sta alla base di ogni cosa, tutto nasce e finisce nel caos” La vicenda si sviluppa quindi tra Roma e Napoli,l’autrice con un linguaggio fluido, senza eccessi, ricama una trama fitta ed appassionante che coinvolge personaggi storici esistiti e curati nei dettagli ma intessendo una storia di fantasia credibile ed avvincente, che non vi voglio svelare perchè merita di essere assaporata tra le righe del romanzo. “ma il destino gioca con gli uomini e le loro vite” Quanto conta una vendetta? alla fine cosa ci restituisce in termini morali? Mirta si troverà a dover fare i conti con segreti e misteri che per sua salvaguardia le sono stati volutamente celati da piccola, ma ora che è una ragazza è giunto il tempo di fare i conti con il passato, un passato che può riservare sorprese devastanti che la faranno crescere in fretta. “una guerra che si suda ogni giorno sul campo di battaglia della vita” I personaggi sono ben delineati, sebbene devo dire, con una punta di soddisfazione, che quelli femminili siano molto più forti ed accattivanti rispetto a quelli maschili che rimangono più in ombra e questo credo sia voluto dall’autrice. Nel complesso è un romanzo che incalza pian piano in un crescendo di emozione e tensione. Al termine della lettura mi sono sorti questi interrogativi che mi piacerebbe lasciare anche a voi: E’ giusto cercare l’immortalità dell’anima? in caso affermativo, è giusto sprofondare nell’oscurità per raggiungerla? Credo che Mirta ed il suo segreto saprebbero darvi una risposta. Copertina flessibile: 213 pagine Editore: Marlin (Cava de’ Tirreni) (16 novembre 2017) Collana: Il Portico ISBN-10: 8860431085 ISBN-13: 978-8860431080 Link d’acquisto: Il segreto di Mirta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *