Narrativa recensioni

Donnafugata – Costanza DiQuattro

Trama
Donnafugata è un luogo, a due passi da Ragusa, tra carrubi secolari, muri a secco e campagna scoscesa. Donnafugata è un tempo, l’Ottocento, tra dominazione borbonica, moti di fierezza popolare e alba della dignità operaia. Donnafugata è un casato, tra i più antichi di Ibla, che di quella terra e quei giorni incarna gioie, patimenti e futuro. Alla sua testa c’è lui, il barone Corrado Arezzo De Spucches, di cui il libro è quasi un diario privato: da quando, ginocchia sbucciate e balia Annetta appresso, scappava bambino da don Gaudenzio e quella camurria del suo rosario; agli anni in cui, ragazzo, compie gli studi a Palermo e lì fa sua la voglia di rivoluzione; a quelli in cui, marito, padre e poi nonno, vive e invecchia «circondato dalle fimmini», amandole tutte teneramente. E spravvivendogli con il cuore spaccato. Prefazione di Giuseppina Torregrossa

Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Il pregevole romanzo narra le vicende di Corrado Arezzo de Spucches, settimo barone di Donnafugata, uomo erudito e illuminato vissuto nell’ottocento in Sicilia, che ricoprì diverse cariche politiche importanti ma che nella vita privata fu segnato da dolori e lutti a riprova del fatto che “i soldi non danno la felicità”.

È la storia di un aristocratico appartenente a un nobile casato ricco di fascino come l’ambientazione storica: una Sicilia che vive un momento cruciale, dove molti nobili, come il protagonista, sperimentano i sogni e le illusioni del Risorgimento, convinti che la sorte della loro terra potesse finalmente cambiare con l’annessione al Regno d’Italia e che l’amministrazione sabauda potesse sovvertire il mal governo borbonico. Ma i sogni del barone sono destinati ad infrangersi miseramente ed è costretto a chiudere la sua antica fabbrica di filati, la filanda, che al tempo contava ben settantasei operai ed era un fiore all’occhiello dell’economia ragusana.

Questo si tramuta in un dolore cocente a cui si sommano vari dolori familiari che culminano nella perdita prematura dell’adorata unica figlia, sceglie così di auto esiliarsi nel palazzo di famiglia, un castello eretto in mezzo alla campagna per ritrovare la pace.

Donnafugata era il suo mondo, quel piccolo mondo che aveva deciso di rendersi incantato. Era la sua prigionia, il suo volontario esilio, la sua protezione dalla vita. Non aveva mai smesso di migliorarla, di cambiarne fattezze, arredi, orpelli e disposizione del giardino. La spasmodica ricerca di cambiamento, altro non era che lo specchio della sua inquietudine.

Il romanzo è una sorta di diario privato che ripercorre la sua vita attraverso diversi sbalzi temporali. L’autrice riesce a evocare con potenza suggestiva i fasti e le atmosfere di una Sicilia antica, fatta di salotti, di circoli di conversazione, di giardini lussureggianti, di palazzi antichi, di feste religiose folcloristiche, la descrizione di pietanze prelibate e l’uso di espressioni dialettali antiche quanto intime tra i protagonisti. Un mondo dimenticato ormai, ma che fa parte della nostra storia. Costanza DiQuattro attraverso un lavoro certosino nei documenti della sua famiglia e della sua città ha sottratto dall’oblio un personaggio di grande levatura dimenticato persino dalla sua stessa città. Un eroe tragico che per certi versi richiama il malinconico principe di Salina di gattopardiana memoria con il quale condivideva la passione per l’astronomia.

L’autrice ha mostrato talento nel tratteggiare le donne che hanno costellato la vita di Corrado e tutti i personaggi bislacchi e pittoreschi come solo i siciliani sanno essere, uno su tutti Micheluzzo, il devoto servitore del barone, che ha una storia dietro tutta da scoprire.

Quindi non mi resta che invitarvi a passeggiare nella silente campagna della mia città, tra i tipici muri a secco e gli alberi secolari alla scoperta di un antico castello, soffermatevi nel suo roseto, simbolo della caducità della vita e godetevi la storia dell’ultimo dei baroni che lo hanno abitato, amplificate i vostri sensi attraverso la prosa poetica e raffinata dell’autrice che attraverso il suo racconto vi condurrà in un luogo fuori dal tempo…

Non siamo altro che rose, duriamo il tempo di un sorriso, di un ricordo da custodire, di una notte da ricordare. E quando ci voltiamo indietro, di noi resta solo la scia debole di un profumo che è stato intenso.

Copertina flessibile : 208 pagine
ISBN-10 : 8893883376
ISBN-13 : 978-8893883375
Editore : Baldini + Castoldi (10 settembre 2020)
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