Narrativa recensioni

Maria Stuarda. Delitti celebri – Alexandre Dumas

Recensione a cura di Roberto Orsi

Coloro che vorranno scrivere di questa illustre regina di Scozia avranno due argomenti assai ampi da trattare: quello della sua vita e quello della sua morte.

E io che mi appresto a parlare della vostra vita Maestà, dopo averne letto tra le pagine del grande Alexandre Dumas che ne racconta le vicende, cerco le parole più adatte per rendere giustizia alla vostra figura, Maria Stuarda regina di Scozia.

Dalle pagine del libro emerge l’immagine di una donna che ha dovuto soffrire pene indicibili, molto spesso ingiuste ed esagerate. La fortuna non vi ha arriso nella breve esistenza su questa terra. Quasi come se una maledizione si fosse abbattuta su di voi e su coloro i quali, in qualche modo, incrociarono le loro rotte con la vostra.

Maria Stuart

Sei giorni, solo sei, quelli che separarono la vostra nascita dalla morte di vostro padre, Giacomo V di Scozia. Una morte che a solo sei giorni di vita vi mise sul trono del regno in mancanza di altri eredi maschi. A nove mesi foste addirittura incoronata ufficialmente. Quale gravoso fardello vi cadeva improvvisamente sulle spalle, Maria Stuarda.

In un contesto politico molto complicato come quello britannico, reduce da quel sisma anglicano voluto da Re Enrico VIII solo pochi anni prima, la vostra vita fu da subito segnata dalle lotte di potere per la corona dei regni d’Inghilterra e Scozia.

Eppure, la prima parte della vostra giovinezza fu felice alla corte francese di Caterina de’ Medici, mentre il regno di Scozia era affidato a reggenti fino alla vostra maggiore età. E quanto vi innamoraste della Francia e dell’uomo a cui andaste in sposa a soli 16 anni, il delfino Francesco, divenuto re di Francia solo un anno dopo dalla morte di Enrico II. 

Sembrava una vita che potesse sorridervi da quel momento, ma non fu così. La dipartita, anche questa fulminea e improvvisa, di Francesco solo un anno dopo dalla vostra unione segnò per sempre le vicende della vostra vita. Il ritorno in Scozia aprì la fase più dura della vostra esistenza. E voi, su quel battello che da Calais vi riportava a Dover, in quel lembo di mare noto come La Manica, ne eravate probabilmente consapevole.

“È adesso che ti perdo mia cara Francia! È adesso che ti perdo veramente perché la notte gelosa aggiunge lutto al lutto, stendendo un velo nero davanti ai miei occhi.”

Il matrimonio con il secondo marito, Enrico Stuart conosciuto anche come Lord Darnley, non fu altrettanto felice. La misteriosa morte di Darnley fu il primo passo verso il baratro per voi. Segnò per sempre la vostra immagine, con l’accusa di complotto che portò alla prima incarcerazione.

Davide Rizzio

Vita avventurosa la vostra, regina, contornata di amici e nemici, spesso difficili da identificare. Tantissimi i personaggi che si affacciarono sul giardino della vostra vita. Tra questi anche un mio connazionale, quel Davide Rizzio, intelligente e ambizioso musico di origine piemontese, che presto ottenne i vostri favori e la vostra intimità, probabilmente spinti da una comunanza di passioni e vedute. E quale sorte malefica toccò anche al musico…

O ancora, il conte di Livingston, Lord Harris e Jacques Melvil, personaggi che vi rimasero vicini anche nella cattiva sorte, con preziosi consigli che potessero salvaguardare la vostra incolumità.

Carattere indomito il vostro, Maria Stuart, così vicino al temperamento di un uomo. Coraggiosa e intrepida, pronta a battersi per il regno e la libertà.

“Le avevano sentito dire di voler essere un uomo per poter trascorrere i giorni a cavallo e le notti sotto una tenda, per poter indossare la corta di ferro e l’elmo e portare lo scudo su un braccio e la spada sul fianco.”

I legittimisti vi consideravano unica vera erede del trono d’Inghilterra, a discapito di Elisabetta I Tudor, figlia del defunto Enrico VIII e Anna Bolena. Una cattolica, l’altra protestante e in pieno appoggio della nuova Chiesa d’Inghilterra, i rapporti tra voi furono sempre tesi. Nonostante qualche punto di contatto e incontro sugellato nei testi di alcune lettere che vi scriveste, forse più per dovere di cortesia e forma, che di reale amicizia, lo scontro con Elisabetta vi fu fatale.

Elisabetta I Tudor

Troppa la paura della regina d’Inghilterra di vedersi usurpata del trono da parte vostra. Ogni mezzo le sembrò lecito per screditarvi.

“Sì, mia cara, c’è una cosa che mi spaventa quando guardo nel profondo di me stessa e scopro di aver meritato la mia sorte. Possa Dio non punirmi troppo severamente”.

La prigionia fu una costante della vostra vita, se consideriamo che vi passaste più della metà della vostra esistenza terrena. La privazione e la costrizione, compagne mai dome, incapaci però di togliervi la lucidità dei vostri atti. La ragione non vi abbandonò mai e riusciste a mantenere la dignità di fronte a coloro che vi accusavano.

Ecco, ciò che emerge lampante tra le pagine di un Dumas che restituisce voce e colore alla vostra anima: la forza di una donna segnata dal destino, colpita su più fronti, ambiziosa e probabilmente non esente completamente da colpe, guidata da passioni che molto spesso prendono il sopravvento sulla ragione.

Passioni che portano a scelte avventate, capaci quindi di segnare un cammino già di per sé complicato e irto di pericoli. Eppure, sempre affrontato a testa alta, con dignità mai perduta.

Alexandre Dumas ha regalato a noi lettori un testo incredibile, che sintetizza una vita complicata, tra alleanze, intrighi amorosi, passioni delittuose, evasioni e fughe rocambolesche. La casa editrice lo ha riportato sugli scaffali delle librerie, grazie a un lavoro di traduzione che contribuisce a ridare nota e splendore alla vostra voce, Maria.

Un saggio romanzato in cui le vicende si inseguono a un ritmo forsennato, come quello che è stato proprio della vostra vita, Maestà. Fino a quell’epilogo finale che ha spento l’ardore del vostro corpo ma non potrà mai cancellare la memoria di un personaggio immortale come voi siete stata.

“Se la morte sarà pronta e facile, l’accetterò come espiazione delle mie colpe perché, caro Melvil, se è vero che sono fiera quando mi paragono ad altri, è anche vero che sono umile quando giudico me stessa.”

Trama

Venti anni. Tanto durò la prigionia della regina più famosa della Scozia: Maria Stuarda. Vittima di complotti e raggiri, figlia di quella casata sulla quale la cattiva sorte si accanì oltremodo e di cui lei ne rappresentò l’apice. Amata e odiata, dalla vita sentimentale turbolenta ma infelice, Mary Stuart, regina di Scozia, di Francia e, per i legittimisti, di Inghilterra, fu una pedina importante sullo scacchiere della politica francese e inglese del XVI secolo, nonché delle guerre di religione. Ma soprattutto fu il tormento di Elisabetta I che ne fece oggetto di attacchi e false promesse, e di un martirio senza precedenti. Di Maria Stuarda, Alexandre Dumas celebra la donna che fu e la regina che non le lasciarono essere, conducendo il lettore in quello che a tutto tondo è stato un vero e proprio “crimine celebre”. Tra congiure e progetti di fuga, accuse e ricusazioni, menzogne e verità, prigionia e processi, Dumas padre, con la sapienza dello storico e la penna del romanziere, costruisce un romanzo ricco di avventura, Storia, passioni e tradimenti a disvelare, con ritmo incalzante, la tormentata vita e la tragica esecuzione della regina cattolica Mary Stuart.

Editore ‏ : ‎ Scrittura & Scritture (17 giugno 2021)

Lingua ‏ : ‎ Italiano

Traduzione: Viviana Carpifave

Copertina flessibile ‏ : ‎ 304 pagine

ISBN-10 ‏ : ‎ 8885746357

ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8885746350

Link d’acquisto cartaceo: Maria Stuarda. Delitti celebri

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