recensioni

Ars Moriendi, indagine a Pompei – Danila Comastri Montanari

Trama: Pompei, anno 47 dopo Cristo. Un assassino tanto folle quanto inafferrabile si aggira alle falde del Mons Vesuvius trucidando selvaggiamente le prostitute della città. Tra le vittime della furia omicida c’è anche Fortunata, avvenente cortigiana che fino a pochi anni prima era stata la prediletta dell’imperatore Claudio. Turbato dall’efferata uccisione, il princeps invia sulla costa campana il senatore-detective Publio Aurelio Stazio con l’incarico di individuare il colpevole e consegnarlo alla giustizia romana. Arrivato nella città teatro del crimine, Publio Aurelio scopre con orrore che Fortunata è solo l’ultima di una lunga serie di ragazze fatte letteralmente a pezzi da un truce Squartatore ante litteram. Recensione a cura di Giovanna Barbieri Mi è piaciuto, l’indagine è da subito complicata (molte lupae squartate in un vicolo di Pompei) e dell’indagine si occupa il senatore-detective Publio Aurelio Stazio con il segretario Castore, schiavo di Publio e molto istruito (è un alessandrino) dedito al gioco d’azzardo e alle prostitute. Le battute di Castore fanno morire dal ridere, soprattutto perché spesso prende in giro Publio che lo minaccia con la verga (ma la punizione non arriva mai). Simpatica è anche la figura di Pomponia, matrona romana pettegola e ricchissima ma dal cuore d’oro. La Montanari descrive molto bene la gente di Pompei e non si salva nessuno, dal punto di vista etico (tutti lenoni, alcuni rapitori di fanciulle libere e imbroglioni. Neppure si salvano alcune bellissime matrone patrizie che intrattengono di nascosto relazioni con baldi giovani patrizi). Mi è piaciuto molto l’uso latino nel descrivere molti oggetti o luoghi. Sembra di essere accanto al senatore tanto sono descritte meravigliosamente le strade della cittadina. Il romanzo è piuttosto corposo e forse, se fossi stata nell’autrice, avrei cercato di inserire e caratterizzare meno alcuni personaggi minori (come la madre di una delle assassinate; Pustula, un medico delle lupae; Ricinio, un vecchietto arzillo e povero; i due patrizi anziani caduti in povertà; il locandiere imbroglione e il figlioletto ecc). Nella prima parte del romanzo si descrive molto la società e i monumenti di Pompei, ma il senatore non si preoccupa molto di indagare e ha relazioni con stupende matrone sposate o lupae, nell’ultima parte, invece, finalmente i nodi vengono al pettine. Copertina rigida: 335 pagine Editore: Hobby & Work Publishing; Prima Edizione edizione (17 ottobre 2003) Collana: Publio Aurelio Lingua: Italiano ISBN-10: 8871337107 ISBN-13: 978-8871337104 Link di acquisto: Ars Moriendi – indagine a Pompei  
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