Mese Storico Viaggio nella storia

Mese storico: gli autori raccontano i luoghi dei loro romanzi – Paolo Lanzotti e Venezia

A Venezia non solo calli

Articolo a cura di Paolo Lanzotti

Tutti sappiamo che a Venezia, curiosamente, le strade vengono indicate col termine “calle”, dal latino callis che significa sentiero o viottolo. Tuttavia, basta frequentare un po’ questa labirintica città d’acqua e di pietra per rendersi conto che i veneziani usano almeno altre cinque denominazioni per indicare una via. Ciascuna di queste ha un suo significato e porta con sé una traccia della propria storia.

È il caso, per esempio, della parola salizada. Il termine viene da “selciato” e indica, appunto, una strada lastricata. Per comprendere il senso della denominazione bisogna ricordare che a Venezia, in tempi antichi, le strade e le piazze erano semplici prati erbosi. È per questo motivo che, con la sola eccezione di San Marco, le piazze a Venezia si chiamano tutte “campi” oppure “campielli”, cioè campi piccoli.

Alcune delle strade, tuttavia, furono lastricate fin dai primi secoli. E queste sono appunto le salizade: parola che, in sostanza, potremmo tradurre con “strada selciata in tempi antichi”.

Altro esempio è la denominazione rio terà: letteralmente “canale interrato”. Come si può ben capire, la definizione sta a indicare quelle calli che, in origine, erano dei canali navigabili. Nei secoli scorsi, a Venezia i rii che attraversavano la città erano più numerosi di oggi e i ponti scarseggiavano. Muoversi in barca anche per tratti relativamente brevi rappresentava la soluzione più comoda ed era la norma. Col tempo molti di questi canali interni – chiamiamoli così, anche se a Venezia i canali secondari si chiamano sempre rii – sono stati interrati per permettere un più agevole traffico pedonale. Dunque, se ci capiterà di passeggiare lungo un rio terà, sapremo subito che, in altri tempi, qui avremmo camminato sull’acqua.

Un terzo esempio delle tracce storiche contenute nelle denominazioni veneziane delle strade è la parola lista. Se si arriva a Venezia dalla stazione ferroviaria, pochi metri dopo il Ponte degli Scalzi troviamo una calle, piuttosto frequentata, che si chiama, appunto, Lista di Spagna. Il nome sta a indicare che, in altri tempi, qui sorgeva l’ambasciata spagnola. La parola lista, infatti, indicava il luogo in cui si trovavano le ambasciate e i consolati dei vari Paesi stranieri a Venezia. Tra parentesi, Lista di Spagna è, nello stesso tempo, anche un rio terà. Una doppia traccia storica giunta fino a noi attraverso tre parole.

Ma proseguiamo.

Camminando per la città ci imbatteremo prima o poi nella denominazione ruga. Qualcuno, ad esempio, potrebbe passare per Ruga Giuffa o per Ruga dei Spezieri. E c’è una ruga alla quale proprio non si sfugge. Nessun turista mancherebbe di passare per il ponte di Rialto e, ai piedi del ponte, si apre uno spazio che si chiama appunto Ruga dei Oresi. La parola ruga indicava una calle affiancata, fin da tempi antichi, da negozi e laboratori artigianali. Erano insomma le strade più importanti, i luoghi della produzione e dello shopping, come diremmo oggi. Se poi pensiamo che la parola “oresi” significa semplicemente orefici, possiamo anche capire da quali laboratori, da quali botteghe fosse allietata quest’ultima ruga.

L’ultimo esempio che proponiamo è la parola fondamenta. Questa sta a indicare la strada pedonale che costeggia un rio. La città è piena di fondamente. Fondamenta degli Ormesini, per esempio. Oppure Fondamenta degli Incurabili: un luogo immortalato dall’omonimo libro di Iosif Brodskij. Passeggiando lungo queste strade cammineremo, appunto, lungo un canale interno, più o meno largo. Attenzione, però. Se la fondamenta corre lungo il Canal Grande o il Canale di San Marco cambia nome e viene chiamata riva. Come Riva del Vin e Riva del Carbon, a Rialto, o Riva degli Schiavoni, la larga strada pedonale che porta dalla piazza verso l’Arsenale.

In conclusione, a Venezia per tradurre la parola “via” si usano almeno cinque denominazioni diverse. Complicato? Forse un po’. Ma anche pieno di suggestioni. Come abbiamo visto, ciascuna di queste denominazioni porta con sé un significato proprio e una traccia del suo passato. Per rendersene conto basta alzare lo sguardo, osservare le indicazioni stradali e leggerle con gli occhi della storia.   


Paolo Lanzotti è nato a Venezia e si è laureato in filosofia all’università di Padova. Lettore onnivoro, con predilezione per la divulgazione storica e quella scientifica, ama la musica classica e il teatro di prosa. È autore di diversi romanzi gialli e libri per ragazzi. Le ragioni dell’ombra è il secondo romanzo della serie di indagini di Marco Leon, dopo I guardiani della laguna, entrambi pubblicati con Nord Editore.

Editore ‏ : ‎ TRE60 (28 gennaio 2021)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 372 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8867026216
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8867026210
Link d’acquisto cartaceo: I guardiani della laguna
Link d’acquisto e-book: I guardiani della laguna

Venezia, 1753. Durante il carnevale Marco Leon, agente se­greto dell’Inquisizione di Stato, indaga su un duplice delitto avvenuto nel teatro Sant’Angelo durante la rappre­sentazione della Locandiera di Goldoni. Le due vittime, un giova­ne patrizio e un attore della compagnia, sono apparentemente prive di legami. Ma il doppio omici­dio è solo una coincidenza? O si tratta di due pedine che fanno parte dello stesso gioco? E quale può essere il ruolo di una delle famiglie più importanti di Venezia in questa vicenda?
A mano a mano che le indagini procedono, tra interrogatori, inseguimenti in gondola e agguati, il caso assu­me tratti sempre più complessi e pericolosi. Grazie a un intuito fuori del comune e all’aiuto dei suoi uomini, Leon cerca di comporre il mosaico per trovare il colpevole di un crimine che, ne è certo, può avere conseguenze molto più devastanti di un semplice delitto, arrivando a mettere a rischio il destino stesso della Repubblica di Venezia. E quando il numero delle vittime aumenta, quello che a molti sem­brava un ordinario caso di omicidio si trasforma in un grande intrigo in­ternazionale…
Tra calli, canali, maschere e qualche incursione nel dialetto, Paolo Lanzotti riesce, con grande maestria, a trasportare il lettore nella città più affascinante del mondo quando era ancora la Repubblica Serenissima, prima del suo lento ma inesorabile declino.

Editore ‏ : ‎ TRE60 (3 febbraio 2022)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 416 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8867027077
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8867027071
Link d’acquisto cartaceo: Le ragioni dell’ombra
Link d’acquisto e-book: Le ragioni dell’ombra

Venezia, 1753. In una gelida primavera, una serie di delitti e sparizioni colpisce importanti esponenti della nobiltà veneziana. La vicenda prende subito i contorni di un grande complotto internazionale per colpire il cuore della Serenissima. Marco Leon, agente segreto dell’Inquisizione di Stato, è chiamato a indagare, ma la posta in gioco è altissima: i nuovi magistrati dell’Inquisizione sono infatti decisi a sciogliere gli Angeli Neri, il corpo di agenti segreti che lo affianca da sempre nelle indagini.
Quando l’inquisitore più deciso a eliminare gli Angeli, il nobilhomo Biagio Donà, subisce un attentato, Leon e i suoi uomini tentano di far luce sui fatti che stanno gettando nel panico la nobiltà della laguna. Questa volta gli Angeli dovranno combattere anche per la propria esistenza.
Ma chi si cela dietro questa catena di delitti? Chi può avere interesse a minare le fondamenta della Repubblica? Si tratta di un complotto contro il patriziato o è solo quello che si vuole fare credere? E ancora, che ruolo ha il passato in tutta questa storia?
Tra sparizioni e intrighi, vendette e interrogatori, Paolo Lanzotti ci riporta tra i canali della Serenissima in questa nuova, travolgente indagine veneziana.

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