Bentrovati, cari lettori di Thriller storici e dintorni. O forse, visti gli ospiti che abbiamo oggi, dovrei dire: “Ehi, ciurma”
Eh sì, perché nel nostro salotto hanno appena fatto il loro ingresso due piratesse. Non è stato facile portarle qui, sapete? Sono due tipi abbastanza… esplosivi. E così abbiamo chiesto alla scrittrice Carla Marcone di venirci in aiuto per intervistarle. Perché proprio lei? Perché le conosce molto bene e sa come prenderle. Vediamo se riesce a strappar loro qualche risposta.

Salve. Potete dedicarmi un po’ del vostro tempo?
Read: salve a te, straniera.
Bonny: cosa vuoi? Chi diavolo sei?

Veramente, toccherebbe a me porvi le domande. Mi piacerebbe intervistarvi ma non temete, non vi tedierò a lungo. Non sono un diavolo. Sono una tizia del futuro, del ventunesimo secolo. E sono qui per voi.
Read: corpo di mille balene! Cosa molto singolare, curiosa… mi piace, ci sto.
Bonny: calma! Calma! Non correre Read. Ti getti sempre a capofitto. A noi cosa ne viene, Tizia? Cosa ci guadagniamo? Non facciamo niente per niente.

I lettori di TSD, un numeroso e preziosissimo gruppo di cui faccio parte, sapranno qualcosa in più su di voi.
Bonny: spara! Quel preziosissimo è stato convincente. Molto convincente.

Cominciamo con luogo e data di nascita.
Bonny: non lo immagini? Non vedi il fuoco ardere nei miei capelli? Non sei proprio un’aquila a quanto pare. Siete rincitrulliti nel futuro?
Read: non essere sempre scortese, Bonny. Tizia è venuta da molto lontano e solo per noi.
Bonny: va bene, va bene. Chiedo venia. Sono nata nel 1697 in una città presso Cork, nel regno d’Irlanda.
Read: io sono inglese, invece. Ma non conosco l’esatto anno della mia nascita. Qualcuno dice 1685, altri 1688 o 1690.

Anne Bonny
Mary Read

Quanto è stato difficile vivere nel vostro tempo?
Read: fatti due conti, Tizia… mia madre voleva non nascessi. Mi considerava una disgrazia, ha persino pensato di abbandonarmi. Non posso biasimarla poiché pure per lei non è stato facile. Nel mio tempo, se hai un bambino e non un uomo cui attribuire la paternità, la vita diventa molto complicata. Spero che nel futuro le cose siano cambiate, che le donne non siano più considerate esseri inferiori. Non siano più maltrattate, stuprate, uccise.
Bonny: difficile è un eufemismo. Sono donna e pure bastarda. Mio padre, noto avvocato già sposato, una notte si è ficcato nel letto di mia madre, cameriera in casa sua. Così, la moglie tradita le ha urlato puttana! e l’ha gettata per strada con una creatura nella pancia. Ma lui non ci ha abbandonate, scoprendo presto i cattivi effetti di questo agire: a poco a poco ha perso la clientela. Con lo scopo di ricominciare ci siamo imbarcati per l’America, dove mia madre è morta e io sono stata lasciata in balia di un genitore poco attento e del mio temperamento fiero e scontroso.

E del matrimonio cosa mi raccontate?
Read: ho vissuto l’esperienza con un soldato. Insieme ci siamo ritirati dall’esercito e abbiamo preso a gestire una locanda presso il castello di Breda, che abbiamo avviato brillantemente e che ci ha dato grandi soddisfazioni e momenti felici. Ma non è durata molto perché la morte, dopo pochi mesi, me lo ha portato via.
Bonny: avrei potuto contrarre matrimonio con un buon partito. Mio padre in America si è arricchito e io avrei dovuto ereditare un cospicuo patrimonio. Ma ho rovinato tutto. Senza il suo consenso, ho sposato un marinaio squattrinato e così mi ha cacciata e diseredata. E mio marito, deluso nelle aspettative, dai baci e dalle carezze è passato alle botte. Ne ho prese tante, un giorno sì e l’altro pure.

Perché avete abbracciato la carriera piratesca?
Read: la colpa è del destino, della fame e della concomitanza d’eventi che la vita infila l’uno nell’altro.  
Bonny: è stata la carriera piratesca ad abbracciare me. Grazie al mestiere d’artificiere, imparato sulla nave di quell’imbecille di Calico Jack, ho ricominciato ad avere fiducia nelle mie capacità, cancellate dalle percosse.

Quanto è importante il vostro legame?
Read: è molto importante. Ci vogliamo molto bene, sebbene al principio Bonny si aspettasse ben altro da me. La nostra amicizia è incominciata sulla nave al comando di un codardo, del capitano John Rackham. Meglio conosciuto come Calico Jack, soprannome dovuto all’abitudine di indossare camicie di candidissimo calicò. Sulla nave di un codardo pulito, in sostanza.
Bonny: sì, ci vogliamo molto bene. E credimi, Tizia, chiamare Jack codardo e imbecille è poco. 

Per quale motivo non lo stimate?
Read: lascio che ti risponda, Bonny. Lo conosce meglio, lo conosce biblicamente. In più ha tanto tempo. Io devo salutarti, Tizia.
Ho un appuntamento inderogabile …
Bonny: perché ha sempre evitato la battaglia. Perché quando il cacciatore di pirati Barnet ci ha attaccati, si è nascosto. Ha lasciato catturare la sua nave. All’atto dello scontro soltanto Read ed io abbiamo cercato di fare qualcosa. L’imbecille e la sua ciurma si sono rintanati come ratti di sentina. Jack gli attributi li ha sempre saputi usare solo a letto. E chi non combatte da uomo, viene impiccato come un cane. Ti saluto anch’io, Tizia. Hai sinceramente rotto gli zebedei!  

Ma noi ci rivedremo, Bonny.
All’inferno. Addio, Tizia.
No. Ci rivedremo dove aspetta la tempesta.

Ecco, le nostre piratesse sono andate via in men che non si dica…
Ringraziamo la nostra intervistatrice speciale per averle tenute a bada e avercele fatte conoscere un po’ più da vicino, e a voi lettori ricordiamo il libro di Carla Marcone “Dove aspetta la tempesta. Un pirata sulla rotta di Calico Jack” (trovate qui la recensione di TSD)

Copertina flessibile: 336 pagine
Editore: Scrittura & Scritture (21 marzo 2019)
Collana: Voci
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8885746101
ISBN-13: 978-8885746107
Link d’acquisto volume cartaceo: Dove aspetta la tempesta
Link di acquisto ebook: Dove aspetta la tempesta

One thought on “Interviste con la Storia: Mary Read e Anne Bonny

  1. Antonio Borghesi ha detto:

    Non ho scritto un romanzo storico e nemmeno un thriller ma un’intervista così l’avrei apprezzata moltissimo. Adoro l’ironia e la genialità e qui ci sono entrambe. Bravissima.

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