Novità in libreria

TSD consiglia le novità in libreria dal 1° al 15 settembre

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Il rientro dalle vacanze si tinge di storia! Settembre porta con sé una ricca selezione di novità editoriali da non lasciarsi sfuggire in libreria. Dai grandi romanzi storici ai saggi d’approfondimento, fino alle nuove biografie, ecco la prima parte della nostra guida ai titoli più interessanti in uscita questo mese.

L’occhio fantasma
Amitav Ghosh
Einaudi
In libreria il 1° settembre

Calcutta, 1969. Nella sontuosa dimora dei Gupta succede l’impensabile: Varsha, la piccola di casa, si rifiuta di mangiare quello che c’è in tavola, vuole a tutti i costi riso e pesce. Peccato che i Gupta siano vegetariani e che, fra quelle mura, di pesce non se ne sia mai visto. Interrogata sulle cause di quella voglia imperiosa, Varsha dà una risposta ancora piú sorprendente: la sua vera casa non è quella, ma una capanna di fango lungo il fiume. Lei era abituata a pescare in uno stagno là dietro e a cucinare il pesce. Allarmati, i Gupta chiamano a consulto il pediatra Monty Bose e sua moglie Shoma, una psicologa che ha già esperienza con bambini che ricordano vite precedenti. Si apre cosí un’indagine appassionante, a colpi di indovinelli e ricette culinarie, nella memoria di Varsha, un’indagine che sconvolgerà le certezze di Shoma e aprirà orizzonti molto piú ampi. Brooklyn, 2020. Nell’isolamento della pandemia, il narratore Dinu, nipote di Shoma, si mette a scavare nei propri ricordi d’infanzia per soddisfare le richieste di Tipu, un giovane amico che si è messo sulle tracce di Varsha Gupta. Tipu è nelle Sundarban, sull’isola di Lusibari, dove si occupa di un’Ong e cerca di sventare le mire predatorie di una potente società energetica. Per ritrovare Varsha, però, deve carpire un segreto sepolto in profondità nel passato di Dinu. In questo nuovo libro Amitav Ghosh trova il punto di equilibrio perfetto tra materia romanzesca e critica ambientalista, dando vita a una storia toccante che affronta magistralmente la brutale realtà senza rinunciare alla consolazione della speranza.

Le attitudini
Alberto Rollo
Neri Pozza
In libreria il 1° settembre

Un armadio in un palazzo nobiliare salentino e una cassetta metallica a Dresda sono gli scrigni che hanno sottratto un carteggio alle distruzioni della Storia, un tesoro giunto, per gli accidenti del caso, nelle mani di uno studioso del Settecento. Quelle scolorate carte raccontano al professore dell’orfana Marianna Di Dio, detta Nenna, e di Bruno Röder, studente all’Università di Jena. I loro passi si incrociano nell’irripetibile momento delle rivoluzioni, quando un vento di libertà travolse tutti i giovani Werther d’Europa col suo carico di possibilità e idealismo. Capelli di carbone, occhi normanni, Nenna copre nella sua piccola vita uno spazio immenso per un’analfabeta nata nella disgrazia. La bellezza che nessun velo può nascondere la porta a Napoli, a servizio della marchesa di Scantara, e poi nelle grazie della moglie dell’ambasciatore inglese, la scandalosa Lady Hamilton. Nenna impara, assapora il fermento culturale che incendia il mondo, conosce l’amore, un amore fatto di timidi incontri e letture appassionate, e poi di distanza. Di ritorno dal Grand Tour, Bruno trova ad aspettarlo Schiller, Fichte, Schlegel, Novalis, tutte le scintille di una rivoluzione dello Spirito pronta a deflagrare. Ma la fanciulla bella come il fiore del cappero è un’ossessione che non si placa. Per anni riempiono lettere ostinate, Bruno e Nenna; di lontano costruiscono un sentimento pieno di libri e paesaggi, certezze e smarrimenti, attraverso un’epoca e il suo tramonto. Si può essere giovani per sempre? La generazione di Bruno e Nenna si è spinta fino alle soglie del sogno, di una eterna, misteriosa primavera. Fu tre anni fa che leggemmo il Werther. Non sapevamo se era più nobile morire o amare.

Giordano Bruno. Molte stelle non muoiono
Giulio Busi
Mondadori
In libreria il 1° settembre

Sono i libri a segnare il destino di Giordano Bruno. Quando decide di fuggire da Napoli per sottrarsi ai sospetti di eresia, getta nella latrina i volumi proibiti che tiene con sé. Ma i frati del convento in cui è entrato diciassettenne li ritrovano e la sua posizione si aggrava irrimediabilmente. Libri all’inizio, quindi, e poi ancora libri, tanti, febbrili, implacabili, che diffonde durante il suo esilio itinerante di città in città, di paese in paese (Venezia, Ginevra, Tolosa, Parigi, Londra, Wittenberg, Praga, Helmstedt, Francoforte, Zurigo, Padova, ed è un elenco incompleto). Bruno li scrive, li porta in tipografia, ne cura la stampa e, talvolta, incide di propria mano le silografie. Poi li difende, li commenta, li chiarisce. Ma molti, moltissimi libri non bastano a fare una biografia. Ci vogliono i gesti, i luoghi, le passioni, gli incontri e gli scontri. È per questo che Giulio Busi cerca di scoprire, dietro lo scrittore e il filosofo, l’uomo Bruno, nella dimensione fisica della sua esperienza, seguendolo nelle locande, nelle università e nelle regge di mezza Europa, e, infine, nelle prigioni di Venezia e Roma. E se quasi a ogni pagina si parla di libri, è soprattutto per la materia biografica che lasciano trasparire e per il filo strettissimo che lega la persona che agisce e patisce al pensatore che tenta nuove strade, abbozza idee inaudite, sostiene a spada tratta ciò che quasi tutti non comprendono o non vogliono accettare. Alla fine del Cinquecento la Chiesa di Roma pretende di imporre un sistema di pensiero obsoleto, malato di anacronismi. Nel volgere di pochi decenni, infatti, vengono imprigionati, giustiziati o costretti all’abiura centinaia di religiosi, scienziati e filosofi. Ma Bruno non vuole né può abiurare quanto ha scritto, e paga con la vita la sua libertà intellettuale. Il 17 febbraio 1600, quando è ancora buio, viene condotto nella piazza romana di Campo de’ Fiori con la mordacchia, che gli impedisce di parlare, e messo a morte tra le fiamme. Tuttavia, malgrado la censura, i sequestri, le distruzioni, le copie dei suoi libri sono troppe perché l’Inquisizione possa farle scomparire. E l’ultima pagina, quella che scrive con il fuoco, è la più drammatica e la più duratura. Bruno ha ragione. Papa Clemente VIII, che lo manda al rogo, ha torto.

Ragazzino
Véronique Olmi
Edizioni E/O
In libreria il 2 settembre

La scrittura intensa di Véronique Olmi sposa lo sguardo di Joseph, bambino tenero e coraggioso, confrontato alla violenza del mondo adulto, per raccontare con voce potente e precisa la rinascita alla vita di un essere umano. Un romanzo straziante e ribelle, che denuncia una pagina oscura e dimenticata della storia francese: le dure condizioni di vita dei bambini orfani e maltrattati dal sistema ufficiale che avrebbe invece dovuto proteggerli. Uno dei più bei testi sull’infanzia all’alba del secolo passato. Parigi, primi anni Venti del Novecento. Joseph ha sette anni, vive un’infanzia felice e spensierata circondato dall’amore della madre e della nonna, entusiasta di andare a scuola e imparare. Tutto il suo mondo però vacilla il giorno in cui sua madre scompare e sua nonna non è più in grado di occuparsi di lui. Joseph diventa così un “pupillo dello Stato”, entrando suo malgrado nell’enorme e macchinoso ingranaggio dell’Assistenza, un sistema idealmente mirato alla protezione dei bambini più sfortunati, le cui buone intenzioni sono uguagliate unicamente dalla crudeltà del sistema stesso. Il viaggio di Joseph dalla famiglia affidataria alla prigione minorile della Petite Roquette alla famigerata colonia penale di Mettray è la descrizione di un vortice di nonsenso e dolore, al centro del quale però Joseph, attraverso la scoperta della musica, saprà ritrovare amore, gioia di vivere e desiderio di riscatto.


Il viaggio di Amelia
Silvia Di Natale
Edizioni Clichy
In libreria il 2 settembre

Agosto 1941. Quattro anni dopo l’assassinio dei figli Carlo e Nello, Amelia Pincherle Rosselli fugge verso l’America per salvare nuore e nipoti. Tra loro c’è anche la figlia di Carlo, che diventerà una delle più amate poetesse italiane. Durante il viaggio, rievoca il passato e il sacrificio dei figli, immaginando un futuro libero per l’Italia. Un romanzo intenso, frutto di una meticolosa ricerca d’archivio, che restituisce voce a una delle figure più grandi e coraggiose della nostra storia.

Cartagine. La nuova storia dell’antico impero
Eve MacDonald
Giunti
In libreria il 2 settembre

«Che cos’era Cartagine e chi erano i Cartaginesi? Perché i Romani li distrussero in modo così totale? Fin dalla prima volta che misi piede nel luogo che un tempo fu l’antica Cartagine, vicino alla moderna città di Tunisi, queste domande mi hanno affascinato…» Eve MacDonald offre una storia di Cartagine da una nuova prospettiva, liberandola dalla narrazione dominante dei suoi conquistatori romani. Utilizzando nuove scoperte archeologiche e un’analisi approfondita, il volume ricostruisce la storia, la cultura perduta e il ruolo centrale di questo impero nordafricano nel Mediterraneo, dimostrando che la sua distruzione non era affatto un destino inevitabile.


Velia Titta in Matteotti. 1890-1938, una vita piegata dalla storia
Alberto Aghemo
Rubbettino
In libreria il 4 settembre

Il volume propone una biografia organica e documentata di un’intellettuale di grande spessore, autrice di raccolte poetiche e di opere narrative, protagonista attenta e partecipe dei fermenti culturali del primo Novecento. Velia Titta sarà legata per la vita a Giacomo Matteotti da un amore profondo e da una condivisa sensibilità, pur se distante dall’idea politica di colui che sarà suo marito e poi il martire per antonomasia dell’antifascismo. La sua vita intensa e drammatica condensa in sé la tragedia di una generazione e di un popolo e la riflette in un percorso esistenziale lucido quanto doloroso.

Il resto è buio e vanità. Neri Pozza: scene di una vita
Luca Scarlini
Neri Pozza
In libreria il 4 settembre

Scultore, incisore, scrittore, editore. Vicentino. Tante anime compongono la vita di uno dei più noti intellettuali del Novecento, tanti i mestieri che gli permettono di coniugare passioni e necessità economica, lavoro manuale e impegno civile, e che saranno la linfa vitale di ogni casa editrice da lui fondata, dall’Asino volante al Pellicano, fino al marchio che dal 1946 porta ancora il suo nome. Eppure, nulla nella sua infanzia lascia presagire il ruolo determinante che i libri, la cultura, l’arte avranno nel suo percorso – non il bambino ribelle, né lo studente riluttante cacciato dal ginnasio, né il lettore inconsueto che muove i primi passi con un romanzo di Dostoevskij, regalo di un incisore socialista. Luca Scarlini da anni studia gli scritti, i diari, la corrispondenza di Neri Pozza e del gruppo di militanti della Resistenza – amici, intellettuali, artisti – che insieme a lui pensarono al libro come gesto sociale, costruzione di comunità, in quel dopoguerra in cui non si doveva ignorare tutto ciò che nel Ventennio non si era potuto pubblicare. Ne esce un ritratto pieno di vita, mosaico appassionato e appassionante di intuizioni editoriali, come la scoperta di uno sconosciuto Goffredo Parise, la ripubblicazione delle liriche di Saffo, introvabili in Italia, il lavoro con Gadda, Buzzati, Montale; sodalizi personali e professionali, come l’eterna amicizia con Antonio Barolini e l’unione con la scrittrice Lea Quaretti; aneddoti di vita vicentina, città natale amatissima. La lettura intima di un uomo diretto, solitario, a volte ruvido, sempre profondamente convinto del valore di quello strumento della coscienza che è il libro, senza il quale saremmo «solo un sacco vuoto». L’infanzia di un editore non dà segni particolari di vocazione: difficilmente un bambino vuole giocare con torchi e inchiostri, stabilire scadenze o fondare collane. O pensare che investirà tempo e denaro su autori debuttanti sperando di portarli all’affermazione per il loro valore, contando su una rete di relazioni letterarie, per imporli all’attenzione, salvo poi litigarci dopo, quando questi se ne vanno.


I grandi campioni che hanno fatto la storia della Formula 1
Andrea Bocchia
Newton Compton Editori
In libreria il 4 settembre

La Formula 1 è da sempre una delle competizioni sportive più appassionanti e amate al mondo, in particolar modo in Italia. Durante i decenni, molti sono stati i piloti e le monoposto che hanno fatto sognare milioni di tifosi, e in questo libro se ne trova un compendio esaustivo. Andrea Bocchia delinea i ritratti dei più grandi piloti che hanno sfrecciato sulle piste di Formula 1, descrivendone i record e le capacità senza tralasciarne il lato più umano. Il racconto procede di pari passo con quello delle auto, che rappresentano la massima espressione dell’evoluzione tecnologica applicata allo sport. Da Ayrton Senna a Niki Lauda, da Mika Häkkinen a Michael Schumacher, da Lewis Hamilton a Max Verstappen: un viaggio appassionante e adrenalinico alla scoperta dei fenomeni delle quattro ruote.
Tra i piloti inclusi: • Juan Manuel Fangio • Alberto Ascari • Jim Clark • Jackie Stewart • Niki Lauda • Ayrton Senna • Jacques Villeneuve • Michael Schumacher • Fernando Alonso • Kimi Räikkönen

I Lázár
Nelio Biedermann
Guanda
In libreria l’8 settembre

All’alba del Novecento, nel loro castello nel sud dell’Ungheria, i Lázár accolgono l’ultimo nato, al tempo stesso miracolo e maledizione. Il piccolo Lajos von Lázár non assomiglia ai genitori: pelle quasi trasparente e occhi azzurri come l’acqua, viene subito considerato estraneo, inquietante, di cattivo auspicio. Sándor, il padre patriarca, si vergogna di suo figlio, la cui presenza sembra risvegliare forze oscure e soprannaturali nel visionario zio Imre. Ma l’arrivo di Lajos è solo l’inizio. Segreti, passioni proibite, colpe indicibili e traumi si intrecciano e si tramandano di generazione in generazione per oltre mezzo secolo, dalla fine dell’Impero asburgico al 1957, passando per due guerre mondiali, l’avvento dei totalitarismi, le rivoluzioni, la persecuzione degli ebrei. La Storia entra nelle vite dei protagonisti, le loro vicende private convivono con la violenza del reale: mentre il mondo attorno a loro cambia irrimediabilmente, anche i Lázár sono travolti da tragedie e sconfitte, ma non rinunciano mai a una struggente, incessante ricerca dell’amore.
Una magistrale opera-mondo con il ritmo che solo uno scrittore ventenne sa imprimere alla Grande Storia, raccontando l’impetuoso destino di una nazione attraverso la saga di una famiglia straordinaria. Un romanzo che ha il sapore di un classico e consacra Nelio Biedermann come una delle voci più originali e profonde della narrativa europea contemporanea.

Ritorno a Deià
Wu Ming 4
Einaudi
In libreria l’8 settembre

È il 1929, il poeta britannico Robert Graves e la poetessa americana Laura Riding si trasferiscono a Maiorca, nelle Baleari. Qui, nel villaggio di Deià, costruiscono una casa, e presto intorno a loro si crea una corte di amici che vanno e vengono, una movimentata e internazionale enclave di intellettuali e artisti in cerca di un buen retiro. L’incontro di questi personaggi inconsueti con gli abitanti del posto produce opportunità e attriti, solide amicizie e conflitti, amori e odii. Ma le esistenze dei protagonisti e di chi li circonda vengono travolte dallo scoppio della Guerra civile spagnola. Ognuno deve fare la propria scelta. Tra sogni, meschinità e gesti eroici, il tentativo di creare un piccolo Parnaso è mandato in frantumi dalla Storia.«Quando donna Laura smise di parlare, nel silenzio denso del salone, piú di uno dei presenti piangeva. Donne e uomini con gli occhi lucidi, che nel destino dei Troiani leggevano il proprio. Era come aveva detto lei: una leggenda è senza tempo e senza patria. Quella sera, Deià era la città raccontata da Omero, e noi eravamo la metà di una guerra che non avremmo voluto. Non potevamo dire se quello di donna Laura sarebbe stato il capolavoro che era venuta a scrivere, ma di certo non amammo mai cosí tanto la Strega, né mai ci apparve piú bella e terribile, mentre prediceva il nostro futuro, seduta al centro della sala e dei nostri sguardi, come fosse davvero il termine di ogni devozione».

Le ore d’oro
Louisa Young
Fazi
In libreria l’8 settembre

È il Natale del 1962 e, come di consueto, la famiglia Cazalet si riunisce per festeggiare. Poiché l’amata Home Place è stata venduta da tempo, Polly e Gerald hanno messo a disposizione di genitori, fratelli e cugini la loro labirintica dimora, Fakenham Hall. Mentre la vecchia guardia – Hugh, Edward, Rupert e Rachel – se ne sta in disparte e osserva l’Inghilterra di un tempo svanire lentamente, le cugine Louise, Clary e Polly, ormai tutte sulla soglia dei quarant’anni, occupano il centro della scena. Louise è una donna in carriera con una vita sentimentale instabile; Clary si sforza di coniugare il ruolo di madre e moglie con il lavoro da sceneggiatrice; Polly ha finalmente realizzato il sogno di vivere in una grande casa tutta sua. Determinate a emanciparsi dalle convenzioni, le tre donne cercano un nuovo equilibrio tra aspettative sociali e reconditi desideri personali. E poi c’è la nuova generazione, che deve fare i conti con una società sull’orlo di un grande cambiamento: Juliet, la figlia di Zoë e Rupert, è una ragazza bellissima ma molto ingenua e lavora come attrice; Neville, il suo fratellastro, aspira a diventare un regista di successo; e Simon, il fratello di Polly, abita nella piccola comune creata dalla sorella nella campagna del Norfolk ma conduce una doppia vita.

Malopasso
Marta Lamalfa
Neri Pozza
In libreria l’8 settembre

Quello spicchio di terra stretto fra montagna e mare è tutto ciò che hanno gli abitanti della Tonnara. Gli scogli indecisi tra suolo e abisso, l’ulivo storto aggrappato alla pietra contro le onde e il vento, l’immenso orizzonte azzurro da cui spuntano le Eolie e i loro vulcani. Quasi ci si dimentica, lo sguardo carico di tanta bellezza, delle case addossate e misere della Tonnara, il legno umido che si sfalda, le mani come cuoio graffiato, il sangue di pesce che non si lava mai via davvero. Meluzzo cresce qui, lontano dall’esplosione di benessere che sta cambiando il volto dell’Italia dopo le ferite della guerra. Ha dieci anni, l’età in cui i maschi lasciano le madri e la terraferma e vanno a pescare con gli uomini. Lui, però, ha mani ancora piccole come di femmina e passo leggero, e il nonno, ora che suo padre è disperso, sulla barca non ce lo vuole. Ma c’è la sua fervida immaginazione a riempirgli i pensieri, che gli fa scorgere tesori in una bambola rotta, in un brandello di carta stagnola, oggetti sputati dal mare grande, da un altrove vicino eppure lontanissimo. Per l’altrove c’è un unico sentiero, a filo sullo strapiombo, che valica il monte e mena alla civiltà, proibito a tutti i bambini. Il Malopasso. Meluzzo lo ha percorso sempre sulle spalle larghe e ossute di sua madre, e ora vorrebbe affrontarlo con le sue sole forze. Ma quella soglia tra chi va e chi resta, tra infanzia e futuro, sta cambiando più velocemente di lui. Alla Tonnara si sussurra di una strada in costruzione, e sulla spiaggia si aggira un forestiero. Crescere vorrà dire immaginarsi al di là dell’unico mondo che abbiamo mai conosciuto, guardare verso chi, dall’altra parte, ci sta guardando con la stessa fame di vita.

Il guardiano notturno
Anne Phillips Jayne
Mondadori
In libreria l’8 settembre

ConaLee ha solo dodici anni quando si presenta alle porte del Manicomio del Trans-Allegani, nel West Virginia, insieme alla madre, che da tempo ha smesso di parlare. Ad accompagnarle, un veterano di guerra entrato a forza nelle loro esistenze. È il 1874 e, finita la Guerra di Secessione, gli Stati Uniti d’America sono attraversati da colonne di civili, reduci, sbandati, ex schiavi o fuggiaschi che hanno perso ogni cosa, persino il proprio passato, il nome e l’identità. Resta solo un enorme trauma collettivo. In questo clima di caos, tra le mura del manicomio, lontane dalle cure dell’amorevole vicina e dalla piccola capanna tra le montagne in cui hanno sempre vissuto, le due donne tentano di rifarsi una vita. Durante la guerra, rimangono nascoste tra le cime più alte della Virginia, mentre il padre parte per i campi di battaglia senza mai fare ritorno. Insieme, madre e figlia sperimentano le impressionanti conseguenze del conflitto e una violenza dilagante. Mentre ConaLee finge di essere la cameriera della madre, quest’ultima lentamente inizia a reagire, e intanto entrambe si ritrovano sempre più immerse nella vita dell’istituto a strettissimo contatto con i suoi ospiti: il misterioso guardiano notturno O’Shea, il piccolo orfano soprannominato Weed, la terribile donna che gestisce la cucina e lo straordinario medico alla guida della struttura. Vincitore del Pulitzer per la Narrativa e selezionato al National Book Award, Il guardiano notturno è un racconto epico e avvincente, dalla meticolosa ambientazione; una stupefacente storia di resilienza e di sopravvivenza al caos e alla guerra.

L’altra moglie di Garibaldi
Silvia Montemurro
E/O
In libreria il 9 settembre

Inverno 1860. In una cappella privata nei dintorni di Como vengono celebrate le nozze tra Giuseppe Garibaldi e la marchesa Giuseppina Raimondi. Il matrimonio dura un giorno soltanto. Lo scandalo che ne consegue, invece, passerà alla storia. In una narrazione che intreccia realtà e fantasia, tra splendide ville affacciate sul lago, ambascerie segrete, amori proibiti e misteriose chiromanti, Silvia Montemurro ci guida nella riscoperta di un affascinante episodio del Risorgimento italiano. A caccia della verità, ammesso che ce ne sia una sola. Seconda metà dell’Ottocento. Figlia della relazione illegittima tra il marchese Raimondi e una donna dal passato oscuro, la giovane Giuseppina ha imparato presto a guardare con disincanto sia all’amore sia al potere. Finché, mentre tutt’attorno imperversano i moti risorgimentali, il generale Giuseppe Garibaldi non s’invaghisce di lei. Giuseppina si ritrova così incastrata in un disegno troppo grande in cui la sua volontà sembra relegata a margine. Ma il destino, come scoprirà a proprie spese, segue vie tutte sue. Lo sa bene anche Alma, la chiromante che del destino ha fatto un mestiere. Cresciuta in una comunità nomade, fin da piccola ha appreso che la divinazione non consiste nel predire il futuro, ma nel portare alla luce quel che gli altri si rifiutano di vedere. Le vite delle due donne, Giuseppina e Alma, all’apparenza distanti nel tempo e nello spazio, sono in realtà legate a doppio filo. Perché la verità, detta o taciuta, finirà per avere conseguenze irreversibili per entrambe. Partendo da un’impeccabile ricostruzione storica, Silvia Montemurro firma un nuovo appassionante romanzo.

Il segreto delle rose. Le donne di Rosenhag (Vol. 2)
Corina Bomann
Giunti
In libreria il 9 settembre

Karlskrona, 1910. Marlene e Liv provengono da mondi opposti: la prima è la vedova di un capitano di Marina, naufragato insieme alla sua nave e all’intero equipaggio; la seconda è, invece, sposata con un facoltoso armatore privo di scrupoli. Insieme hanno dato vita a Rosenhag, trasformando la casa di un guardacaccia, immersa tra le rose, in un rifugio per donne in cerca di aiuto che non sono più in grado di provvedere ai loro bisogni. Un porto sicuro dove queste non solo si sostengono, ma condividono segreti inconfessabili e trovano il coraggio di essere sé stesse lontano dal giudizio del mondo. Ma la serenità di Rosenhag è destinata a incrinarsi quando alla porta di Marlene si presenta un giovane identico al marito. Il riemergere di verità sepolte e questioni mai risolte minaccia di sconvolgere ogni equilibrio. E mentre il passato torna a reclamare il suo posto, Liv dovrà lottare per sfuggire alle trame spietate del marito Sten, ultimo ostacolo tra lei e la possibilità di amare ancora. In un’epoca che vorrebbe relegarle all’obbedienza e al silenzio, le due amiche combatteranno per difendere i propri sogni e la propria libertà. Sapranno trovare la forza per affrontare chi vorrebbe piegarle e impedirne il riscatto? Il capitolo conclusivo della dilogia delle Donne di Rosenhag porta a compimento il destino di due protagoniste indimenticabili, forti e appassionate. Una saga familiare intensa e coinvolgente che celebra il coraggio di perseguire i propri desideri, nonostante tutto.

La Zorg. Una storia di avidità e brutalità che spinse all’abolizione della schiavitù
Siddharth Kara
Nutrimenti
In libreria l’11 settembre

Nel 1781, la nave Zorg divenne il simbolo di una delle più atroci vicende del commercio transatlantico degli schiavi. L’imbarcazione negriera salpò dai Paesi Bassi, diretta verso le coste africane del Capo di Buona Speranza e dell’Oro, dove avrebbe imbarcato il suo carico umano.
Quando una serie di eventi meteorologici ed errori di navigazione portarono la nave fuori rotta e a corto di provviste, il capitano gettò in mare più di cento schiavi per salvare l’equipaggio e gli schiavi più preziosi. Gli armatori chiesero quindi un risarcimento all’assicurazione. Dai due processi che seguirono, per la prima volta, i diritti umani entrarono nel dibattito sulla schiavitù in un caso giudiziario con una domanda semplice: gli africani a bordo erano persone o merce?
Il dramma legale presso la più alta corte inglese catapultò il nascente movimento antischiavista da una piccola causa evangelica a una delle campagne morali più importanti della storia, dando impulso al movimento abolizionista sia in Inghilterra che negli Stati Uniti.
Siddharth Kara, attraverso documenti d’archivio, testimonianze processuali e lettere private riporta alla luce la drammatica storia di questa nave e dei suoi passeggeri, rivelando le brutali verità di un sistema che ha segnato la storia dell’umanità. Intreccia le vicende del medico di bordo Luke Collingwood, del mercante William Gregson e degli schiavi africani creando un racconto avvincente che svela i meccanismi economici, sociali e umani del commercio degli schiavi.

Un affare interno. Aldo Moro nei documenti inediti degli archivi USA
Guido Bandera
Gabriele Moroni
Neri Pozza
In libreria l’11 settembre

Il 18 marzo 1978, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro per mano delle Brigate rosse, l’ambasciata americana in Italia ricevette un cablogramma cifrato dal segretario di Stato Cyrus Vance, in cui si diceva che non si doveva «incoraggiare in nessun modo l’idea che ci possa essere molto che possiamo fare in tali questioni interne». In sintesi, gli Stati Uniti stavano abbandonando al suo destino il presidente della Democrazia cristiana, con il quale, nel corso degli anni, avevano avuto, peraltro, un rapporto molto contrastato, dal momento che l’amministrazione americana aveva sempre osteggiato la politica di Moro di coinvolgimento del Partito comunista italiano nel processo democratico. Basato sui documenti desecretati dagli Stati Uniti (Casa Bianca, Pentagono, Cia, Dipartimento di Stato), Un affare interno ricostruisce come mai fatto prima – con conversazioni riservate e inedite, fino a oggi dimenticate tra le pieghe degli archivi – il rapporto tra Aldo Moro e “l’alleato” americano: una difficile dialettica politica che porterà a isolare sempre più lo statista italiano nel contesto nazionale e internazionale, fino al tragico epilogo.



Donut girl. La ragazza delle ciambelle
Lauriane Bordenave
Elliot
In libreria l’11 settembre

Quando gli Stati Uniti entrano in guerra, la giovane Jane Pearson si arruola nella Croce Rossa e parte per Londra insieme ad altre volontarie. Il loro compito è sostenere il morale delle truppe americane, in attesa dello sbarco alleato in Normandia. Ma come? L’idea è semplice quanto efficace: offrire ai soldati qualcosa che ricordi loro il proprio paese, di cui sentono una nostalgia struggente. Jane e le sue compagne si spostano di base in base distribuendo caffè, sigarette e ciambelle, che cucinano su un clubmobile, un furgone attrezzato allo scopo. Il successo è immediato: i soldati attendono con impazienza le visite delle donut girls, con cui scherzano e ballano, trovando brevi attimi di serenità. In piena guerra, nel cuore di una Londra devastata dai bombardamenti, Jane stringerà legami di profonda amicizia e troverà il grande amore, che la porterà fino in Francia…

La moglie del Partito. Vita di Rita Montagnana Togliatti
Aldo Agosti
Marina Cassi 
Laterza
In libreria l’11 settembre

Il 14 luglio 1948 l’Italia si trova a un passo dalla guerra civile: Palmiro Togliatti, segretario del PCI, è gravemente ferito in un attentato. Mentre il paese è in fibrillazione, il partito deve affrontare un ulteriore problema: accanto a lui c’è la nuova compagna, Nilde Iotti, con cui ha un legame forte e ormai di dominio pubblico, ma ancora mal digerito dalla base del PCI e dalla moglie, Rita Montagnana che, anche lei, accorre al capezzale del ferito. Rita è una militante attiva e determinata. Protagonista delle lotte operaie a Torino nel 1919-1922, impegnata nella direzione clandestina del partito, ha seguito Togliatti, sposato nel 1924, a Mosca, in Francia, in Spagna e di nuovo in URSS. Tornata a Roma nel 1944, sembra avviata a una carriera di successo: entra negli organismi dirigenti del PCI, fonda l’Unione donne italiane, è tra le 21 donne elette alla Costituente, diventa senatrice nel 1948. Ma già nel 1953 non viene confermata e nel 1956 è esclusa dalla direzione del partito. Su questa parabola discendente pesano molti fattori, soprattutto – ma non solo – la malattia del figlio Aldo che accudisce per anni. È emarginata perché Togliatti ha una nuova ‘moglie’ o perché, pur essendo una dirigente capace e molto amata, appartiene a una generazione a disagio nel ‘partito nuovo’? Nel 1963 torna a Torino e vive in disparte fino alla morte, legata solo ai compagni di un tempo e a un mondo sempre più autoreferenziale. Non racconta mai la propria eccezionale vita, contribuendo così all’oblio che la avvolgerà.

Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento
Aldo Cazzullo
HarperCollins
In libreria il 15 settembre

La saga dei Medici. Il viaggio di Cristoforo Colombo. I più grandi artisti che l’umanità abbia mai avuto: Leonardo, Raffaello, Botticelli. Il più grande di tutti, almeno secondo l’autore: Michelangelo (a vent’anni la Pietà, a 25 il David, a trenta la volta della Sistina, e poi il Giudizio Universale, il Mosè…). Aldo Cazzullo prosegue il suo viaggio nella storia e nell’identità italiana raccontando il nostro Rinascimento. “Quando l’Italia rinacque” affronta non solo l’arte e la letteratura, ma gli eventi e i pensieri del tempo: l’uomo al centro dell’universo, l’uomo che ha fiducia in se stesso ed è artefice del proprio destino. Una grande avventura della libertà, che porta il cavallo alato dell’Ariosto sulla Luna e i navigatori a scoprire il Nuovo Mondo. E tra i grandi personaggi ci sono le donne: da Vittoria Colonna, che ispira Michelangelo, a Lucrezia Borgia, calunniata dalla leggenda nera che la trasformò in un’avvelenatrice mentre in realtà era terziaria francescana. Sino al tramonto del Rinascimento, segnato da tre tragedie: il rogo di Giordano Bruno, l’abiura di Galileo, la morte di Caravaggio.


Mia signora di pietra e vento
Katia Tenti
Neri Pozza
In libreria il 15 settembre

Dalle mura del castello, le falde della gonna gonfie del vento gelido, Margarete guarda dinnanzi a sé i possedimenti della sua famiglia. Lo chiamano la Bella Terra, il suo Tirolo, e da quell’altezza può abbracciarne la magnificenza: la montagna, madre protettrice; i valichi erbosi; le aquile in cielo, come quella sul loro stemma, rosso sangue in campo bianco. Margarete è solo una bambina, ma a pochi passi da lì, nella Sala dei Cavalieri, il padre ha già deciso il suo destino. Unica erede di un casato strategico nell’equilibrio dell’Europa del Trecento, il suo matrimonio è affare di Stato, la sua felicità qualcosa da sacrificare. Margarete tuttavia non si piegherà alla legge degli uomini, si ribellerà a un marito crudele e inetto, oserà sfidare l’autorità del Pontefice e i potentissimi Asburgo. Settecento anni dopo, l’antropologa Arianna Miele deve curare una mostra dedicata a quella figura misteriosa, di cui è sopravvissuto solo il poco lusinghiero soprannome: Maultasch, Boccalarga. Riscoprire la verità storica dietro il discredito di secoli è il suo compito. Ricostruire la lotta di quella donna sola in un mondo di uomini equivale a onorare un debito verso sé stessa. C’è anche un editto firmato da Margarete – la cui autenticità è da comprovare – che decreterebbe l’inviolabilità del corpo delle sue suddite. Per Arianna quell’antico documento è l’opportunità professionale della vita, l’occasione di offrire stabilità a sua figlia che sta crescendo senza un padre. Ma non dovrà lasciarsi condizionare dai suoi desideri né da quelli di chi vorrebbe fare dell’ultima Contessa di Tirolo-Gorizia un simbolo di battaglie che non furono le sue. A indicarle la strada sarà proprio colei che, come le sue aquile, non ebbe paura di volare fino al sole. Diranno che, quando è nata, sua madre ha distolto lo sguardo. Diranno che è selvatica, che è brutta, che ha il veleno nella lingua e che stritola la gente con braccia forti come il ferro dei migliori fabbri di corte. Ma tu a questo non devi credere. Margarete è bellissima. Lo è da bambina e lo sarà da adulta, quando diventerà una contessa pronta a governare il suo popolo.


La giornalista ribelle
Mathilde Bonetti
Tre60
In libreria il 15 settembre

Padova, 1868. Nei salotti eleganti di una città ancora attraversata dai fermenti post-unitari, Eva Faré, giovane donna dell’alta borghesia, si muove con grazia impeccabile, ma dentro di sé avverte il peso di una gabbia invisibile. A soffocarla non è soltanto il duro corsetto dell’etichetta ma l’ombra del padre Dagoberto, rigido custode dei valori del passato, che ha già deciso il suo futuro: un matrimonio d’interesse con il nobile Nicola Carraresi.
Mentre la società pretende da lei obbedienza e silenzio, Eva, grande lettrice, coltiva in segreto la passione per la scrittura. Sarà l’incontro con Gualberta Alaide Beccari, fondatrice del periodico «La Donna», a cambiare per sempre la sua esistenza. Quando il padre le proibisce di frequentarla e di scrivere, infatti, Eva lascia la casa paterna abbandonando ogni agio e cerca rifugio nella redazione del giornale.
Ma diventare giornalista significa riuscire a guardare dove gli altri distolgono lo sguardo, dare voce alle donne che nessuno ascolta e raccontare una realtà più dura, ma anche più autentica. Significa anche, per una donna, affrontare i pregiudizi dei colleghi uomini, che non le risparmiano diffidenza, ostilità e critiche.
Così, nel ruolo d’inviata, tra strade affollate, appostamenti e rivolte popolari, Eva imparerà quanto sia pericoloso raccontare la verità, nel tentativo di dimostrare che l’indipendenza femminile non è un sogno irraggiungibile, ma una conquista fatta di istruzione, coraggio e impegno. Perché la libertà non è un dono: è una scelta da difendere, anche quando il prezzo è altissimo.

Senza speranza, senza paura
Daniele Bolelli
Giunti
In libreria il 15 settembre

Sul finire del Cinquecento, Michelangelo Merisi non è ancora Caravaggio. È un giovane pittore inquieto, cresciuto nella Milano devastata dalla peste, dove la miseria, la violenza e la fame governano ogni destino. Vive ai margini con Chiara, che ama ferocemente e che è la cortigiana di un potente nobile, e con la sorella di lei, Sara, finché una tragedia ingiusta e brutale spezza per sempre quel fragile equilibrio. La morte di Sara porta Chiara a implorare la fine e Michelangelo al gesto più atroce e pietoso: ucciderla. Da quel momento è un fuggiasco, braccato dalla giustizia e dai propri fantasmi. Durante la fuga incontra Marco Di Sciarra, leggendario brigante “filosofo”, che ruba ai ricchi per aiutare i poveri. È lui a spingerlo verso Roma, capitale di splendore e corruzione, violenza e piacere, e a convincerlo che la sua unica salvezza è la pittura. A Roma, povero e tormentato, Michelangelo si muove tra osterie, botteghe e bassifondi insieme a un gruppo di giovani artisti destinati a lasciare il segno: Minniti, Longhi, Gentileschi, Grammatica. Affamati, emarginati e decisi a prendersi ciò che il mondo continua a negare loro, fondano una banda criminale. Il loro motto è una sfida al destino: Nec spe, nec metu. Senza speranza, senza paura. Un grande romanzo storico che racconta la nascita di Caravaggio: il genio capace di trasformare luci e ombre, assoluzioni e colpe destinandole a un’arte immortale.

La piccola cameriera
Bérénice Pichat
Salani Editore
In libreria il 15 settembre

Prima dell’alba, quando Parigi è ancora immersa nel sonno, una giovane domestica attraversa il freddo con la disciplina silenziosa che scandisce le sue giornate. Entra nelle case degli altri come un’ombra necessaria e invisibile, destinata a servire senza lasciare traccia. Eppure, sotto l’obbedienza dei gesti e il peso delle gerarchie sociali, custodisce un tumulto segreto: una memoria ferita, un dolore senza voce, un ostinato desiderio di dignità. Nella casa dei Daniel, dove il tempo sembra essersi cristallizzato attorno a un reduce mutilato dalla Grande Guerra e a sua moglie, prigioniera di una fedeltà che ha il volto della rinuncia, la presenza discreta della ragazza finisce per incrinare l’ordine immobile dell’abitudine. Tra loro si crea un legame oscuro, tessuto di paura, compassione, vergogna e reciproco riconoscimento. È nello spazio fragile e quasi impercettibile di questo incontro che il romanzo dispiega la sua forza: non nel clamore
degli eventi, ma nella lenta rivelazione di ciò che la sofferenza infligge agli esseri umani e della bellezza che, malgrado tutto, continua a resistere. C’è una rara alchimia in questo romanzo di Bérénice Pichat: una trama costruita con grande maestria, in cui la tensione è palpabile a ogni pagina; una scrittura originale, capace di dare forma alla concretezza del quotidiano quanto al tremore dell’indicibile; scene di grande intensità che dischiudono la possibilità fragile, inattesa e quasi scandalosa di una vicinanza tra vite che il mondo vorrebbe irrimediabilmente separate.

I miracoli e la meraviglia. Il mistero del Gesù storico
Elaine Pagels
Mondadori
In libreria il 15 settembre

Chi era davvero Gesù? Che cosa sappiamo con certezza di questo giovane della Giudea capace di dare vita a una religione che ha cambiato per sempre la storia del mondo? Al culmine di una carriera che l’ha consacrata tra le voci più autorevoli nello studio del cristianesimo, Elaine Pagels ripercorre i momenti essenziali della vita di Gesù, dalla nascita alla resurrezione, attraverso una lettura innovativa dei vangeli canonici e apocrifi. Scopriamo così che Gesù parlava agli apostoli e alle folle «in codice», riecheggiando le Scritture per nascondere, per esempio, verità sgradite all’occupante romano, e che la sua crocifissione – una condanna politica – fu rielaborata dai discepoli come prova di un sacrificio divino per sottrarre il primo movimento cristiano all’accusa di ribellione. Disorientati e perseguitati, i suoi primi seguaci rinnovano infatti la grammatica del meraviglioso per dare un senso al trauma, alla perdita e alla speranza. Con la nascita verginale coprono lo scandalo di un figlio probabilmente illegittimo e restituiscono dignità a una donna forse violata; con i miracoli testimoniano l’irruzione del sacro ai margini della società; con la resurrezione rielaborano il senso della fine e trasformano il lutto in memoria, la perdita in promessa. Pagels allarga la sua indagine anche alle forme contemporanee del cristianesimo e alle diverse rivisitazioni proposte da artisti e cineasti – dalle tele di Chagall e Dalì ai film L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese e Maria Maddalena di Garth Davis – che, sebbene distanti dall’ortodossia, sono manifestazioni di un cristianesimo ancora capace di ispirare e innovare. In un saggio colto e appassionante, che assume spesso le tinte del giallo storico, l’autrice intreccia storia, filologia, antropologia e spiritualità per restituire la figura di Gesù alla sua complessità umana e simbolica. Senza rinunciare al rigore della ricerca, si rivolge ai credenti e ai non credenti, agli studiosi e ai curiosi, non limitandosi a chiarire la natura e il significato degli innumerevoli «miracoli» di cui è costellato il Nuovo Testamento, ma interrogandosi sulla forza segreta di un messaggio di speranza che, dopo più di duemila anni, continua ad attrarre e ispirare milioni di persone.

L’uomo che inventò la politica. Inchiesta su Machiavelli
Corrado Augias
Natalia Augias
Einaudi
In libreria a settembre

Liberandolo da secoli di retorica scolastica, falsificazioni e slogan abusati, e confutando giudizi ingiusti duri a morire, Corrado e Natalia Augias cercano di restituire l’essenza piú autentica e attuale della vita e del pensiero di Machiavelli.
Antipapale, bandito e messo all’Indice dalla Chiesa, antimperiale e antifeudale, sorprendentemente moderno: questo era Machiavelli, ben lontano dalle caricature che ne hanno deformato l’immagine. Uno scrittore non solo profondo ma anche ironico e «simpatico», come lo definí Francesco De Sanctis. Rileggere oggi Machiavelli significa mettere i vizi del potere, le regole della convivenza civile e il disordine del Cinquecento davanti allo specchio del nostro confuso e tumultuoso presente.
Dalla ricostruzione dopo la Seconda guerra mondiale alle recenti crisi in Ucraina e Medioriente, Corrado e Natalia Augias
interrogano il nostro tempo: la crisi del diritto internazionale, la fragilità dell’Unione Europea, il ritorno delle logiche di forza. Leggendo questa conversazione intensa e appassionata, sembra quasi che, dalla penombra della storia, lo spirito di Machiavelli – morto povero ed emarginato, testimone amareggiato della «tragedia italiana» – si volti verso di noi, forse con uno sberleffo, forse con un ghigno, e resti per un momento a osservarci, di tre quarti come nel suo celebre ritratto, nel
tentativo di comprendere il nostro mondo inquieto.

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