Novità in libreria

TSD consiglia le novità in libreria dal 15 al 30 settembre

In questa seconda parte della nostra rassegna dedicata alle novità in libreria, continuiamo a esplorare il panorama delle uscite storiche del mese. Dai grandi eventi che hanno segnato il passato alle vicende meno conosciute, i nuovi titoli offrono prospettive diverse e spunti di riflessione per lettori curiosi e appassionati.

Mesopotamia
Olivier Guez
La Nave di Teseo
In libreria il 16 settembre

Avventuriera, archeologa, scrittrice, diplomatica, spia in grado di parlare fluentemente arabo e persiano, Gertrude Bell fu la donna più potente dell’impero coloniale britannico al termine del primo conflitto mondiale. Protagonista della creazione del moderno stato dell’Iraq, di cui ha contribuito a tracciare i confini, idealista come il suo fedele alleato Lawrence d’Arabia, coraggiosa, tenace e imperialista come il giovane Winston Churchill, figlia amata e incompresa di una ricca famiglia vittoriana, donna disperatamente innamorata, Gertrude Bell resta per noi un enigma, persa nel silenzio che la Storia, troppo spesso, riserva alle imprese femminili. Dalla scoperta di giganteschi giacimenti di petrolio ai crudeli giochi di potere tra inglesi, francesi e tedeschi, dalle trattative sotto le tende beduine alle sabbie di Baghdad, dove il destino di migliaia di persone è ogni giorno appeso a un filo: Olivier Guez recupera dal deserto la vita di una donna straordinaria, per raccontare l’epopea travolgente di una terra mitica e maledetta, la terra di Abramo, la terra del diluvio e di Babele, dei sogni infranti di Alessandro Magno: la Mesopotamia.

Un anno con Jane Austen
Liliana Rampello
Neri Pozza
In libreria il 16 settembre

Quando Jane Austen a undici anni scriveva storielle per divertire i suoi fratelli nella canonica di Steventon, non avrebbe mai immaginato di diventare un’icona. O forse sì. Se JA presentisse di avere poco tempo davanti, non lo sapremo mai: la sorella Cassandra, amatissima, distrusse quasi tutti i suoi scritti privati. Non resta dunque che cercarla nei suoi sei romanzi, nell’intelligenza di Elizabeth Bennett sfidata dal sentimento, nell’amore fedele di Anne Elliot, nella saggia condotta di Mr Knightley, nella generosità di Elinor Dashwood o nel sogno di perfezione di Mr Darcy. In ogni caso, la creatrice del romanzo di formazione femminile rimane al centro di un mistero: come ha potuto, Miss Austen, dal salotto di un piccolo rettorato inglese di fine Settecento spalancare la stanza di ogni casa presente e futura? Come ha saputo dare vita a tante donne, protagoniste a modo loro del proprio destino, non vittime in un mondo patriarcale e classista, donne in cui si specchiano tante parti di noi? Il mondo che JA scandaglia col suo acutissimo sguardo è un universo intero di relazioni ed emozioni, che dopo oltre due secoli ci parla ancora. Ecco dunque 365 scene di matrimoni, balli, case, paesaggi, incipit gloriosi, finali concilianti; 365 giorni di madri, ragazze, sorelle, zie & zitelle, ecclesiastici, gentiluomini, padri, seduttori. Ecco la scrittrice non sempre compresa dai contemporanei ma adorata dai posteri, forse infelice in amore ma innamorata del suo lavoro. Jane Austen in purezza, nella musicale originalità della sua lingua polifonica, che ci guida, tra giorni e parole, con le sue donne, nei luoghi amati, in quella “Austenland” a cui sempre vorremmo ritornare.

Croci di cenere
Antoine Sénanque
Rizzoli
In libreria il 16 settembre

Nel convento di Verfeil la vita è scandita dalle preghiere che distolgono i frati da incombenze più terrene – c’è chi cura il giardino dei semplici, chi si occupa delle cucine, chi si dedica alla scrittura. Ma oggi, un freddo giorno di febbraio del 1367, frate Antonin e frate Robert si mettono in cammino. L’anziano priore Guillaume, a capo della piccola comunità, sente la morte avvicinarsi, vuole affidare alla pergamena la sua tremenda verità, e spedisce i due ragazzi a Tolosa affinché si procurino un involto di velini tra i più preziosi. Novizi nell’ordine come nella vita, i fraticelli non conoscono i pericoli del mondo, e ancor meno le tenebre che tingono l’anima degli uomini – e ignorano di essere finiti al centro di uno scontro tra il loro amato priore e il temuto inquisitore della città di Tolosa. La confessione che Guillaume si accinge a rendere minaccia infatti di scuotere la Chiesa, svelando un segreto inaudito sulla peste che vent’anni prima ha devastato il continente, nonché sul ruolo svolto dal maestro Eckhart, il teologo mistico dai sermoni infuocati, adulato e poi maledetto dopo il processo per eresia. Non solo: l’inquisitore sa bene che quelle rivelazioni gli impediranno di realizzare le sue sfrenate ambizioni, e i giovani domenicani diventeranno allora il mezzo che userà per fermare Guillaume, costi quel che costi. Dalle mura insanguinate della casa Seilhan, primo convento dei frati predicatori, alle remote pianure dell’Asia centrale, Antoine Sénanque intreccia i destini di personaggi storici e immaginari creando un romanzo d’avventura in cui gli inviti rivoluzionari di Eckhart e le scelte compiute dai protagonisti assegnano un significato nuovo alla parola fratellanza.

L’interprete
Veronica Santoro
Ponte alle Grazie
In libreria il 16 settembre

Siamo negli anni tra il 1943 e il 1945, i più terribili del secolo scorso. L’Italia centrosettentrionale è occupata dall’esercito tedesco e Delia Zorzi, figlia di un’importante famiglia fascista di Verona, viene reclutata dal comando nazista come interprete. Mentre la città oscilla tra collaborazionismo e resistenza, Delia abita una zona grigia fatta di compromessi, ricatti, silenzi, scelte impossibili: da una parte c’è Carlo, il fratello ribelle che ha voltato le spalle al padre autoritario per unirsi ai partigiani, e che la ragazza è pronta a proteggere a qualsiasi costo; dall’altra parte Thomas, giovane ufficiale delle SS dal passato oscuro e dal fascino indecifrabile, che la trascina in un rapporto ambiguo, inizialmente rifiutato poi quasi fatale…
Tutt’attorno vorticano personaggi, circostanze, trame che costringono di volta in volta Delia a decidere da che parte stare, a camminare sullo scivoloso crinale che separa desiderio di redenzione e istinto di sopravvivenza. Mentre gli eventi storici incalzano – i bombardamenti angloamericani sempre più frequenti segnalano che il tempo sta scadendo, l’orrore della deportazione si consuma sotto gli occhi di tutti (memorabile la scena del campo di concentramento di Fossoli) – la giovane donna imparerà che, anche se non possiamo scegliere chi amare, dobbiamo lottare per diventare padroni delle nostre vite.
Romanzo storico, spy story, storia d’amore… il libro che avete tra le mani è tutto questo e molto di più; L’interprete è indefinibile, sorprendente, coinvolgente come la migliore narrativa, quella destinata a conquistare il pubblico e a durare nel tempo.

San Francesco
Alessandro Barbero
Laterza
In libreria il 16 settembre

Nel 2026 saranno 800 anni dalla morte di san Francesco, uno dei più popolari fra i santi della Chiesa cattolica. Tutti crediamo di conoscerlo, ma niente è mai come ci immaginiamo. Le più antiche biografie di Francesco furono scritte da frati che l’avevano conosciuto da vicino. Perciò potremmo credere, ingenuamente, che le informazioni di cui disponiamo su di lui siano non solo molto numerose ma sicure. Non è così. I testimoni si contraddicono continuamente: chi li ascoltava non amava ricordare che Francesco era stato un uomo pieno di durezze e di contraddizioni, che aveva sperimentato la delusione e la sconfitta. Volevano ricordare un santo perfetto in tutto, privo di dubbi e di amarezze e, in definitiva, simile a Cristo. Era tale il contrasto tra le versioni di san Francesco proposte dai suoi biografi che, quarant’anni dopo la sua morte, l’Ordine prese una decisione senza precedenti: far distruggere tutte le biografie esistenti e sostituirle con una nuova e definitiva, la Legenda maior scritta dal generale dell’Ordine, Bonaventura. I codici contenenti le vite del santo scritte da chi lo aveva conosciuto vennero cercati nelle biblioteche e fatti sparire. Solo dopo secoli hanno cominciato a riemergere dall’oblio grazie a fortunati ritrovamenti, rivelandoci un Francesco molto diverso. Non il santo sempre lieto che parlava agli uccellini, raffigurato negli affreschi di Giotto ad Assisi, il santo che ammansiva i lupi, precursore dell’ecologismo moderno, che discuteva amichevolmente con i musulmani, precursore del pacifismo e dell’ecumenismo. Non è questo il Francesco che i suoi discepoli ci hanno raccontato. Il Francesco che emerge dai loro ricordi è un uomo tormentato, duro, capace di gesti dolcissimi e di asprezze inaspettate. Ma soprattutto non raccontano un solo Francesco perché ognuno lo ricordava a suo modo. E dunque? Chi è stato davvero quest’uomo straordinario?

Francesco. Il primo italiano
Aldo Cazzullo
HarperCollins
In libreria il 16 settembre

“Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l’umanità potrebbe essere l’ultimo.”
Comincia così il nuovo libro di Aldo Cazzullo: Francesco. Il primo italiano.
Dopo lo straordinario successo del libro sulla Bibbia, l’autore affronta un altro tema religioso, inquadrandolo nella contemporaneità. Francesco è il primo italiano perché è fondamentale nel costruire l’identità italiana. Perché scrive la prima, splendida poesia in italiano: il Cantico delle Creature. Perché percorre l’Italia, dalle grandi città alla campagna, e inventa il presepe. E perché esprime il meglio – l’amore per il prossimo, il rispetto per tutte le creature, la cortesia, il buon umore – dell’animo degli italiani. Cazzullo racconta la vita straordinaria di Francesco, la giovinezza piena di ideali cavallereschi, la rottura con il padre, la spoliazione, l’incontro con il Papa, fino al grande mistero: le stimmate. Miracolo che fa di lui il nuovo Gesù? O un modo inventato dalla Chiesa per relegarlo nel cielo e allontanarlo dalla terra? Lavorando direttamente sulle fonti medievali – a cominciare dalla prima biografia del santo, quella di Tommaso da Celano, condannata al rogo – e sugli studi più recenti di Jacques Le Goff e Chiara Frugoni, l’autore traccia anche la storia del francescanesimo attraverso i personaggi ispirati dal santo – sant’Antonio, Giotto, Dante, Cristoforo Colombo, padre Pio – fino al primo Papa chiamato Francesco.

Breve storia eretica della Musica Classica
Alessandro Baricco
Feltrinelli
In libreria il 16 settembre

Così la Prima Musica insegnò a vivere in armonia con la Natura, accogliendone mitemente i doni. La Musica del Disordine rivendicò alla disarmonia dell’umano il diritto di proprietà dei suoni. E la Musica Classica fondò su quel diritto la sua ambizione a fare del mondo un giardino. Possiamo riconoscerci in ognuna di quelle tre visioni – o menzogne. Per quale cammino gli uomini sono arrivati a produrre i capolavori della Musica Classica, e attraverso quali avventure, prodezze ed errori? Usando quali mappe? “In principio era il mistero, e questo dà un senso a tutta la storia. I suoni – erano un mistero.” Agli antichi sembravano fuochi fatui, segni del divino, imprendibili e impossibili da classificare; secoli dopo altri pensarono invece a un materiale piuttosto grezzo presente in natura, che gli uomini potevano conquistare, plasmare, usare per pronunciare se stessi. Seguendo questa oscillazione fra armonia del Cosmo e paesaggio degli umani, fra perfezione e caos, Alessandro Baricco racconta in modo inedito, eretico, la conquista dei suoni: una storia europea, di musici europei. Un’impresa epica. Seguito ideale e in maggiore dei suoi Seminari della Tempesta – Quel che stavamo cercando e La Via della Narrazione –, proprio come I barbari e The Game, questa Breve storia eretica della Musica Classica trasforma una materia tradizionalmente colta in un racconto affascinante e comprensibile a tutti. “È una danza – comprenderla significa danzarla.”

La più bella del mondo
Marco Buticchi
Longanesi
In libreria il 16 settembre

Gallia, I secolo a.C.Un villaggio viene distrutto per stanare la druida Artio, ma la donna riesce a fuggire insieme a Lugh, suo apprendista. Quando Giulio Cesare invade la Gallia, Lugh viene catturato e, al seguito di Cesare, finisce in Egitto, alla corte di Cleopatra. Qui, tra i misteri dell’antica terra dei faraoni, perfeziona le arti magiche tramandategli dalla druida, immergendosi nel fascino occulto di una civiltà leggendaria…
Europa, anni Venti.Sin da piccola, Hedwig Kiesler mostra una spiccata propensione per la recitazione e intraprende una promettente carriera come attrice. Hedwig conquista l’amore di Fritz Mandl, ricco mercante d’armi, e impara presto a memorizzare le informazioni raccolte nelle cene di lavoro del marito, alla presenza dei leader di un’Europa sull’orlo di un nuovo conflitto mondiale. Il destino però la conduce a Hollywood: è lì che cambia nome e diventa Hedy Lamarr, l’attrice «più bella del mondo». I servizi segreti statunitensi la mettono alle strette: è stata testimone di conversazioni riservate, conosce molte persone nella cerchia di Hitler e Mussolini, e può diventare la chiave per disinnescare la minaccia nazista.
Hollywood, 2026.Oswald Breil e Sara Terracini sono ospiti alla notte degli Oscar. L’Academy conferisce un premio a Daniel Berg, anziano produttore di origini ebraiche. Quando l’uomo si alza per ricevere la statuetta viene ucciso con un colpo sparato da un’arma di precisione. Breil ha notato qualcosa e collabora con gli inquirenti. Da quel momento riceve una serie di minacce affinché abbandoni Hollywood e le indagini, ma questo non lo fermerà nella ricerca di una verità che può costargli la vita.
Ancora una volta Marco Buticchi scava nella Storia portando alla luce i segreti che costellano la straordinaria carriera di Hedy Lamarr e i misteri che affondano le radici nell’epoca di Cesare e Cleopatra, dando vita a un romanzo carico di tensione e fascino.

Il segreto di miss Austen
Giovanna Zucca
Fazi
In libreria il 16 settembre

Inghilterra, primo decennio dell’Ottocento. Tra gli eleganti salotti delle campagne dell’Hampshire, si intrecciano le esistenze di giovani donne in cerca del loro posto nel mondo, ufficiali divisi tra dovere e sentimento e amori destinati a rimanere nell’ombra. Al centro della storia c’è Jane Austen, in procinto di esordire come scrittrice, che osserva con sguardo ironico e compassionevole le vicende dei suoi vicini. Eppure, anche il suo cuore conserva un segreto mai svelato: l’amore per un uomo, votato a un destino da cui ha sempre cercato di sfuggire. Intorno a loro si muovono personaggi diversi: Cecilia Ravencourt, fanciulla di rara bellezza accusata di falsa modestia; la superba e risoluta Louise Alton, da molti considerata sciocca; la dolce Virginia, costretta a sopportare i capricci della sorella maggiore, e Olimpia, la contessina, che cerca di mediare tra padre e fratello. Intanto, le chiacchiere di Mrs Evans, sempre pronta a sussurrare all’orecchio giusto il pettegolezzo sbagliato, turbano le acque della buona società. Tra segreti ben custoditi, rimpianti diffusi e amori mai vissuti, Jane Austen assiste allo scorrere dell’esistenza altrui, consapevole che la sua unica eredità sarà contenuta nelle pagine che scrive: il cuore, come un buon romanzo, raramente segue il disegno previsto, ma spesso riserva un finale sorprendente.
Nella ricorrenza dei 250 anni dalla nascita di Jane Austen, Giovanna Zucca, profonda conoscitrice dell’opera della scrittrice inglese, ha scritto una storia in perfetto stile austeniano immedesimandosi in un mondo fatto di intrighi e pettegolezzi, balli, villeggiature e matrimoni combinati, dando vita a un intreccio appassionante pieno di intricate situazioni sentimentali e personaggi sfaccettati e complessi. Schermaglie, equivoci e dialoghi vivaci compongono una trama avvincente per un libro che, pieno di intelligenza e ironia, ha tutto il sapore di un classico.

La cacciatrice di eredità
Agustín Martínez
Salani Editore
In libreria il 16 settembre

César e Rebeca vivono sul filo. Lui fornisce droga e intrattenimento ai clienti di un hotel di lusso. Lei ha un talento spietato: rintraccia parenti di defunti senza testamento per incassare una parte dell’eredità. Sono giovani, innamorati, complici. Finché tutto si rompe. Rebeca viene trovata sul divano, immobile, con lo sguardo bloccato dal terrore. È viva, ma non parla. Ha due costole rotte e segni di violenza. Nessuna traccia di chi le abbia fatto del male. Nessuna spiegazione. César vuole capire. Ma seguire il filo lo conduce lontano: fino ad Alderney, un’isola sperduta nella Manica, un tempo occupata dai nazisti. Qui la storia sussurra verità che nessuno vuole ascoltare. Qui Rebeca aveva un segreto. E qualcuno ha fatto di tutto per tenerlo nascosto. La cacciatrice di eredità è ispirato a una pagina rimossa della nostra storia: quella dei campi di concentramento costruiti dai nazisti nelle isole britanniche. Un romanzo dove il passato non è mai passato, e la ferocia umana si mimetizza sotto maschere rispettabili. Un thriller potente, dove la verità è più pericolosa della menzogna.

Una caffetteria sul mare
Arnold Zable
Garzanti
In libreria il 16 settembre

A Melbourne c’è una caffetteria, un crocevia di esuli che vogliono dare una voce a storie che non devono essere dimenticate. Cafe Scheherazade, è così che si chiama. Avram e Masha, i proprietari, hanno voluto omaggiare l’omonima principessa araba che, grazie ai suoi racconti, ha messo in salvo il proprio popolo. Perché credono nel potere salvifico delle parole, capaci di restituire forza a esistenze che, con l’avvento del nazismo, sembravano aver perso qualsiasi significato. A partire dall’amara rinuncia di Avram di crescere nel luogo in cui è nato. Oppure dalla tragica e sofferta esperienza nei lager russi di Masha e Laizer. E, ancora, dal lieto fine al quale è stato fortunosamente destinato Zalman, scampato alla deportazione grazie all’intervento di un ambasciatore giapponese. Davanti a un tè caldo e a dolci preparati con cura, le loro voci si intrecciano in un urlo disperato che chiede di essere ascoltato e compreso. Un coro di speranza si alza verso un cielo che torna sereno dopo anni segnati dallo sconforto. Sullo sfondo, il blu profondo del mare e i raggi di un sole luminosissimo che si riflettono su una distesa d’acqua che brilla, canta, sgomita per essere libera. E bagna i piedi di chi, travolto dalla poeticità del luogo, ha deciso di accomodarsi al Cafe Scheherazade.
Una caffetteria sul mare racconta una storia poco conosciuta: quella della diaspora del popolo ebraico verso oriente. Arnold Zable, autore pluripremiato dalla critica e noto attivista, restituisce voce a un popolo sradicato, del quale cerca di tracciare un profilo il più veritiero possibile. Un tentativo perfettamente riuscito di donare ai lettori italiani una nuova prospettiva per guardare alla storia. Una storia che, ora più che mai, abbiamo il dovere di accogliere.

Sir Percyval Lloyd – Una tazza di Earl Grey e un errore giudiziario
Elena Andreotti
In libreria il 17 settembre

Londra, 1925. I ruggenti anni Venti vibrano di contrasti: il jazz che invade i salotti, le luci elettriche che illuminano le strade ancora percorse da carrozze, l’alta società che intreccia eleganza e ambizione. In questo scenario vive Percyval Lloyd, avvocato penalista di impeccabile educazione e sottile ironia, abituato a destreggiarsi tra tribunali, club esclusivi e il fitto tessuto delle relazioni mondane.
La sua vita scorre ordinata, scandita da giornate in tribunale, pomeriggi al polo e serate al St. James’s Club, dove conversazioni brillanti si alternano a pettegolezzi taglienti. Fino a quando, durante un ricevimento al prestigioso Carlton Club, la morte irrompe in scena: Sir Alaric Pemberton, giudice stimato e figura di spicco della magistratura londinese, muore improvvisamente davanti a una tazza di tè. Le autorità parlano di un attacco cardiaco, ma Percyval nota incongruenze che il suo istinto non può ignorare: una tazza intatta, una cameriera visibilmente turbata, un biglietto strappato nascosto tra le pagine di Il Processo di Kafka nella biblioteca del club. Dettagli minimi, eppure capaci di suggerire che quella morte non sia affatto naturale. Pochi giorni prima, Pemberton aveva annunciato l’intenzione di riaprire un controverso caso di omicidio del 1908: un processo in cui Percyval, giovane e ambizioso, aveva rappresentato la difesa. Un caso che non ha mai smesso di tormentarlo, alimentando il sospetto di un errore giudiziario. Ora, la coincidenza appare troppo perfetta per essere ignorata. L’indagine si muove tra ricevimenti scintillanti, partite di polo, pranzi al ristorante più esclusivo di Londra e cene nei salotti privati dell’aristocrazia. In questo ambiente di cortesia impeccabile e conversazioni leggere, Percyval deve affinare l’arte di leggere tra le righe: ogni parola può nascondere un indizio, ogni gesto può celare una menzogna.Mentre i giorni passano e le piste si moltiplicano, il confine tra amicizia e sospetto si fa sempre più sottile. E il rischio, per Percyval, non è soltanto scoprire un assassino: è mettere in discussione verità che per anni ha dato per scontate, e affrontare il peso di un passato che potrebbe non essere così limpido. Un giallo raffinato che unisce la precisione delle deduzioni alla leggerezza di un dialogo frizzante, la ricchezza dell’ambientazione storica al fascino senza tempo dei grandi investigatori della tradizione inglese. Perfetto per chi ama le atmosfere alla Agatha Christie, i misteri senza eccessi di violenza, e le storie in cui l’eleganza è la prima forma di astuzia.

Spirit and character. Il romanzo perduto di Jane Austen 
Faye Morrison
Giunti
In libreria il 17 settembre

Bath, 1805. Jane Austen ha ventinove anni e, insieme a sua madre e a sua sorella Cassandra, si è da poco trasferita nel piccolo appartamento di Gay Street, presso la città termale più famosa d’Inghilterra. George Austen, il suo amatissimo padre, è morto da pochi mesi e lei non potrà mai più essere – ora definitivamente – una delle «ragazze», come lui era solito chiamare lei e Cass. Non più ragazza, dunque, ma nemmeno completamente donna, secondo l’opinione comune: Jane, infatti, non si è mai sposata – anche se ha sperimentato, e più di una volta, l’amore che fa accelerare il battito e tremare i polsi. Il suo grande matrimonio è stato, in effetti, con la scrittura. Di fronte a sé, adesso, vede stagliarsi il destino incerto e tutt’altro che roseo che attende tutte le donne prive della protezione di un uomo. In questa alba d’estate, seduta davanti al camino della sua stanza, Jane osserva qualcosa bruciare senza troppo rumore, riducendosi in cenere. Sono pagine vergate fittamente: si contorcono l’una sull’altra, lasciando nella stanza solo l’eco di una musica lontana. È qualcosa a cui ha lavorato febbrilmente: il suo ultimissimo romanzo. All’improvviso, dei passi leggeri salgono le scale: «Perché lo hai fatto?». Una figura si staglia sulla porta, ma è ormai troppo tardi. Cosa conteneva “Spirit and character”, la storia della sua vita, e perché Jane ha deciso di tramutarla in polvere? Attraverso questo “romanzo nel romanzo”, Faye Morrison ha voluto rendere omaggio a una delle scrittrici più famose di tutti i tempi, calandosi nella quotidianità di una Jane viva e inedita, tra i suoi amori, la sua famiglia e il vibrante microcosmo, serioso e giocoso, formale e scanzonato, dell’Inghilterra Regency. In questa narrazione serrata e coinvolgente, raffinata e ironica, Jane prende la parola per raccontarci le vicende non solo dei suoi amati personaggi ma soprattutto, e per la prima volta, di se stessa.

L’uomo che pesò l’eternità
Giuseppe Bresciani
Altrevoci Edizioni
In libreria il 19 settembre

Roma, 1940. È la mattina di Natale e un uomo si aggira solitario sul Pincio, incurante della neve che imbianca la città. Confida alle statue del parco i suoi vissuti all’insegna dell’avventura e dei prodigi. Chi è? Chi aspetta e perché? L’uomo ha 246 anni e ha “navigato per tre secoli sulle acque impetuose della storia”. Nel corso della sua esistenza ha assunto molteplici identità e ha saputo custodire il segreto dell’eterna giovinezza. Molti lo hanno conosciuto come il “Conte di Saint Germain”, apprezzandone l’erudizione, la follia e il talento. Ha raggiunto le vette del sapere esoterico e il suo carisma gli ha permesso di essere protagonista di grandi eventi storici e spettatore dei cambiamenti della società. Ha amato l’eterno femminino, e forse è è proprio l’amore il vero motore della sua vitalità. Ma come ha fatto a ingannare la morte?

Malaria. Il Nobel negato, storia di Battista Grassi
Paolo Mazzarello
Neri Pozza
In libreria il 19 settembre

Nel 1902 il premio Nobel per la Medicina venne assegnato al medico britannico Ronald Ross «per il suo lavoro sulla malaria». Ma, sulla sola base dei suoi studi, nessuna profilassi contro la malattia sarebbe stata realizzabile. Il riconoscimento escludeva Battista Grassi, il medico lombardo che aveva identificato la zanzara del genere Anopheles responsabile del contagio, descrivendo lo sviluppo del parassita nell’insetto e la sua trasmissione all’uomo. Grazie alle proprie ricerche, lo studioso italiano fu il primo a organizzare una profilassi antimalarica scientificamente fondata. Per quale ragione Grassi venne escluso dal Nobel che avrebbe dovuto condividere con Ross? Basandosi sugli studi storici più recenti e sulla documentazione esistente, Malaria racconta l’incredibile congiura ordita contro Grassi, guidata dallo stesso Ross e dal grande microbiologo tedesco Robert Koch, della quale fecero inconsapevolmente parte alcuni colleghi italiani. Proprio nelle cruciali settimane in cui si sarebbe decisa l’assegnazione del premio, infatti, non lo appoggiarono o addirittura lo accusarono di plagio. Alla base dell’accanimento dei colleghi vi furono diverse ragioni, non ultimo il carattere irruento del medico, che gli creò nemici potenti. Come in un thriller scientifico, fra colpi bassi, spie di laboratorio e pericolosi esperimenti, questo libro descrive la vita singolare e straordinaria di Giovanni Battista Grassi a cento anni dalla scomparsa, un genio naturalista allo stato puro, premiato nel 1896 con la Darwin Medal della Royal Society di Londra, il massimo riconoscimento dell’epoca per chi si fosse distinto negli studi biologici. Ma al quale, per una congiura scientifica, venne negato il Nobel.

Di fronte al fuoco
Aleksej Nikitin
Voland
In libreria il 19 settembre

Estate 1941. Dopo aver conquistato il secondo posto al campionato nazionale sovietico, il pugile ebreo ucraino Il’ja Gol’dinov si unisce ai partigiani che combattono i tedeschi. Arruolatosi in seguito nell’esercito regolare, viene catturato e rinchiuso in un lager, per poi riapparire come un fantasma nel febbraio ’42, nella Kiev occupata dai nazisti, e lì misteriosamente scomparire di nuovo. La moglie Feliksa comincia a indagare sulla sorte dell’uomo, che le autorità danno per disperso… Amore e morte, lealtà e tradimento, tradizioni yiddish e propaganda sovietica si mescolano in una storia vera – accuratamente ricostruita sulla base di documenti desecretati dopo il 2011 – avvincente come un racconto epico, che ci narra di un paese da sempre crocevia di culture e di etnie e ci riporta al presente, al conflitto che oggi sconvolge l’Europa e il mondo.

Romanzo di famiglia
Susanna Colussi Pasolini
Ponte alle Grazie
In libreria il 19 settembre

Per anni Susanna Colussi, con ogni probabilità all’insaputa del figlio, Pier Paolo Pasolini, si dedicò al racconto delle vicende della propria famiglia: riempì ventuno quaderni, rinvenuti dopo la sua morte e pubblicati grazie alla cura della nipote Graziella Chiarcossi. Dall’epoca napoleonica agli inizi del Novecento, in Romanzo di famiglia si intrecciano la storia dei Colùs di Casarsa della Delizia e la Storia d’Italia – e non solo d’Italia, poiché la migrazione, in nome di un ideale o a causa della disperazione, è qui elemento ricorrente. È una narrazione vivacissima, ricca di dettagli, episodi, personaggi duri e umanissimi, eroi umili che traggono dal concetto di dignità la propria forza. È anche una storia di narratrici: se ogni capitolo ha per titolo il nome di un uomo della famiglia, sono le donne a tramandare le memorie. Da un lato ad attrarci è senz’altro questo flusso di ricordi che passano da una generazione all’altra fino allo stesso Pier Paolo Pasolini, perché i racconti che la nonna faceva alla piccola Susanna si ritrovano in certe poesie del figlio (che qui si riportano in appendice). Dall’altro la scrittura limpida di Susanna Colussi e la rievocazione di un mondo antico, in perenne evoluzione ma dotato di una sua immutabile coerenza, sono di per sé appassionanti, e una felicissima scoperta letteraria.

Il palazzo delle ombre. Un’indagine per Paul Cialdini
Roberto Carboni
Newton Compton Editori
In libreria il 19 settembre

Il cadavere di un ragazzo orrendamente seviziato viene rinvenuto sulle scalinate della chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna. Questo è solo l’inizio di un incubo. Il sangue di martiri innocenti comincia a scorrere sempre più copioso in un crescendo di diabolica follia. Il giornalista investigativo Paul Cialdini decide di vederci chiaro e inizia così un’indagine che lo catapulterà in un dedalo di simbologie cristiane tra ricerche in polverose biblioteche e a ritroso nei secoli. Dai Flagellanti, all’Arciconfraternita di Santa Maria della Morte e a una loro magione: il Palazzo della Morte. E infine alla Madre dei dimenticati, un antro sprofondato nel ventre del centro storico della città, dove per secoli sono stati nascosti i condannati a morte dal tribunale ecclesiastico, ora teatro di efferati delitti.

Ersilia e le altre
Lucia Tancredi
Ponte alle Grazie
In libreria il 23 settembre

Nel 1859, sotto il cielo squarciato dalla più grande tempesta solare mai registrata, arriva Ersilia: è figlia dell’incandescenza. E con quella luce negli occhi cresce, orfana di madre, tra le ombre della povertà. La sua Milano è quella della fine del secolo, una città che corre e si consuma nell’urgenza della modernità, dove le bambine – le piscinine – stanno in strada come cani randagi. Apprendiste modiste, piccole sarte, ragazze cresciute troppo in fretta e senza alcuna protezione. È lì, in quei vicoli affollati di miseria, che Ersilia comprende cosa vuole fare: proteggere le più giovani, educarle, emanciparle. Sposa Luigi Majno, avvocato socialista e femminista prima che il termine abbia cittadinanza. Si unisce al lavoro instancabile delle pioniere: l’Asilo di Laura Solera Mantegazza, la Guardia Ostetrica di Alessandrina Ravizza. Ogni donna che incontra è un fiore nel terreno fertile della sua sorellanza. Da Anna Kuliscioff, compagna di Turati, lince socialista, Ersilia impara presto: o tutte o nessuna. Dalle figlie, che ama con tenerezza feroce, capisce che è meglio fare sbagliando, piuttosto che non fare mai. E così, nel 1899, fonda con le compagne l’Unione Femminile, la prima organizzazione in Italia per l’emancipazione delle donne, da cui passeranno veramente tutte: da Ada Negri a Maria Montessori, da Eleonora Duse a Sibilla Aleramo. Poco dopo nasce anche l’Asilo Mariuccia, laico e gratuito, rifugio per ogni bambina violata, dimenticata. Con grande finezza narrativa e sensibilità storica, Lucia Tancredi ci consegna un ritratto poetico e intenso di un gruppo di donne che ha saputo immaginare un mondo diverso.

Di buone maniere & altri delitti
Anastasia Hastings
Newton Compton Editori
In libreria il 23 settembre

Londra, 1885. Violet Manville, giovane intellettuale dallo spirito indipendente, non si sarebbe mai aspettata di ritrovarsi a gestire in anonimato la rubrica di consigli sentimentali più letta di Londra, Miss Hermione. Un ruolo fino a quel momento ricoperto dalla zia Adelia, che ha deciso di fuggire con il suo ultimo amante, lasciandole in eredità penna, pseudonimo e una pila di lettere da leggere. Convinta di dover rispondere a cuori infranti e dilemmi amorosi, Violet si ritrova invece davanti a un messaggio inquietante: Ivy Armstrong teme per la propria vita e implora aiuto. Spinta dal senso di responsabilità, Violet si reca nel villaggio da cui la lettera è stata spedita, ma è troppo tardi: Ivy è già morta. E la sua morte solleva più domande che risposte. Nel cuore dell’Inghilterra vittoriana, tra tè pomeridiani e segreti ben custoditi, Violet scoprirà che impersonare Miss Hermione significa molto più che dispensare consigli: significa dare voce a chi non ne ha, affrontare mariti infedeli, scandali di provincia e omicidi mascherati da incidenti. E che essere la confidente più amata di Londra può essere tanto pericoloso quanto affascinante.

Un milione di scale. Le ragazze della Rinascente
Giacinta Cavagna di Gualdana
Neri Pozza
In libreria il 23 settembre

Hanno un sogno, Ferdinando e Luigi Bocconi. Dopo aver visto il padre consumarsi fra strade e cascine con la gerla delle stoffe sulle spalle, un negozio vero, che venda abiti “bell’e fatti”, significa futuro. A Milano però, vicina eppure così lontana dalla loro Lodi. Poi, il piccolo sogno diventa realtà conquistando giorno per giorno il cuore dei milanesi; si fa grande come quella piccola bottega che si trasforma nei primi grandi magazzini, aperti proprio in piazza del Duomo. Correva l’anno 1889. Bice, figlia di un magazziniere dei Bocconi, ha già otto anni ma non ha mai visto bambole così belle, con i vestiti veri, e salendo le infinite scale decide che quel mondo di meraviglie diventerà un po’ anche suo. La famiglia delle sarte all’ultimo piano, che ogni giorno crea magie, la accoglierà e Bice ricambierà con la dedizione e l’affetto di tutta una vita. È il 1917 quando il sogno passa al capitano d’industria Borletti, che di nome fa Senatore e scorge in quella fabbrica dei desideri molto più di un buon investimento: anche quando i grandi magazzini vanno in fumo, dalle ceneri risorgerà, splendida fenice, la Rinascente. È dietro quei banconi che lavora Eleonora, figlia di Bice, cresciuta nei saloni che conosce meglio di casa sua. E con lo sguardo alle guglie del Duomo, anche Cristina, figlia di Eleonora, troverà un modo tutto suo di proseguire la strada di famiglia. Davanti alle vetrine e agli occhi delle Ragazze della Rinascente sfilano gli anni della campagna d’Africa, delle guerre mondiali, dei tumulti di piazza, della ricostruzione. Eventi straordinari e terribili che lì si fermano, toccando le loro vite o scorrendo via. Ma nulla intaccherà la certezza di aver realizzato, proprio lì, il loro piccolo sogno: un sogno che si chiama indipendenza e libertà.

Il labirinto di seta
Anna Samueli
Sonzogno
In libreria il 23 settembre

Un’aggressione violenta a Granada, e Luz in una notte perde tutto. Unico, misterioso lascito della madre: una scatola bianca con un logo a forma di labirinto, una lettera di presentazione fasulla e un biglietto per Venezia. È così che la ragazza, sedici anni e muta per scelta, si ritrova a lavorare per Mariano Fortuny, l’alchimista delle stoffe. Nel suo palazzo di campo San Beneto, già si stampano con tecniche segrete gli scialli knossos, ambiti dalla buona società di tutta Europa, ma il suo genio instancabile è ossessionato dalla creazione di un abito senza tempo, la cui piega perfetta possa disegnare il corpo e l’anima di chi lo indossa. Da questa visione e dalle intuizioni della compagna, l’affascinante Henriette, nascerà il delphos, un vestito destinato a entrare nella storia della moda. Testimone e poi artefice di questo mondo di tessuti e colori, Luz dovrà scavare tra i meandri del passato e affrontare le incertezze del primo amore e del futuro, per dare finalmente forma alla sua vera identità. A fare i conti con i propri fantasmi è anche Mariano, che vive da sempre sotto l’ala protettrice della madre e oscurato dall’ombra del padre – il famoso pittore Marià Fortuny y Marsal, ufficialmente morto di malaria ma con i sintomi di un avvelenamento da piombo. E tra le pieghe della seta, di una città, di una storia, sia Luz che Mariano dovranno scoprire chi sono davvero. Nella chiassosa vivacità della Venezia di inizio Novecento – in cui si muovono Gabriele D’Annunzio e Giovanni Stucky, Luisa Casati e Marcel Proust, ma anche operaie e impiraresse dalla saggezza spiccia – Anna Samueli unisce la finzione alla realtà per restituirci il ritratto di un artista poliedrico, un inventore eclettico e insaziabile che ha segnato un’epoca.

Francesco
Nikos Kazantzakis
Crocetti
In libreria il 23 settembre

Nell’ottavo centenario del Cantico delle creature, ripubblichiamo in veste rinnovata il romanzo di Nikos Kazantzakis del 1955 dedicato al Poverello di Assisi. A partire da fonti storiche, l’autore plasma la figura di un santo militante, un ribelle che dà scandalo e pratica una povertà assoluta, impegnato nella lotta sfibrante con se stesso lungo la scalata mistica verso Dio. Narratore e suo compagno di viaggio è frate Leone, che con le sue fragilità crea un contrappunto di normalità sorridente: se Francesco si consuma nelle rinunce e nel dolore, sopporta il gelo e sceglie il digiuno, Leone invece sogna il tepore del camino, abiti di lana e arrosti prelibati. Con questa coppia complementare e non antitetica, Kazantzakis disegna il difficile dialogo fra corpo e anima, materia e spirito. Il suo Francesco ama la vita, la natura, l’amicizia, la musica; guidato dalla “follia” della sua fede, è un poeta privo di senso pratico, disarmante per la sua dolcezza, un agnello fra i lupi della politica e dell’ambizione che si insinuano perfino nella confraternita. Intorno a lui brulica una variegata umanità: la dolce Chiara e la tenera madre, i frati che si fanno interpreti del suo messaggio di amore universale, gli umili e i potenti, di volta in volta scettici o conquistati dal fascino della sua umana santità. Dall’autore di L’ultima tentazione e Zorba il greco, la vita romanzata di san Francesco raccontata dal confratello Leone.

Il cerchio dei giorni
Ken Follett
Mondadori
In libreria il 23 settembre

Seft, un giovane e abile cavatore di selce, attraversa la Grande Pianura sotto il sole cocente per assistere insieme al padre e ai due fratelli ai rituali che segnano l’inizio di un nuovo anno. Il ragazzo trasporta con fatica le pietre che verranno barattate alla Cerimonia di Mezza Estate, un appuntamento importante celebrato con canti e danze dalle sacerdotesse del luogo, cui partecipano tutte le tribù dei dintorni. Seft spera di incontrare Neen, la ragazza di cui è innamorato, e sogna di cambiare vita. La famiglia di lei vive in prosperità all’interno di una comunità di pastori, e gli offre una via di fuga dal padre violento e dai suoi spietati fratelli. Joia, la sorella di Neen, è una ragazza con grandi doti carismatiche. Da bambina, osservando affascinata la Cerimonia di Mezza Estate, sogna la realizzazione di un nuovo monumento miracoloso, un grande cerchio eretto con le pietre più grandi del mondo. Quando diventerà sacerdotessa avrà come principale alleato Seft che si dedicherà anima e corpo a questo progetto visionario e all’apparenza impossibile. Ma tra le colline e le foreste della Grande Pianura si preannunciano tempi difficili per tutti. Mentre la siccità devasta la terra, i pastori, i contadini e gli abitanti dei boschi sono sempre più sfiduciati, e un atto di violenza selvaggia porta a una guerra aperta…

La regola del becchino
Oliver Pötzsch
Sem
In libreria il 23 settembre

Vienna, 1895: nella cripta sotto la cattedrale di Santo Stefano un gruppo di turisti trova un cadavere. È il corpo di un uomo, che giace tra gli scheletri con il volto contorto dal terrore. Incaricato di indagare su quello che ha tutte le apparenze di un delitto è, ancora una volta, Leopold von Herzfeldt, il quale scopre che la vittima era un famoso medico, il dottor Theodor Lichtenstein, noto per la sua avversione nei confronti dello spiritualismo che dilaga nella città. Sì, perché a Vienna in quegli anni erano in molti a credere nei fantasmi e nello spiritismo e altrettante le truffe esercitate nei confronti di chi peccava di eccessiva ingenuità. L’indagine conduce l’ispettore a frequentare i circoli spiritici, ma è una soffiata dell’amico Augustin Rothmayer, il becchino del cimitero centrale, a metterlo sulla strada giusta. Augustin ha scoperto che alcuni dei bambini ospitati nell’orfanotrofio della città stanno sparendo in circostanze misteriose. E uno di loro, prima di morire tra le sue braccia per maltrattamenti, gli parla di un uomo nero che attira i ragazzini fuori dalle mura dell’ospizio… Riportando sulla scena della Vienna imperiale il detective von Herzfeldt, antesignano dei moderni profiler, e il becchino Rothmayer, precursore di quelli che saranno i medici legali, Oliver Pötzsch tiene ben saldo il patto con i lettori in questo terzo romanzo della sua fortunata serie.

Mensaleri
Wu Ming 2
Einaudi
In libreria il 23 settembre

«Mingarda sbucò in una radura. Sopra gli anemoni e le pervinche turbinavano le signore dell’isola: farfalle e falene talmente fitte che il prato vibrava dei loro svolazzi». Agli albori dell’Italia industriale, in una provincia remota, la tecnologia si scontra con un culto segreto. Da un lato le macchine e i loro sortilegi, dall’altro un rituale sempre sul punto di scomparire ma che ogni volta riemerge. Una saga lunga oltre un secolo, tra ribellioni, lotte operaie, e un misterioso sterminio di farfalle. È il 1868 quando Nazzaro Mensa acquista l’isola di Parpai, sul fiume Leri, e vi costruisce una grande cartiera. Sulla riva dirimpetto fonda un villaggio per gli operai, un borgo che porta il nome della sua famiglia, unito a quello del corso d’acqua: Mensaleri. Sembrerebbe il sogno di un imprenditore illuminato, ma intorno a Nazzaro non ci sono solo ingegneri e tecnici, c’è anche un mago, che lo affianca nelle decisioni. Nel 1995 l’èra dei Mensa si è ormai conclusa, la fabbrica è passata più volte di mano e le banche l’hanno lasciata morire, nonostante scioperi e presidi. È allora che Riniero, pronipote di Nazzaro, si presenta con un piano irresistibile di rigenerazione del sito industriale, per dare a Mensaleri un nuovo corso. O forse no.

Ricominciare. Classici della letteratura italiana 1939-1962
Riccardo Gasperina Geroni
Einaudi
In libreria il 23 settembre

Tra l’inizio della Seconda guerra mondiale e il boom economico, l’Italia vive il passaggio dalle derive storiche del Ventennio alle forme di una democrazia rinnovata. In quegli anni cruciali, si rese necessario fare innanzitutto i conti con il fascismo e la sua infatuazione per il passato romano, con le leggi razziali e gli orrori della guerra, l’occupazione nazista e i bombardamenti alleati, la Resistenza, la Liberazione e, infine, l’urgenza di una ricostruzione. Fu il tramonto di un’epoca e, al tempo stesso, la nascita di un’altra. Nelle intenzioni di chi si era strenuamente opposto al regime, un nuovo inizio avrebbe dovuto scaturire dalle ceneri di quel passato. Ma perché ciò accadesse, occorreva ripensare a fondo ciò che era stato, rielaborarlo criticamente, superando l’illusione che l’epopea tragica della Resistenza bastasse a spazzare via le aberrazioni di vent’anni di regime, offrendo a tutti gli italiani una comoda redenzione. Strutturato in un ampio saggio di storia della cultura italiana, a cui segue l’analisi di trenta opere scritte fra il 1939 e il 1962 (dal “Deserto dei Tartari” di Buzzati al “Sentiero dei nidi di ragno” di Calvino, dall’“Isola di Arturo” di Morante a “Memoriale” di Volponi), questo libro ripercorre i diversi modi in cui la letteratura italiana ripensò se stessa a confronto con un sistema di valori, di credenze e di miti collettivi travolto dalla guerra.


Guance bianche e rosse
Elisa Menon
Einaudi
In libreria il 23 settembre

Elda Turchetti è una ragazza piena di vita e di paura: accusata di collaborazionismo, viene uccisa nel febbraio del 1945 durante l’eccidio di Porzûs. Gino, detto Lula, il nonno dell’autrice, è uno dei giovani garibaldini saliti alle malghe per la resa dei conti finale. Due ventenni che si trovano a vivere, su fronti opposti, una storia più grande di loro. È il febbraio del 1945 e la guerra sta finendo. Un battaglione di partigiani garibaldini guidati da Mario Toffanin detto Giacca sale alle malghe di Porzûs, sulle prime colline del Friuli. Lì c’è il Comando delle Brigate Est dell’Osoppo, altra formazione partigiana, ma di orientamento non comunista, guidata da Francesco De Gregori detto Bolla, zio del celebre cantautore. I garibaldini disarmano il comandante De Gregori e lo giustiziano. Insieme a lui uccidono anche il delegato politico Gastone Valente, un giovane partigiano che tenta la fuga e una ragazza indicata da Radio Londra come spia al soldo dei nazisti. Si chiama Elda Turchetti. Poi fanno prigionieri altri quattordici osovani, tra cui Guido Pasolini, fratello dello scrittore Pier Paolo. Saranno tutti uccisi nei giorni seguenti. L’evento è ricordato come «l’eccidio di Porzûs», uno degli episodi più controversi della storia della Resistenza italiana. Ma se molto si sa su quegli uomini, la storia ha quasi cancellato le tracce della vita di Elda Turchetti. A puntare una luce su di lei, e sui fatti che la videro protagonista, è Elisa Menon con questo romanzo d’esordio che si inserisce in un modo tutto suo nel filone della letteratura sulla Resistenza partigiana. Elda è una ragazza determinata a vivere la propria gioventù, nonostante il mondo sia immerso nella sua ora più cupa. Lavora al cotonificio di Udine, ma la paga è bassa e il cotone, per via della guerra, non sempre arriva. E così accetta un lavoro che le viene proposto da un amico di famiglia: in cambio di un ottimo stipendio mensile dovrà essere «un’ascoltatrice di popolo». È un patto faustiano. Vitalismo, ingenuità, calcolo: quale che sia il motivo che la spinge ad accettare l’offerta, Elda finirà per pagare tutto. Ma Elisa Menon racconta anche la storia di Gino detto Lula, diciotto anni, occhi lucenti e fossette, l’uomo che diventerà suo nonno. Gino è uno dei partigiani garibaldini che, insieme ad altri giovani come lui, ha ricevuto l’ordine di salire alle malghe. Elda e Gino sono due facce della stessa medaglia. Sono entrambi indifesi e allo stesso tempo colpevoli, entrambi ingranaggi di un meccanismo che non concede appelli. Storia collettiva e memoria privata, ritratto vivido di una donna che si muove in un mondo dominato dagli uomini e dalla barbarie della guerra, questo romanzo non intende offrire risposte univoche. Piuttosto ci pone di fronte a fortissimi dilemmi morali, per lasciarci infine attoniti, commossi, e con la sensazione di aver perduto anche noi qualcosa della nostra innocenza.

Dillo come Jane Austen
Chiara Codecà
Giunti
In libreria il 24 settembre

È una verità universalmente riconosciuta che la citazione giusta al momento giusto può fare la differenza. Se poi è una citazione di Jane Austen non resta che lasciarsi conquistare da questa selezione di brani accompagnati da brevi riletture, omaggi e consigli originali. Questo volume tascabile colorato e spiritoso è una vera e propria mappa per navigare attraverso le opere dell’autrice e scoprirne la saggezza, l’ironia, la lucidità e la leggerezza. Perfetto per chi incontra Jane Austen per la prima volta e per i fan che scoprono qualcosa di nuovo ogni volta che la rileggono. Per trovare le parole giuste in qualunque situazione.

Ragione e omicidio di secondo grado
Tirzah Price
Giunti
In libreria il 24 settembre

La diciottenne Elinor Dashwood scopre il suo amato padre accasciato sulla scrivania del suo studio e, a peggiorare le cose, un obsoleto testamento assegna tutti i beni di famiglia al loro fratellastro, compresa la società di investigazioni private in cui lavorava insieme alla sorella Marianne. Prima di partire per il loro nuovo, angusto appartamento, le sorelle Dashwood fanno un’interessante scoperta: una sostanza sospetta nella tazza da tè del padre, un veleno. E, come le ha insegnato suo padre, il veleno indica sempre un omicidio…

La caduta di un angelo
Camilo Castelo Branco
Bonfirraro Editore
In libreria il 26 settembre

La caduta di un angelo di Camilo Castelo Branco è un romanzo satirico di straordinaria attualità, capace di illuminare con arguzia i meccanismi eterni del potere, della politica e dell’ipocrisia sociale. Scritto nel 1866 e mai così moderno, racconta l’avventura del nobile provinciale Calisto Eloy de Silos e Benevides de Barbuda, erudito dalla fede incrollabile nei valori del passato, catapultato nei meandri corrotti della Lisbona politica dell’Ottocento. Figlio unico di un’antica stirpe, Calisto ha vissuto ritirato nel suo palazzo a Caçarelhos, immerso nello studio delle genealogie e delle cronache nobiliari. Uomo di tradizione, avverso al progresso e ai costumi moderni, si trova eletto deputato al Parlamento. Inizia così la sua discesa nel cuore marcio del potere, tra oratori vanitosi e politici avidi mascherati da idealist Ma proprio quando tenta con ardore di opporsi ai compromessi, l’idealismo che lo sostiene comincia a logorarsi. Il suo rigore morale si incrina, inghiottito dal meccanismo stesso che voleva denunciare. Dal naïf provinciale pronto a sfidare il Parlamento a difesa della giustizia, si trasforma in un uomo sempre più intrappolato nel gioco di vanità e retorica, finendo per cedere alle logiche del potere. Anche il rapporto con la moglie Theodora, inizialmente porto sicuro dei suoi valori, si incrina sotto il peso della distanza e delle nuove seduzioni sociali. L’equilibrio della vita di provincia si sgretola man mano che Calisto cede alle lusinghe dell’apparenza e della crescente fama. La sua caduta non è uno schianto improvviso, ma una lenta scivolata nel compromesso e nella disillusione. Castelo Branco, con prosa brillante, alterna alta comicità a riflessioni disincantate sulla natura umana e i paradossi del potere. Il celebre discorso parlamentare di Calisto contro i finanziamenti ai teatri resta una delle più fulgide rappresentazioni della retorica politica universale, dove l’indignazione morale cede spesso al patetico involontario. Questa edizione italiana, tradotta da Simona Casaccia, restituisce la vivacità linguistica e il sottile umorismo del capolavoro portoghese, facendone risaltare l’incredibile attualità. La storia del naïf Calisto Eloy è la storia eterna di ogni idealista che osa credere che la politica possa essere guidata dal senso dell’onore e della giustizia, senza accorgersi di quanto sia facile, anche per i migliori, lasciarsi contaminare.

Brame di vendetta
Domenico Tambone
In libreria il 26 settembre

Durante i primi anni della guerra dei Cent’anni, il borgo di Carsonne è minacciato dall’ambizione del duca Malvunè, traditore della Corona francese e ora alleato dell’Inghilterra. Il conte Saincroix rifiuta di piegarsi all’usurpatore, ma suo figlio Albert, segnato da un lutto devastante, sceglie un’altra via: tradire per sopravvivere. Quando scopre l’inganno del duca e ritrova i valori del padre, è troppo tardi; pagherà con la vita il prezzo della redenzione. Nel cuore dell’assedio, Ermanno, il giovane e insicuro nipote del conte, raccoglierà il fardello di una storia scritta col coraggio e col sacrificio. Eventi inaspettati e provanti lo coinvolgeranno, trasformandolo in un uomo deciso e intraprendente, spronato da un impulsivo, quanto doloroso, desiderio di vendetta.

Le storie veneziane
Neri Pozza
A cura di Luca Scarlini
Neri Pozza
In libreria il 26 settembre

L’arte è stato il punto principale di tutta l’esistenza di Neri Pozza, che fu scultore e incisore dalla prima giovinezza. Nelle trame della scrittura non per caso la sua opera, ricca e sorprendente, ha come filo rosso gli artisti, con una precisa adesione alle vicende storiche della Serenissima, vissute nella sua
amata Vicenza, o a Venezia, città dove dimorò a lungo e dove ebbe origine la casa editrice che porta il suo nome. I racconti di questo libro sono la somma di tutte le sue scritture sul tema. Ciascuno di essi ha una data che indica chiaramente come alla base ci sia una approfondita ricerca storica, a cui si unisce una strepitosa invenzione. La lingua che Pozza sceglie è un italiano attraversato dall’idioma patrio, di cui illustra il senso in un glossario. Eppure tutto scorre nella più evidente immediatezza, quando si tratta di raccontare il destino di figure mitologiche viste nelle trappole del quotidiano, inventando dai documenti avventure mai accadute, eppure perfettamente reali. Un mondo di storie e immagini reali e possibili si incrocia quindi con grande felicità nelle opere narrative di Neri Pozza, che oggi vengono riproposte all’attenzione del pubblico a molti anni di distanza dalla loro pubblicazione, svelando una notevole capacità nel raccontare la realtà di un’epoca secondo le sue icone.

La memoria del giglio
Alessandra Libutti
Rizzoli
In libreria il 30 settembre

Volterra, 1872. Le nozze del conte Lodovico con Adele sono una rivoluzione per i Ruggieri Buzzaglia: la sposa, una ragazza senza cultura che era stata serva in casa loro, fa il suo ingresso in famiglia come contessa. Ma coi suoi modi schietti e risoluti, Adele assolve subito con dedizione ai doveri che come donna e moglie la società le impone. Eccola dunque muoversi tra le stanze del palazzo con il ventre sempre gonfio, impegnata a dare una discendenza al marito, un uomo mite e dalle idee progressiste. Per Livia, la quarta degli otto figli della coppia, quella madre provata dalle continue gravidanze è una creatura misteriosa. È piccina, Livia, quando decide che le faccende di donne non le interessano, e poco più che bambina quando sua sorella maggiore, Babà, affronta il padre con coraggio, chiedendogli il permesso di diplomarsi: per seguire la sua vocazione di maestra è disposta a rinunciare agli agi della nobiltà, e a trasferirsi da sola in un paesino arroccato sulle montagne. Il suo gesto ribelle aprirà una crepa nella storia della famiglia, che nelle pagine di questo romanzo è la voce di Livia a raccontarci: il filtro della sua memoria, quello di una donna schiva, che non ha mai reclamato per sé un ruolo da protagonista, ripercorre l’epopea dei Ruggeri Buzzaglia attraverso decenni di passioni, miserie e rivoluzioni fino al secondo dopoguerra. Per restituirci la fotografia di quattro generazioni di donne – la genealogia dell’autrice – capaci di scrivere il proprio destino con l’inchiostro della tenacia. Un romanzo che abbraccia, punteggiato di luminose figure femminili, che è un omaggio alla resilienza e all’amore per il sapere.

Estranea
Yael Van der Wouden
Garzanti
In libreria il 30 settembre

Solo in casa Isabel si sente protetta. Lì, da bimba, ha potuto giocare felice, al riparo dai bombardamenti. Ancora oggi, vent’anni dopo, quei muri la difendono. Saldi e immobili, come lei. Per questo tutto deve essere in ordine: le posate allineate, le stoviglie lucidate, il giardino senza erbacce. Un mattino, però, Isabel trova la scheggia di un piatto di porcellana. La prima incrinatura in un mondo perfetto, a cui ne segue presto una seconda, ben più grave. Quel giorno, si presenta sulla soglia di casa Eva, la nuova fidanzata del fratello, che Isabel è costretta a ospitare per qualche tempo. Eva è l’estranea. Ha i capelli ossigenati tagliati troppo alla moda, un rossetto rosso troppo audace. Soprattutto, è troppo piena di vita e di entusiasmo, che riversa nelle stanze in cui echeggiano passi di danza e risate. Nulla è più immobile come prima. Eva ruba il silenzio – o, forse, lo sta dissipando. Mentre fuori la primavera tarda a mostrarsi, Isabel sente sciogliersi un nodo nel petto. Non solo. Sente anche una pulsione, una gravità ineluttabile, che la spinge, suo malgrado, verso Eva. Eppure, qualcosa le dice di rimanere vigile. Perché Eva fa molte domande. Forse la sua non è solo curiosità. Forse c’è un segreto in quelle mura, un segreto che non appartiene a Isabel. Appartiene alla casa stessa, a pareti che non sono permeate di silenzio bensì di grida disperate e mai sopite.

Storia della letteratura giapponese. Dalle origini all’Ottocento
Carolina Negri
Einaudi
In libreria il 30 settembre

Le numerose traduzioni disponibili anche in italiano consentono a un pubblico sempre più attento ed esigente di apprezzare la straordinaria ricchezza della letteratura giapponese, rendendo accessibili capolavori immortali. Come tutti i classici, anche quelli giapponesi, sebbene possano apparire distanti, sanno rivelarsi sorprendentemente attuali e vicini, scrigni di saggezza e autentiche enciclopedie del mondo, oltre che testimonianze di una raffinata sensibilità estetica che permea ancora oggi la società giapponese. Questo volume si propone di accompagnare il lettore – che sia studente, studioso o semplicemente appassionato di cultura giapponese – in un affascinante viaggio lungo oltre mille anni, dai primi documenti letterari dell’VIII secolo fino ai generi che si affermano nella seconda metà del XIX secolo, nel momento in cui il Giappone si aprirà all’Occidente e alla modernizzazione, senza mai rinunciare alla propria fortissima identità culturale. Ogni capitolo ricostruisce la storia letteraria dei diversi periodi e generi, dalla prosa alla poesia e al teatro, adottando uno sguardo sempre attento al più ampio contesto culturale e sociale. Così concepito, il libro è un invito a scoprire, o riscoprire, opere che continuano a ispirare generazioni, e che rappresentano le fondamenta di una delle tradizioni letterarie più raffinate del mondo.

La roccia di Ventotene. Storia di un manifesto antisovranista
Gianluca Passarelli
Einaudi
In libreria il 30 settembre

Una roccia nel cuore del Mediterraneo. Da confine geografico e millenario luogo di confino politico per oppositori e dissidenti, Ventotene è divenuta simbolo di libertà, progresso, pace. In quei posti battuti dal vento incessante fu redatto nel 1941, durante l’ignominia dei regimi fascisti, il “Manifesto di Ventotene”, seme della futura Europa unita. Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi – con la collaborazione di Eugenio Colorni – scrissero un testo fondamentale che ha ispirato anche i padri costituenti della Repubblica italiana, alcuni dei quali furono prigionieri del fascismo sull’isola pontina. Ursula Hirschmann e Ada Rossi lo trasportarono sul «continente» e lo diffusero, rendendolo un riferimento per i molti resistenti al giogo nazifascista. Ventotene – «capitale morale d’Europa» – è oggi sinonimo di Unione europea, ma i tratti salienti di quel testo così visionario si riscontrano anche a Roma, nella Costituzione, oltre che a Bruxelles. Questo libro ripercorre le vicende, le idee, le storie di uomini e donne che guardarono oltre il confino e i confini e seppero immaginare una società giusta «per un’Europa libera e unita».

Vipera in pugno
Hervé Bazin
Feltrinelli

Pubblicato per la prima volta nel 1948, e subito accolto da un immenso successo oltre che da polemiche e scandalo, Vipera in pugno è la storia di Jean Rezeau, dei suoi fratelli e di Paule, la loro madre. Una madre che odia il suo ruolo e, con il suo brutale comportamento, smentisce totalmente l’idea che vuole la sua figura sempre mossa dall’amore per i figli. Ingiusta fino alla crudeltà, Paule trasforma, infatti, nel romanzo la vita famigliare dei Rezeau in una incessante guerra domestica. Coglie ogni più piccolo pretesto per punire i figli, e Jean in modo particolare. Chiede all’educatore personale di frustrarlo, lascia intenzionalmente il proprio portafoglio nella camera di Jean per denunciarne il furto, in modo da ottenere dal padre del ragazzo, un uomo debole che passa il suo tempo a occuparsi di entomologia, il suo allontanamento e il suo trasferimento in un collegio. Il ragazzo tenterà di fuggire, di ribellarsi, insieme con i suoi fratelli, all’insensata crudeltà di Folcoche – così i ragazzi chiamano la madre, con un nomignolo che è una contrazione tra folle (folle) e cochonne (maiala) – ma invano. Jean Rezeau porterà i segni della crudeltà di Paule durante tutta la sua esistenza, al punto tale da diffidare di tutte le donne e da non poter concepire alcun sentimento d’amore. Ambientato in una soffocante e bigotta borghesia di provincia, Vipera in pugno è una storia di amore e di odio, di valori e di affetti, di famiglia e di ribellione alle costrizioni della morale. Il primo libro arrabbiato e ribelle di
un autore che denuncia l’ipocrisia borghese e il suo rigido modello educativo.

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