Articolo a cura di Raffaelina Di Palma
La Piazza; tenue confine tra Libertà e Illegalità.
Mattonata, lastricata, sterrata o ricoperta d’erba, la piazza, rappresenta il cuore attorno a cui ruota il ciclo del tempo: in teoria, dalla piazza, prende vita un’intera città. La attraversiamo, la viviamo, dimoriamo nel suo spazio nel quale ci individuiamo e ci amalgamiamo.
La Piazza è stata sempre un punto di riferimento e di scambio. Nel ‘300 i notai e i banchieri non lavoravano soltanto nei loro studi, ma si recavano nelle piazze nei giorni delle fiere e di mercato per redigere e autenticare gli atti di compravendita sul posto.
Attraverso iniziative con le scuole, con l’ausilio delle forze dell’ordine e della cittadinanza, si trasforma in “aula a cielo aperto”: per promuovere la memoria, il rispetto delle regole, il contrasto alle mafie.
L’importanza di questo luogo pubblico si è evoluto ed è cambiato nei diversi periodi storici.
La Piazza era ed è rimasta il cuore pulsante della vita urbana e sociale. Nata come agorà greca e foro romano, ha svolto e ha fatto crescere centri religiosi, politici e commerciali. Oltre alla sua storia, quest’area influenza il valore immobiliare locale. Particolarmente il Foro Romano e i Fori Imperiali costituiscono, letteralmente, il cuore pulsante dell’antica Roma. Dal punto di vista urbanistico, la parola latina “forum” indica uno spazio aperto e pianeggiante adibito al mercato, alle assemblee e alla vita sociale, diventando un punto di sostegno, il fiore all’occhiello della città anche con piccoli spazi aperti meno importanti. L’ignoranza della dirigenza politica ha, col tempo, tolto valore a quegli “occhielli,” che sono l’elemento di massimo orgoglio di una città, così anche le piazze: che esse siano collocate al centro o in periferia, vengono private da quelle strutture che possono essere un richiamo alla sosta, al saluto, allo scambio di chiacchiere, ai passatempi. E quelle panchine che invitano al riposo, mettono in risalto e danno valore agli artigiani che, con le loro botteghe, si affacciano sulla piazza, dando un sostegno non solo economico ma ne nutrono anche la vitalità: non per occasionali ed enfatiche kermesse consumistiche, ma per generare una cultura che, coniughi agilità, espressività e buon senso.
Il Foro: l’Agorà di Atene
Il Foro è una struttura urbana articolata, differente dai grandi spazi vuoti che siamo soliti chiamare”piazza:” esso è una sintesi per convergere servizi importanti e indispensabili alla comunità cittadina. Il Foro, oltre ad essere zona di mercato e attività politica è sede di strutture giurisdizionali e amministrative, oltre a luogo di culto di grande interesse. A differenza della concezione odierna di “piazza” esso è uno spazio pubblico dove si accentrano rilevanti attività private.
In Europa, specialmente nei Paesi mediterranei, la necessità della piazza nelle città si può far risalire all’agorà greca, dove nel cuore pulsante delle poleis, si discute di politica, economia e filosofia, di amministrazione della giustizia. La piazza funge da tribunale a cielo aperto, dove i cittadini vi si riuniscono per legiferare, votare decisioni cruciali, vendere merci e confrontarsi pubblicamente sulle questioni quotidiane e morali della comunità.
Nel tardo Medioevo e nel corso del Rinascimento, la Piazza cambia. Essa resta, comunque, luogo di commercio e di scambio, ma prende il via una certa qualificazione tra gli aspetti religiosi e politici. Diventa un luogo puramente civile, un luogo sociale, in una modalità senz’altro diversa dalla democrazia contemporanea. I cittadini vivono e creano il loro ruolo di città e di vita urbana prendendo parte direttamente alla vita politica del centro in cui abitano.
Si attesta in questo periodo, il diritto allo spirito associativo: una sorta di “diritto alla piazza;” che diventa un modo per incontrarsi, per esprimersi e per collaborare.
Le piazze e l’Europa: una sfida tra civiltà
Tra le piazze più importanti e famose di Londra c’è Trafalgar Square: dedicata alla vittoria dell’ammiraglio Horatio Nelson sulla flotta Franco-Spagnola nel 1805, che ebbe luogo proprio a Capo Trafalgar. Immensa, ricca di monumenti e fontane, su cui si affacciano musei e edifici di rara bellezza; era ed è rimasta la piazza, con un continuo brulicare di vita e di persone, un cuore pulsante nel centro di Londra, vivace e attivo, pronto a captare i cambiamenti della Storia. C’è una storiella che racconta: “se cerchi una persona siediti a Trafalgar Square; prima o poi passerà di lì”.

Piazza San Pietro
Fu progettata e realizzata da Gian Lorenzo Bernini tra il 1656 e il 1667, su commissione di Papa Alessandro VII. Il monumentale colonnato, composto da 284 colonne e 140 statue di santi, fu concepito per accogliere i fedeli in un ideale abbraccio materno.
Piazza San Pietro nasconde incredibili trucchi di architettura e segreti storici. Uno di questi riguarda il suo colonnato che nasconde un’incredibile illusione ottica. Posizionandoti sui due dischi di pietra situati a terra vicino all’obelisco, le quattro file di colonne si allineano perfettamente, facendo sparire le file posteriori, creando l’effetto di una sola colonna.

La piazza del Plebiscito a Napoli
Per secoli è stata un luogo simbolo della politica partenopea e deve il suo nome al plebiscito del 1860 con cui il Regno delle due Sicilie si univa al Regno d’Italia.
C’è una leggenda che ruota intorno a una “maledizione” della regina Margherita. La sovrana concedeva la grazia ai condannati a patto che superassero una prova: dal portone di Palazzo Reale dovevano percorrere circa 170 metri con occhi bendati cercando di passare in linea retta nello spazio tra le due statue dei cavalli (il monumento a Carlo III e quello di Ferdinando I).
Sebbene la tradizione parli di magia, la spiegazione è geometrica e percettiva. La piazza è immensa e ha una superficie in leggera pendenza, oltre a presentare avvallamenti. Quando si benda, l’essere umano, perde i punti di riferimento visivi. Senza un orizzonte da fissare si compie una traiettoria curva anziché dritta, finendo per allontanarsi dai due cavalli. Né i prigionieri dell’epoca e né i turisti di oggi riescono ad attraversare la piazza in linea retta con occhi bendati.

Piazza Venezia: crocevia di culture
Piazza Venezia è stata il principale palcoscenico della storia italiana contemporanea, dal Regno d’Italia al Ventennio fascista fino alla Repubblica.
Dal colonnato alla terrazza ci sono 196 gradini. La Piazza è il cuore monumentale e viario di Roma. È famosa soprattutto per essere dominata dal Vittoriano (Altare della Patria) dalla cui terrazza panoramica si gode una vista mozzafiato a 360 gradi su Roma, luogo del celebre balcone dal quale Mussolini arringava la folla.
Una delle icone più classiche della piazza è la pedana rialzata da cui i vigili urbani dirigevano il caotico traffico di Roma. Nel Ventennio, il vigile che saliva su quella pedana divenne una vera ossessione per Mussolini. Dagli archivi storici sono emerse decine di lettere in cui il duce si lamentava con il governatore di Roma per la divisa in disordine dell’agente, o per un suo eccesso di zelo o, al contrario, per la troppa svogliatezza. La pedana divenne l’icona del cinema con Alberto Sordi e nel 1981 vide salire Simonetta Fiorillo, la prima donna a dirigere il traffico in questo celebre “snodo” romano.

E poi… La Piazza Rossa, (Mosca), Plaza de España, (Madrid, Piazza Tienammen, (Pechino), Times Square, (New York), CrownSquare, (Edimburgo). L’elenco è infinito, è impossibile citarle tutte: ognuna di esse ha una propria storia.
Ma è d’estate che la piazza diventa la regina dell’intrattenimento. Dilata i tempi di presenza trasformandosi in un salotto a cielo aperto, diventando lo scenario naturale per concerti, proiezioni di cinema all’aperto e mercatini.
E poi ci sono le vie, che siano di grandi città o di piccoli borghi medievali, quelle vie che sfociano nella piazza dove la curiosità non si annoia, ma saltella allegramente scoprendo sempre qualcosa di nuovo, un parlare intimo e sussurrato, che ci raccontano mondi scomparsi, quando nessuno ricorda più il senso fatto a pezzi di quegli spazi che si rifiutano di morire.
Questo articolo è soltanto una brevissima carrellata, certamente non esaustiva, di alcune Piazze entrate nella Storia, raccontando la loro storia raccontiamo anche la nostra.
Che si tratti del salotto monumentale di una grande città o di un piccolo slargo, la Piazza è molto più di uno spazio vuoto: è il cuore pulsante dell’identità collettiva, è il teatro della memoria individuale, che rispecchia la cultura che l’ha costruita.
“Sono altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.”
(Alessandro Baricco)



