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Verde Oscurità – di Anya Seton

Recensione di Concetta Di Lorenzo

     Il romanzo Verde Oscurità per Neri Pozza editore della scrittrice americana Anya Seton (1904-1992) è un libro di non facile lettura, non perché sia un brutto libro, ma perché di qualità superiore e molto impegnativo per le conoscenze metafisiche e filosofiche che richiede.

    Il lettore che non abbia o non cerchi di avere almeno delle conoscenze di base su religioni orientali quali l’induismo o il buddismo difficilmente riuscirebbe a capirlo e ad apprezzarlo.

    Qualcuno può considerare Verde Oscurità un romanzo d’amore tossico, che come tutti gli amori tossici muove intorno a sé sentimenti e azioni negative: invidie, intrighi, misteri, omicidi, suicidi.

In realtà, a mio parere, è un romanzo di profondo misticismo, di espiazione e riscatto, di seconde opportunità offerte attraverso la reincarnazione, quel mistero delle religioni orientali che permette a chi sbaglia di riparare le proprie colpe e risalire lungo la spirale del karma per migliorarsi. O di ridiscendere, qualora non riesca a riparare al male fatto in una precedente vita.

   Secondo le religioni orientali, la progressiva evoluzione sulla spirale karmica è il mezzo necessario all’anima umana per liberarsi per sempre dalla legge di causa-effetto fino alla conquista della completa trascendenza: il nirvana, ossiail raggiungimento dell’assoluta perfezione che libererà definitivamente l’anima dallo stato imperfetto di una ciclica reincarnazione. Il concetto è molto simile a quello del Purgatorio cristiano quale luogo di sosta temporaneo, il cui scopo è purificare l’anima umana dai suoi peccati per permetterle di accedere infine al Paradiso, anch’esso perfezione assoluta a cui l’anima aspira.

    Questa storia d’amore travagliata si svolge in Inghilterra simultaneamente in due epoche diverse: nel 1968 e nel 1552, periodo dei Tudor.

   Richard Marsdon, baronetto inglese la cui famiglia ha origini nell’Inghilterra medievale, e Celia Bohun, americana, sono una giovane coppia di sposi. Durante un week end in cui ospitano diversi amici nel castello di Medfield, loro dimora, succede qualcosa di inspiegabile: una crescente depressione di Richard sconvolge Celia che, a sua volta, dopo una visita ai ruderi del vicino castello di Cowdray e all’intrigante Sala dei Cervi, comincia a comportarsi in maniera molto strana. Gli ospiti iniziano a spettegolare sull’ambiguo comportamento della coppia, ma non possono sapere cosa si cela sotto di esso. In realtà ognuno di loro è la reincarnazione di personaggi del passato, più o meno coinvolti in una tragedia di quattrocento anni prima e a cui, in quel momento e in quel luogo, viene data possibilità di riscatto dalle proprie colpe. Le loro azioni di oggi potranno espiare le colpe di ieri.

    L’unico a sospettare che l’insolito comportamento di Celia e di Richard sia dovuto a leggi karmiche in azione, è il dott. Akananda, medico induista e amico di Lily, madre di Celia. Molto edotto nella spiritualità induista, il dottore cerca di comunicare i suoi sospetti alla giovane amica che però li accetta con ironia.


«Non voglio annoiarla, mia cara figliola, ma credo di aver conosciuto lei e sua madre prima di questa vita, anche se non so dove. C’è una ragione per la mia presenza qui. E lei ha conosciuto prima di questa vita anche alcune altre persone tra i suoi invitati. Di questo sono assolutamente sicuro. La grande legge karmica l’ha portata ora sull’orlo del precipizio, dove avrà luogo una battaglia». «Davvero?» disse Celia scrollando le spalle. «Spero che vincano i buoni»

    La ‘battaglia’ di cui parla Akananda inizia con Celia che si ammala gravemente. Incosciente e in fin di vita, lo spirito di Celia viaggia indietro nel tempo, a quattro secoli prima, quando un’altra Celia amava un altro Marsdon: Stephen, del quale l’attuale marito Richard è la reincarnazione. Stephen è un monaco benedettino costretto a nascondersi e a fare il cappellano in lontani castelli perché ormai il cattolicesimo non è più gradito al giovane re Edoardo VI, figlio di Enrico VIII.

Re Edoardo VI d’Inghilterra

   Akananda comincia a essere certo di quello che sta succedendo e a Lily, che gli chiede se crede nel cristianesimo per pregare insieme per sua figlia morente, egli dà una spiegazione che anticipa i tempi e che pone la Seton tra le più interessanti autrici del XX secolo:

 «Ma certo che ci credo… Cristo è stato mandato da Dio per mostrare la via, la verità e la vita al mondo occidentale. Ma ci sono stati altri illuminati Figli di Dio. Esseri illuminati che redimono l’umanità. Krishna era uno, e Buddha un altro. Nessun loro insegnamento fondamentale è incompatibile con quelli degli altri. Perché vengono dalla stessa fonte. Questo lo si capisce intuitivamente, signora Taylor. Ed è di questo che lei ha bisogno. Sarò lieto di accompagnarla domani alla chiesa del villaggio. È più facile sentirsi vicini a Dio nei luoghi di adorazione. Nelle cattedrali cristiane, nei templi indù, nelle moschee e nelle sinagoghe. Per molte anime, la bellezza dell’ambiente è di grande aiuto, per alcune addirittura essenziale, eppure per altri dal diverso temperamento lo spirito è più facile da sentire in una nuda casa di riunione quacchera. Non ha importanza

 Celia e Richard (Stephen) vengono catapultati indietro di quattrocento anni e rivivono intensamente la dolorosa e tragica esperienza del loro amore tormentato e della loro morte in cui alcuni dei loro ospiti hanno avuto un ruolo determinante. Grazie alla tenace volontà e all’aiuto di Akananda come spirito guida, il karma avanza.

 «Hai fatto la tua parte. Va’ a casa a dormire, dopo che avrai bevuto il tuo tè. D’ora in poi mi occuperò di tutto io». disse l’amico dott. Smith a un Akananda stanco e spossato.  «Sarò più tranquillo» disse Akananda «quando la spirale divina sarà salita di un’altra voluta o, se preferisci, quando avrò finito di creare un equilibrio per quelli con cui sono in debito». 

 Per i due antichi amanti, che riusciranno a raggiungere lentamente un nuovo equilibrio personale e di coppia, la spirale del karma positivo avanza, ma per chi non è riuscito a purificarsi dai propri sentimenti negativi non ci sarà riscatto e sprofonderà ancora più in basso.

Trama

Tra le verdeggianti colline del Sussex sorge Medfield Place, un castello Tudor che da secoli custodisce la memoria della famiglia Marsdon. È qui che giunge Celia Taylor, giovane e facoltosa americana, divenuta Lady Marsdon dopo il matrimonio con Richard, ultimo erede dell’antica stirpe di baronetti. I primi tempi nella tenuta sono felici per Celia, piena di amore per il marito e orgogliosa di appartenere a una famiglia dalla storia secolare. Durante una gita in auto, Celia e Richard si imbattono in un castello in rovina i cui resti sono anneriti dal fuoco: è Cowdray, un tempo dimora dei nobili, potenti Bohun. Attratti dal luogo spettrale, si avventurano in quel che rimane del maniero diroccato. Ma all’improvviso, qualcosa si incrina: nella sala dei Cervi, Celia è assalita dalla certezza di essere già stata lì, di aver attraversato vestita di sete e velluti quello stesso salone gremito di gente, tra il profumo di fiori, timo e paglia fresca. Da quel momento il passato comincia a insinuarsi nella sua vita sotto forma di visioni e turbamenti, mentre Richard si fa sempre più distante, fino a diventare per lei indecifrabile. Finché l’ombra di una tragedia avvenuta quattro secoli prima costringe Celia a rivivere un’altra esistenza, in cui Richard aveva il volto di Stephen Marsdon, monaco devoto e di singolare bellezza, tormentato dall’amore proibito per la giovane e innocente Celia Bohun.

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