La storia non si ferma mai e la seconda metà di aprile ci regala nuovi incredibili capitoli da esplorare. Dalle atmosfere polverose del Medioevo ai segreti dei salotti del Novecento, ecco i romanzi storici che arriveranno in libreria e che non potete assolutamente perdere.

L’Europa cambia volto. Cronache dall’anno 1087
Étienne Doublier
Laterza
In libreria il 17 aprile
Tra XI e XII secolo, l’Europa latina cambia volto: la crescita economica e l’ascesa di nuovi gruppi sociali spingono verso la delimitazione puntuale di ruoli, poteri, competenze e verso l’espansione commerciale, militare e religiosa. Questo grande tema storico si riconosce in nove eventi e documenti – non tutti eclatanti e strettamente interconnessi – dell’anno 1087, un anno come tanti, poco ricorrente nei libri di storia. L’autorità papale – come definita dal cardinale Deusdedit – si pone alla guida dell’intera Cristianità saldandosi a un territorio e non più ai singoli titolari. Le incoronazioni di Corrado il Salico in Germania e di Guglielmo il Rosso in Inghilterra fissano i princìpi della monarchia elettiva e di quella ereditaria. Il Cristianesimo si radica in Scandinavia con la vittoria del cattolico Ingold sul pagano Sven. I Normanni invadono la Sicilia araba, mentre le navi pisane e genovesi espugnano il porto di Mahdia in Tunisia. La traslazione da Myra a Bari delle ossa di san Nicola ci parla della appropriazione latina di un culto greco ma anche di vivaci marinerie e scambi commerciali. E così l’atto che comprova la truffa del mercante veneziano Vitale Zopulo ai danni del ‘collega’ Domenico Juliano, presentati per nome e cognome secondo la tendenza a definire le identità individuali riconoscibile anche nella scherzosa Postilla amiatina.

Homo divinans. Aby Warburg e la filologia del futuro
Davide Stimilli
Neri Pozza
In libreria il 17 aprile
Gli studi che Davide Stimilli, dopo più di venti anni di appassionata ricerca, ha raccolto in questo volume sono forse il contributo più articolato e originale alla conoscenza di Aby Warburg, una figura enigmatica la cui importanza per le scienze umane del nostro tempo non cessa di crescere e rinnovarsi, se la biblioteca da lui fondata ad Amburgo nel 1921 continua ancor oggi nel prestigioso Istituto di Londra che porta il suo nome. Attraverso nove penetranti analisi, Stimilli è riuscito a dare un nome (la divinazione come filologia del futuro) alla “scienza senza nome” inventata da Warburg; ma non meno sorprendente è che alla fine i nove studi si rivelino altrettante sfaccettature di un cristallo che riverbera al di là di ogni immaginazione il più versatile e vivo ritratto di uno studioso. Tutti gli aspetti della vita e dell’opera di Warburg sono puntualmente evocati, dalla malattia mentale, di cui Giorgio Pasquali scrisse che era in un certo senso la continuazione della sua ricerca scientifica, fino all’Atlante Mnemosyne, alla cui composizione Warburg dedicò gli ultimi anni della sua vita. E se Mnemosyne – la memoria – è certamente la cifra ultima dell’opera di Warburg, la scoperta con cui Stimilli conclude la sua ventennale ricerca è che nel suo pensiero la memoria è inseparabile dall’oblio e che «il nome Lesmosyne (dimenticanza) merita di essere iscritto sopra l’ingresso della biblioteca Warburg non meno dell’altra dea, il cui nome è già indelebilmente associato al suo: Mnemosyne».

A Parigi con gli Impressionisti. La città, i suoi artisti
Luigi La Rosa
Perrone
In libreria il 17 aprile
Esistono parole per rappresentare l’universo degli Impressionisti e delle loro opere immortali? Quali direzioni, quali percorsi segnano sulla pagina? Forse gli stessi che s’intrecciano ai passi del narratore, nel tentativo di comporne il travolgente romanzo. Suggestioni che ricostruiscono lo sfuggente perimetro di Parigi, città reale e visionaria insieme, concreta e magica. Un testo che racconta l’eterna avventura della bellezza, inseguendo dipinti che hanno fatto la storia dell’arte e che diventano stazioni del cuore e della sua fame senza tempo.

Zena e il campione. La resistenza, un amore e il ciclismo
Nico Priano
Monterosa Edizioni
In libreria il 20 aprile
C’è una banda di partigiani che si nasconde tra le alture di Ovada e tra loro ci sono Gragnora, ruvido e sanguigno ma con il cuore grande, Vaniglia, campione mancato con la passione di Fausto Coppi, e Niccolò, che ha tante donne fino a quando incontra la bella Zena. C’è un delitto atroce che cambierà la vita di tutti e c’è la ricerca di un colpevole che non trova le risposte giuste. C’è la Resistenza, in questo libro, ma prima ancora c’è la guerra, una guerra che deve finire, che tutti vogliono che finisca ma invece non finisce. E quando finalmente lo fa, quello che resta è l’amaro in bocca dei molti che per la libertà avevano combattuto. C’è soprattutto il disincanto del dopo, quando le differenze sembrano appiattirsi e ad accomunare tutti resta solo la povertà. C’è Genova, città delle Resistenze, dove chi ha combattuto non dimentica e continua a resistere, continua a non confondere. Mai come in questa vicenda il privato è politico, ma anche viceversa: l’animo umano viene scandagliato dall’autore nelle sue vette e nei suoi abissi con una scrittura asciutta e mirabilmente senza fronzoli, ma capace di tenerci incollati alle pagine fino alla fine, quando sarà inevitabile sentirsi soli almeno un po’. Come un campione in fuga, probabilmente.

Joanna degli incanti
Simona Lo Iacono
Guanda
In libreria il 21 aprile
Palermo, 1640. Una monaca carmelitana è rinchiusa nelle prigioni della Santa Inquisizione in attesa di conoscere il motivo del suo arresto. Per rassicurare un misterioso compagno di cella, inizia a raccontare, perché «una buona storia svia la solitudine e ingannala morte». Joanna De Austa, questo il suo nome, ha avuto un’infanzia segnata dalla perdita di un padre avventuriero e dalla presenza di una madre afflitta dalla vedovanza e priva di slanci. Ma lo zio vescovo è stato per lei un mentore straordinario: di mente aperta e anticonformista, conoscitore dei libri proibiti, le ha trasmesso l’amore per la poesia ,le arti e le lingue straniere. E ha protetto la sua amicizia con Nucidda, la figlia della governante, una bambina cieca da cui Joanna ha imparato un nuovo modo di vedere, che non ha bisogno dello sguardo. Questa profonda sapienza la guiderà in un’impresa capace di riscattarla da una vita difficile e dalla gabbia di un matrimonio imposto. Con un’intuizione del tutto innovativa per il suo tempo, Joanna fa della cartiera di famiglia una piccola casa editrice, dimostrando di saper unire la passione per i libri al talento imprenditoriale. Il primo volume dato alle stampe sarà il Don Chisciotte. «Diventammo famosi» dirà «per aver fatto due cose impossibili. Far scrivere i ciechi. Pubblicare la storia di un pazzo.» Ancora una volta, Simona Lo Iacono trasforma in romanzo una storia vera di lutti e rinascite, rovesci economici e incontri cruciali, tenebre e luce: quella luce che brilla nel cammino delle donne verso la libertà.

Nate dalla tempesta
Alessia Coppola
Fazi
In libreria il 21 aprile
Due famiglie legate al mare e alla terra. Tre donne unite da una maledizione. Salento, primi del Novecento. Alla vigilia dell’Immacolata, Cosma Guadalupi perde il marito in una notte di tempesta. Mesi dopo nasce Minerva, la loro ultima figlia, che tutti chiamano Mina. Fin dal principio, Mina si dimostra diversa dalle sorelle, poiché porta in sé i doni della nonna masciara, Nilde, la strega alla quale il paese si è sempre rivolto per guarigioni e malefici. Ribelle e oscura per natura, Mina è esclusa dalle altre bambine e allontanata da Cosma. Gli anni trascorrono nel casolare dei Guadalupi, che assiste a guerre e tumulti. Mina intanto diventa una giovane donna, e incontra Vincenzo Malerba, con cui avrà dei figli e il cui destino sarà legato al mare. La loro ultimogenita, Rosa, deciderà di non rassegnarsi alla sofferenza che ha segnato tutte le donne Guadalupi, a partire dall’antenata Almuneda. Prenderà in mano la propria vita e lascerà il paese per sottrarsi alla madre e alla miseria. Alessia Coppola, con uno stile ricco e avvolgente, riflette sul legame profondo tra donne diverse ma unite da segreti inconfessabili e ci regala un romanzo impetuoso e viscerale sul destino che sembra già scritto e sul coraggio che a volte ci permette di cambiarlo. Una storia su un’eredità antica che si trasmette di madre in figlia, ambientata in un Salento misterioso e primordiale in cui vita e morte seguono le sempiterne regole della natura.

Il silenzio degli altopiani
Loris Giuriatti
Rizzoli
In libreria il 21 aprile
È una calda mattina di giugno del 1940 quando una Balilla dei carabinieri si ferma in mezzo alla corte di casa sua nella campagna veneta. Ceo Gonda, per tutti l’Americano, capisce che il passato è tornato a cercarlo appena vede il maresciallo Zancanaro scendere dall’auto con una cartella consunta sotto il braccio e una busta color avorio tra le mani: poche carte, forse, ma sufficienti a riaprire una storia rimasta sepolta per anni. Seduto sotto il portico di casa, davanti allo sguardo interrogativo di Mina, la donna che ha scelto di condividere la sua vita senza pretendere spiegazioni, l’Americano decide che è arrivato il momento di raccontare. Raccontare la Grande Guerra sul Pasubio, la fame e la prigionia, l’amicizia indissolubile con Tita, fratello di spirito con cui ha attraversato l’Oceano per cercare fortuna nella lontana Chicago. E poi il ritorno a casa, la promessa di una vita diversa, e i segreti che ha sempre custodito nel fondo più profondo della memoria. Ma certe verità non possono restare nascoste per sempre. Perché possono cambiare il destino degli uomini. Loris Giuriatti intreccia la grande Storia con le vicende degli uomini semplici che l’hanno attraversata, facendo della memoria dei luoghi un racconto vivo, in cui il respiro delle montagne, la fatica del lavoro nei campi e il coraggio della gente comune si fondono in un romanzo intenso di sacrificio, amicizia e redenzione.

La resa dei conti
Mimmo Franzinelli
Mondadori
In libreria il 21 aprile
Nel maggio del 1945, quando la guerra è ormai terminata e la libertà sembra finalmente conquistata, a Sant’Eufemia – una piccola borgata alla periferia di Brescia – un gruppo di ex partigiani uccide una quarantina di persone tra ufficiali della X Mas, funzionari della Repubblica sociale italiana e civili. Un episodio rimasto sinora sepolto negli archivi e nella memoria pubblica, che rappresenta tuttavia un caso emblematico dell’atmosfera di quel periodo storico e che oggi è qui ricostruito grazie a uno straordinario fondo documentario mai visto prima. Nel suo nuovo saggio, Mimmo Franzinelli parte da questa vicenda per ricostruire il clima umano e politico in cui maturarono le violenze che seguirono la Liberazione, spesso affrontate dalla storiografia in chiave scandalistica o moralistica, e isolate dalle circostanze che le hanno generate. Collocato nel suo contesto, l’eccidio di Sant’Eufemia permette invece di osservare da vicino le tensioni accumulate durante vent’anni di dittatura e due anni di guerra civile. La ricchezza della documentazione ritrovata consente di seguire decisioni, conflitti interni e il progressivo scivolamento verso una giustizia sommaria, sfuggito al controllo dei Comitati di liberazione nazionale. Attraverso materiali inediti, testimonianze e atti giudiziari, l’indagine di Franzinelli racconta i mesi della lotta e i giorni del furore, ripercorrendo l’occupazione tedesca, la nascita della Resistenza, la formazione delle bande ribelli, la violenza interpartigiana, la repressione nazifascista e le ambiguità del dopoguerra, nel tentativo di rispondere a un interrogativo: come può accadere che giovani protagonisti della lotta per la libertà si trasformino, a loro volta, in spietati giustizieri? Sant’Eufemia diventa dunque uno specchio della violenza che accompagna la fine di ogni guerra, quando l’odio accumulato negli anni riemerge proprio nel momento in cui le armi dovrebbero tacere. Senza semplificazioni né assoluzioni, Franzinelli restituisce così a quella stagione tutta la sua complessità storica.

Il premio Strega
Maria Bellonci
Mondadori
In libreria il 21 aprile
Nel giugno 1944, in una Roma appena liberata, un gruppo di amici inizia a ritrovarsi la domenica in casa di Maria e Goffredo Bellonci: Piovene, Gadda, Longhi, Banti, de Céspedes, Moravia, Morante e tanti altri. Discutono di politica, arte, letteratura, filosofia. E ispirano alla padrona di casa l’idea di «un premio che nessuno ancora avesse mai immaginato», che riflettesse il desiderio di rinascita dell’intera società. Nasce così il premio Strega. Questo arguto memoir ripercorre, con l’inconfondibile grazia e la passione di Bellonci, trent’anni di questa avventura umana e letteraria, portandoci “dietro le quinte” del riconoscimento letterario italiano più prestigioso, tra gustosi aneddoti e illustri protagonisti. Una «storia fatta di libri, e di buoni libri», di incontri, speranze e dibattiti che hanno plasmato la storia recente del Paese, come racconta Giovanni Solimine nel suo illuminante saggio introduttivo.

Il tramonto della «libertà d’Italia». Carlo V, Clemente VII e la fine della Repubblica fiorentina (1529-1530)
Marco Pellegrini
Carocci
In libreria il 24 aprile
Sullo sfondo di un’Italia piegata dall’egemonia del potere imperiale, Firenze non arretrò, nonostante fosse una città isolata sul piano internazionale, divisa al suo interno da insanabili conflitti tra fazioni e prostrata dalla penuria di viveri. Determinata a difendere una libertà che affondava le radici nei secoli più luminosi della storia cittadina, la Repubblica spinse a fondo la lotta di resistenza contro l’aggressione che il papato di Clemente VII de’ Medici decise di sferrarle per abbatterla, sicuro della superiorità che gli conferiva il sostegno armato dell’imperatore Carlo V d’Asburgo. Il volume narra come, tra il 1529 e il 1530, due opposte visioni del mondo, ma anche due modelli alternativi di organizzazione sociopolitica, nonché due formazioni militari diversamente strutturate per composizione e strategia, si affrontarono in uno scontro in cui entrarono in gioco i destini dell’Italia intera. Gli assediati si lanciarono senza esitazione in un confronto che ritennero abbordabile, certi di poter resistere almeno un giorno in più degli assedianti. Ma si sbagliavano. I tempi erano cambiati: le tecniche, i numeri e gli armamenti non erano più quelli del tardo Medioevo. Era iniziata la rivoluzione militare dell’età moderna.

Divine e immortali
Maura Melis
Newton Compton Editori
In libreria il 24 aprile
Madri, guerriere, cacciatrici, maestre. Misericordiose o vendicative, baciate dalla luna o dalla spuma del mare, con ali da uccello o code di serpente, caste vergini o generatrici feconde: le donne divine a cui l’umanità si è rivolta nel corso dei secoli hanno forme molteplici e poteri straordinari. I loro nomi s’invocano per ottenere protezione, giustizia, fertilità, saggezza o vendetta. Un viaggio affascinante tra mito e storia alla scoperta delle divinità femminili che hanno popolato l’immaginario religioso e culturale delle civiltà antiche, offrendo al lettore uno sguardo profondo e coinvolgente sull’eredità spirituale e simbolica delle dee.

La bella Costa
Michela Martignoni
Milena Contini
Solferino
In libreria il 24 aprile
«Aveva un nuovo nome: Antonietta Costa. Lo avrebbe sempre pronunciato con fierezza. Diamine, si ripeteva, era sposata da venti giorni e già si sentiva una Costa fino al midollo!» Quando la sedicenne Antonietta rifiuta un matrimonio combinato organizzato dai genitori per sposare invece Giacomo Costa, molto più anziano di lei, in tanti prevedono un’unione infelice. Si sbagliano. Quello che li lega, infatti, è un amore solido e passionale, destinato a durare per anni. Ma in seguito alla decisione di Giacomo di ritirarsi in eremitaggio a Quinto, la vita di sua moglie si fa avventurosa. Con accanto alleati preziosi come il fedele servo Gabrio, amico d’infanzia, e Rosalba, l’ostetrica che ha fatto nascere i suoi figli, Antonietta dapprima deve fronteggiare da sola le insistenze dei corteggiatori e gli intrighi della vita nobiliare, e subito dopo il terribile assedio di Genova del 1800, durante il quale si troverà a lottare fianco a fianco con il generale Massena, vanamente impegnato a salvare la città. Mentre i fermenti risorgimentali accendono i cuori, la «Bella Costa» si appassiona alla politica, raccoglie attorno a sé un salotto culturale tra i più vivaci della città, frequentando Ugo Foscolo e Vincenzo Monti, e, incurante del rischio, collabora con Giuseppe Mazzini. Per tutta la sua vita lunga, piena e libera, sognerà una Genova più forte e un’Italia più unita.
La saga di una donna che ha vissuto il suo tempo da protagonista, sullo sfondo di una città caleidoscopica, intrisa di colori, di vento e di leggende, in un’epoca traboccante d’energia vitale e di feroci contraddizioni: magia e scienza, guerra e pace, libertà e schiavitù. Salvezza e perdizione.

I sabotatori
Clive Cussler
Jack Du Brul
Longanesi
In libreria il 28 aprile
1914. Gli Stati Uniti stanno per realizzare una delle loro imprese più colossali, il Canale di Panama, destinato a rivoluzionare il commercio mondiale e a portare enormi guadagni, prestigio e potere. Uno dei più convinti sostenitori dell’opera è il senatore J. William Densmore, che si attira ben presto l’odio di chi si oppone al progetto.
Ma tutto quest’odio non ha fatto i conti con Isaac Bell, detective dell’agenzia Van Dorn, che possiede un talento peculiare: trovarsi nel posto sbagliato al momento giusto. Come quando a San Diego sventa un attentato il cui obiettivo era proprio il senatore Densmore. Questo episodio è solo il primo tassello di una elaborata strategia che minaccia la sicurezza e la stabilità degli USA. Chi voleva che il senatore morisse?
Bell parte per Panama per indagare sulle tracce delle Vipere Rosse, un gruppo insurrezionale che si oppone alle mire statunitensi. Il detective dovrà ricorrere a tutto il suo ingegno e al suo coraggio per porre fine al complotto dei sabotatori, da cui dipendono milioni di dollari e il destino di due nazioni.
Con il suo stile unico, Clive Cussler dà vita a un nuovo thriller storico avvincente, pieno di suspense, azione mozzafiato e continui colpi di scena.

Gran galà con delitto
Simone Tempia
Garzanti
In libreria il 28 aprile
Quanto può essere misterioso un invito a cena? Se arriva dalla contessa Mazzucco, che detesta profondamente il genere umano, parecchio. Soprattutto quando il destinatario è uno scrittore di poca fama che nulla ha a che fare con la nobiltà. Perché sì, a metà degli anni Sessanta, per qualcuno la classe sociale conta ancora, eccome. Eppure eccolo lì, seduto alla stessa tavola con un commendatore, un principe, un uomo dall’accento latino-americano che trasuda sangue blu da ogni poro e la nipote ribelle della padrona di casa. Gli altri accompagnatori saranno pure meno titolati, ma non per questo più cordiali. Forse si domandano che cosa ci faccia lui tra loro. In realtà, se lo chiede anche lui. Lo scrittore ha la netta impressione che ciascuno degli ospiti sia lì per chiedere qualcosa alla contessa, e che tra loro corrano legami segreti che nessuno desidera veder affiorare. Di una cosa è certo: è la cena più strana a cui abbia mai partecipato. Prima ancora che arrivi l’hors d’œuvre, il corpo senza vita della contessa viene trovato nel suo studio. Tra gli invitati si nasconde un assassino. E nessuno può andarsene: la villa è isolata dalla neve, il telefono è fuori uso. La polizia non può intervenire, ma la giustizia, a volte, trova altre strade. A poco a poco, tutti gli indizi sembrano puntare proprio verso lo scrittore. O forse qualcuno vuole che sia così: in fondo è la pedina più debole, almeno in apparenza. Ma chi sa usare bene le parole sa anche far parlare gli altri. Di ciò che non avrebbero mai voluto dire. Di segreti che il tempo non è riuscito a seppellire.
Simone Tempia, autore da oltre 200.000 copie alla sua prima prova di narrativa, ci conduce con ironia e mistero al cuore di un giallo dal gusto classico: una villa isolata, una sola lunga notte, un gruppo di personaggi tutti potenziali colpevoli. Le risposte sono già tutte lì, sotto gli occhi del lettore. Non di ogni lettore, però: solo di quello più attento e più scaltro.

La ragazzina
Valeria Parrella
Feltrinelli
In libreria il 28 aprile
Lei è Giovanna d’Arco. Vergine, puttana, santa, pazza: ne hanno dette tante su di lei, e ancora se ne dicono. “Ma il fatto è che a lei non interessava.” Perché ha una missione chiara davanti a sé, e quando gli uomini capiscono che fa sul serio, allora tentano di ridurla: in ceppi, a più miti consigli, farla piccola come loro. Invece il mondo è grandissimo, e lei lo sa. È indomita, è incontrollabile, è praticamente irriducibile. Vestita in abiti maschili – crimine che nel 1400 vale la scomunica –, galoppa per riconquistare i territori che nel corso dell’estenuante guerra dei cent’anni gli inglesi hanno sottratto alla Francia, galoppa per rimettere il Delfino sul trono. Galoppa in testa a un esercito che crede in lei, perché lei va alla guerra in modo diverso, con clemenza verso i popoli, lasciando la battaglia ai soldati, pregando e cercando giustizia. Perché prima di reggere la spada e lo stendardo, lei giocava con i fratelli, ascoltava storie, faceva sogni bellissimi e parlava con sua mamma. Perché prima di tutto lei è una ragazzina. “La ragazzina” è quasi la traduzione italiana di “la pucelle”, la pulzella d’Orléans. Come la guerra dei cent’anni è quasi come ogni guerra, come l’assedio d’Orléans è quasi come un assedio di oggi. Come il coraggio e la determinazione di Giovanna sono quelli di ogni ragazzina che si mette di traverso per cambiare l’ordine dei potenti e delle cose: e questo senza quasi. Valeria Parrella prende una delle figure storiche più incredibili, fiabesche e allo stesso tempo più attuali di sempre e ne fa la protagonista di un grande romanzo civile. In ogni luogo del mondo una ragazzina si mette di traverso.

L’ultimo arrivato
Marco Balzano
Einaudi
In libreria il 28 aprile
L’infanzia avventurosa di un bambino costretto a salutare la Sicilia e a diventare emigrante prima ancora che adulto. Ninetto, detto Pelleossa, ha solo nove anni quando abbandona San Cono. Il Nord è un miraggio di lavoro e futuro, ma l’arrivo a Milano lo mette subito davanti a un mondo feroce: l’umiliazione dei lavori da garzone, l’ostilità verso gli «ultimi arrivati», le case-dormitorio dove i ragazzini del Sud vivono come adulti in miniatura. E tuttavia, dentro il freddo e la fatica, si aprono spiragli inattesi. Ninetto incontra complicità improvvise, sperimenta gesti di solidarietà, momenti di festa e di avventura. Cresce cosí, per adattamenti successivi, imparando a reggere il peso di una città che accelera, mentre l’Italia delle metropoli industriali cambia volto, lasciando ai margini chi non riesce a tenere il passo. Con una scrittura insieme classica e nuova, Balzano racconta il prezzo del riscatto e la dignità conquistata giorno dopo giorno attraverso una voce che non dimentica nulla: la paura e la meraviglia, la durezza del lavoro e l’ebbrezza delle prime, esitanti libertà. «Balzano mostra come la letteratura sappia, e possa, parlare del mondo che ci circonda» (Marco Belpoliti, «l’Espresso»). «Ninetto è una sorta di Oliver Twist siciliano» («der Freitag»).

La saga degli Asburgo. Potenza, drammi e segreti sul trono d’Europa
Antonio Parisi
Eugenio Parisi
Diarkos
In libreria il 29 aprile
Fino al 1918 la dinastia degli Asburgo regnava su buona parte dell’Europa centro-orientale. Poi, dopo la sconfitta della Prima guerra mondiale, tutto si sgretolò in un batter d’occhio. La casata aveva mosso i primi passi una decina di secoli fa da un piccolo castello oggi situato in Svizzera, per arrivare poi a dominare territori così vasti tra Vecchio continente e Nuovo mondo che Carlo V poté affermare, senza tema di smentita, come sul suo impero non tramontasse mai il sole. Aveva infine affrontato e fermato le orde del sultano di Istanbul che mirava a sottomettere prima Vienna e poi l’Europa, mettendo fine all’espansione ottomana. Oggi il ricordo della dinastia, a poco più di cento anni dalla sua fine, suscita certamente sentimenti e giudizi contrastanti nei popoli dell’antico impero, ma anche tanta nostalgia e interesse. Tante sono le vicende e i protagonisti che, tra storie di potere, drammi e segreti, nessuno ha ancora raccontato per intero. Le vite del penultimo imperatore Francesco Giuseppe e di sua moglie Elisabetta, l’imperatrice Sissi. La morte misteriosa del loro erede, Rodolfo, scomparso misteriosamente con la sua amante a Mayerling. La persecuzione dell’ultimo imperatore Carlo I e di sua moglie, l’italiana Zita, ridotto letteralmente alla fame sull’isola di Madeira dove morì in esilio nel 1922, e la sua beatificazione da parte di Giovanni Paolo II. I misteri che si nascondono dietro l’attentato di Sarajevo, scintilla che scatenò il primo conflitto mondiale. Il ruolo dell’ex imperatrice Zita nel mitigare le condizioni alleate verso l’Austria dopo la Seconda guerra mondiale. E poi la parte che ebbe il primogenito di Carlo e Zita, Otto d’Asburgo, nella battaglia contro Hitler, divenendo successivamente protagonista nella nascita del Parlamento e dello sviluppo della Comunità europea. E in ultimo, chi sono oggi gli Asburgo, cosa fanno e quali progetti hanno per il futuro. Un libro intrigante con aspetti e documenti poco conosciuti di questa grande dinastia che ha segnato indelebilmente la storia d’Europa.

La vita quotidiana dei Longobardi
Elena Percivaldi
Diarkos
In libreria il 29 aprile
I Longobardi hanno governato l’Italia soltanto per due secoli (568-774), ma nonostante il lasso di tempo relativamente breve hanno lasciato un’impronta indelebile nell’identità e nella cultura della Penisola, fondendosi con le sue popolazioni. Come vivevano in concreto? Cosa mangiavano? Come vestivano? Quali erano le loro credenze e i loro costumi? In cosa credevano e come seppellivano i loro morti? A tutte queste domande, e altre ancora, cerca di rispondere questo libro, che prova a raccontare i discendenti di Alboino nella loro quotidianità materiale. Grazie a un approccio multidisciplinare e a un linguaggio accessibile, i Longobardi “rivivono” alla luce delle più aggiornate acquisizioni del dibattito storiografico, degli ultimi studi scientifici e dei più recenti ritrovamenti archeologici. Non più come popolo avvolto dalle nebbie della storia, ma come persone “in carne e ossa”.

Civiltà medievale. La grande luce dei secoli bui
Franco Cardini
Jaca Book
In libreria il 30 aprile
Fino a non molto tempo fa, l’epiteto del Medioevo era “i secoli bui”, ma oggi questo periodo è diventato oggetto di enorme interesse. Come introdurci in un mondo complesso e sfaccettato che ha ancora molto da dirci? In questo volume, arricchito da numerose immagini a colori, Franco Cardini, famoso medievista che con i suoi studi e il suo lavoro ha contribuito a svelarci l’importanza dei secoli medievali, svolge una mirabile sintesi che ci introduce nella civiltà medievale, nel suo mutare lungo mille anni di storia variegata. Nel Medioevo è nato molto di ciò che oggi diamo per acquisito: le università e l’interculturalità, nonostante le guerre; la democrazia, nonostante regni e imperi; il pensiero filosofico e la logica, per non parlare dell’immensa produzione artistica. Le radici della nostra cultura sono nel Medioevo, e tramite le traduzioni medievali abbiamo riacquisito il patrimonio dell’antichità. Il Medioevo ha stagioni differenti: da quella in cui i monasteri ricostruirono l’Europa, si passa a quella cittadina con i nuovi problemi sociali. Il Medioevo è certo testimone di tempi duri, ma molto va sfatato, dal monaco come persona fuori dal mondo, alla donna come persona relegata tra mura domestiche. Un affascinante affresco del Medioevo, un viaggio per immagini che contribuisce a svelare l’importanza di questo periodo, e a “illuminare” i “secoli bui”.



