Narrativa recensioni

Il partigiano Johnny – Beppe Fenoglio

Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio, si potrebbe definire “il romanzo della Resistenza,” ma non sarebbe completa come esposizione. Intanto si può estenderla dicendo che è un romanzo che racconta la Resistenza come fu realmente, autentica e senza false illusioni: si può dire che rispecchia pienamente lo stile caratteristico di Fenoglio: i suoi estimatori ne riconoscono l’impronta sin dalle prime pagine.

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Il pane non può aspettare – Pier Vittorio Buffa

Pier Vittorio Buffa ci regala una perla letteraria dal titolo molto metaforico Il pane non può aspettare, per Neri Pozza editore. Con questo titolo familiarmente rassicurante, l’autore non solo ci racconta di personaggi come Innocenta e suo figlio Aristide che nella vita sono panettieri, ma ci porge con garbo una verità universale mediante l’immagine del pane, elemento così semplice e unificante, che quando è lievitato va infornato senza aspettare, altrimenti va a male. L’autore sembra dirci che in certi frangenti non si può aspettare; bisogna fare subito delle scelte, prendere posizioni o si rischia di disumanizzarsi.

recensioni Saggistica

Resistenza. Col fucile in spalla per la riconquista della libertà – Pino Casamassima

Chi erano i partigiani? Erano uomini e donne e a volte adolescenti che non avevano apprezzato Mussolini e il suo regime, l’alleanza con Hitler, le leggi raziali. Erano comunisti che avrebbero voluto dopo la guerra creare uno Stato sul modello sovietico, ma anche cattolici che avrebbero desiderato uno stato basato sulla democrazia e la collocazione dell’Italia nell’ambito dell’occidente sotto l’influenza statunitense, ricchi borghesi e imprenditori che sognavano un paese moderno proiettato nell’industria e fuori dal mondo contadino conservatore e antico che tanta manovalanza aveva portato al fascismo.