Novità in libreria

TSD consiglia le novità in libreria dal 1° al 15 aprile

Figlia dell’ultimo re: Beatrice di Svevia, la principessa prigioniera
Ornella Albanese
Mondadori
In libreria il 31 marzo

La notte del 6 marzo 1266 infuria la tempesta. Beatrice, figlia di Manfredi di Svevia, re di Sicilia, ha solo sei anni ed è eccitata all’idea di partire per l’Epiro insieme ai fratelli più piccoli. Il viso pallido di sua madre e gli occhi segnati non sembrano però quelli di chi è in procinto di prendere il mare per un viaggio di piacere. E, infatti, la nave che è bloccata nel porto di Trani dovrebbe portarli in salvo, prima che gli emissari di Carlo d’Angiò li raggiungano. Dopo aver sconfitto e ucciso Manfredi, il fratello del re di Francia ha bisogno di eliminare anche i suoi eredi, per impadronirsi del regno di Sicilia, con il favore del papa. Fatta prigioniera e separata dal resto della famiglia, di cui a lungo ignorerà le sorti senza darsene pace, per diciotto anni Beatrice vede solo le pareti di una cella, ed è in un feroce desiderio di vendetta che trova la sua unica ragione di vita. A darle un po’ di conforto, Calisto, il giullare che con le sue storie ne allietava i giorni di bambina e ora continua a vegliare su di lei. Dal suo confino, Beatrice, ormai donna, sa di essere una pedina in un gioco molto più grande, e che per la figlia di un re sconfitto la libertà è un traguardo quasi impossibile da conquistare. Ma nelle sue vene scorre il sangue indomito degli Svevi e, quando gli eventi creeranno le condizioni per la sua scarcerazione, si troverà di fronte a un dilemma: rimanere schiava dell’odio che la consuma o scegliere l’amore e la felicità che il destino sembrerebbe offrirle? In un sapiente gioco narrativo in cui la vicenda di Beatrice di Svevia interseca quelle di figure storiche come il conte Ugolino, Giotto e Dante, Ornella Albanese ci restituisce il ritratto di un personaggio femminile seducente e ricco di complessità. Una giovane donna segnata da esperienze crudeli, ma fiera nel perseguire il proprio riscatto, che diventa emblema di forza e determinazione nel rivendicare il proprio ruolo nel mondo.

Tre élites coloniali. Roma, la Spagna e le Americhe
Ronald Syme
Officina Libraria
In libreria il 3 aprile

interesse per il ruolo e la struttura delle classi dirigenti nel mondo antico caratterizza tutta la produzione di Ronald Syme, tra i massimi storici di età romana della sua generazione e a lungo professore di Storia antica a Oxford. Il taglio particolare della sua ricerca emerge anche negli scritti del presente volume, che raccoglie le Whidden Lectures, tre lezioni tenute da Syme nel 1958 alla McMaster University di Hamilton (Canada), sul formarsi e l’evolversi delle élites coloniali nell’ambito di tre grandi imperi: quello romano, quello spagnolo, quello inglese. Si tratta di una discussione originale, in chiave latamente comparativa, di temi di storia antica e di storia moderna con l’ambizione di valicare i confini tra lo studio di ambiti cronologici e geografici diversi. I tre diversi contesti vengono esaminati alla luce di una problematica unificante, quella della durata. Quali furono le ragioni che permisero all’impero romano di sopravvivere per tanti secoli, senza subire lacerazioni interne o secessione di province? Quali cause, per converso, determinarono il relativamente più rapido sgretolarsi degli imperi spagnolo e inglese d’America? E in che misura incise sui diversi processi il rapporto fra le aristocrazie provinciali e i relativi governi centrali? La storia delle province romane di Spagna, le cui risorse umane, debitamente valorizzate, diedero nuova linfa ai ranghi ormai consunti della dirigenza quiritaria; le vicende della colonizzazione spagnola, rilette al di fuori dei tradizionali percorsi, segnati dalla «leggenda nera» di orrori e crudeltà; la vita e la secessione delle colonie inglesi d’America prendono vita in queste pagine attraverso un’analisi ricca di dati puntuali, di scorci inediti, di riflessioni che illuminano nel profondo le complesse articolazioni del potere. D’altronde, come scrive Syme stesso, «La storia […] allarga l’orizzonte e approfondisce la comprensione. È una forza di libertà e di liberazione».

Roma tradita. Settembre 1943, la mancata difesa e l’occupazione tedesca
Elena Aga Rossi
Il Mulino
In libreria il 3 aprile

Nonostante la vasta produzione storiografica sull’8 settembre, restano irrisolti nodi fondamentali: perché Roma non fu difesa? Perché, dopo l’annuncio dell’armistizio, Badoglio si rifiutò di dare l’ordine di attaccare i tedeschi? Con la desecretazione degli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta, gli studiosi hanno avuto accesso a migliaia di pagine di testimonianze e relazioni. L’analisi di questi documenti ha rivelato omissioni, falsificazioni e contraddizioni da parte dei protagonisti, impegnati a giustificarsi e a scaricare responsabilità. I vertici militari parlarono di resa inevitabile e adottarono, per giustificarsi, una sovrastima delle forze tedesche. Elena Aga Rossi ricostruisce quei giorni per restituire verità a uno dei passaggi più drammatici della storia italiana.

Il coraggio di essere libere. Scrittrici contro il fascismo
Rossana Dedola
Nutrimenti
In libreria il 3 aprile

Nel 1943 Natalia Ginzburg affrontò con i figli un difficile viaggio verso Roma su un camion di soldati tedeschi abbandonando l’Abruzzo, in cui era stata al confino politico insieme al marito Leone: un terribile futuro li attendeva. Joyce Lussu partecipò alla lotta clandestina e poté dimostrare al marito Emilio Lussu, che non solo un rapporto di coppia era possibile, ma che poteva favorire le loro fughe. Fausta Cialente partecipò alla resistenza dai microfoni di Radio Cairo commentando gli eventi più importanti della guerra. Alba de Céspedes dovette scappare da Roma e affrontare una lunga faticosissima marcia sulle montagne, e diede voce alle donne attraverso le sue trasmissioni radiofoniche. Elsa de’ Giorgi diventò scrittrice per testimoniare quanto accadeva a Roma durante il fascismo e poi durante l’occupazione tedesca tra i gerarchi e gli antifascisti. Lalla Romano aderì in Piemonte ai Gruppi per la difesa delle donne e svelò in Tetto murato i giorni speciali vissuti in clandestinità. Elsa Morante, ebrea da parte di madre, proprio nei giorni della razzia nazista del ghetto fece ritorno nella sua città nel tentativo di recuperare il manoscritto di Menzogna e sortilegio.
Ognuna di loro ha lottato con ardore e una tenacia meravigliosa contro il regime per affermare la propria libertà di donna e di scrittrice.

Colazione con Mr Darcy
Emilia Blau
Tre60
In libreria il 3 aprile

Inghilterra, oggi. Leonora Weston sembra avere tutto sotto controllo: una carriera brillante e un fidanzato perfetto con cui pronunciare il fatidico “sì”. Ma proprio quando arriva all’altare, capisce che la vita sinora vissuta non le appartiene davvero e compie l’impensabile: lascia lo sposo e se ne va.
La “fuga” la porta a Bath, città dell’infanzia e della sua amata Jane Austen, dove trova un rifugio pronto ad accoglierla per ricominciare. Quando accetta un lavoro estivo come assistente al Jane Austen Centre, Leonora sente che il destino le sta offrendo una possibilità. Tra scaffali polverosi e storie appassionanti conosce l’esuberante Wynda, con cui stringe un’amicizia fatta di chiacchiere, confidenze e tazze di tè.
Ma non è tutto. Durante una visita guidata, Leonora incontra Charleston Melwood, un tipo burbero e riservato. La sua famiglia gestisce da generazioni il Rosehill Inn, la locanda dove, due secoli prima, gli Austen trascorrevano le vacanze. Nella soffitta dell’edificio è custodito un prezioso scrittoio che si dice sia appartenuto a Jane Austen… Ed è proprio lì che Leonora scopre, abilmente nascosto, un messaggio enigmatico: un possibile indizio sui capitoli perduti di Sanditon, l’ultimo romanzo di Jane rimasto incompiuto.
Per Leonora, Wynda e Charleston comincia così una vera e propria caccia al tesoro letteraria. Ma mentre Leonora segue le tracce del passato, il presente per lei si complica: Charleston, con il suo fascino imperscrutabile, le fa battere il cuore a mille… Come concentrarsi su un mistero, quando l’enigma più seducente è davanti ai propri occhi?

Sei giorni a Bombay
Alka Joshi
Neri Pozza
In libreria il 3 aprile

È un giorno del 1937, al Wadia Hospital di Bombay, quello in cui l’infermiera ventenne Sona accoglie tra i pazienti Mira Novak, pittrice di fama internazionale. Non è occasione felice, ma Sona è comunque entusiasta di assistere questa donna di mondo, dall’aspetto regale e lo sguardo come una calamita, che le permette di intravedere una vita meravigliosa finora solo immaginata. Le due donne trovano una sintonia speciale e nel corso di sei giorni di convalescenza la pittrice ammalia Sona con i racconti dei suoi viaggi, le sue audaci esperienze artistiche e i suoi tanti amanti sparsi per l’Europa. Ma, in modo inaspettato, le condizioni di Mira precipitano. Tutti sono chiamati a rispondere di quel decesso improvviso, anche se è l’infermiera a finire in cima alla lista degli indagati: la sua piccola vita è ribaltata, non certo nel modo in cui sognava. Sona è costretta a lasciare l’ospedale, ma il pensiero di Mira non la abbandona e la spinge verso l’Europa, in un errare che è insieme fuga e ricerca, mentre il continente è sull’orlo dell’apocalisse. Immergendosi sempre più nel passato della pittrice, Sona scoprirà quanto insondabili possano essere le vite che crediamo di conoscere – e quanto coraggio occorra per riscrivere la propria storia. In questo nuovo, scintillante romanzo storico, Alka Joshi trae ispirazione dalla figura di Amrita Sher-Gil, la “Frida Kahlo dell’India”, per raccontare sogni e paure di due giovani donne in cerca del proprio spazio nel mondo.

La marchesa dei veleni
Simona Teodori
Newton Compton Editori
In libreria il 3 aprile

Abbazia reale di Fontevrault, 1669. Cécile De Lacey, figlia illegittima del conte di Brienne, lascia il monastero in cui è stata cresciuta tra silenzi e rigide regole ecclesiastiche per raggiungere Parigi, dove l’attende un nuovo destino: diventare dama di compagnia della marchesa Marie-Madeleine de Brinvilliers, figura eminente dell’aristocrazia francese. In quella casa, Cécile apprende l’arte della seduzione e scopre, a poco a poco, l’oscura maestria della sua padrona nell’uso dei veleni. Ma anche Cécile conosce quella sapienza, appresa in segreto a Fontevrault, sotto la guida della marchesa Costanza Spina di San Tommaso, vedova italiana esperta di medicina naturale. Sotto gli occhi sempre meno ingenui e innocenti di Cécile si dipana l’oscura vicenda di Marie-Madeleine e del suo crudele amante, il cavaliere Jean-Baptiste Gaudin di Sainte-Croix: una storia fatta di amori proibiti, vendette, intrighi familiari e passioni inarrestabili, che porterà a uno degli scandali più scioccanti che Parigi e la Francia abbiano mai visto…

Io sono la contessa. Matilde di Canossa: la vita di una delle più grandi donne della Storia
Cinzia Giorgio
Newton Compton Editori
In libreria il 3 aprile

Mentre sta lavorando al restauro di una preziosa copia della Vita Mathildis, la biografia ufficiale di Matilde di Canossa scritta da Donizone, la professoressa Demetra Fusselman fa una scoperta che la lascia di stucco. Nascosto tra le pagine del manoscritto c’è infatti un altro in folio, che riporta una firma inequivocabile: “Matilda. Dei gratia si quid est”. Demetra si rende subito conto di avere tra le mani un vero e proprio memoir, scritto di suo pugno dalla signora di Canossa.
Si dipana così l’epopea della celebre contessa. Una storia inizialmente sciagurata, tra la prigionia insieme alla madre su ordine dell’imperatore Enrico III e il triste matrimonio con il fratellastro Goffredo il Gobbo, ma che cambia in modo decisivo quando l’ancora giovane Matilde decide di prendere in mano le redini della sua esistenza e di fare la Storia.
Tra nobili, papi, intrighi di palazzo, amori e ambizione sfrenata, Matilde racconta la sua versione dei fatti e di come ha cambiato il proprio destino e quello di molti altri.

La vendetta è un ballo in maschera. Un anno con “Il conte di Montecristo”
Francesca Crescentini
Einaudi
In libreria il 7 aprile

La scommessa è semplice: trascorrere un anno fra le pagine del classico dei classici, Il conte di Montecristo. A farci compagnia, tra gli scogli inattesi e le gioie improvvise che irrompono nelle nostre giornate, troviamo Edmond Dantès – l’eroe che da duecento anni trama vendette inesorabili – e il suo incontenibile creatore, Alexandre Dumas, protagonista di una vita romanzesca quanto quella dei suoi personaggi. La vendetta è un ballo in maschera è un esordio originalissimo, letterario, capace di appassionare, commuovere e strappare piú di una risata nel volgere di poche righe. Francesca Crescentini indaga ciò che accade quando pretendiamo un risarcimento ai disastri che ci toccano. Perché in fondo, anche se è troppo tardi per ottenere giustizia, c’è sempre modo di riparare se stessi.
Confessare di non aver mai letto un classico imprescindibile può produrre due reazioni opposte: c’è chi punta a farvi vergognare e c’è chi, invece, quasi si commuove per l’immane fortuna che ancora vi attende. Francesca Crescentini decide di bussare alla porta del Conte di Montecristo sentendosi sin dal principio una lettrice fortunatissima – ma anche in cerca di risposte. Grazie a un’idea inesauribile di stupore che le permette di destreggiarsi tra gli spigoli di un mondo non sempre cortese, l’autrice si mette sulle tracce di Alexandre Dumas e ne prende in prestito la prodigiosa energia. Dalle isole che hanno custodito il tesoro del Conte ai boulevard parigini che fanno ancora da sfondo vivissimo alla storia di Dantès, il Montecristo si trasforma in un’avventura da setacciare con allegra ossessione, sfidando il tempo e tutto quello che fatichiamo a spiegarci. Durante questo sorprendente viaggio in cui convivono Napoleone e le torte alla frutta, dimore da favola e favole della buonanotte, John Wick e duelli che non si concluderanno mai, Crescentini compone un omaggio al potere trasformativo delle storie. Un laboratorio narrativo in cui passato, presente, identità e ricerca della giustizia s’incontrano per sconfiggere l’impossibile. Con piglio pop e una buona dose di rabbia, La vendetta è un ballo in maschera esplora un viscerale sentimento di rivalsa per pretendere, finalmente, qualcosa di meglio dal destino. Del resto «la felicità fa finire subito le storie, ma sono i rodimenti e le ingiustizie ripugnanti a farle marciare spedite».

Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista
Sara Rattaro
Piemme
In libreria il 7 aprile

Firenze, 1938. Teresa ha diciassette anni quando, tra i banchi di scuola, si alza in piedi per contraddire un professore che difende le leggi razziali. In un’Italia che pretende silenzio, la sua voce è troppo libera per restare muta. Il prezzo è l’espulsione da tutti gli istituti del Regno. Ma Teresa non ha mai saputo piegarsi. Cresciuta accanto a un padre apertamente antifascista, in una famiglia già impegnata nella militanza, sceglie presto la lotta clandestina. Nella Resistenza diventa “Chicchi”: staffetta ribelle tra viaggi in treno, documenti nascosti nell’orlo della gonna e notti passate a stampare volantini proibiti. È così che scopre che la libertà non si eredita: si conquista. Dopo la Liberazione sarà la più giovane eletta all’Assemblea Costituente, e porterà nella nuova Italia la voce delle donne e di una generazione che ha scelto di non restare in silenzio. Una storia di coraggio, dissenso e fedeltà alle proprie idee senza compromessi. Con una scrittura calda e coinvolgente, Sara Rattaro ripercorre la vita di Teresa Mattei dall’infanzia al fuoco dei primi anni dell’età adulta, restituendo con sensibilità e attenzione il ritratto di una donna straordinaria e trasformando la sua esistenza in un grande romanzo.

La promessa. Dal suffragio femminile alla prima donna a palazzo Chigi, storia di una rivoluzione incompleta
Marianna Aprile
Rizzoli
In libreria il 7 aprile

Il 1946 è un anno decisivo per le donne. Dopo un lungo percorso puntellato di conflitti, rivendicazioni ed esperienze cruciali come la Resistenza, prima con le elezioni amministrative di marzo, e poi con il referendum del 2 giugno e l’elezione dell’Assemblea costituente, le donne votano e sono votate per la prima volta. Nascono elettrici ed elette. A Montecitorio sbarcano le ventuno costituenti e il loro contributo alla Carta fissa quei principi che le battaglie di generazioni successive di donne, attiviste, femministe e parlamentari – di sinistra e di destra – riusciranno a far tradurre in leggi concrete e nuovi diritti: divorzio, aborto, maternità protetta, parità salariale, riforma del diritto di famiglia. Ma qual è oggi lo stato di salute di quei diritti? E avere per la prima volta una donna a Palazzo Chigi ci racconta davvero di un Paese in cui la lotta per la piena cittadinanza delle donne può dirsi vinta? Ricostruendo vicende dimenticate e muovendosi tra le biografie straordinarie di donne troppo a lungo ignorate, Marianna Aprile ripercorre una storia lunga ottant’anni che tutti dovremmo conoscere, e si chiede infine che cosa resta della promessa del suffragio femminile: le donne pensano ancora al voto come a “una cosa stupenda”, come la definì Lula Tonini nel 1946?

Unicum Opus
Rita Monaldi
Francesco Sorti
Theodora Maria Sorti
Rizzoli
In libreria il 7 aprile

LUPO • Avidità. Una saga in sette romanzi, che rispecchia i sette vizi capitali. Il lupo, vorace figura dell’avidità, spalanca le fauci sulla chiave pontificia: la dignità spirituale ridotta a preda, da azzannare e divorare. Roma, 1670. Dopo la morte di papa Clemente IX il Sacro Collegio è riunito in conclave nella gelida Cappella Sistina, quando la notizia di un raccapricciante attentato durante la messa a Santa Maria Maggiore semina sconcerto e sospetto. Fuori dalle mura vaticane, intanto, decine di bambini svaniscono nel nulla. L’abate Atto Melani, conclavista al seguito dei porporati francesi, è deciso a muovere i fili dell’elezione papale. Ma tra manovre segrete, fazioni cardinalizie, doppi giochi e tranelli, ogni passo apre un’ombra nuova, e nulla andrà secondo i piani in uno dei conclavi più lunghi e oscuri della Storia. Tutto ciò si legge nel 1734 con gli occhi di due timide guardarobiere del castello di Sceaux, cuore mondano e intellettuale della nobiltà francese. È appena giunto un traduttore fiammingo a cercare risposta alle sue domande: porta con sé l’enigmatico manoscritto che narra il conclave vissuto in prima persona da Atto e dal suo famiglio. Alcune pagine decisive, però, sembrano inspiegabilmente scomparse… Grazie a scoperte d’archivio in Italia, Francia e Svezia, e lettere di Atto finora inesplorate, “Unicum” mostra il rovescio di “Opus” per trascinare il lettore in una sciarada narrativa tra la Roma dei Papi e il secolo di Voltaire, e scavare nelle radici inconfessabili dell’oggi.

Il rosso del re. La saga dei Barolo
Marina Marazza
Solferino
In libreria l’8 aprile

Fare sempre di più per la città di Torino, per i suoi miserabili, per le carcerate, per i bambini abbandonati a se stessi: nei primi decenni dell’Ottocento Giulia, marchesa di Barolo, assieme al marito Tancredi, allarga il raggio delle sue attività benefiche. Ma oltre all’impegno e al tempo occorrono sempre più soldi, che possono venire dalle vigne della loro tenuta, dove stanno sperimentando metodi innovativi per produrre finalmente un vino «serbevole», capace di invecchiare, pregiato e dunque redditizio. Un vino che deve conquistare innanzitutto il re Carlo Alberto, l’unico che può davvero decretarne il successo. Certo, il giovane sovrano è distratto da molti altri eventi: un incendio a corte che mette a rischio la vita del suo erede, una presunta medium che sostiene di poter comunicare con la sua defunta madrina e non ultimo i moti e gli attentati dei carbonari, decisi a costruire l’Italia unita, con o senza i Savoia. Giulia e Tancredi rischiano di venir travolti dai venti di libertà e salvano Silvio Pellico, uscito spezzato dallo Spielberg, assumendolo come loro bibliotecario. Ma il caso più caro al cuore di entrambi rimane quello di Angela Agnel, la popolana detenuta per l’assassinio del marito violento: mentre lei è chiusa in carcere, le sue figlie crescono tra amori, ambizioni, tormenti e vere e proprie tragedie.
Giulia resta sempre loro accanto, instancabile sostenitrice del diritto di tutte le donne a essere realizzate e felici.
La saga di successo dei Barolo continua con un movimentato romanzo corale e ricco di sfumature: amori proibiti, passioni politiche, efferati omicidi, intrighi di corte. Al centro di un’epoca turbinosa, la figura della marchesa di Barolo risalta con tutta la sua forza, la sua modernità e la sua eccezionale umanità.

Gli orfani. Una storia di Billy the Kid 
Éric Vuillard
E/O
In libreria il 9 aprile

Billy the Kid fa parte a pieno titolo dell’epopea del West: simboleggia la giovinezza ribelle, l’insofferenza a ogni legge e l’amore per la libertà a tutti i costi, sia pure a colpi di pistola. Un mito abbondantemente confermato e divulgato dal cinema e dalla letteratura, ma che Éric Vuillard smantella ricostruendo il contesto in cui Billy the Kid è vissuto: l’America della frontiera e dei pionieri, che si è servita di fuorilegge e desperados per occupare velocemente il territorio… per poi sbarazzarsene senza pietà una volta completata la colonizzazione. Un racconto avvincente e commovente che fa luce su una delle tante contraffazioni della Storia. Che, come si sa, è sempre scritta dai vincitori. Ancora una volta Éric Vuillard riscrive la storia dal punto di vista degli oppressi, smantellando le finzioni degli oppressori.

L’immaginazione creatrice nel sufismo di Ibn ‘Arabi
Henry Corbin
Mimes
In libreria il 10 aprile

Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1958, questo volume rappresenta una delle opere fondamentali di Henry Corbin, un’esplorazione condotta dal filosofo e orientalista nelle trame di pensiero del grande filosofo e mistico sufi Ibn ‘Arabi. L’”immaginazione creatrice” è presentata sì come facoltà intermedia tra il sensibile e l’intellegibile, ma anche come organo di conoscenza spirituale che permette all’essere umano di percepire le manifestazioni divine e di partecipare attivamente alla creazione. Questa nuova edizione italiana rende accessibile un lavoro che ha avuto un impatto significativo non solo per gli studi sul sufismo e lo shi’ismo, ma anche per la filosofia e il confronto tra culture e religioni. Corbin offre qui una magistrale opera di ermeneutica, preziosa per comprendere la dimensione spirituale dell’immaginazione e la sua funzione nella conoscenza del divino e dell’umano.

Il nuotatore di Auschwitz
Renaud Leblond
Newton Compton Editori
In libreria il 10 aprile

Alfred Nakache, un bambino ebreo cresciuto in Algeria, non avrebbe mai immaginato di diventare un simbolo dello sport francese, olimpionico a Berlino nel 1936 e primatista mondiale dei 200 metri rana nel 1941. Da piccolo era terrorizzato dall’acqua, eppure, grazie alla sua forza di volontà, riuscì a diventare uno dei migliori nuotatori al mondo, soprannominato “il pesce”. Ma dopo mesi di vessazioni antisemite, nel 1943 fu deportato ad Auschwitz e separato per sempre da moglie e figlia. Alfred continuò a lottare nonostante l’umiliazione e il dolore, e arrivò a sfidare le guardie nuotando quasi ogni giorno nelle riserve d’acqua del lager. Sopravvisse miracolosamente e dopo la guerra riuscì a riprendere l’attività agonistica, partecipando ai Giochi di Londra del ’48. La storia di un eroe dimenticato, della sua passione e della sua resilienza rivive in queste pagine di stupefacente forza narrativa, che hanno conquistato i lettori francesi.

La Repubblica di Genova. (1528-1797)
Paolo Calcagno
Il Mulino
In libreria il 10 aprile

Dal 1528 alla caduta nel 1797 in seguito all’ascesa napoleonica, questo libro ricostruisce la storia della Repubblica di Genova seguendo la trasformazione di una città marinara in una solida potenza aristocratica. Liberatasi dalle dominazioni straniere, Genova consolidò un sistema politico fondato sull’oligarchia e sul legame con il Banco di San Giorgio, cuore finanziario della Repubblica. Alleata della Spagna asburgica, seppe ritagliarsi un ruolo centrale nello scacchiere italiano ed europeo, tra crisi interne, guerre con Savoia e Francia, e rinnovate ambizioni marittime. Lungi dall’essere un secolo di decadenza, il Settecento genovese vide una sorprendente vitalità economica e portuale, preludio alla fine di uno Stato antico nelle forme ma ancora vitale nello spirito.

Vite leggendarie. I grandi protagonisti della storia greca. La Grecia classica
Giorgio Ieranò
Sonzogno
In libreria il 14 aprile

Dopo averci narrato le gesta di dèi ed eroi del mito, Giorgio Ieranò ci racconta le vite di uomini e donne realmente esistiti, che già agli occhi degli antichi avevano assunto, nel bene e nel male, un’aura esemplare. C’è Solone, il grande saggio: legislatore e poeta, ma anche padre di tutti i viaggiatori, che in Egitto ascolta dai sacerdoti la leggenda di Atlantide. C’è Pericle, simbolo della gloria di Atene, ma anche un leader contraddittorio, che incarnava al tempo stesso i luminosi ideali della democrazia e la brutale violenza dell’imperialismo. Ci sono i comandanti della grande guerra contro i persiani: lo spartano Leonida, caduto eroicamente nella battaglia delle Termopili con i suoi Trecento, e l’ateniese Temistocle, che dalla gloria del trionfo passerà all’umiliazione dell’esilio. Ma ci sono anche le donne, come la coltissima Aspasia o l’aristocratica Elpinice, che sono riuscite a far sentire la loro voce in un mondo dominato dai maschi. C’è Alcibiade, l’uomo più audace, spregiudicato e seducente che Atene abbia mai conosciuto. E poi Socrate, che di Alcibiade era stato l’amante, costretto a bere la cicuta perché accusato di corrompere i giovani. E Demostene, il ragazzo balbuziente che divenne il più grande oratore di tutti i tempi e morì combattendo per la libertà di Atene. Intanto il sipario calava sul mondo della Grecia classica e si annunciava un’epoca nuova, con l’avvento di Alessandro Magno: l’uomo che osò proclamarsi figlio di dio e trasformò la sua breve vita in una leggenda immortale. Rievocare queste vicende significa sfogliare le pagine più appassionanti della storia greca. Ma anche riscoprire il fascino di racconti che hanno plasmato il nostro immaginario e rispecchiano da sempre in modo formidabile splendori e miserie dell’esistenza umana.

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