Novità in libreria

TSD consiglia le novità in libreria a dicembre

Come accade quasi ogni anno, dicembre non è il mese più ricco per chi attende nuove uscite tra romanzi storici e saggi dedicati al passato. Il mercato editoriale rallenta, gli scaffali si riempiono più di classici natalizi che di novità, e trovare qualcosa di veramente nuovo richiede un po’ di ricerca. Eppure tsd non si è arreso: anche quest’anno abbiamo passato al setaccio le uscite del mese e siamo riusciti a scovare alcuni titoli che meritano attenzione, perfetti per chi ama storie radicate nella memoria, negli archivi e nelle pieghe della Storia.

Le tentazioni di un baronetto
Anthony Weymouth
Polillo
In libreria il 1° dicembre

Sir Jeremy Barron si è affermato come un titano dell’industria: le sue acciaierie hanno prosperato durante la Grande Guerra, la sua reputazione è immacolata, i suoi titoli onorifici si moltiplicano – baronetto, magistrato, presidente dell’ospedale locale e aspirante parlamentare. Sir Barron sembra proprio incarnare l’ideale dell’uomo d’affari, eppure, dietro questa facciata, si cela un predatore senza scrupoli che conduce una doppia vita fatta di liaison segrete e cinismo spietato. La sua ultima vittima? Averil Royston, la giovane segretaria con cui ha iniziato una relazione clandestina. Tutto sembra andare liscio per il baronetto, fino a quando la sua dimora di campagna diventa il teatro di un weekend fatale. Una notte, mentre i segreti di tutti gli ospiti si addensano come nebbia sui giardini inglesi, qualcuno spacca il cranio del baronetto nel suo letto. Ma chi? L’ispettore Treadgold di Scotland Yard arriva sulla scena con i suoi metodi poco ortodossi, spiazzando il sovrintendente locale. Ma dietro quell’apparenza eccentrica si nasconde una mente affilata come un bisturi e Treadgold intuisce che il caso affonda le radici in eventi dimenticati del passato, dove due complotti separati si sono intrecciati in una morsa fatale.

L’elisir di lunga vita-I segreti della principessa di Cadignan
Honoré de Balzac
Edizioni Theoria
In libreria il 1° dicembre

In questo volume vengono raccolte due novelle di Balzac. Ne “L’elisir di lunga vita” il ricco e debosciato Don Giovanni Belvidero è ossessionato dall’eterna giovinezza. Dopo aver tradito il padre sul letto di morte e aver ottenuto un elisir capace di prolungare la vita, Don Giovanni si gode tutti i piaceri possibili. Eppure non sa che, nonostante i suoi stratagemmi, pagherà a caro prezzo una vita egoista e decadente. “I segreti della principessa di Cadignan” racconta la storia di Diane de Maufrigneuse, un’affascinante aristocratica francese che per anni si è dedicata alla vita mondana. Alla ricerca di un nuovo rispetto sociale decide di sedurre uno scrittore solitario, Daniel d’Arthez, con risultati inaspettati.

La dama oscura
Lisa Beneventi
Nua
In libreria il 5 dicembre

1789. Dopo anni di prigionia nella Torre del Tempio, Madame Royale, unica superstite della famiglia reale di Francia, viene liberata grazie a uno scambio di prigionieri con l’Austria. Condotta alla corte di Vienna, la giovane principessa crede di aver ritrovato la libertà, ma il suo destino è appena iniziato.
Così si apre “Madame Royale”, primo volume della trilogia Il mistero della figlia del re. Il giorno seguente, però, una seconda carrozza lascia lo stesso albergo. A bordo, una fanciulla della stessa età e sorprendentemente somigliante alla principessa. Le due vetture percorrono strade diverse, trascinando con sé un segreto che cambierà la Storia. Nel secondo volume, “La Duchessa d’Angoulême Royale”, una delle due viene presentata alla corte austriaca, poi raggiunge lo zio Luigi XVIII nell’esilio di Mittau e sposa il duca d’Angoulême. L’altra, nascosta sotto il nome di Dama Oscura, vive tra fughe, incubi e la costante minaccia delle truppe napoleoniche. Chi delle due è la vera Madame Royale, figlia di Maria Antonietta e Luigi XVI? Chi è la donna che ha preso il suo posto? Nel terzo volume della trilogia, Il mistero della figlia del re raggiunge il suo culmine: tra inganni, identità scambiate e silenzi di corte, solo pochi sovrani conosceranno la verità su una delle figure più enigmatiche della storia francese.

Molto dipendeva dal futuro. Diari 1922-1974
Cecil Beaton
Neri Pozza
In libreria il 5 dicembre

È stato fotografo di regine e dive, ha rincorso Marilyn Monroe nella sua stanza d’albergo ubriacandola di parole e consumando tre rullini. È stato costumista, scenografo da Oscar, cronista socialite, dandy estenuato, artista mercuriale. Questo e molto di più è stato Cecil Beaton, che ha attraversato il Novecento e i suoi tanti mondi. Beaton conosceva e fotografava tutti, tutti conoscevano Beaton e si facevano fotografare da lui: i reali d’Inghilterra, Winston Churchill, Picasso, Greta Garbo, André Gide, Audrey Hepburn, Rudolf Nureev, i Rolling Stones. Vanitoso e sottile, favolosamente pettegolo e talvolta perfido, ha annotato in diari fluviali la sua esistenza, la sua arte, il suo secolo, dai Roaring Twenties al frastuono della guerra fino all’elegante disincanto della vecchiaia. Con sguardo acuto e teatrale su sé stesso e sull’intorno, ha riversato nelle sue cronache quotidiane introspezione e mondanità, ironia e malinconia: dietro gli scintillanti ricevimenti a Corte e i ritratti luminosi di Dietrich, Chanel o della giovane Elisabetta II, ha lasciato trapelare la sua vulnerabilità, la sua ossessione per la bellezza, che per tutta la vita ha tentato di sottrarre alla tirannia del tempo. Da quel fiume di scritti privati, Laura Grandi ha saputo costruire, con empatia e intelligenza, una autobiografia di Sir Cecil Beaton come non l’avete mai letta: oltre cinquant’anni di amicizie, viaggi, mirabolanti incontri, avventure creative, dalla voce sofisticata e contraddittoria di un grande protagonista della cultura britannica. Un ritratto in movimento di un’epoca irripetibile. La magnifica opera di un diarista eccentrico e meticoloso, in ogni momento consapevole che l’arte, come la vita, è palcoscenico.

Cantico delle creature
Francesco d’Assisi (san)
Garzanti
In libreria il 5 dicembre

«Quel che conosciamo di Francesco», ci ricorda Alberto Maggi nella sua prefazione, «è in parte una fabula, dove gli indiscutibili elementi storici si intrecciano con il mito, i fatti con la leggenda, gli eventi con la devozione.» Di certo, il Cantico, composto nel 1225-26, è il testo più noto dell’«uomo delle beatitudini», il suo testamento spirituale. È una suggestiva celebrazione del creatore attraverso la lode delle sue creature: il sole, la luna, le stelle, il vento, l’acqua, il fuoco, la terra. Nel creato Francesco contempla la sapienza, la potenza e la bontà di Dio, perché ogni essere vivente, ogni elemento ne porta la traccia. Dopo ottocento anni, questo inno alla bellezza del mondo e all’ordine divino che in esso si manifesta ci trasmette intatto il sentimento di una fraterna e gioiosa comunione con le altre creature, e ci esorta a considerare la natura non come un possesso esclusivo, ma come un dono prezioso da custodire e condividere.

Il muro di cenere
Beatrice Simonetti
Delrai Edizioni
In libreria il 12 dicembre

Berlino Est, 1963. Yannick Händler crede di essersi lasciato la guerra alle spalle, ma la città-prigione che lo circonda non permette redenzione. Le sue ferite non sanguinano più, ma parlano, e qualcuno sembra ascoltarle. Quando un omicidio scuote l’equilibrio fragile dell’apparato militare, Levi Repin, giovane soldato cresciuto nel culto dello Stato, si ritrova catapultato in una spirale di sospetti: qui ogni errore si paga con la vita, o peggio, con l’identità. Hedwig Hartmann, giovane donna sopravvissuta al passato, conosce il dolore e non ha più paura di guardarlo in faccia. Ma in una città dove ogni bussola morale è truccata, cercare la verità significa diventare un bersaglio. Tre destini intrecciati. Un regime che respira dietro ogni porta chiusa. E una domanda che nessuno può permettersi di fare ad alta voce: chi sopravvive davvero, in un luogo dove persino la memoria è controllata? “Il muro di cenere” è un romanzo che non concede tregua: scava nella memoria, tra le macerie della dignità umana e i silenzi che bruciano più del fuoco. Ogni pagina è un colpo inferto all’illusione di innocenza collettiva, ricordandoci che l’orrore non appartiene solo al passato, ma può insinuarsi ovunque, laddove l’indifferenza diventa complicità. Una storia che frantuma certezze, che costringe a guardare oltre la superficie e a riconoscere che, anche quando tutto sembra perduto, è nella resistenza del cuore che si cela l’ultima scintilla di luce.

Un riflesso nel buio. Un’indagine veneziana sulle tracce di Corto Maltese e del Baron Corvo
Marco Steiner
Cong Edizioni
In libreria il 15 dicembre

Un professore di disegno muore a Venezia in circostanze apparentemente naturali, ma l’indagine rivela misteri legati a simboli nascosti, identità doppie e inganni. A investigare sono il commissario friulano Matteo Truant e la collega veneziana Marina Moretti, che si muovono tra calli, archivi e presenze enigmatiche. Sullo sfondo emerge una Venezia segreta e simbolica, fatta di alchimia, arte e ombre, dove persino figure come Corto Maltese sembrano prendere vita. L’indagine diventa così un viaggio interiore nei misteri dell’identità e delle apparenze, in una città dove nulla scompare davvero.

L’impero del gelso. Ediz. numerata
Hensher Philip
Edizioni Settecolori
In libreria il 26 dicembre

Siamo nel 1830: il grande gioco fra Gran Bretagna e Russia per il potere e l’influenza in Asia centrale è in pieno svolgimento. Nel cavalcare verso Kabul, il giovane e ambizioso Alexander Burnes sventola la bandiera inglese, dopo aver dato un malinconico addio alla fanciulla amata, la nobile e anticonformista Bella Garraway. Da San Pietroburgo, intanto, è in viaggio verso la stessa meta l’egualmente giovane e ambizioso Yan Vitkevich. Entrambi vogliono ingraziarsi l’emiro Dost Mohammed, imperatore degli Afghani, e così facendo renderlo alleato, ovvero in prospettiva suddito, delle loro rispettive nazioni. Il cast di caratteri presente nel romanzo non si ferma però qui: ci sono ufficiali e mogli di ufficiali, avventurieri e agitatori, linguisti e archeologhi, uomini di fede e intrepidi credenti: una babele di lingue, di religioni, di usi e di costumi. Tanto l’Afghanistan si mantiene misterioso, tanto gli sforzi occidentali, perché anche la Russia qui è Occidente rispetto a quell’Oriente, si illudono di poterlo penetrare. Finirà in tragedia, ancor più sanguinosa in quanto fin dall’inizio annunciata e però dai diretti interessati non compresa. Se, come diceva Vladimir Nabokov, il romanziere dev’essere un raccontatore di storie, un insegnante e un incantatore, in “L’Impero del gelso” Philip Hensher è trionfalmente tutte e tre le cose. Mischiando abilmente realtà e fantasia, fonti storiche e fonti letterarie, Hensher conduce il lettore in un mondo affascinante quanto terribile che ha nella Prima guerra afghana il suo culmine. Amore, morte, passione, cecità, odio, fedeltà e memoria ne scandiscono le pagine e fanno di “L’Impero del gelso” un capolavoro che sfida il tempo. Edizione numerata da 1 a 1000.

De oratore. Testo latino a fronte. Ediz. bilingue
Marco Tullio Cicerone
Rusconi
In libreria il 31 dicembre

Il de oratore simula il resoconto di una discussione sulla figura dell’oratore tenutasi nella villa di Crasso a Tusculum tra il padrone di casa e i suoi ospiti durante i Ludi Romani del 91 a.C. alla vigilia della guerra sociale: vi partecipano Marco Antonio, Scevola l’Augure e i due giovani Sulpicio e Cotta, ai quali si aggiungeranno Lutazio Catulo e Cesare Strabone in apertura del II libro. Distinto in due momenti, il dibattito mette a fuoco nel I libro il profilo dell’oratore e la natura dell’eloquenza rispetto al sistema dei saperi e alla funzione sociale. Si oppongono due visioni incarnate dai due protagonisti: l’una più idealistica, incline ad assegnare all’oratore una conoscenza universale e a intendere l’eloquenza come la scienza del parlare bene di ogni argomento (Crasso), l’altra più pragmatica, sensibile agli aspetti tecnici e a considerare l’oratoria come una mera arte della persuasione (Antonio). Sotto l’incalzare delle domande dei più giovani, Crasso e Antonio illustrano la dottrina retorica dopo essersi ripartiti i ruoli in base alle proprie attitudini e ai compiti dell’oratore.

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