Novità in libreria

TSD consiglia le novità in uscita nel mese di marzo – prima parte

L’ultima luce del faro
Francesco Falconi
Sette chiavi
In libreria il 22 febbraio

È l’alba del 27 marzo del 1941. I coniugi Woolf si sono ritirati da pochi giorni nella loro casa di campagna Monk’s House di Rodmell del Sussex per provare a sfuggire alle atrocità della guerra che imperversa nelle strade di Londra. Quando Virginia Woolf si sveglia di soprassalto, si trova avvolta nella penombra, imbavagliata e legata a una sedia. Di fronte a lei c’è una scrivania, proprio sotto a una finestra spalancata. Poco distante, riversi sul pavimento, ci sono i cadaveri di due donne dal volto coperto. La scrittrice si ritrova a vivere un’allucinazione, in un susseguirsi di ricordi che si animano e prendono vita tra Londra, la Cornovaglia e il Sussex, costretta a fare i conti con il suo passato e una verità inaccettabile. L’ultima.

L’impero di ferro
Debra May Macleod
Tre60
In libreria il 23 febbraio

Roma, 18 a.C. Da quando Pomponia è stata insignita del titolo di Vestalis Maxima ha guidato il suo ordine attraverso eventi cruciali per Roma: dalla caduta della Repubblica alla nascita dell’Impero. La sua intelligenza e la sua umanità hanno elevato le sacerdotesse di Vesta a posizioni di prestigio senza precedenti, mentre la sua amicizia con Ottaviano Augusto le ha permesso di vivere una vita di influenza politica e di privilegi.
La sua illusione di sicurezza, tuttavia, viene presto infranta da un nemico spietato e assetato di potere che nell’ombra trama non solo contro di lei, ma anche contro l’imperatore. E quando l’ordine delle vestali precipita, per cause accidentali, in una crisi profonda, Pomponia non può contare altro che sul sostegno dei suoi schiavi e di un auriga ribelle, mentre la complessa relazione con la sua protetta, Quintina, porta alla luce dolorosi segreti. Di fronte ad avversari senza scrupoli e a minacce sempre più insidiose, Pomponia dovrà essere disposta a sacrificare tutto pur di proteggere il suo ruolo, l’ordine delle vestali e la vita di tutti coloro che le sono devoti.

Per mille camicette al giorno
Serena Ballista
Orecchio Acerbo
In libreria il 23 febbraio

1911: La Triangle Waist Company occupa i tre piani più alti dell’Asch Building di New York. La compagnia produce camicette e occupa circa 500 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate. Il 25 marzo scoppia un incendio. I proprietari si mettono in salvo e lasciano morire le donne e gli uomini intrappolati. L’incendio fa 146 vittime di cui 129 giovani donne italiane ed ebree dell’Europa orientale. 62 di loro muoiono lanciandosi dalle finestre. Il racconto del più grave incidente industriale della storia di New York, per voce di una di quelle camicette che, esposta in una vetrina davanti al grattacielo, vede tutto e tutto sa. Le sue parole illuminano sulle condizioni di sfruttamento delle lavoratrici, ma anche sulle lotte per l’emancipazione delle donne. Età di lettura: da 8 anni.

Antichi viaggi per mare
Federica Cordano
Edizioni Studio Tesi
In libreria il 23 febbraio

“Periplo” è un nome usato in letteratura greca per indicare la descrizione dei porti di un determinato mare, con le indicazioni utili alla navigazione, talora con notizie etnografiche e sulle forme di vita politica e religiosa. Questa antologia, oggi introvabile, raccoglie i più noti peripli greci e fenici che riguardano itinerari marittimi costieri nel Mediterraneo, nel Mar Rosso, nel Mar Nero e nell’Atlantico, oltre le Colonne d’Ercole, fornendoci minuziosi resoconti, racconti delle terre costeggiate, delle distanze coperte, delle giornate di navigazione. Un affascinante spaccato delle conoscenze geografiche possedute dall’uomo tra il VI secolo a.C. e il IV secolo d.C.

Vespasiano
Armando Marcone
Salerno Editrice
In libreria il 23 febbraio

Nato in un villaggio dell’Alta Sabina da una famiglia estranea alla vita politica romana, Vespasiano fu imperatore inaspettato. Riuscì a trarre vantaggio dalle competenze militari di cui diede prova nella guerra di Giudea e con un’attenta strategia si assicurò consensi nell’esercito e in politica. Agli eccessi dei Giulio-Claudi contrappose la modestia, chiave del successo del suo principato. Tra le pagine di questo libro riviviamo le tappe della sua ascesa e la determinazione con la quale elaborò il suo progetto dinastico.

Il soldato
Carlo Cassola
Mondadori
In libreria il 27 febbraio

Sul finire degli anni Trenta, mentre all’orizzonte rumoreggia già la guerra, un giovane lombardo, Mario Ghersi, si trova a svolgere il servizio militare in un paesino del Meridione, dove si innamora di una ragazza del posto, Rita; la natura volubile e in qualche modo selvaggiamente libera della donna renderà impossibile per il soldato portare avanti una storia d’amore che rimarrà solo accennata. Altrettanto incompiuta è la relazione di Rosa Gagliardi con il fidanzato, per ben diversi motivi: il ragazzo infatti muore in Libia nella battaglia di Sciara Sciat. Protagoniste dei due lunghi racconti qui riuniti e già pubblicati assieme nel 1958, Rita e Rosa non potrebbero essere più diverse, eppure le accomuna un unico destino di solitudine e disillusione; soprattutto, a legare le loro vicende essenziali, la nitidissima narrazione di Cassola che, come scrive Massimo Onofri, «ci appare sempre come un atto di obbedienza alla vita, di modo che nella limpidezza di superficie possa affiorare ciò che giace nel buio dei fondali».

La leggenda di Anita
Enrico Brizzi
Ponte alle Grazie
In libreria il 27 febbraio

Impero del Brasile, prima metà dell’Ottocento. Nella cittadina di Laguna, popolata da un pugno di ricchi proprietari, una schiera di pionieri e una massa di diseredati, una bambina sogna. Si chiama Ana Maria Ribeiro, è vivace e coraggiosa, vuole seguire suo padre attraverso le montagne coperte di foresta, verso l’altipiano dove per l’intera stagione si accompagnano le mandrie al pascolo. Però questo non è un sogno adatto a una brava ragazza, soprattutto se, come Anita, è una figlia del popolo a cui è impossibile perfino andare a scuola. Costretta a sposarsi giovanissima, Anita mette da parte i desideri, ma non li dimentica, né spegne il suo senso di giustizia: perché qualcuno nasce ricco, qualcun altro stenta tutta la vita, e altri ancora si ritrovano venduti come schiavi? Idee nuove si fanno largo con forza e il fuoco della rivoluzione arriva anche a Laguna. Poi, una notte diversa da tutte le altre, il destino spinge contro la costa la nave di un giovane combattente arrivato da lontano, Giuseppe Garibaldi. La vicenda umana di Anita ha molto di leggendario: incarna la forza irresistibile che ha spinto al cambiamento i popoli di mezzo mondo. Ma a lungo la sua figura è stata messa in ombra da quella ben più celebrata del suo compagno d’amore e di lotta, e adattata a una narrazione che attribuisce l’eroismo a una sola parte. Questo libro racconta con stile caldo e coinvolgente ciò che i libri di storia hanno sempre taciuto: l’infanzia e la giovinezza di Anita, il suo spirito ribelle, l’intelligenza unita alla voglia di riscatto. L’autore evoca la giovane sognatrice e l’adolescente rivoluzionaria, la segue nel suo tumultuoso destino di madre e combattente, e la racconta come parte di una grande storia personale e universale. Anita si trasforma a un tempo in un modello per le ragazze di oggi e in un’amica della quale contemplare un’antica fotografia, una donna straordinaria capace di unire popoli e mondi in nome della libertà.

Matteotti e Mussolini: vite parallele
Mimmo Franzinelli
Mondadori
In libreria il 27 febbraio

A un secolo dal delitto Matteotti, il ricordo del deputato socialista rischia di rimanere confinato alle terribili modalità della sua morte, che hanno fatto di lui un’icona del martirio. A ciò si è aggiunta l’evocazione di una poco convincente pista affaristica sulle ragioni dell’omicidio, che in realtà fu la risposta di Mussolini all’intollerabile sfida di quel tenace e inflessibile avversario che in Parlamento lo contrastava efficacemente. È dunque rimasto trascurato e poco conosciuto il vero Matteotti: il politico animato da un intransigente progetto riformista, il coerente assertore di una lungimirante visione internazionalista, il leader che si espone anche per i tanti compagni defilatisi quando la lotta diviene senza risparmio di colpi.
Questo libro, frutto di una lunga ricerca su documentazione d’epoca, ricostruisce fin nei dettagli la figura di Giacomo Matteotti nella dimensione famigliare, nell’affermazione sulla scena nazionale quale implacabile oppositore dell’illegalismo fascista e – prima ancora – del massimalismo socialista. Ma non solo. In parallelo, quasi in un gioco di specchi, il volume illustra i significativi intrecci personali e politici con l’itinerario di Benito Mussolini, dall’iniziale collocazione in area socialista e dalle comuni pulsioni antimilitariste, e poi nelle diversificazioni dinanzi alla Grande Guerra, con una contrapposizione costante e irreversibile sino al tragico epilogo. La ricostruzione di Franzinelli va ben oltre l’arco temporale della vita di Matteotti: segue infatti le tracce degli assassini, approfondisce personalità e ruolo di esecutori e complici, individua i solerti depistatori ed esamina la (momentanea) disgregazione del blocco mussoliniano provocata dallo sdegno per il delitto, spiega le modalità di superamento della più grave crisi politica del Ventennio, svela le mistificazioni del processo alla «Ceka del Viminale» e porta alla luce il persistente legame tra il duce e il gruppo criminale cui commissionò l’eliminazione di quel suo nemico giurato.
Un testo documentato e avvincente, che si leva al di sopra dei cliché sulla tragica fine del deputato socialista e dal quale emergono le variegate sfaccettature della personalità di Giacomo Matteotti, un politico che guardava all’avvenire e il cui insegnamento conserva aspetti di persistente attualità.

I prigionieri della fortezza nazista
Robert Verkaik
Newton Compton
In libreria il 27 febbraio

La storia vera e mai raccontata dell’uomo che impedì alle spie naziste di vincere la guerra
La fortezza di Colditz, stando a quanto affermano i tedeschi, è inespugnabile. Il carcere più sicuro d’Europa, perfetto per rinchiudere i nemici. Ma, nel pieno della Seconda guerra mondiale,
la posta in gioco è ogni giorno più alta e gli ufficiali inglesi sono pronti a tutto per proteggere i loro segreti. Hanno messo a punto un piano di evasione ingegnoso e rocambolesco per salvarsi da quell’inferno senza uscita, e per metterlo in atto possono contare sull’aiuto prezioso dei due agenti più brillanti dell’MI9: il capitano Julius Green e il sergente John “Busty” Brown. Proprio quando sono pronti a entrare in azione la Gestapo, nel tentativo di ottenere informazioni preziose e arginare qualsiasi iniziativa, piazza una spia tra i detenuti. È l’infiltrato perfetto: così insospettabile da mettere a repentaglio la riuscita dell’intera missione…
Una storia straordinaria e mai raccontata, che accende una luce inedita sugli sviluppi della Seconda guerra mondiale.

Germanico
Valerio Massimo Manfredi
Mondadori
In libreria il 27 febbraio

Mai era accaduto prima nella storia di Roma che due giovani dell’aristocrazia si amassero in modo così incondizionato. Dal momento in cui, giovanissimi, si riconosceranno come spiriti affini, Germanico e Agrippina non si separeranno più. Il vincolo che li unisce, del resto, è il coronamento di una grande passione, non certo un impegno formale determinato da convenienze politiche. Quando il giovane comandante è chiamato a guidare le otto legioni stanziate lungo il fiume Reno per riscattare il nome dell’Impero dopo la disfatta di Teutoburgo, Agrippina decide di seguirlo in Germania. Nonostante sia incinta, partecipa da protagonista alla vita dell’accampamento, rivelando presto un ascendente sui soldati superiore persino a quello del marito. Fieri, impavidi, volitivi, entrambi sembrano dei predestinati: se Germanico, figlio del valoroso comandante Druso, è l’uomo più indicato a succedere al vecchio imperatore Augusto, di cui è il pupillo, Agrippina, figlia di Marco Vipsanio Agrippa, l’eroe di Azio, ma soprattutto nipote di Augusto, rappresenta l’esempio più fulgido della matrona romana. Eppure, alla morte di Augusto per loro le cose si mettono male. Nel testamento l’imperatore ha designato il figliastro Tiberio come suo successore. Livia, sua madre – avversaria di Agrippina –, che ha sempre agito perché il marito favorisse il figlio Tiberio, detiene adesso un potere illimitato. Amati dalla gente e dai soldati così come temuti dal potere, Germanico e Agrippina accetteranno con spavalda consapevolezza il loro destino. Anni dopo la loro morte, sarà il centurione Quinto Sergio Sabino – un leale servitore dello Stato che ha avuto la ventura di essere testimone delle loro gesta – a raccontare nelle sue memorie chi furono l’imperatore mancato e la sua sposa guerriera, e in che modo Tiberio e Livia si accanirono su di loro. Con il rigore dello storico e la capacità affabulatoria del grande narratore, Valerio Massimo Manfredi fa ritorno ai luoghi di Teutoburgo, regalandoci il ritratto indimenticabile di due figure epiche, Germanico e Agrippina, e mettendo in scena la battaglia campale di Idistaviso, l’evento che segnerà il riscatto dell’esercito romano sui Germani, e che conferirà a Germanico la gloria immortale di cui gode presso la posterità.

L’ira di Dio
Costanza DiQuattro
Baldini+Castoldi
In libreria il 27 febbraio

Il Seicento volge quasi al termine, laggiù a Ibla, terra di Santa Inquisizione e governatori regi, notabili e viddani, vecchie zitelle e prostitute lise. La terra dove padre Bernardo, uomo dai moti secolari più che claustrali, «dominato dalle passioni eppure vinto dalle responsabilità», amministra una piccola chiesa celebrando messa senza slancio né vocazione. È la terra dove lui troverà l’amore, più che in Dio in Tresina, la perpetua redenta con il cuore grande e la risata lieta, lei che «infinitamente donna» gli farà il regalo più grande. Eppure, sullo sfondo di una fugace e momentanea felicità, aleggia un antico rancore, professato da un «dimonio» di madre che, timorata e luttuosa, mai gli ha perdonato errori adulti e bambini. Così, in un crescendo incontrollato di sentimenti contrastanti, senso del dovere e bramosia di dar seguito alle passioni, Bernardo diventa testimone di un evento distruttivo ed epocale, il grande terremoto dell’11 gennaio 1693, che segnerà la sua esistenza riducendola a fede macilenta, rovina e silenzio. In un ordito sapiente di realtà e fantasia, questo è il ritratto di un uomo straziato tra dubbio e rinascita, che della resilienza fa il proprio riscatto, scorgendo nel passato irrisolto la promessa di un nuovo futuro. Sullo sfondo, la Sicilia che l’autrice come sempre sa raccontare: calda e sanguigna, dissoluta e antica, qui più densa e ferita, ma ancora umana come nessuna.

Mercenari
Domenico Vecchioni
Diarkos
In libreria il 28 febbraio

La storia del mercenariato è la storia della guerra. Dai Diecimila guerrieri greci andati a combattere in Asia sotto le insegne di Ciro il giovane ai moderni contractors delle compagnie private americane e russe, il mestiere delle armi – offerte al miglior offerente – si è reso protagonista ovunque un campo di battaglia avesse bisogno dei suoi servizi: versare sangue, il proprio e quello del nemico, per una paga, o semplicemente un bottino. Come, nel Medioevo, la Guardia variaga dell’imperatore di Bisanzio, composta da guerrieri vichinghi, o nel Rinascimento le italiche compagnie di ventura, guidate da celebri condottieri al soldo del Principe, passando per i sanguinari lanzichenecchi tedeschi e i famigerati quadrati svizzeri. Con l’ascesa dello Stato moderno, e quindi degli Eserciti nazionali, i professionisti della guerra perdono terreno, per poi riemergere dalla seconda metà del XX secolo nei conflitti decoloniali, nelle guerre civili e nelle “società di sicurezza”. Il “soldato di fortuna” è tornato di recente al centro dell’iniziativa bellica, dai teatri dell’Africa a quello ucraino, apparentemente deciso a restarci e ad accompagnare le tragiche trasformazioni della guerra. Domenico Vecchioni racconta non solo la storia, ma le storie dei mercenari, del loro impiego nelle situazioni più eclatanti e del loro attuale inquadramento giuridico, con riferimento alle particolari situazioni esistenti nei principali Paesi, con ritratti di uomini (il francese Bob Denard, il tedesco Siegfried Muller, l’italiano Daniele Zanata, il britannico Michael Hoare, e tanti altri) dalla vita avventurosa, complicata, piena di colpi di scena e che vale senz’altro la pena di raccontare.

Tutto questo fuoco
Angeles Caso
Marcos y Marcos
In libreria il 28 febbraio

Crescono isolate, senza madre, in una canonica ai margini della brughiera. Soprattutto sono donne, e nell’Inghilterra vittoriana le donne devono solo sposarsi e fare figli. Sottomissione e bellezza, possibilmente un degno patrimonio, servono a conquistarsi un buon partito. Charlotte, Emily e Anne Brontë non sono certo ricche, la loro bellezza non rispetta i canoni dell’epoca; di sottomettersi a un uomo, poi, neanche a parlarne. Nutrono, per di più, una strana passione. Fin da bambine, ogni pomeriggio nella piccola sala da pranzo della canonica, tirano fuori gli scrittoi, affilano le penne e scrivono. Non si fermano qui; le tre sorelle Brontë, senza nessuna protezione, contro tutto, riescono a pubblicare. E quando pubblicano, sfondano. Non è un successo passeggero: Jane Eyre e Cime tempestose restano tra i romanzi fondamentali della letteratura mondiale. La signora di Wildfell Hall è un romanzo scandalosamente femminista, sempre più apprezzato. Come hanno fatto, le sorelle Brontë? Da dove viene, tutto questo fuoco?

L’islandese che sapeva raccontare storie
Marianna Bruno
Iperborea
In libreria il 28 febbraio

Nell’Europa medievale l’Islanda è l’unico paese senza una monarchia, eppure i suoi abitanti, che siano mercanti, pellegrini o curiosi navigatori, all’estero visitano terre di re e regine. Come può destreggiarsi in quei paesi un popolo che non è abituato alle buone maniere dei cortigiani? «Poco socievoli», ma anche «impavidi» e soprattutto «astuti»: al cospetto dei sovrani stranieri così si mostrano gli islandesi, abilissimi nell’arte della parola, quella in versi e in prosa. Ma tutt’altro che diplomatici: schietti, insolenti e a volte offensivi, si cacciano in mille guai e avventure, che riescono a superare grazie alle loro virtù morali di buoni cristiani e alla loro parlantina. Sono queste le peripezie tramandate nei þættir, anonimi e brevi spin-off delle saghe che alla tragicità sostituiscono l’ironia e alla leggenda la fiaba, con tanto di prove da superare, aiuti magici e creature mitiche. Così Auðunn attraversa indenne le corti scandinave grazie all’orso polare che ha comprato in Groenlandia, mentre Þorsteinn il Curioso supera a nuoto il serpente marino a guardia di un’isola miracolosa. E tra sovrani furiosi e visioni di santi, idoli pagani che si trasformano in demoni e maledizioni sami, c’è spazio anche per i sentimenti dei protagonisti, che siano assetati di vendetta, codardi o amanti delusi alla ricerca di un buon amico con cui sfogarsi. Una raccolta di racconti inediti attinti dall’enorme patrimonio narrativo islandese che, con prosa asciutta, dialoghi serrati e modi boccacceschi, restituiscono il volto più scanzonato di un popolo capace di salvarsi la pelle con un’ascia robusta, ma anche con una poesia ben recitata.

Le tenebre
Michele Lucchetti
Transeuropa
In libreria il 29 febbraio

Adelano, 22 luglio 1944: il comandante garibaldino Facio dirige il plotone di fucilazione contro sé stesso in esecuzione della sentenza pronunciata nella notte dal tribunale rivoluzionario. Una morte leggendaria che pone termine alla sua breve e indimenticata vicenda umana. Da allora le ricostruzioni storiche, le ipotesi, le invettive hanno fatto scorrere i proverbiali fiumi di inchiostro. A Facio (musicista, attore e romanziere egli stesso), dopo avere indossato i panni del novello Fabrizio del Dongo in occasione della sua spericolata fuga dalla Cittadella di Parma e quelli dell’eroe epico nella Battaglia del Lago Santo (uno degli episodi più emozionanti dell’intera storia della resistenza europea al nazifascismo), capitò infine di vestire nientemeno che la tunica insanguinata di Cristo al Calvario, lui comunista ateo, lui che conobbe il sacrificio e il tradimento.

Le lettere di Platone
Giorgio Pasquali
Neri Pozza
In libreria il 1° marzo

Quando Giorgio Pasquali, certamente uno dei massimi autori della cultura italiana del Novecento, pubblica “Le Lettere di Platone”, ha appena compiuto 43 anni ed è quindi nella sua piena maturità. Il libro va letto insieme a “Storia della tradizione e critica del testo”, pubblicato quattro anni prima, e a “Preistoria della poesia romana” (1936) ed è, come questi, un libro unitario e non una raccolta di articoli. Ed è in questo libro, più che negli altri due, che è dato misurare la ricchezza e la varietà degli interessi di un filologo, che, nei quattro volumi delle “Pagine stravaganti”, ci ha lasciato alcuni fra gli esempi supremi della prosa letteraria del Novecento. A differenza che nei primi due, nel libro su Platone il referente primo non è, infatti, la filologia, ma il pensiero nella sua inaggirabile relazione alla storia e alla politica. Così, nella sezione certamente più importante, quella dedicata alla Settima lettera, Pasquali scrive – sono le sue parole – «un capitolo nuovo di storia siciliana» e, insieme, per dipanare i fili di cui è intessuta la lettera, un breve ma prezioso trattato sulla politica greca nel IV secolo a.C. E forse nulla testimonia dell’orgoglio e, insieme, dell’umiltà così caratteristici della sua mente, come le parole che concludono la prefazione: «Allontanarmi da Platone m’è grave, perché so di non aver mai avuto contatto con uno spirito più alto».

La scala a chiocciola
Mary Roberts Rinehart
Polillo
In libreria il 1° marzo

Romanzo d’esordio di Mary Roberts Rinehart, una delle più importanti e prolifiche autrici americane di mystery, La scala a chiocciola (1908) è ancora oggi, insieme a L’uomo nella cuccetta n. 10 (I bassotti n. 18), un best seller. La storia è ambientata in una villa di campagna del New England che una signora di mezza età, Rachel Innes, affitta per trascorrervi le vacanze estive insieme ai due nipoti, Gertrude e Halsey, e alla fida domestica Liddy. Ben presto, però, si accorge che nell’abitazione c’è qualcosa che non va. Strani rumori notturni, improvvise apparizioni alle finestre, misteriose visite, sembra quasi che la casa sia popolata di fantasmi. Ma i fantasmi, si sa, non sono assassini, e quando una notte Rachel scopre ai piedi della scala a chiocciola il cadavere di un giovane uomo ucciso con un colpo di pistola, si rende conto che il pericolo è ben più grave. Sarà solo dopo numerose altre morti e alcuni avvenimenti apparentemente inspiegabili che i vari misteri saranno risolti. Il libro è stato inserito sia nell’elenco dei 100 migliori mystery di tutti i tempi compilato dal critico inglese H. R. F. Keating, sia in quello delle pietre miliari del giallo stilato da Howard Haycraft ed Ellery Queen.

Il piano inclinato
Carmen de Burgos
Le Lettere
In libreria il 1° marzo

Romanzo femminista tra i più duri e rivendicativi dell’autrice “Colombine”, narra la tragica vicenda di Isabel, ragazza piccolo borghese caduta in disgrazia dopo la morte dei genitori, contornata dalle storie di altre donne comuni in lotta per sopravvivere nella Madrid del primo ’900, in rapida e forte espansione industriale e commerciale. Ognuna di loro incarna il tipo dell’“ingenua” e della “sconfitta”, d’ispirazione naturalista. Il Bildungsroman di Isabel dimostra che la donna “moderna” ‒ istruita, lavoratrice, indipendente, cosciente dei propri diritti e doveri, compresi il matrimonio e la maternità ‒ non ha ancora diritto di cittadinanza nell’anchilosata, spietata e maschilista società in cui vive.

L’arte di tacere
Joseph A. Dinouart
Edizioni Theoria
In libreria il 1° marzo

L’arte di tacere è un trattato sull’importanza del silenzio, scritto dall’abate Joseph-Antoine Dinouart nel 1771 e pubblicato per la prima volta a Parigi. Dinouart elogia il silenzio definendolo un’importante virtù con cui poter migliorare la propria vita e approfondire le proprie capacità come il pensiero, la concentrazione e la comunicazione, evitando conflitti e permettendo di restare in contatto con la propria spiritualità. Il trattato è diviso in tre parti: nella prima, discute dei benefici del silenzio in generale; nella seconda, fornisce consigli pratici su come imparare a tacere; nella terza, parla dell’applicazione del silenzio in diversi contesti, come la vita sociale, professionale e spirituale. L’arte di tacere è un’opera scritta in un linguaggio semplice e scorrevole ed è ricca di spunti che trovano ancora oggi riscontro nella vita di tutti i giorni.

Memorie di un pazzo
Gustave Flaubert
Edizioni Theoria
In libreria il 1° marzo

Memorie di un pazzo (Mémoires d’un fou) è un romanzo breve in parte autobiografico di Gustave Flaubert, scritto nel 1838 ma pubblicato solo nel 1900. Narrato in prima persona, racconta di un giovane uomo timido e introverso che si sente diverso dagli altri. La svolta avviene quando, durante una vacanza sulle coste della Normandia, incontra una donna bella, affascinante e intelligente, Maria, e se ne innamora perdutamente, nonostante lei sia sposata. Per questo, il suo amore impossibile lo porterà alla pazzia. Memorie di un pazzo è un romanzo psicologico in cui Flaubert descrive con maestria la lenta discesa del protagonista nella follia tormentata da angosce e delusioni.

Un santo in famiglia
Alessandro Barbero
Rosemberg & Sellier
In libreria il 1° marzo

La chiamata di Dio può mettere un giovane in opposizione al volere dei genitori? Quale strada dovrà scegliere chi desidera salvarsi? A questo dilemma le scritture rispondono in modo vistosamente contraddittorio. Fin dal Medioevo monaci e chierici hanno riflettuto sul fragile e controverso rapporto tra solidarietà familiari e vocazione religiosa, tra affettività e santità, giungendo a conclusioni opposte e non di rado sorprendenti. La lettura dei testi agiografici – che celebravano la grandezza del santo e offrivano ai credenti un modello da imitare nella vita quotidiana – offre al nostro sguardo le fasi alterne di questa riflessione, dall’età gregoriana a Francesco d’Assisi e Caterina da Siena. Un percorso affascinante che rivela le profonde trasformazioni conosciute non solo dalla religione cristiana, ma da tutta la società europea nel corso del millennio medievale.

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