Narrativa recensioni

Pilato. Indagine sull’uomo che uccise Gesù – Massimo Centini

Recensione a cura di Roberto Orsi

Massimo Centini, laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, ha pubblicato nel 2021 questo saggio con la Edizioni Terra Santa, su un personaggio enigmatico e sfuggente quanto affascinante della nostra Storia: Ponzio Pilato.

A tutti è noto il suo gesto più eclatante e simbolico, quel “lavarsi le mani” davanti alla folla inferocita che chiede la crocifissione di Gesù Cristo, reso di essersi proclamato Re dei Giudei. Un gesto che va dall’indifferenza alla mancanza di coraggio, dalla codardia all’incapacità di prendere una decisione così delicata.

“La figura di Pilato è stata contrassegnata da un’aura che ha in sé qualcosa di più temibile, di più squallido della mera malvagità. Con la fuga dalle proprie responsabilità, il procuratore ha di fatto incarnato la pochezza di chi, non decidendo, si abbandona al comodo delirio dell’ingiustizia, in cui spesso sono gli innocenti e gli indifesi a subire le conseguenze degli eventi.”

Pilato che diventa l’emblema anche oggi di coloro che non assumono una posizione concreta in un processo decisionale. Partendo da questi presupposti, dall’immaginario collettivo che ha ammantato la figura di Ponzio Pilato nel corso dei secoli, l’autore propone un’indagine completa che scandaglia i documenti in nostro possesso, tra i canonici e gli apocrifi.

Attraverso lo studio di innumerevoli fonti, di scritti antichi e più moderni, di scoperte e ritrovamenti archeologici, Centini ridisegna la figura di Ponzio Pilato, prova a spiegare le motivazioni dei suoi gesti con un’analisi più ampia del contesto storico in cui si trovò a operare.

Considerato dai coevi come un “uomo implacabile, senza riguardi e ostinato”, animato da un antigiudaismo a lui trasmesso dal romano Seiano, fin dall’inizio del suo mandato come procuratore in Giudea, ebbe più di un motivo di scontro con il popolo locale e i sacerdoti ebraici. Quegli stessi sacerdoti che gli consegnarono Gesù per una condanna a morte, minacciati dalla sua capacità di persuasione e dalla grande folla che ormai lo seguiva.

“Un personaggio di grande interesse all’interno dell’inarrestabile progetto salvifico in cui fu cardine tra due mondi molto diversi. Mondi forse incapaci di dialogare, ma che a monte erano tormentati da identiche domande. Da una sola ricerca: la verità.”

In una serie di capitoli uno più interessante dell’altro, l’autore analizza gli aspetti antropologici, culturali, politici e sociali degli anni in cui Gesù visse e predicò. L’analisi dei testi canonici si affianca a quella dei documenti apocrifi che aggiungono, supportano o modificano dettagli anche minimi ma capaci di dare una differente impronta al senso della Storia.

Partendo dal presupposto che i documenti storici scarseggiano e le evidenze materiali della vita di Ponzio Pilato e del suo ruolo di prefetto e procuratore di Giudea sono veramente poche, la figura di questo personaggio sfuma nei meandri della Storia. 

“Pilato crudele e Pilato cristiano si trovano così a convivere a stretto contatto, giocando il loro ruolo accanto a tutta una serie di personaggi tratti dalle fonti canoniche ma rivestiti di leggenda.”

Attorno a lui, una miriade di personaggi che l’autore analizza in questo saggio: da Erode il Grande all’imperatore Tiberio, da Erode Antipa ai sacerdoti Anna e Caifa che giocarono un ruolo fondamentale nel processo al Cristo.

Un processo che viene sviscerato dal punto di vista legale, prendendo in esame le leggi e le consuetudini del tempo nelle province romane: si analizza la condanna a morte perpetrata ai danni di Gesù attraverso la corretta definizione dei ruoli del Sinedrio di Gerusalemme, del prefetto Pilato e del tetrarca Erode a cui lo stesso Pilato chiese supporto.

La Giudea era la provincia che i romani osservavano con maggiore attenzione e sospetto a causa di possibili rivolte. Un territorio diviso in tante fazioni dai farisei agli zeloti, dai sadducei agli esseni, dove l’instabilità politica e sociale risulta minata dagli insegnamenti di Gesù.

“L’attesa di un liberatore che potesse sciogliere i nodi della schiavitù era un motivo ricorrente nelle sperazne dei giudei.”

Un ordine costituito minacciato da queste predicazioni, dal numero sempre maggiore di seguaci consapevoli di poter ottenere un Mondo Nuovo. Una minaccia per la religione ebrea ma anche per la dominazione romana.

La condanna di Gesù: quanto fu una macchinazione giudea e quanto invece una decisione voluta da Pilato stesso che cercò in ogni modo di non macchiarsi le mani del sangue del Cristo? Interrogativi ancora non completamente risolti che si vanno a sommare ad altri eventi permeati di mistero e misticismo: la veridicità della Sacra Sindone o del Velo della Veronica, le tante reliquie che nel corso dei secoli furono oggetto di venerazione e commercio.

L’impianto storico si innesta in quello religioso, laddove verità e fede si congiungono e diventano indissolubili. Dove non è più facile coglierne la linea di demarcazione.

Le pagine del saggio provano a districare una matassa molto complicata a partire dalle datazioni dei vari eventi che la caratterizzano: basti pensare alla difficoltà nell’identificare con precisione la nascita di Gesù. Diversi studi la collocano intorno al 6-5 a.C., qualche anno prima della canonica data considerata dall’avvio del calendario Gregoriano.

E come questo, tanti altri eventi e vicissitudini legate al culto religioso cristiano vengono analizzati da Centini con un doveroso rigor logico, senza mai scendere in giudizi influenzati dal dogma cattolico. Un saggio molto interessante e utile a chi vuole approfondire questo passaggio cruciale della Storia antica, probabilmente un pochino ostico in certi passaggi, ma nel complesso splendido con un approccio più critico alla vita di un personaggio sospeso tra la Storia e il mito.

Editore ‏ : ‎ TS – Terra Santa (11 marzo 2021)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 304 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8862408420
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8862408424
Link d’acquisto cartaceo: Pilato
Link d’acquisto e-book: Pilato

Descrizione

Nel corso del suo mandato in Palestina, Ponzio Pilato fu chiamato a giudicare un “profeta” la cui vita e morte avrebbero acquisito un valore straordinario per le generazioni future. Un’icona parlante che non sarebbe sbiadita sui bracci della croce. Quel profeta, Gesù di Nazareth, fu condannato alla crocifissione dal procuratore di Giudea secondo la legge romana, ma quale peso ebbero i sacerdoti ebrei? E ancora: che ruolo giocò la moglie di Pilato, Claudia Procula, che lo stesso Vangelo ci dice fu turbata in sogno da quell'”uomo giusto”? E quale parte svolse Erode? Perché, dopo la crocifissione, Pilato fu richiamato a Roma? Vi giunse davvero oppure fuggì in un altro Paese, dove si suicidò? Tra storia e memoria, archeologia e leggenda, un racconto avvincente in cui si susseguono colpi di scena, incontri straordinari, indizi misteriosi e testimonianze incontrovertibili. Un’inchiesta attraverso secoli di storia, miti e tradizioni popolari per fare luce sull’uomo, santo e maledetto, che processò Gesù.

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