Narrativa recensioni

L’ospite della camera 201 – Andrea Fazzini

Recensione a cura di Roberto Orsi

“Per glorificare l’asse guerresco Roma-Berlino-Tokyo i fieri padri fascisti usavano chiamare i neonati maschi “Roberto”, così che dal 1940 l’Italia fu invasa di Roberti, con notevole confusione presso i ferrei asili nido del regime.”

Proprio Roberto è il nome del giovane protagonista di questo romanzo di Andrea Fazzini “L’ospite della camera 201”. Nel mese di luglio del 1943 il Gran Consiglio del Fascismo destituì Benito Mussolini da Capo del Governo, nominando al suo posto il generale Pietro Badoglio. Il Duce venne quindi arrestato e imprigionato prima sull’isola di Ventotene, poi a Ponza e a villa Weber alla Maddalena, in Sardegna. Successivamente, negli ultimi giorni di agosto, Mussolini venne trasferito in Abruzzo.

Il racconto di Andrea Fazzini si concentra proprio su questo periodo di prigionia, all’interno dell’albergo Amedeo di Savoia a Campo Imperatore, che sorge a 2130 metri di altezza nell’unica stazione sciistica della zona.

Hotel Campo Imperatore - Wikipedia

A Roberto viene affidato dagli organi di polizia e dei carabinieri che sorvegliano l’albergo, un compito molto particolare: sarà il tuttofare che dovrà assistere il Duce in persona durante i giorni di prigionia.

“Tutto si riassesta in quel mondo piccolo e un tempo insignificante, ma che ora, in quell’albergo rosso, seduto sopra ogni cosa, ospita l’uomo che fu della provvidenza.”

Il piccolo paese di Assergi, alle pendici del Gran Sasso, improvvisamente diventa il centro d’Italia. Ospita l’uomo più influente del paese fino a poco tempo prima, la notizia pur se mantenuta segreta non può rimanere tale per sempre.

Roberto è figlio di Giovanni, un reduce di guerra, fascista della prima ora che dopo essere tornato dal fronte ha completamente cambiato schieramento politico.

Quando scopre che il figlio assisterà da vicino Mussolini, Giovanni insieme ad altri residenti come “il contadino” e “l’alpino” (i loro nomi non vengono mai menzionati durante la narrazione) trama nell’ombra ordendo una cospirazione ai danni del Duce.

Il Duce e quel blitz SS a Campo Imperatore - Il Sole 24 ORE

Il giovane protagonista, Roberto, passa le sue giornate in compagnia del Duce, impara a conoscere meglio quell’uomo di cui, fino a quel momento, aveva sentito parlare solo alla radio o letto articoli sui giornali. Osannato dal popolo e acclamato dalle folle, nel giro di pochi mesi molti avevano voltato le spalle al fascismo. Emblematica la situazione nel paese di Assergi, dove i cittadini, una volta caduto il Duce, ritornano in Chiesa ad ascoltare la parola di Dio. Quasi come se, avendone perso uno in carne e ossa, ritornassero a quella dimensione spirituale di cui pensavano di non avere più bisogno.

“Il mondo sta crollando pezzo pezzo e la colpa non è di chi voi tanto amavate e ora odiate. La colpa è di tutti, anche mia.”

Il desiderio di compiacere il padre spinge Roberto ad assecondare i suoi piani. Da una parte la voglia di rendersi indispensabile agli occhi del padre, recuperare un rapporto che in fin dei conti non c’è mai stato. Renderlo felice con un aiuto concreto. Dall’altra l’umanità di un ragazzo che ancora affronta l’età dell’innocenza, che non comprende fino in fondo il male, che più facilmente perdona e che non ha vissuto da vicino un orrore come quello della guerra.

Quel giorno la storia passò sul Gran Sasso - L'Aquila - Il Centro

“Quell’uomo che tutti dicono grande, meraviglioso e terribile, a lui sembra solo un uomo e non capisce perché si debba ucciderlo. Ma una luce lo guida in quella nebbia di adulti: la certezza di stare facendo qualcosa che fa felice suo padre.”

I tentativi di uccidere il Duce scandiscono il ritmo delle pagine di questo romanzo. I Tedeschi, diventati nemici per gli italiani, potrebbero cercare di salvare Mussolini e riportarlo alla libertà. La situazione è delicata, con le truppe Alleate sempre più vicine, i primi gruppi di partigiani che si iniziano a formare e che trovano rifugio nei territori di montagna più nascosti.

Sullo sfondo le notizie del conflitto, l’armistizio dell’8 settembre, di cui il Duce non deve assolutamente sapere nulla. Tutte le comunicazioni e le trasmissioni radio da e per l’albergo vengono precluse. La sorveglianza attorno al Duce è strettissima. Solo Roberto è colui che può avvicinarlo maggiormente, raccoglierne gli umori e le sensazioni più private. Lo stesso Duce pare affezionarsi al giovane con cui fa coppia fissa nelle partite di scopone con il poliziotto Giuseppe Gueli e il carabiniere Alberto Faiola.

Il romanzo ha il grande pregio di raccontare un brevissimo periodo dell’era fascista, inserendo una vicenda puramente di fantasia, quella di Roberto, Giovanni e i congiurati, in un contesto reale, quello della prigionia di Mussolini e dell’Operazione Quercia.

La scrittura di Fazzini è accattivante, scandaglia nell’animo dei personaggi mettendoli a nudo in certi frangenti davanti al lettore. Roberto è alla ricerca di quella figura paterna che prima non ha mai sentito così vicina, diviso tra il padre naturale che sembra poter ritrovare e un padre putativo, il prigioniero che deve assistere, colui che lo copre di attenzioni e di racconti di vita. L’autore umanizza la figura del Duce nel momento della sua caduta.

Quel blocco rosso, quell’albergo voluto proprio dal regime fascista negli anni precedenti, assiste silenzioso al lento declino del Duce; si fa teatro di uno spaccato di vita di pochi giorni che per Roberto saranno di grande intensità e profonda maturazione.

Un romanzo toccante per certi aspetti, dal profondo impatto storico, un momento che risulterà essere crocevia per le sorti del nostro paese.

L' ospite della camera 201. Mussolini a Campo Imperatore - Andrea Fazzini - ebook
Editore ‏ : ‎ Piemme (5 aprile 2022)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina rigida ‏ : ‎ 220 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8856684586
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8856684582
Link d’acquisto cartaceo: L’ospite della camera 201
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Trama

È appena iniziato il freddo settembre del 1943 quando Roberto, 11 anni, viene chiamato a lavorare come tuttofare all’albergo di Campo Imperatore. Un cubo rosso acceso che si staglia a più di duemila metri sul pianoro del Gran Sasso, uno dei grandi esempi dell’edilizia e della visione fasciste. Che non sia un lavoro come gli altri è chiaro fin da subito, visto che sulla funivia diretta all’altopiano lo accompagnano un carabiniere e un poliziotto di rango e che di fronte all’hotel c’è un dispiegamento di forze armate che Roberto ha visto solo alle parate di prima della guerra. Lui è da sempre un ragazzo di poche parole, per questo è stato scelto, ma quando si trova di fronte l’ospite della camera 201, ammutolisce disarmato. È Benito Mussolini, l’uomo della provvidenza, colui a cui gli italiani devono tutto, gli hanno ripetuto a scuola. E il duce non è esattamente un ospite, ma un prigioniero, secondo il carabiniere di scorta. Iniziano così giorni di grande esaltazione per Roberto, perché quell’uomo con cui gioca a carte e che aiuta a farsi la barba ogni mattina lo conquista sempre di più. Ma anche perché, da quando Roberto ha confidato a suo padre il segreto di Campo Imperatore, l’uomo ha cambiato completamente atteggiamento nei suoi confronti, colmandolo di attenzioni. Perché ora suo figlio è un ponte verso qualcosa che in molti nell’Italia del ’43 desiderano: uccidere il duce.

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