Narrativa recensioni

Una nuova vita. La saga dei Fontamara – Valentina Cebeni

Recensione a cura di Maria Marques

Due mondi molto lontani tra loro: Cuba e Roma. Un cambio totale di vita per una madre e i suoi quattro figli privati prematuramente del padre e costretti a lasciare l’isola caraibica per tornare là dove affondano le radici della famiglia Fontamara.

Gli attriti con una famiglia con gli stessi interessi economici si sono fatti più gravi, mettendo in serio pericolo la loro vita. Per questo motivo il patriarca della famiglia decide di allontanare nuora, nipoti e la propria figlia, imbarcandoli per l’Italia, il suo paese natale, pur consapevole di che cosa significhi per ciascuno di loro lasciare casa.

Nessuno dei Fontamara aveva parlato per tutto il tragitto, ognuno alle prese con la sua valigia di ricordi da riempire degli ultimi scorci di Cuba, di odori che non avrebbero più ritrovato, di una vegetazione selvaggia che in Europa avrebbero ritrovato addomesticata nelle geometrie perfette di un giardino”.

Siamo nel 1936 e l’esotico gruppo famigliare troverà un’Italia governata dal regime fascista con cui dovranno fare i conti, perché la realtà della politica non si limita ai palazzi del potere, ma ha permeato profondamente la società e la famiglia. La convivenza con i Fontamara italiani, dapprima iniziata in modo claudicante, troverà un equilibrio che permetterà di loro di scoprire di poter stringere legami affettivi, alcuni sinceri che andranno oltre gli obblighi famigliari ed altri invece che difficilmente riescono a mantenersi nei limiti di un’educazione formale per incompatibilità di caratteri e di ideologie.

Famiglia ricca e temuta, quella dei Fontamara cubani, curiosi, aperti a idee nuove e alla imprenditoria anche femminile, invisi a qualunque barriera razziale, faticheranno ad adattarsi alla società italiana.

In un intreccio di storie che scorrono parallele, si snoda la vicenda umana di Eva e dei suoi quattro figli ognuno alla ricerca di se stessi e tesi a comprendere come costruirsi una nuova esistenza in un paese di cui parlano la lingua, ma che non sentono proprio.

Anche i Fontamara italiani sono alla ricerca di un nuovo impulso di vita, in una iniezione di fiducia che riceveranno proprio dai cugini cubani che permetterà ad alcuni di loro di trasformare la propria vita, ad altri di riprendere in mano le redini di una esistenza e di una attività, lasciata in balia delle scelte di un marito incapace di provare sentimenti, abile solo a distruggere tutto ciò su cui posa le mani.

Legami che si spezzano per ricostituirsi più forti oppure che si intensificano pur nelle diversità di vedute, con la famiglia al centro di tutto, quel nucleo di persone da proteggere e custodire per cui Eva lotta con le unghie e i denti, insegnando alla cognata Ottavia che non si può accettare sempre passivamente le scelte altrui e che, in quella sorta di immobilismo in cui si è rifugiata, i figli sono i primi a soffrirne evidenziando in modo angosciante frustrazioni ed eccessi.

Ottavia ha difficoltà a capire “E cosa vorresti fare? Siamo donne, non ci è richiesto molto al di fuori di occuparci della casa e della famiglia”, ma trascinata dalla cognata, saprà aprire gli occhi sulle possibilità che le si offrono.

La stessa Eva troverà un impulso a mettere in luce il suo carattere pragmatico, attento alla realtà e, seppur circondata da privilegi, saprà farsi portatrice, nella attività di famiglia del biscottificio, delle richieste e delle esigenze degli operai per ottenere condizioni di lavoro giuste

Valentina Cebeni, l’autrice, racconta una storia che si snoda molto al femminile: Eva madre, ma anche imprenditrice, Diana la figlia che più le assomiglia che si innamora dei tipi sbagliati e poi gli altri suoi figli, Gabriel che ama le poesie e si scontra con il cugino Ernesto convinto sostenitore del regime, e la giovane Myriam che sogna di “…eccellere in un campo diverso dal recinto della vita domestica, ad esempio. Si può essere felici anche senza un uomo accanto, uno che ti detta le regole della tua vita come se questa gli appartenesse”.

Un universo di donne quindi capaci di sopravvivere al dolore e alle scelte sbagliate, abili a riunire quello che sembrava impossibile, di ricucire ferite e di perdonare per poi aprirsi a una nuova speranza e nuovi amori e a rivelazioni capaci di scatenare odi e rancori.

Se cercate una saga famigliare intrisa di sentimenti questo libro fa per voi, ma le vicende storiche rimangono tuttavia sullo sfondo, poco evidenziate tranne nel finale in cui i venti di guerra, accennati e paventati durante tutta la vicenda, si fanno purtroppo più evidenti.

Il romanzo si legge rapidamente, ci sono però alcuni punti in cui risulta un poco ripetitivo, ma la prosa dell’autrice accompagna il lettore ad addentrarsi nelle vicende della famiglia Fontamara con semplicità e attenzione ai sentimenti che sono il punto nevralgico del romanzo.

“…se sei infelice vivi la tua malinconia, abbracciala, ma poi lasciala andare, non lasciare che ti tenga prigioniera”.

Editore: ‎ Sperling & Kupfer (11 maggio 2021)
Lingua: ‎ Italiano
Copertina rigida: ‎ 621 pagine
ISBN-10: ‎ 8820071126
ISBN-13: ‎ 978-8820071127
Link d’acquisto cartaceo: Una nuova vita
Link d’acquisto e-book: Una nuova vita

Trama

In un’Italia attraversata dai primi fermenti fascisti, la lotta di una madre e dei suoi figli per l’affermazione e l’indipendenza. Un intreccio di destini, tradimenti e passioni. Cuba, anni Trenta. Dopo la morte dell’amato marito Fernando Fontamara, Eva Morris è costretta a scappare a Roma dalla famiglia del cognato, con i suoi quattro figli. La convivenza con i parenti italiani si dimostra da subito molto difficile: Giacomo Fontamara, il cognato, è un arrogante fascista, che ha sposato la moglie Ottavia solo per mettere le mani sul biscottificio di proprietà della famiglia di lei, la Forneria Principi. Per colpa della sua gestione disastrosa, l’azienda naviga in cattive acque, così come il rapporto con la moglie e con i suoi tre figli, tra cui la piccola Viola, nata da una relazione clandestina, che Ottavia ha voluto accogliere in casa nella speranza di ricucire il rapporto col marito. L’arrivo dei cugini da Cuba sconvolge la quotidianità e intreccia irrimediabilmente i destini dei due rami della famiglia, fra una dolorosa scoperta sulla morte di Fernando e la gestione delle lotte operaie alla Forneria. Ma il ricongiungimento porterà con sé anche il rinsaldarsi di legami perduti e la nascita di nuove complicità, soprattutto grazie alle donne della famiglia. Sullo sfondo di un’Italia sempre più prigioniera del fascismo dilagante, toccherà proprio a loro, infatti, prendere in mano il timone e guidare i Fontamara oltre la tempesta.

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