Letture condivise

Commenti alla condivisa di Dicembre: I Tre Moschettieri di Alexandre Dumas

Nel mese di Dicembre per la lettura condivisa del gruppo “Thriller Storici e Dintorni” abbiamo optato per un grande classico della letteratura: I Tre Moschettieri di Alexandre Dumas.
Nonostante qualche difficoltà a concludere la lettura per alcuni (ricordiamo che si tratta di oltre 700 pagine) i commenti sono unanimi nell’esaltare la capacità di questo scrittore immortale.
Ecco i commenti di chi ha parte
cipato!

Isabella Novelli
Adoro Dumas di cui ho letto diversi libri(i tre moschettieri, Vent’anni dopo, il Visconte di Bragelonne, la regina Margot e il Conte di Montecristo) . Questa è una rilettura, sono a metà e devo dire che le sue narrazioni mi appassionano sempre. Definito da parecchi critici uno scrittore leggero per le trame movimentate e un po’ futili, io lo trovo invece molto vivace inoltre credo che ai suoi personaggi ci si leghi immediatamente :sono franchi, sinceri, leali, animati da una leggiadria particolare.
D’Artagnan è un giovane guascone che insieme ai suoi amici Athos, Portos e Aramis viene coinvolto in vicende di ogni sorta e in ogni genere di intrigo, uscendo quasi sempre al termine di estenuanti duelli vincitore. I personaggi inventati lasciano spazio a quelli storici ed il connubio tra loro è quasi sempre vincente. Bellissimi sono anche i seguiti, “Vent’anni dopo” ed il “Visconte di Bragelonne” in cui le vicende dei moschettieri troveranno l’epilogo. I tre moschettieri fa quindi parte di una trilogia che oltre ad appassionare fa di Dumas un narratore unico nel suo genere, capace di creare personaggi indimenticabili per storie di cappa e spada che sono passate alla storia della letteratura.

Virzo Laura
I tre moschettieriQuesto famosissimo romanzo d’appendice, si presenta ancora oggi con freschezza e leggerezza nonostante la trucita’ della storia. L’ambientazione storica che fa rivivere personaggi realmente vissuti, con questa sottotrama di intrighi e spie, è condotta con sapienza e abilità. Dumas impareggiabile.

Angela D’Albis
Un romanzo di altri tempi, consigliato a chi ama le avventure cavalleresche. Lungo più di 700 pagine, è praticamente impossibile finirlo in un mese, almeno per me. Sono andata bene fino a metà, bello e scritto bene. Poi mi sono arenata e non sono riuscita più ad andare avanti! Sicuramente questa battuta d’arresto è dipesa da me e dalle tante cose da fare per le feste. Mi riprometto di finirlo con calma nei prossimi mesi perché il romanzo merita di essere letto e anche riletto! Consigliato!

Michela Vallese
Felicissima di aver partecipato a questa condivisa! Oltre ad aver recuperato la lettura di un grande classico che mi mancava (da giovane ho letto parecchia letteratura inglese trascurando altri grandissimi autori), ho riscoperto un autore straordinario, sagace e altrettanto divertente!
Questa lettura mi ha fatto tornare ragazzina, ai tempi in cui i miei idoli erano Gulliver, Oliver Twist o Huckleberry Finn, anche se, come per molti dei romanzi che vengono definiti per ragazzi, ho riscontrato nascosto tra le righe un substrato allegorico sopraffine.Le descrizioni dei personaggi sono molto accurate e delineano dei profili psicologici ben definiti. In particolare ho apprezzato la presentazione dei tre moschettieri che si sviluppa nei capitoli centrali. Le tre figure diversissime tra loro infatti si completano in un’armonia di caratteri complementari: dalla frivolezza di Portos, alla spiritualità di Aramis per finire con la giusta razionalità di Athos.
Ho invece letto con fatica la parte in cui Milady si trova presso Lord Winter. Ho trovato questa sezione del romanzo più lenta e dispersiva. Interessanti invece i riferimenti storici che entrano a far parte del romanzo con naturalezza incredibile, quasi fossero nati anch’essi dal genio dell’autore. I tre Moschettieri si conferma come un classico imperdibile.

Daniela Castagnino
I tre Moschettieri è un romanzo bello, appassionante ed intramontabile. Un romanzo di cui conoscevo la storia da sempre, per aver letto libri e fumetti per ragazzi ed aver visto le trasposizioni cinematografiche; ma leggerlo è stata tutta un’altra cosa. Una bellissima avventura piena di azione, dal ritmo trascinante, ricca di continui intrighi, complotti, giochi di potere, amori, segreti ed amicizia. Alexandre Dumas è un narratore formidabile e il romanzo ( nonostante la mole) è scritto in modo scorrevole e lineare. I personaggi sono ben delineati fin dalla loro comparsa, ognuno ha caratteristiche precise che lo rendono unico. Un capolavoro letterario senza tempo che riesce ancora oggi ad affascinare i lettori.

Marina Viganò
Era da tanto tempo che lo avevo in lista da leggere..avevo sempre visto i films…Il libro è più scanzonatorio e un po’ leggero in varie parti. Io pensavo che alla fine pagasse anche l’altro personaggio (di cui non faccio nomi per non anticipare nulla), ma forse si capirà dal libro successivo..(che leggerò molto più avanti)!

Donatella Palli
Sono alle pagine finali del romanzo e devo, ancora una volta, ringraziare la condivisa perché ha colmato una grossa lacuna. Infatti , non avevo mai letto Dumas in quanto prevenuta dalle trasposizioni cinematografiche che lo presentavano come un romanzo di “cappa e spada” per ragazzi. Adesso leggendolo posso dire che I tre moschettieri è molto di più : intanto la rivelazione di un gran romanziere che diverte con una leggerezza e un’ironia sempre molto attenta e circostanziata, con un’analisi psicologica dei personaggi approfondita e un substrato culturale rimarchevole. Certo rimangono quegli scontri e le uccisioni da far-west che mi impressionano poco ma il romanzo rimane godibile e commuove la profonda amicizia che lega i protagonisti come messaggio di fratellanza per tutte le generazioni. Superata questa prevenzione, leggerò ancora Dumas.

Emilia Milucci Guido
Rileggere i “tre moschettieri” è stato come rivisitare l’adolescenza con la consapevolezza della maturità! Ho assaporato non solo la trama, ma anche i riferimenti storici, scoprendo che la maggior parte dei personaggi, compresi i tre moschettieri e d’Artagnan, sono realmente esistiti ed hanno avuto una nuova vita dalla penna di Dumas. Non ricordavo il suo stile così ironico e pungente, le descrizioni graffianti e certe riflessioni ancora così attuali… I confronti e gli approfondimenti della condivisa hanno rappresentato, come sempre, un valore aggiunto ad una lettura piacevole ed avvincente, facendomi riscoprire ed apprezzare in modo più consapevole un classico “per ragazzi”…che è adattissimo per gli adulti, ancora oggi. Unico “neo”: i moschettieri hanno perso un po’ di quell’alone da eroi, senza macchia né paura, che ricordavo; ho colto maggiormente i loro limiti e difetti, la loro umana imperfezione,…che me li ha resi ancora più simpatici!

Maria A. Bellus
D’Artagnan è un giovane guascone che stringe amicizia e alleanza con i moschettieri del re Portos, Athos e Aramis. Ai quattro viene affidata una missione segreta , vengono inviati in Inghilterra per recuperare un puntale con 12 diamanti che il re aveva donato alla regina. Richelieu e la perfida Milady de Winter ostacolano in tutti i modi la missione dei quattro moschettieri. Un romanzo di “cappa e spada ” ricco di descrizioni che incantano e tanti momenti di riflessione. Un capolavoro da leggere assolutamente, che esalta l’amicizia ,ironico divertente, la lettura è piacevole e scorrevole.

Paola Nevola
Non ho ancora terminato il libro, ma posso dire che è una lettura piacevolissima. Dumas ha una grande capacità, che quindi immagino fosse anche nel suo carattere, cioè di scrivere con acuta e arguta ironia, rendendo fatti che potrebbero essere narrati in modo drammatico come un’avventura rocambolesca, quasi esilarante, ma al contempo sotto questo aspetto si rivela la storia vera e tutto il contorno umano fatto di miserie e nobiltà.
La sua abile scrittura caratterizza con lo stesso stile sottile i personaggi, quasi tutti realmente esistiti, mostrandone con brevi tratti la loro indole. Penso che Dumas sia unico anche per la sua epoca, peccato non ci siano più penne simili, avevo già letto La regina Margot, e anche questo romanzo di cappa e spada, di intrighi e di amori, di amicizia e fratellanza mi ha appassionata. Grazie per la lettura di questo classico in condivisione e per tutti gli interessanti approfondimenti.

Mariagrazia Pazzaglia
Ho iniziato a leggere questo classico, che mi mancava, con un po’ di titubanza visto il numero elevato di pagine. … invece l’ho finito prima del previsto e mi è piaciuto molto. All’inizio è un po’ prolisso con le descrizioni, ma andando avanti nella lettura, diventa sempre più avvincente. Le avventure dei tre moschettieri, Athos, Portos, Aramis e di D’Artagnan, sono davvero divertenti ed entusiasmanti! Ho trovato un romanzo appassionante, con uno stile molto particolare, molto diverso da quelli attuali…per me Dumas è stato una grande rivelazione. I personaggi sono descritti benissimo, sia fisicamente che caratterialmente. Gli intrighi di corte in cui sono coinvolti i quattro amici sono narrati in maniera sia drammatica che rocambolesca, oserei dire! Io mi sono immedesimata nei personaggi, soffrivo ed esultavo con loro! Ho odiato profondamente Milady, il personaggio più cattivo e perverso, a mio parere; e anche il cardinale Rechelieu ambizioso e vendicativo….Ho trovato molto interessanti i riferimenti storici e i personaggi tutti realmente esistiti! Il romanzo I tre moschettieri è davvero un classico da non perdere, uscito dalla penna di un genio della scrittura, Dumas!

Daniela Piazza
Adoro Dumas e in particolare Il Conte di Montecristo, che è il mio romanzo preferito in assoluto, ma l’ambientazione de I tre moschettieri non mi è particolarmente congeniale. Ho sentito la trama e la mentalità dell’epoca molto estranee e non sono riuscita a entrare in sintonia con questi personaggi che anzi mi irritano per la loro spavalderia. Però ho apprezzato moltissimo lo stile leggero e scorrevole (tanto che la lettura in lingua originale non mi ha dato alcun problema, nonostante la lunghezza), l’ironia graffiante e la capacità di delineare personaggi e situazioni con poche parole. Un grande insegnamento per uno scrittore!

Roberto Orsi
Dopo aver apprezzato altri romanzi di questo autore immortale ho approcciato questa lettura conoscendo lo stile di Alexandre Dumas. E non mi ha deluso. Nonostante la mole di pagine, “I Tre Moschettieri” è un romanzo che scivola via con leggerezza, immerso in un contesto narrativo bellissimo. Dumas ha la capacità di descrivere scene, atteggiamenti e inclinazioni con l’utilizzo di poche sapienti parole. Un tono ironico di alcune battute messe in bocca ai protagonisti alleggeriscono una lettura che si inserisce di diritto tra quelle da affrontare almeno una volta nella vita. Forse, conoscendo i Tre Moschettieri grazie a film e rivisitazioni in tutte le sale, dalla storia originale del romanzo mi sarei aspettato qualcosa di più intricato e avventuroso. La lettura mi ha pienamente avvinto solo dalla metà in poi, quando le vicende hanno preso un rimo molto più rapido e si sono delineati i vari ruoli dei personaggi. E leggendo i commenti degli altri compagni di lettura, viene fuori come alcuni abbiano invece apprezzato maggiormente la prima parte. La magia della lettura e la sua soggettività…
Il contesto storico è ben definito, con i personaggi alla corte dei Re di Francia e d’Inghilterra coinvolti in un intrigo internazionale. Un romanzo di cappa e spada in cui la figura del Guascone D’Artagnan spicca per ingegnosità e arguzia, contornato dai tre fedeli amici Athos, Portos e Aramis, animati da un forte senso di amicizia e lealtà nei confronti dei compagni. Valori quali lealtà, amicizia e senso dell’onore spiccano nel racconto di Dumas, facendo da contraltare a comportamenti subdoli e meschini di cui anche gli stessi moschettieri a volte non sono esenti. Una nota molto importante in merito alla traduzione: ancora una volta abbiamo potuto apprezzare confrontando le tante diverse edizioni in nostro possesso come la traduzione sia un nodo focale della riuscita di un romanzo.

Matteo Palli
Mi sono divertito molto, lo ammetto. Devo completare la lettura, ma i lati che mi sono rimasti oscuri sono unicamente legati agli avvenimenti finali del racconto. I Tre Moschettieri è da fare leggere a chi pensa (spesso erroneamente) che i cosiddetti “classici” siano pesanti. Il libro scorre talmente tanto che non si soffre nemmeno quando l’autore si diverte a scrivere pagine su pagine dove, praticamente, non succede nulla!
I personaggi riportano a un racconto passato fatto di eroi, un po’ spacconi, quasi immortali e capaci di uscire brillantemente da qualsiasi situazione, legati tra loro da rapporti che in alcuni passaggi sembrano superficiali, in altri profondissimi. E poi diciamo la verità; in tanti scrivono, ma quando ti imbatti in qualcuno di veramente bravo, te ne accorci, lo percepisci. Dumas secondo me è una penna sopraffina ed è riuscito a rendere immortali i suoi personaggi anche grazie alla sua prosa. Raramente ho visto coniugare così bene qualità e leggerezza. A volte in una frase di due righi riesce a esprimere un concetto o a descrivere una persona, spiazzando il lettore che può solo ammirare. Una bella esperienza, che spero di ripetere in futuro.

Anna Ferrari
Non ho ancora terminato la lettura di questo romanzo. Mi piace la scrittura di Dumas, fluida, piacevole, ironica. Avevo già apprezzato Dumas ne “il Conte di Montecristo ” romanzo tra i miei preferiti.

Laura Pitzalis
Parlare de “I tre moschettieri” di Dumas, siamo alla presenza di un classico fra i romanzi d’avventura, non è semplice senza ricadere in luoghi comuni o rischiare di cadere nel “già detto”, anche per chi, come me, non aveva mai letto il libro ma conosce la storia da sempre perché ha ispirato numerose storie, dalla quale però si distaccano, film o serie tv.La prima cosa che ho notato nel leggere il libro è stata la discordanza tra l’idea che mi ero fatta dei quattro protagonisti e come questi siano invece raccontati da Dumas: nel mio immaginario solo uomini coraggiosi, onesti, fedeli; nel romanzo soprattutto individui “umani”, piuttosto presuntuosi, che conducono uno stile di vita agiato pur non avendo i mezzi, ricercati nell’abbigliamento, che amano possedere cavalli di razza ed eleganti finimenti.
Questo perché Dumas è abile nel dare al lettore, attraverso piccoli particolari appena accennati, l’idea della vita che a quei tempi bisognava condurre e lo fa mettendo ad agio il lettore con una narrazione in terza persona semplice e godibile, anche se a tratti prolissa. Questo grazie a tocchi umoristici che avvolgono l’intera storia con battute taglienti volte, in alcuni casi, a criticare la società sia essa affiancata al potere temporale del re, sia a quello spirituale (?) della chiesa.Ci si accorge, quindi, da subito che non abbiamo a che fare con un normale romanzo d’avventura, ma con un libro che oltre le gesta di un gruppo di eroici amici, ci racconta l’ambiente in cui vivono e operano, i costumi del tempo, l’aria che si respirava a corte e gli intrighi internazionali del Cardinale.
Ma anche un romanzo che mette in evidenza valori come il cameratismo, il senso dell’amicizia e abnegazione, riassunto dal famoso motto “ Uno per tutti, tutti per uno”, la fedeltà al re e al proprio paese, la Francia. Insieme ad Athos, Porthos, Aramis e d’Artagnan, altri personaggi agiscono nel romanzo, figure tutt’altro che di secondo piano, come i quattro rispettivi servitori caratterizzati da Dumas in modo esemplare e con una sensibilità veramente eccelsa. O le figure di Richelieu, del signore de Treville e dello stesso Re che agiscono nell’ombra ma sempre presenti. E che dire dei personaggi femminili di volta in volta simboli da venerare, contatti da usare per raggiungere i propri scopi oppure terribili nemiche? Un romanzo dove si ride, si piange, ci si diverte tanto e, quasi senza accorgersene, si arriva a un finale che regala molti colpi di scena inaspettati e momenti di commozione, nonostante l’ironia e il sense of humor che pervade lo stile di Dumas per tutta l’opera.

Bruno Pellegrino
Come immaginavo non sono riuscito ad andare oltre la metà del romanzo ….posso solo dire bello, scorrevole, avventuroso… sicuramente dopo le feste lo terminerò.

Luigia Amico
Probabilmente questo sarebbe stato uno di quei libri a cui, erroneamente, non mi sarei mai avvicinata. Apparentemente un tomo pesante, fisicamente e metaforicamente parlando, in realtà si è rivelata una lettura scorrevole, avvincente e a tratti divertente. Quella di Dumas è una penna scaltra, ironica ma, sotto alcuni punti di vista, anche delicata. Il lettore verrà accompagnato tra le pagine del romanzo da mani sapienti e intelligenti, ma un’intelligenza sopraffina, non scontata. Molto bravo l’autore a caratterizzare i vari personaggi, soprattutto i quattro protagonisti che si muovono in un contesto storico ben tratteggiato.
Mi hanno colpito particolarmente alcuni passaggi che possono essere attualizzati, sono concetti espressi con poche parole ma che celano un significato profondo. Le avventure dei tre moschettieri e del coraggioso D’Artagnan sono raccontate con dovizia di particolari, si arriva alla conclusione quasi con dispiacere perché il lungo viaggio è giunto al termine e si ha la consapevolezza che si sentirà la mancanza dei nostri eroi non proprio senza macchia. Ho un personale giudizio per quanto riguarda la lettura dei classici: o si odiano o si amano e posso dire con assoluta sicurezza di aver amato questo romanzo, sia a livello umano sia a livello culturale, il mio bagaglio si è arricchito di notizie grazie anche ai numerosi approfondimenti apparsi sul gruppo di lettura. Che dire…un libro che sicuramente consiglio anche a chi non ha molta affinità con le scritture di altri tempi…

Claudia Albizzati
Purtroppo non ho finito il libro ma, lo finirò nei prossimi giorni. Prima di tutto vorrei ringraziare tutti i partecipanti alla condivisa poiché, grazie ai vostri post, la lettura è sempre più interessante e coinvolgente. Avevo letto I tre moschettieri da ragazzina e ne avevo perso, con gli anni (ormai tanti), alcuni particolari. Una bella avventura, scritta in modo molto scorrevole anche se il linguaggio usato non è moderno, tanti intrighi, amori e amicizia. È stato veramente un piacere rileggerlo.

Raffaelina Di Palma
Credo siano poche le persone che non conoscono la storia dei tre moschettieri e il loro famoso motto: “Tutti per uno e uno per tutti”. Non sono riuscita a finirlo, sono arrivata oltre la metà, ma questa per me è una rilettura: la storia la conosco per averla letta (tutta) qualche anno fa insieme con mio figlio; fu proprio lui che mi fece conoscere Dumas. Ambientato nel 1600 sullo sfondo della sfarzosa Parigi: a corte Luigi XIII subisce il carisma del potente cardinale Richelieu. I Tre Moschettieri è un’opera ricca e complessa e non soltanto per la lunghezza, con uno stile che rifugge dalla semplicità e alle riduzioni di comodo che la vorrebbero una lettura di genuino svago. E’ quello stile di lettura che caratterizza in maniera accurata i personaggi che, una volta terminata, resteranno impressi nella mente come archetipi di quell’insieme dell’agire umano che, dalla notte dei tempi, si dibatte tra il bene e il male e che, solo la letteratura, quella “elevata”, sa raccontare. Dumas, dà ai suoi personaggi l’intelligenza e lo humor che ammaliano. Un romanzo dal cuore pulsante, ricco di genialità, di ironia, di intrighi, in alcuni passaggi, di suspense, ma c’è spazio anche per momenti seri e commoventi. Non mancano i grandi valori quali onore e amicizia. E’ importante osservare la rilevanza che Dumas da a quella ferrea legge morale dove era più importante salvare l’onore che la vita stessa. Una lettura bella, scorrevole con i personaggi ben descritti: Alexander Dumas è un narratore eccezionale, sempre avvincente, riesce a trasportare il lettore nel mondo che descrive. Senza dubbio, “I tre Moschettieri” era, e resterà, un romanzo senza frontiere.

Costanza Marzucchi
Spesso i romanzi d’appendice sono poco trattati nei programmi scolastici, complice l’idea che essi siano parte della letteratura di minor pregio. Dumas non sfugge a questo preconcetto, eppure basta leggere un classico come I tre moschettieri per rendersi conto che non è così. Questo romanzo ha tutti gli ingredienti della migliore narrativa: personaggi manichei, prosa vivace e ritmo narrativo serratissimo. Dumas è un maestro nel produrre storie lunghe ma avvincenti, con colpi di scena in ogni capitolo. E’ una lettura divertentissima, con personaggi scanzonati e insieme incisivi. E’ stato un piacere leggerlo perché è un romanzo godibile per lo splendido equilibrio tra invenzione narrativa e contesto storico.

Fabiola Màdaro
Ok lo ammetto, è il primo romanzo di Dumas che ho letto in vita mia. Mi piace molto il suo modo di scrivere e di rivolgersi direttamente al lettore per tutta la durata del romanzo. Una lettura impegnativa per la mole, ma che scorre veloce. Trovo che lo scrittore non sia “prolisso”, ma piuttosto mi da l’impressione di essere “chiacchierone”, nel senso che per quanto lungo, il romanzo non annoia, ma anzi diverte. Diverte l’irriverenza dei personaggi, la loro spavalderia e il loro modo di far guai e uscirne di continuo come se niente fosse. L’ambientazione narrativa è molto suggestiva e minuziosamente descritta, i personaggi sono descritti alla perfezione e il loro linguaggio ironico e irriverente da al romanzo quella marcia in più che serve a godersi a pieno una lettura. Intrighi e avventure però sono dosati con parsimonia, se si fa il paragone con i moschettieri raccontatici dal Cinema. Nonostante ci sia un gran numero di vittime, non c’è mai una scena cruenta o troppo forte. Un romanzo storico alla portata di tutti e che tutti dovrebbero leggere per vivere in un’altra epoca

Maria Marques
Avevo letto questo libro,in una versione ridotta, da bambina e già allora il legame tra Athos ,Porthos ,Aramis e il giovane guascone, D’Artagnan giunto a Parigi per diventare moschettiere mi aveva conquistato. A distanza di molti anni, l’edizione integrale non ha perso la sua magia. La penna di Dumas scorre leggera nel tratteggiare un periodo storico,personaggi e caratteri, sfumando con una buona dose di ironia avvenimenti e situazioni. 1625, in una Francia ,divisa fra il potere del cardinale Richelieu e il sovrano , Luigi XIII, che non brilla per simpatia , i tre moschettieri più D’Artagnan, si adopereranno per sventare attentati e intrighi,ritrovare gioielli da favola donati come pegno d’amore. Amicizia, lealtà , onore sono le parole cui tengono fede i quattro protagonisti facendo fronte comune dinanzi a tutti persino durante l’assedio della roccaforte ugonotta a La Rochelle, riuscendo a sopravvivere e a trionfare su navigati cortigiani e astute spie. Uno dei meriti di Dumas, a mio avviso, è quello di aver tratteggiato personaggi che,nonostante spesso si trovino su opposti fronti, risultano sempre affascinanti. Una menzione a parte merita Milady ,vendicativa,crudele, manipolatrice,passionale,in una parola un personaggio femminile che spesso ruba la scena a quelli maschili. Un romanzo poderoso,un classico che si legge piacevolmente e che sì,in un unico punto ho trovato lento: nei capitoli dedicati alla prigionia in Inghilterra di Milady. “Battetevi per qualunque ragione; battetevi tanto più ora che i duelli sono vietati, e che, appunto per questo, ci vuole doppio coraggio a battersi.”

Eliana Corrado
Non avevo mai letto I quattro moschettieri e mi son detta mentre leggevo “che mi sono persa!”Dumas è arguto, ironico, minuzioso, storico e con tutto ciò caratterizza i suoi 4 moschettieri e tutti gli altri personaggi.Portos, Aramis, Athos e D’Artagnan ci trascinano nelle loro avventure avventurose, dall’inizio alla fine. Sempre al verde, sempre con la battuta pronta, sempre con la soluzione pronta, a volte in disaccordo, ma sempre uniti, perché lo spirito cavalleresco, l’amicizia che li unisce è sempre lì a proteggerla. E anche nel momento più topico di un assedio, di un viaggio pericoloso, di un momentaneo distacco, Dumas li connota di quel guizzo che inevitabilmente ci fa spuntare il sorriso.E la fine, confesso, mi ha molto, e piacevolmente sorpresa: dato quel, appunto, tenore bonario mi aspettavo, infatti, un finale più “buonista” e invece…Mi sono molto divertita a leggere questo libro, che mi ha aperto una ulteriore sfaccettatura di quel Dumas che, a mio avviso, non ne sbagliava una.Certo, il libro è figlio del suo tempo, quindi molto – forse troppo, in alcune parti – lungo, dettagliato, un tantino ridondante (come i capitoli della prigionia di Lady Winter) ma che regala una scrittura da cui c’è solo da imparare e a cui inchinarsi e togliersi il cappello… magari quello piumato da moschettiere.

Editore ‏ : ‎ BUR Biblioteca Univ. Rizzoli; 1° edizione (28 maggio 2003)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 721 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8817106976
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8817106979
Link di acquisto: I tre moschettieri

Trama
Athos, Porthos, Aramis, d’Artagnan, il Cardinale Richelieu, la perfida Milady, la dolce signora Bonacieux, Luigi XIII, Anna d’Austria, il duca di Buckingham, i moschettieri del re e le guardie del cardinale… Duelli, inseguimenti, amori, beffe, “Tutti per uno, uno per tutti”. Con questo romanzo Alexandre Dumas ha creato personaggi che resteranno vivi ancora a lungo.


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