Trama Una via crucis segnata da suicidi rituali e roghi purificatori è quella che il commissario Bruno Ardigò e il giornalista Federico Malerba devono percorrere per venire a capo di un’indagine che, nell’anno di grazia 2011, li precipita in un mondo di eresie medievali e di misteri. Come antichi inquisitori si trovano a investigare sugli ultimi seguaci dei catari che proteggono il segreto sul loro più illustre adepto: Leonardo. Per sventare il progetto criminale, la cui trama s’intravede in controluce tra i colori di una scoperta artistica sconvolgente, dovranno camminare a ritroso nel tempo tra silenziose abbazie lombarde, pinacoteche, antichi codici, simboli dimenticati alla ricerca di risposte. Che cosa spinge al suicidio gli studiosi del genio? Chi vuole morti gli ultimi eretici? Mentre la città si anima per le imminenti elezioni, Ardigò e Malerba si addentrano in una Lombardia arcana e inattesa fino al cuore dell’intrigo: un capolavoro sconosciuto per il quale vale la pena di uccidere e di morire. Recensione a cura di Roberto Orsi
Un breve tragitto di poche centinaia di metri lo separava dalla scena criminis. E dal fine corsa di un’altra vita umana.
… e nei primi capitoli sono addirittura cinque le vite umane giunte a fine corsa. Fabrizio Carcano non si risparmia in fatto di morti in questo suo libro. Un thriller in piena regola, che fonda le sue radici nel mondo dell’arte, in quel primo Rinascimento che ancora una volta vede protagonista uno dei geni indiscussi della Storia Italiana: Leonardo da Vinci. Le sue opere, si sa, sono sempre state oggetto di studio e interpretazioni, con possibili messaggi nascosti filo-religiosi e sulla vita di Leonardo stesso. In questo libro, tutto ambientato ai giorni nostri (siamo nel 2011 a Milano alla vigilia delle elezioni comunali) ad eccezione del prologo in cui troviamo Leonardo impegnato nella realizzazione del suo capolavoro a Santa Maria delle Grazie, siamo alle prese con una indagine investigativa che coinvolge nuovamente il commissario Bruno Ardigò e il giornalista Federico Malerba. I due, amici fin da giovani, con carriere diverse ma meno lontane di quanto si possa immaginare, si trovano spesso coinvolti nelle indagini delittuose del capoluogo lombardo. Anche questo caso non fa eccezione. La prima vittima, il docente universitario Giancarlo Adorni, trovato morto nel suo letto con un vangelo aperto sul volto, stava lavorando ad un libro su Leonardo Da Vinci che sarebbe stato pubblicato dalla casa editrice collegata al giornale in cui lavora Federico. Quest’ultimo si trova quindi molto presto a indagare su quanto successo, insieme alla figlia della vittima Rebecca Adorni, decisa ad andare a fondo della questione. Le morti che si susseguono nella primavera milanese risultano apparentemente scollegate, ma il team del commissario Ardigò solleva con grande astuzia quei veli che ricoprono la verità, seguendo le tracce come segugi. Ma non è un compito facile, i moventi sono difficili da scoprire, e in un caso anche la vittima non viene subito identificata, completamente carbonizzata e senza alcun riscontro tra le denunce di scomparsa. Cosa lega le vittime alle opere di Leonardo da Vinci e alla sua vita? Perché Giancarlo Adorni aveva speso buona parte dei suoi ultimi mesi di vita a studiare le fonti storiche legate a questo grande personaggio di fine Medioevo? Che cosa avrebbe svelato nel suo libro rimasto incompiuto? Un’indagine poliziesca avvincente, che porta alla  memoria le serie tv di successo come “RIS” o “Distretto di polizia”, con un ritmo frenetico tra gallerie d’arte, furti di opere, studi di accademici, abbazie, monasteri con biblioteche colme di antichi volumi, locali frequentati da gigolò e donne in cerca di compagnia. Per gli amanti del genere, Bruno Ardigò mi ha ricordato molto Cormoran Strike, il detective nato dalla penna di Robert Galbraith (alias J.K. Rowling) nella sua fortunata serie di polizieschi. Ardigò è scapolo, dedito al lavoro, fuori dagli schemi in diversi frangenti dove non esita ad andare contro le direttive del pubblico ministero che segue i casi di omicidio. Una vita passata tra casa e ufficio, all’inseguimento di criminali da fermare. Interessante anche la figura di Federico Malerba, curioso e arguto giornalista che in un modo o nell’altro resta coinvolto nella vicenda, grazie anche all’attrazione per Rebecca, la figlia della prima vittima di questa storia. Le indagini del poliziotto e del giornalista procedono su binari paralleli con quel punto di contatto che tarda ad arrivare e si svelerà solamente nelle ultime pagine del racconto come ogni buon poliziesco deve fare. La parte storica, per noi amanti del genere, è sicuramente più sacrificata, andando incontro a quel lettore che predilige l’ambientazione contemporanea con riferimenti al passato. L’idea di fondo è interessante anche se so che qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte all’ennesimo mistero che riguarda Leonardo da Vinci e le sue opere. Non dobbiamo dimenticare che si tratta di un libro scritto nel 2012. Molto curato l’ambito giornalistico e di indagine in cui si muove Federico Malerba. L’autore sfrutta in modo efficace la sua esperienza da giornalista e ambienta la vicenda in una città che conosce molto bene. Prova ne sono le accurate descrizioni delle vie, dei palazzi e dei locali milanesi. Fabrizio Carcano dimostra di avere una penna fluida e molto produttiva con un romanzo che non ha fasi di stanca nelle sue oltre 600 pagine, in un inseguimento frenetico alla ricerca del colpevole prima che qualcun altro venga sacrificato in nome di un ideale più grande di lui.   Copertina flessibile: 672 pagine Editore: Ugo Mursia Editore (14 maggio 2012) Collana: Romanzi Lingua: Italiano ISBN-10: 8842549894 ISBN-13: 978-8842549895 Link d’acquisto cartaceo: La tela dell’eretico Link d’acquisto e-book: La tela dell’eretico

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