Tra le storie più controverse del folklore britannico, quella di Sawney Bean e della sua famiglia si distingue per ferocia e mistero. Scopriamo insieme questa raccapricciante vicenda in questo articolo di Giuliano Conconi.
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I rintocchi sommersi. Gli omicidi di Alleghe – Mattia Majerna
È un libro questo che si divora nonostante l’iniziale difficoltà nel familiarizzare con i salti temporali. La bravura dell’autore si evince nella sua capacità di accompagnare il lettore, parola dopo parola, nelle vicende intricate che, grazie a Sergio, oggi possono essere raccontate a voce alta, ripulite di quella omertà che per anni ne ha taciuto la verità.
Il cacciatore di innocenti – Alessandro Sponzilli
Quando la storia si fonde con il giallo, quello vero, possono essere scritte pagine indelebili con il trasporto di una ricerca della verità. Questo romanzo è cronaca, storia e commozione. La stessa che più di cento anni fa ha colto così impreparata una città in espansione industriale come la grande Torino.
La levatrice di Nagyrév – Sabrina Zuccato
A Nagyrév, un villaggio sperduto sulle sponde del fiume Tibisco, siamo nel 1929, viene trovato il cadavere di una vecchia. Per gli abitanti del villaggio a ucciderla è stata la figlia, Anna la lurida. A indagare sull’omicidio è il capitano della gendarmeria Zsigmond Danielovitz il quale ascolta la sospettata che confessa l’omicidio e racconta la sua versione dei fatti. In un ambiente chiuso, retrivo, Danielovitz prosegue le indagini nonostante Anna la lurida sia stata già arrestata.
Gli arcani di Leonardo – Luca Arnaù
Arnaù ci regala un thriller storico in cui le bellezze e la magnificenza di Firenze rimangono in secondo piano, soppiantate da immagini crude e dirette che non lasciano molto spazio all’immaginazione. La lotta contro il tempo per fermare l’assassino mette a dura prova Leonardo e i suoi compagni, costretti a privarsi molto spesso del sonno e del riposo per salvare vite innocenti. Un ennesimo romanzo di un autore che ci ha abituati ai suoi thriller travolgenti senza mai perdere di vista il contesto storico con le tante informazioni che riporta.
La morte dipinta – Lisa Laffi
Artemisia, soprannominata Art a causa del suo nome ritenuto dalla stessa molto, troppo ingombrante, è una giovane donna di 34 anni direttrice del museo Poldi Pizzoli; è riuscita, grazie alla sua tenacia e alla sua sopraffine intelligenza, a unire la sua grande passione per l’arte al lavoro. L’arte, soprattutto quella rinascimentale, scorre come un fiume in piena nelle vene della giovane donna. Conosce minuziosamente opere, pittori, segreti e leggende che si nascondono dietro quadri che la Storia ha voluto donarci.
Un mostro chiamato Girolimoni: una storia di Serial killer di bambine e innocenti – Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani
Cento anni fa, un pomeriggio del 31 marzo del 1924, nei giardinetti della centralinissima Piazza Cavour, Emma Giacobini, di 4 anni ancora da compiere, gioca tranquillamente con il fratellino di due. Un pomeriggio come tanti in cui va tutto bene, tutto come dovrebbe andare ma ad un tratto la bambinaia si “gira e non li vede più”. Due ore più tardi una donna Caterina Ferroni, sente dei lamenti provenire dal suo campo.
Nessuno poteva immaginare quanto quella bambina che sbucava da Vicolo Strozzi, “non fosse che l’inizio della tragedia che stava per rovesciarsi come un temporale su Roma”:
Recensore per un giorno – La fabbrica dei destini invisibili di Cécile Baudin
Tempo: Ultimo decennio dell’Ottocento
Luogo: Francia
Ambito di azione: fabbrica di seta dove lavorano anche dei bambini, ma poiché la legge da un po’ lo vieta, si fa finta che le bambine siano lì per imparare soltanto; due orfanotrofi; una “industria di ghiaccio”. E tanti viaggi tra questi tre posti.
Personaggi: una ispettrice del lavoro e il suo capo; una suora; il proprietario della seteria Perrin, con tanto di moglie e figli; una ragazza scomparsa 20 anni prima e… due cadaveri!
Le rubriche del lunedì: TSD Crime – Madame LaLaurie
Nei secoli passati ci sono state donne che credevano che il sangue umano fosse l’elisir di giovinezza per eccellenza. Per lo più erano signore che appartenevano a quell’aristocrazia oziosa e annoiata della vita da salotto in cui non avveniva mai niente di interessante e per combattere la noia si inventavano nuovi “passatempi” pur di animare i loro piatti pomeriggi. Non importava se queste distrazioni procurassero torture, mutilazioni e morte di servitù e schiavi, la cosa importante era sviluppare qualcosa che fosse coerente con i loro pensieri ossessivi.
La leggenda narra che queste dame fossero ossessionate dal terrore di invecchiare: si diffuse la credenza che il sangue umano rigenerasse la pelle.
Le rubriche del lunedì: TSD Crime – Antonio Boggia, il primo serial killer italiano
Seconda puntata della nostra rubrica del lunedì TSD crime! Oggi Giuliano Conconi ci racconta le vicende del primo serial killer italiano: Antiono Boggia









