Narrativa recensioni

Come d’Arco scocca. Il castello di Arco nei secoli in 13 racconti – A cura di Giancarlo Narciso

Recensione a cura di Raffaelina Di Palma

“I castelli non sono soltanto pietre. Sono stati eretti, come le cattedrali, per custodire i misteri della sapienza posseduta dagli uomini prima di tutti i tempi, oggi dimenticata e riservata a pochi illuminati. Ogni castello è uno scrigno che contiene un cuore vivo e palpitante”.

Nel tracciare la storia del castello di Arco, Giancarlo Narciso ha messo insieme un team di eccezionale rarità: autori illustri che hanno avuto riconoscimenti importanti per il genere noir.

Quando si parla di castelli è inevitabile sognare. Nell’immaginario collettivo il castello è un richiamo al fantastico, al mondo della favola, ai racconti epici, a leggendari cavalieri, alla storia e ai  suoi enigmi: simbolicamente, nel castello, si profilano le forme legate alla forza della sua imponenza fisica legata alle sue radici storiche: non dimenticando che la vera meraviglia è legata a quello che esso rappresenta, al suo ruolo nella storia.

E il castello di  Arco non è da meno. Una dimora storica affacciata sul lago di Garda: con quella “vaga somiglianza a un fiordo norvegese”, assume una suggestiva e ancor più misteriosa bellezza.

Attraverso questa antologia di racconti a esso dedicata conosciamo i tempi diversi della sua storia e le varie epoche del Tirolo Meridionale.

L’atmosfera dei racconti è coinvolgente. Da ognuno di essi si sprigionano forze oscure sottomesse a gioghi potenti e maligni, che vengono accomunati nell’immaginazione e nel mito della fascinazione per l’ignoto.

Tra personaggi reali e personaggi di fantasia si crea un amalgama che si fonde con il paesaggio che, avviene attraverso una serie di elementi costitutivi del territorio: impressionano per la loro bellezza e maestosità che sono il loro singolare pregio. E qui viene fuori il talento degli autori. Tra piazze, castelli, fiumi, santuari, coinvolgono le genti che attraversando questi luoghi si riconoscevano nei protagonisti  acquisendone il senso di appartenenza.

I personaggi, da quel che viene raccontato, emergono con spontanee e chiare sfumature: a volte sono solo delineati come la figura di Menego Benin, quasi medicus, che aspira a terminare gli studi di medicina. Cubitosa, personaggio realmente esistito che ho sentito più incisivo nella storia la quale vive con il solo desiderio di vendicarsi delle persone che le hanno tolto tutto: casa e affetti. Da Jacopo da Brescia, pittore, che si innamora perdutamente di una donna che, in fin di vita, lo bacia scambiandolo per il suo amante a Leonardo da Vinci che viene mandato ad Arco per indagare su un fantasma che terrorizza gli abitanti e, da grande genio quale è, ne dà una spiegazione scientifica.

Nella storia del Quadrato Magico, Albrecht Durer, pittore, incisore, matematico tedesco, viene coinvolto in un sogno all’interno del suo stesso quadro, al quale la città di Arco è debitrice di uno dei più bei dipinti della sua storia.

Il curioso quadrato è stato rinvenuto in numerosi siti sparsi in tutta Europa, ma non si è riusciti a risalire alle origini. Il più famoso è il Sator: secondo alcuni esperti potrebbe rappresentare una cripto- preghiera escogitata dai primi cristiani per adorare la Croce, per altri potrebbe essere una formula matematica. Uno tra i più belli si trova nel Duomo di Santa Maria Assunta a Siena.

Disponendo le parole su una matrice quadrata, si ottiene una struttura che ricorda quella dei quadrati magici numerici. Le cinque parole si ripetono se vengono lette da sinistra a destra e dall’alto al basso oppure da destra a sinistra e dal basso in alto. Al centro del quadrato, la parola TENET forma una croce palintronica. 

“Siete stato nel quadrato magico. Avevo intuito che lo avreste trovato e che sareste sopravvissuto. Quello che avete visto laggiù sarà visto dal mondo intero.

<< Ho visto solo me stesso >>.

Ogni essere incontra se stesso nel quadrato magico . Il tempo non esiste; è un eterno presente divino.”

Nel preparare la recensione di questo libro, “Come d’Arco scocca” mi ha sorpreso e mi ha incuriosito il filo che accomuna queste storie: il mistero. Ogni autore “imbastisce” la propria storia a piccoli punti, con pazienza certosina amalgamando il potere dei protagonisti con la storia locale;  creando finali a sorpresa. Spiazzanti, ma molto coinvolgenti creando ponti di emozioni e di saperi condivisi.

In ogni racconto di questa antologia, il punto d’inizio anche se discende in un contesto reale è di per sé misterioso: avvenimenti surreali, assurdi, ma con brandelli di sogno nel quale la narrazione muove, lentamente e inesorabilmente, verso l’individuazione delle ragioni “concrete”: pur nel mistero si fa intreccio inverosimile di accordi in uno scambio continuo tra sogno e realtà si scopre che l’evento iniziale non è affatto surreale o illogico poiché è avvenuto nel mondo reale di un uomo qualunque.

I critici cercano le fonti filosofiche e ideologiche dell’attitudine di uno scrittore all’indagine o, meglio, alla delineazione tra apologhi, favole, allegorie e di parentesi liriche di un mondo irreale.

Le fonti vere del bisogno di uno scrittore, ma anche di una persona comune, di evadere nel fantastico sono da ricercare all’interno di se stessi. Anzi, come è stato giustamente osservato, anche per esperienza personale, non c’è occasione della vita reale che non venga “manipolata”dallo scrittore e non diventi materia di un racconto.

“Si avviò deciso verso casa di via Segantini, dove Valeria lo aspettava ignara e attraversò il borgo buio e deserto. Era la cosa giusta da fare. Andarsene con onore, senza far rumore, senza lasciarsi dietro strascichi. E senza lasciare una donna a rimpiangerlo. Non temere Valeria, non ti lascio. Ti porto con me. Nel Valhalla.”.

La tipologia dei racconti è molto vasta, si snoda attraverso i secoli fino ad arrivare alla seconda guerra mondiale. La credibilità delle situazioni narrate è l’effetto delle “ambiguità” che gli autori hanno saputo introdurre nelle loro storie ed è proprio questa equivocità l’effetto del fascino che i racconti esercitano sul lettore: con un linguaggio semplice e uno stile diretto, gli autori, descrivono il viaggio di ogni protagonista imprigionandoli in quella magia nella quale essi stessi chiedono di volere continuare a vivere.

Ogni racconto è un’immersione nel mistero che vede protagonista il castello di Arco. I suoi personaggi così veri, così strani, racconto dopo racconto, divertono e commuovono il lettore distogliendolo dai pensieri di sempre implicandolo nella narrazione:  una narrazione intesa a sottolineare l’importanza di valori, di virtù importanti quali l’onestà, la lealtà, il senso di giustizia, la perseveranza, nell’eterna lotta del bene contro il male. Coinvolgendolo emotivamente; per sorprenderlo, anche terrorizzarlo, giusto quel tanto che basta.

Editore:Borderfiction
Collana:Nervi 
Anno edizione: 2022
In commercio dal:  17 maggio 2022
Pagine: 370 p., Rilegato
EAN: 9791280916280
Link d’acquisto cartaceo: Come d’arco scocca
Link d’acquisto e-book: Come d’arco scocca

Trama

Come d’Arco scocca. Perché, innanzitutto, questo titolo dalle evidenti assonanze con la celebre frase “Senza cozzar dirocco” con cui il Vate volle celebrare il Genio di uno dei più significativi personaggi della Storia di Arco, il pioniere dell’aeronautica Gianni Caproni? Perché questo libro vuole colpire come una freccia, idealmente scoccata dai merli del castello di Arco, a tracciare il filo di tredici racconti ambientati in diversi momenti della sua Storia.

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