Letture condivise

I commenti alla lettura condivisa di maggio 2021 – “Il libro di zaffiro” – Gilbert Sinouè

Libro che viene, lettura che va: ecco a voi i commenti dei lettori che hanno partecipato alla lettura condivisa del gruppo FB Thriller storici e dintorni.
A maggio, siamo stati a districarci tra gli enigmi per giungere al “Libro di zaffiro” di Gilbert Sinouè.
Saremo riusciti ad arrivare a disvelare il mistero? Leggete voi stessi, ma lasciateci prima ringraziare i lettori per la loro consueta partecipazione
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Laura Pitzalis
Confesso che leggendo i primi capitoli sono stata presa dallo sconforto: testi anagrammatici, cabala, simbologia, leggende bibliche e no, nomi impronunciabili … Tutto questo in una “caccia al tesoro” storico-religiosa che l’anziano rabbino Samuel Ezsra, il maturo sceicco Inn Sarrag e il giovane monaco francescano Rafael Vargas, uniti dal solenne giuramento prestato ad Aben Baruel, un comune amico ebreo giustiziato durante un autodafé, devono affrontare alla ricerca di una misteriosa tavoletta (il libro) di zaffiro, quasi come se fosse un Sacro Graal, sulla quale troveranno impresse le risposte agli interrogativi che da sempre l’uomo si pone sulla propria esistenza. Ciò nonostante l’ho finito di leggere e con piacere, anche se i vari enigmi hanno continuato a rallentarmi la lettura e a tenere google sempre aperto. Questo perché la trama è avvincente, affascinante e intrigante.

E poi lo stile narrativo di Gilbert Sinouè così godibile, scorrevole, nonostante tutto il romanzo sia impregnato dalla sua grande cultura storica e religiosa che è amplificata dagli enigmi che costituiscono la mappa, una vera e propria mega sciarada. Quello, però, che è riuscito a incollarmi alle pagine del libro è stata la fine ironia che a mio parere ha dato vitalità e freschezza a un romanzo che sarebbe stato troppo nozionistico e macchinoso: ho adorato i battibecchi e il punzecchiarsi di Ezsra e Inn Sarrag, i loro “offendersi” e minacciare di mollare tutto, il loro “ imbronciarsi” e “voltare le spalle”.

Sono un pozzo di scienza, i più grandi eruditi del tempo ma sono uomini con le loro debolezze, i loro difetti, le loro manie che me li ha resi simpatici e amabili. 

Tanti sono i personaggi storici reali che animano il romanzo tra i quali uno stravagante marinaio genovese che parla castigliano e sogna di raggiungere le Indie, Cristoforo Colombo, sulle cui origini Gilbert Sinouè ci lascia nel dubbio: era castigliano ed ebreo o italiano e cattolico? L’ambientazione temporale è quella del XV secolo, quella spaziale è una Spagna in piena Inquisizione, mentre infuria la guerra di Riconquista durante il regno dei Re Cattolici, Ferdinando II di Aragona e Isabella di Castiglia.  In questa situazione Sinouè ci fa viaggiare attraverso le città della medioevale penisola iberica, ci descrive i luoghi, ci racconta le loro leggende, ci descrive i monumenti. E ci conduce fino all’ultima tappa senza lesinare colpi di scena e azioni adrenaliniche ma con un finale che un po’ mi ha deluso: rispetto alla ricchezza di nozioni, alla varietà e dinamismo della storia, mi è sembrato poco originale, scontato e sbrigativo; mi ha lasciato la sensazione che non tutto fosse concluso e che l’autore avesse troncato la storia di colpo.  Comunque è proprio nel finale che ho capito le differenze tra le tre grandi religioni monoteiste, Cristianesimo, Ebraismo, Islam, ma soprattutto la loro linea comune. Ognuna di esse ha una sua visione che contrasta con le altre ma è proprio questa diversità il punto di partenza per crescere.  Un buono spunto per riflettere, non credete?

Daniele Chiari
Tre sapienti esperti delle tre religioni monoteistiche costretti loro malgrado a collaborare alla ricerca di un misterioso libro con le risposte di Dio agli interrogativi degli uomini di ogni epoca, nella Spagna Tdel XV secolo, tra intrighi di potere e bassezze umane di ogni sorta.  Gradevolissimi i dialoghi ed i rapporti tra i 3 protagonisti, sempre impregnati di una caustica ironia, ma anche di profonda stima e assoluto rispetto.  Sicuramente troppe e troppo complicate, invece, le tracce e gli indizi da seguire, sicuramente apprezzabili da lettori molto più preparati di me sulla storia e sui testi sacri.  Finale forse un po’ precipitoso e tutto sommato deludente.  In ogni caso ottima ricostruzione storica, trama avvincente e personaggi ben costruiti, lettura godibile e raccomandabile. PS: La lettura ha coinciso con la nuova esplosione del conflitto arabo-israeliano, e questo ha reso particolarmente attuale il tema di fondo del libro, cioè la necessità di collaborazione e lo sforzo di comprensione tra popoli e religioni molto distanti ma obbligate a convivere.

Valentina Ferrari
La vicenda raccontata nel romanzo è ambientata nella Spagna di fine Quattrocento, pochi anni prima che Granada cada sotto i colpi degli eserciti cristiani di Ferdinando e Isabella. I protagonisti sono un rabbino, uno sceicco e un monaco francescano, invitati da un comune amico ebreo, arso sul rogo di un autodafè, ad andare alla ricerca del Libro di Zaffiro, testo che svelerà, a chi se ne sarà impossessato, l’unica vera fede… I tre iniziano così un avventuroso viaggio attraverso la Spagna, da Granada a Salamanca, passando per Burgos e Teruel, racconto di viaggio che ho trovato coinvolgente e che mi ha spinta a cercare informazioni e immagini sui luoghi menzionati, facendomi sognare e desiderare di organizzare un bel viaggio in Spagna. Ai tre si unirà donna Manuela Vivero, amica d’infanzia della regina Isabella, inviata dall’Inquisizione per spiare le mosse dei tre e svelare il presunto complotto di cui li si crede artefici. Una lettura scorrevole e coinvolgente che vuole mostrare ai lettori come la pacifica convivenza tra uomini appartenenti a fedi diverse sia possibile. Unica pecca (non sono amante del genere), troppi enigmi da decifrare, con riferimenti a testi a me sconosciuti e con soluzioni a mio avviso un po’ forzate, per ricostruire le tappe del viaggio che porterà i protagonisti al raggiungimento della meta finale. Molto interessanti il contesto storico e la descrizione dei luoghi attraversati, così come la narrazione dell’incontro con un caparbio e determinato navigatore genovese (o castigliano? 🤔) convinto di poter raggiungere le Indie navigando verso Ovest … Grazie a Roberto e agli altri membri del gruppo per la condivisione e il confronto su questa lettura che, nel complesso, ho trovato gradevole.

Angela D’Albis
Devo confessare che ho fatto fatica a leggere questo romanzo. Ambientato nella Spagna di fine 1400, scossa da tumulti religiosi e con la potenza opprimente della Santa Inquisizione, all’inizio il romanzo sembra scorrevole, poi si interrompe spesso in dialoghi tra i tre personaggi principali su concetti religiosi di cui non ho competenza e che ho in parte saltato.  I personaggi principali sono tre: un ebreo, un mussulmano e un cristiano che devono trovare il “Libro di zaffiro”. Soffermandomi solo sulla parte storica e saltando quasi sempre le disquisizioni filosofiche dei tre saggi, i personaggi di questo romanzo mi sono sembrati simpatici e molto dotti.  Tuttavia, i momenti di confronto tra i tre uomini e le tre religioni da essi professate, pur essendo interessanti per gli addetti ai lavori, come già accennato, risultano parecchio pesanti.  I loro dialoghi, infatti, denotano una profonda conoscenza dei testi sacri da parte dell’Autore. Non sempre il lettore è altrettanto preparato.    Quello che mi è piaciuto del libro è che il rapporto tra questi tre sapienti raramente è conflittuale e molto spesso risulta tollerante e solidale. Credo che possa essere un grande insegnamento per i nostri tempi!  Nel complesso, pur non essendo un libro semplice, mi sento di consigliarne la lettura!

Daniela Castagnino
Il romanzo è ambientato in Spagna alla fine del ‘400 durante il regno di Ferdinando d’ Aragona ed Isabella di Castiglia.  In questo periodo violento ed intollerante, un rabbino, un arabo ed un monaco cristiano sono riuniti per volontà di un loro comune amico, condannato al rogo, al fine di ritrovare il mitico “Libro di zaffiro”. Grazie alle loro conoscenze sulle rispettive religioni, questi tre personaggi dovranno risolvere una serie di enigmi che permetteranno loro di ritrovare il tesoro. Dovranno unire il loro sapere, le loro forze e soprattutto superare le loro divergenze (non senza discussioni, controversie teologiche e pregiudizi su ciascuna credenza). Un buon romanzo storico, ricco di avventure attraverso la Spagna, ma appesantito e rallentato nella lettura da enigmi e ragionamenti riferiti ai testi sacri davvero troppo complicati. L’epilogo del romanzo secondo me è un po’ troppo affrettato e sbrigativo. Ho apprezzato il messaggio di rispetto e tolleranza che trasmette.

Maria Bellus
Storia e fantasia si intrecciano e ci accompagnano in una narrazione avvincente, anche se i tanti enigmi durante la lettura complicano e distraggono. Il romanzo è ambientato nella Spagna medioevale in un periodo in cui l’inquisizione diffonde il terrore. Tre sono i protagonisti, un anziano rabbino, un giovane monaco e uno sceicco accompagnati nella loro avventure da Manuela. Sono tutti molto diversi fra loro per età e fede religiosa ma sono molto saggi.  Fedeli al giuramento fatto ad un loro comune amico, condannato al rogo dall’inquisizione, intraprendono un viaggio avventuroso alla ricerca di una tavoletta di zaffiro che dovrebbe dare loro risposte che Dio ha dato sull’esistenza dell’uomo . Un buon romanzo, anche se la lettura a volte crea qualche difficoltà, da leggere con calma.

Daniela Piazza
È stata una lettura piacevole, a tratti di grande interesse che però alla fine non mi ha coinvolto molto. Ho trovato il romanzo un po’ troppo “costruito” e non solo nella parte della “caccia al tesoro” che è logico che lo sia e che è sempre divertente, anche se preferisco indizi un po’ meno criptici. Intendo costruito anche nelle parti dove dovrebbe emergere una maggiore spontaneità, come la storia d’amore tra Vargas e Manuela, che trovo un po’ artefatta. Anche l’inserimento della storia di Colombo mi è sembrato un po’ forzato e poco credibile che Vargas molli i compagni per andare a perorare la sua causa. La parte più apprezzabile rimane l’encomiabile sforzo di far dialogare le tre religioni. Sono decisamente saporiti i litigi e battibecchi tra i tre amici/nemici. Anche a me il finale è sembrato un po’ affrettato, dopo tante lungaggini precedenti.

Donatella Palli
Ecco un romanzo che unisce alla storia della “Reconquista” spagnola, ai tragici Autodafe’, una grande cultura religiosa dell’autore e la sua passione per gli enigmi. Non starò adesso a raccontarne la trama perché è stato già fatto da chi mi ha preceduto ma penso di non averlo potuto apprezzare a pieno per le continue dissertazioni erudite dei personaggi. Mi ha suscitato però la curiosità di conoscere meglio la storia spagnola, di rivedere questa terra bellissima e in particolare l’Andalusia che ho visitato qualche anno fa. Apprezzo il messaggio di Sinoue sulla fratellanza dei popoli e ricordo la frase del rabbino che dice “oggi gli ebrei siamo noi ma in futuro saranno altri” (ho citato a mente) messaggio più che mai attuale!! Grazie alla condivisa che mi ha aiutato ad arrivare in fondo a questo romanzo un po’ insolito e, per questo, interessante.

Roberto Orsi
Una lettura particolare. È il secondo romanzo che leggo di questo autore. Entrambi mettono al centro la questione religiosa. Gilbert Sinoue’ è molto bravo ed esperto in questo ambito, questo romanzo ne è la riprova. Dimostra una grande padronanza delle Sacre scritture, di qualunque appartenga religiosa esse siano, e riesce a costruire una serie di enigmi spesso un po’ troppo complicati per chi non ha approfondite conoscenze in materia. Se all’inizio la cosa può risultare ostica e perfino noiosa al lettore, dopo qualche capitolo si capisce che il senso di tutto questo va ricercato al di là dei meri simbolismi legati alla Qabbala ebraica, alla Bibbia del Cristianesimo o al Corano islamico. Il messaggio è qualcosa di più alto, che prescinde dalle differenze religiose.
Un romanzo che è allo stesso tempo un viaggio meraviglioso nella Spagna del XV secolo, in quel momento di stacco, con la riconquista ormai ottenuta, le nuove conquiste e le scoperte geografiche oltreoceano. Quella Spagna rivive magicamente nelle pagine di Sinoue’ attraverso descrizioni di paesaggi, monumenti e folklore tipico dell’epoca. Nel complesso una buona lettura

Martina Sartor
La lettura di questo libro è stata per me abbastanza ostica. Gli enigmi che accompagnano il lettore lungo il cammino verso la scoperta del libro di zaffiro sono molto ostici e di difficile comprensione per chi non sia ferratissimo sui libri sacri delle tre religioni monoteiste e sulla storia della Spagna del tempo. Fra l’altro questa ambientazione storica (la Spagna di Isabella e Ferdinando, l’Inquisizione…) in genere non mi appassiona molto. Mi sono piaciuti invece i personaggi del rabbino Ezra, lo sceicco Sarrag, il frate Vargas e soprattutto donna Manuela che, col suo ingresso nella storia, porta vivacità e movimento alla trama. La conclusione e le rivelazioni sul “libro di zaffiro” infine non potevano che essere così come ce le pone l’autore.”…la medesima visione aveva appena trafitto la loro anima – una visione che recava in sé tutta l’assurdità, tutta la follia, tutta l’intolleranza e tutto l’orgoglio degli uomini.”

Raffaellina Di Palma
Toledo 1487. Un ebreo, un musulmano e un cristiano ricevono istruzioni per andare alla ricerca de Il Libro di Zaffiro. Con l’aiuto di una mappa iniziano un percorso tra enigmi, cattedrali e castelli in una Spagna di fine 1400, non ancora unita e sconvolta dalle rivolte religiose con la figura oppressiva della santa inquisizione. La trama diventa via via più avvincente e i dialoghi mostrano una intensa conoscenza dei testi sacri da parte dell’autore, Gilbert Sinoué. Tra intricati enigmi e l’ombra dell’inquisizione, tra un libro temuto dai custodi dell’ordine della Chiesa cattolica e l’ombra dei Templari; si muovono in una sorta di controcanto continuo i protagonisti. Pur così diversi tra loro, sia per età, sia per credo religioso, coinvolgono il lettore nei loro dialoghi e nello scopo del loro viaggio: un viaggio che si trasforma in un pellegrinaggio nella Spagna di Ferdinando e Isabella; attraverso il quale si apriranno un passaggio tra le spesse maglie dell’inquisizione. Uniti dal giuramento fatto al loro comune amico, Aben Baruel, giustiziato in un autodafé i tre ai quali si unisce un quarto personaggio, iniziano un viaggio che si rivelerà avventuroso e pericoloso alla ricerca del misterioso libro sul quale, secondo la tradizione, sono scolpite le risposte di Dio agli interrogativi basilari che da sempre l’uomo si pone sulla propria vita. Aben Baruel lascia una inquietante domanda: se Dio esiste, in quale contesto si colloca? Egli la nasconde attraverso indicazioni chiamate “palazzi”: i quattro protagonisti nonostante i dubbi causati dalle loro diversità religiose e culturali decidono di intraprendere questa singolare avventura. Gilbert Sinoué, in questo romanzo, mette in evidenza essenzialmente la differenza tra le religioni nella Spagna del XV secolo: il rabbino Ezra, lo sceicco Ibn Sarrag, il monaco francescano Vargas e la cristiana Manuela Vivero intraprendono un viaggio pieno di incognite, ma paradossalmente, proprio da qui nascerà la loro amicizia. Con un dosaggio equilibrato lo scrittore sottolinea la diversità delle tre confessioni religiose monoteiste a cui appartengono i protagonisti, mettendo in risalto la loro esperienza personale nel rapporto reciproco, talvolta conflittuale, ma il più delle volte di silenziosa tolleranza, allo scopo di arrivare a un obiettivo comune: tra realtà e probabilità, narrazione e immaginazione, tesi fino all’ultimo alla ricerca del loro sospirato tesoro. Non è una lettura facile, ma induce a riflettere: coltivare il proprio credo nel rispetto degli altri si può.

Sonia Brindisi
Questo romanzo è ambientato nella Spagna di fine 1400, belli e affascinanti i luoghi descritti. All’inizio il romanzo è scorrevole e ho trovato simpatici e interessanti i dialoghi tra i tre personaggi principali.    Tuttavia sono presenti spesso concetti religiosi importanti, discussioni filosofiche per me un pochino pesanti. Notevoli e difficili da seguire gli enigmi di cui il romanzo è intriso. I miei complimenti all’autore per le sue conoscenze e competenze e per come gestisce il ” conflitto” tra le religioni. Nel complesso, un libro non semplice ma interessante da leggere.

Costanza Marzucchi
Potrei iniziare questo commento così: c’è un ebreo, un arabo ed un frate cristiano che partono alla ricerca del più grande tesoro dell’Umanità. Sembra l’inizio di una barzelletta, eppure possiamo riassumere questo libro, o almeno la spinta iniziale di questo romanzo proprio in questo modo. L’impianto narrativo su cui si regge questa storia è di notevole complessità. In una cornice storica turbolenta quale solo la Spagna della fine del Quattrocento può essere, Sinoue’ realizza un romanzo avvincente, con un bagaglio di simbolismi, nozioni e conoscenze di carattere religioso che spesso sfuggono alla conoscenza ed alla comprensione del lettore. La narrazione segue un andamento altalenante: accanto ad una serie di sequenze narrative, molto avvincenti e ben riuscite, ve ne sono altre dedicate alle ipotesi e alle conclusioni che i singoli personaggi di volta in volta formulano per risolvere il mistero. L’erudizione dell’autore è innegabile, ma rallentano un po’ la narrazione, cosa che disorienta un po’ il lettore. Questo tratto, tuttavia, non incide negativamente sulla qualità del racconto che si presenta ben congegnato grazie ad un intreccio e ad una pregevole caratterizzazione dei personaggi. A questo si aggiunge una grande lezione di tolleranza, manifestata dal legame di affetti che i personaggi, con vicende personali e convinzioni diverse, instaurano grazie a questa ricerca, in un’epoca dove cresce l’intolleranza e l’oscurantismo. È un libro insolito, ma davvero interessante, proprio per la grande attualità che la storia presenta.

Luigia Amico
È stata una lettura abbastanza difficile, vuoi per gli innumerevoli enigmi a me ostici a prescindere, vuoi per l’argomentazione trattata. È indubbiamente un libro di un certo spessore che denota una grande e profonda preparazione dell’autore; interessante è stata la parte del viaggio, il peregrinare dei protagonisti tra pericoli e battute sagaci e sarcastiche alla ricerca de “il libro di Zaffiro”, ma per il resto tutte le dispute sulle questioni religiose mi hanno reso la lettura pesante, a tratti anche noiosa. Le descrizioni che l’autore ci regala della Spagna del 1400 sono a mio avviso meravigliose, come importante è il messaggio che Gilbert Sinoue’ ci lascia tra le pagine del libro.

Maria Marques
Nella Toledo fine del ‘400, un anziano rabbino, uno sceicco e un giovane francescano, si trovano, loro malgrado legati dal giuramento prestato a un comune amico ebreo, giustiziato durante un autodafé. I tre nonostante le diffidenze e le differenze religiose e culturali, decidono di collaborare per affrontare insieme una avventura: la ricerca di un libro di zaffiro. Per trovare questo libro, i tre dovranno collaborare per risolvere una serie di indizi che definire complicati è limitativo. Ma… c’è sempre un “ma”, l’autore aggiunge sulla strada dei tre, una affascinante damigella, Manuela Vivero amica della regina Isabella di Castiglia e poi Torquemada e uno strano Cristoforo Colombo. La scoperta di trovarsi affini nonostante le diversità religiose, gli agguati tra eserciti musulmani. e cristiani in una Spagna che non è ancora unificata, fanno da sfondo alla ricerca. Un romanzo accattivante di cui ho apprezzato l’enorme erudizione dell’autore che mantiene sempre desta l’attenzione del lettore. Tutti i tasselli si incastrano alla perfezione, in una lettura ho apprezzato sino all’ultima pagina ,ma che a mio parere va letta lentamente per apprezzare in pieno le divagazioni e le dispute religiose che Sinohue padroneggia in modo magistrale.

Eliana Corrado
Un libro interessante sotto diversi punti di vista, pregevole e importante per il messaggio che vuole comunicare, ma al contempo complicato per gli innumerevoli enigmi che, a mio avviso, sono troppi (e alla lunga stancano) e troppo complessi per un lettore non avvezzo alle questioni religiose. Credo che questo sia un po’ il limite di questa lettura: il lettore resta troppo estraneo alla narrazione, alla caccia per arrivare al libro di Zaffiro (che dà il titolo al romanzo). Sono molto belle le descrizioni dei luoghi che consentono quasi una visione della Toledo del ‘400; sicuramente la comunione di tre rappresentanti di tre religioni diverse dà brio alla narrazione (molti sono i punti in cui con ironia, a volte tagliante, escono fuori dei dialoghi assai “spassosi”) e anche profondità di tematiche e di punti di vista. Eppure l’ho trovato “difficoltoso” da seguire. Ho amato, invece, tantissimo, il contesto storico: Isabella di Castiglia, l’Inquisizione, la guerra di religione.
Mi ha deluso il finale (o meglio, l’arrivo alla conclusione della storia): troppo in salsa “Indiana Jones”, troppo “fantasioso”, cosa che mi ha fatto storcere un po’ il naso. Dopo tanto rigore delle fonti religiose nella creazione e scioglimento degli enigmi quel finale proprio non me l’aspettavo.
Un libro da leggere, con la consapevolezza che, forse, è godibile solo a metà.

Patty Bra

Fin da subito sono rimasta affascinata dal connubio di tre religioni, culture e sapienza, attraverso i tre protagonisti, ognuno esponente della propria religione e storia ma anche delle altre. Mi ha colpito come l’autore riesca a far interagire: un rabbino, uno sceicco e un monaco dando a ognuno il suo spazio senza sovrastare gli altri, con dialoghi molto acuti e confronti interessanti, non mancano battute taglienti. Ho trovato un po’ complicato gli enigmi ma le spiegazioni sono chiare magari un po’ troppe lunghe e alcune volte prolisse. È una lettura molto interessante che ho apprezzato per avermi fatto conoscere dettagli di altre religioni che non conoscevo e ammetto, da qui, la curiosità di volerne sapere di più. Storia arricchita con azioni dinamiche che danno un tocco di movimento e respiro dai ragionamenti che occupano buona parte dello scritto. È una lettura che consiglio.

Trama
Un rabbino, uno sceicco e un giovane monaco alla ricerca di un libro misterioso in un avvincente thriller a sfondo storico.
Toledo 1487: un anziano rabbino, uno sceicco di mezza età e un giovane monaco francescano, affratellati dal giuramento fatto a un comune amico ebreo finito sul rogo, decidono di intraprendere un avventuroso viaggio alla ricerca di una misteriosa tavoletta di zaffiro, dove, a detta di chi l’ha avuta tra le mani, sono impresse le risposte di Dio agli interrogativi fondamentali che da sempre l’uomo si pone sulla propria esistenza. Nel corso del rocambolesco pellegrinaggio attraverso la Spagna di Ferdinando e Isabella – una Spagna illuminata dalla luce livida dei roghi degli autodafè, incrudelita dalla guerra di Riconquista e minata dal mal sottile del fanatismo religioso e del furore antisemita – i tre scamperanno per un pelo agli agguati degli eserciti cristiano e musulmano, si apriranno un varco tra le fitte maglie tese dell’Inquisizione, troveranno il tempo di fare la conoscenza di uno stravagante marinaio genovese che parla castigliano e sogna di raggiungere le Indie navigando hacia ponente, e scopriranno infine, con una certa sorpresa, che il fine del loro viaggio non è altro che il viaggio stesso…

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