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La signorina Gold. Un’ostetrica a Berlino – Anne Stern

Recensione a cura di Lucia Maria Collerone

La vicenda narrata nel romanzo si completa il 24 giugno 1922 data in cui avvenne l’uccisione del ministro Rathenau e l’inizio dell’avvento del potere hitleriano e del nazismo nella Germania ancora sanguinante e devastata, uscita da una manciata di anni dalla terribile Prima Guerra Mondiale.

Il romanzo si snoda su due direttrici: la prima riguarda la vita e la professione di Hulda, il suo modo di essere indipendente, piena di forza, coraggiosa, gentile, premurosa e attenta nella sua professione. La sua vita di ostetrica, le vicende delle donne che incontra e che aiuta a diventare madri. I suoi amori e la Berlino del primo dopoguerra, con le sue ferite, le sofferenze, la voglia di rinascita e la paura di chi ancora vorrebbe causare altro orrore, altra violenza, il nazismo che comincia a ramificarsi e a creare i presupposti del male.

Dall’altra parte ci sono le vicende del giallo: l’uccisione di un’anziana prostituta, Rita, vicina di una sua assistita, diventa un’ossessione per Hulda che vuole capire cosa le sia successo e che introduce la figura dell’ispettore Karl North. Intrecci di storie, come rigagnoli di una storia più ampia che coinvolge tutto e tutti. C’è in questo filone della vicenda anche un diario, scritto da Rita, che inserisce un nuovo elemento di narrazione, la sua vicenda e la storia dei manicomi tedeschi, improvvisati luoghi di abominevoli torture, prodromi di quella che sarebbe stata la Aktion T4 del regime nazista, contro i degenerati.

Una trama complessa, ma un poco lenta. A volte fatica a procedere perché troppe intromissioni narrative si intrufolano nella storia del giallo. Alcune scene, invece, sono proprio da romanzo rocambolesco e talvolta troppo artefatte e quasi incredibili.

Bisogna arrivare in fondo al romanzo per tirare tutte le somme e avere un quadro d’insieme, per ricostruire il quadro disgregato volutamente dall’autrice. Un giallo sulle orme del genere che coinvolge ispettori e gente comune per la risoluzione di un mistero. In questo caso la persona comune è Hulda, l’ostetrica, con la sua curiosità indomabile e anche un atteggiamento sprezzante del pericolo, incosciente non sempre giustificato.

Il linguaggio usato è molto semplice e diretto, per fortuna, altrimenti ci sarebbe stato un ulteriore elemento di difficoltà.

Trama
Berlino, 1922. La Prima guerra mondiale ha lasciato ferite profonde nella Germania sconfitta e la città è segnata da un diffuso senso di sconforto. Hulda Gold è una giovane ostetrica, impavida e sagace, che non concede spazio alla tristezza. Ogni giorno attraversa in bicicletta le vie della città per far visita alle partorienti. La sua figura in uniforme non passa inosservata, soprattutto agli occhi del giovane Felix, che la ammira dai tavolini del Café Winter. Innamorata del proprio lavoro e attenta a scongiurare ogni imprevisto, la giovane Hulda si prodiga per ogni nuova vita, che porta con sé la speranza nel futuro. Oltre al destino dei neonati, anche quello delle madri le sta molto a cuore, ma proprio per il suo carattere disponibile e attento al prossimo tende spesso a mettersi in pericolo. Quando nel famigerato Bülowbogen uno dei tanti bassifondi della città, una sua paziente le racconta in lacrime che la vicina di casa è stata trovata morta nel canale Landwehr, la signorina Gold si rifiuta di credere all’ipotesi del suicidio. Anche l’ispettore Karl North, timido e impacciato nonostante la statura imponente, è troppo interessato al caso perché si tratti di una fatalità. Hulda vuole saperne di più e decide di affiancare l’ispettore nelle indagini. Insieme si addentrano negli angoli nascosti di una città dove il confine tra luci e ombre è sempre più sfumato.
Con La signorina Gold, Anne Stern regala ai lettori una protagonista alle prese con una professione meravigliosa, e li introduce alle atmosfere uniche della Berlino degli anni Venti.

Editore: ‎ Mondadori (1 giugno 2021)
Copertina flessibile: ‎ 336 pagine
ISBN-10: ‎ 8804737042
ISBN-13: ‎ 978-8804737049
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