Personaggi Storici Viaggio nella storia

15 aprile 1446: muore Filippo Brunelleschi. L’uomo che disegnò la cupola del duomo di Firenze

Articolo a cura di Donatella Palli

Scultore e architetto fiorentino nato a Firenze nel 1377 non proveniva da una famiglia di artisti e non era neppure dotato di un bell’aspetto che, sappiamo non guasta mai, come ad esempio, il divino Raffaello.

Dice il Vasari : “Molti son creati dalla natura piccoli di persona e di fattezze, che hanno l’animo pieno di tanta grandezza ed il cuore di sì smisurata terribilità , che se non cominciano cose difficili e quasi impossibili, e quelle non rendono finite con maraviglia di chi le vede, mai non danno requie alla vita loro, e tante cose, quante l’occasione mette nelle mani di questi, per vili e basse che elle si siano, le fanno essi divenire in pregio e altezza (…) Perciocche’ e’ si sforzano di abbellire la bruttezza del corpo con la virtù dell’ingegno (…).

Continua Vasari : “Adornollo altresì di ottime virtù; fra le quali ebbe quella dell’amicizia sì, che non fu mai alcuno più benigno né più amorevole di lui”.

Suo padre era notaio e avrebbe voluto per il figlio la stessa carriera ma vedendolo disinteressato, pur con grande dispiacere, lo mandò a imparare l’arte da un orefice. Un apprendistato molto proficuo gli permise di conoscere i talenti dell’epoca e stringere profonda amicizia con il giovane Donatello. Condividendo con l’amico l’amore per la scultura, ma non solo, Filippo iniziò a fare alcuni lavori come riparazioni, e piccole sculture, finché finalmente ottenne dai frati di Santo Spirito un primo importante incarico: una statua lignea di S. Maria Maddalena. La statua piacque molto ai frati ma non è giunta fino a noi perché venne distrutta nell’incendio di Santo Spirito nel 1471.

Inizio di una carriera prestigiosa

Nel 1401 partecipa con Donatello al concorso per la seconda porta del battistero di Firenze. Il concorso sarà vinto da Lorenzo Ghiberti che diventerà famosissimo a Firenze.

Brunelleschi e Donatello lasciano Firenze e si recano a Roma per vedere le antichità che il nostro studia con grande fervore. La sua opera sarà una profonda rilettura della cultura architettonica romana.

Brunelleschi è convinto che si debba considerare lo spazio come un sistema di elementi proporzionali e organici tra loro, dunque misurabile, che prende origine da un unico elemento : il centro quale principio geometrico. Questo è l’aspetto di fondo del suo pensiero  e diventa uno dei cardini del Rinascimento.

Il suo studio della prospettiva influenzerà un altro fedele amico, Masaccio.

La cupola del Duomo

Ritornato a Firenze presenta il modello per il concorso della cupola della cattedrale (1418).

Il concorso ha richiamato in città i più grandi artisti del momento e la competizione è molto accanita. In effetti si lavorava da molto tempo all’edificazione del Duomo; Arnolfo di Cambio, scultore e architetto, aveva posto la prima pietra l’8 settembre 1296. Al momento i lavori erano fermi per la difficoltà di “voltar” la cupola.

È solo la sua grande determinazione che gli farà ottenere l’incarico: Filippo, ai consoli e ai cittadini che dovevano decidere, non volle mostrare il suo modello di cupola per paura che glielo copiassero ma propose che “chi fermasse in sur un marmo piano un uovo ritto, quello facesse la cupola.; che quivi si vedrebbe l’ingegno loro.(…) Tutti quei maestri si provarono per farlo star ritto, ma nessuno trovò il modo..Onde , essendo detto a Filippo che lo fermasse, egli con grazia lo prese, e datogli un colpo del culo in sul piano del marmo, lo fece star ritto. Romoreggiando  gli artefici che similmente arebbono saputo fare essi, rispose loro Filippo, ridendo, che gli arebbono ancora saputo voltare la cupola, vedendo il modello o il disegno.”

Filippo vince il concorso ma è poco conosciuto e non si vuol dare a lui la grande responsabilità dei lavori. Così i sostenitori del più famoso Ghiberti lo impongono come vincitore ex aequo.

La tensione fra i due artisti è alta perché Ghiberti non ha le capacità di Brunelleschi. Per mettere il suo rivale alla prova, Filippo si dà malato e incoraggia il collega a continuare da solo durante la sua (fantomatica) malattia. Il Ghiberti si rifiuta e afferma che non vuole continuare senza il Brunelleschi.

Queste ed altre schermaglie lo confermeranno dal 1423 unico governatore dell’enorme cantiere che terminerà solo nel 1436 a dispetto di tutte le avversità , delle gelosie e dei malumori dei fiorentini, molto inclini alle critiche. La fama di Brunelleschi è finalmente universalmente conosciuta.

Il 24 marzo del 1436 il papa Eugenio VI consacra la Cattedrale.

Filippo muore dieci anni dopo il 15 aprile 1446 e le sue spoglie riposano in Santa Maria del Fiore.

I festeggiamenti per la copertura della facciata

La copertura della facciata in marmi policromi sarà completata solo nel 1887 ad opera di Emilio de Fabris. I  festeggiamenti, iniziati il 12 maggio, durarono a lungo con il “Gran Ballo Storico” in costume, nel salone dei Cinquecento illuminato solo da candelieri, la notte del 14 maggio .

Alle celebrazioni parteciparono anche il re Umberto e la regina Margherita insieme ai rappresentanti del governo e del parlamento e tanti ospiti illustri italiani e stranieri.

Il 16 maggio un “Corteggio Storico” con le antiche famiglie nobili in costume del trecento attraversò la città in festa.

Finalmente dopo 6 secoli la cattedrale di Firenze era  ultimata con il contributo di centinaia di lavoratori diretti ,con somma maestria ,dal genio di Brunelleschi.

Bibliografia:

Giorgio Vasari, Vite.  Fabbri editori

La Storia dell’Arte , 6. Il Quattrocento ,  La biblioteca di Repubblica

Ross King, Brunelleschi’s Dome , Bloomsbury

www.treccani.it

https://www.conoscifirenze.it

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