Casualità della Storia Viaggio nella storia

Rubrica “le casualità della Storia” – Il Muro che crollò per un “banale” errore

Reading Time: 5 minutes

Benvenuti alla prima puntata della nostra nuova rubrica dedicata alle “casualità della Storia”: quegli eventi fortuiti, errori, fraintendimenti o battute pronunciate per caso che finiscono per stravolgere il destino del mondo.

Articolo a cura di Raffaelina Di Palma

9 novembre 1989. “Ab sofort” (Da subito). Due sole parole pronunciate quasi distrattamente diedero una rapida e incredibile accelerazione alla Storia, provocando la caduta del Muro: emblema per molti anni della Guerra Fredda.

Ma quale fu l’origine dell’errore?

A pronunciare quelle due semplici parole, fu Günter Schabowski, funzionario del partito di unità socialista della Germania, durante la conferenza stampa in diretta TV, indetta nella sera di quel 9 novembre, in risposta ai giornalisti che domandavano notizie riguardanti le autorizzazioni di viaggio ai tedeschi dell’Est. Quella conferenza stampa di routine, effettuata dal regime comunista della Repubblica Democratica Tedesca (RDT), informò i giornalisti che da quel momento i cittadini della Germania Est erano liberi e senza limitazioni di entrare nel territorio della Germania Ovest, la Repubblica Federale Tedesca, (RFT).

La dichiarazione di Schabowski lasciò tutti esterrefatti: i confini tra RDT e RFT erano rigorosamente sorvegliati, ma in realtà fu un annuncio sbagliato. Schabowski doveva annunciare soltanto che i cittadini della RDT potevano chiedere dei nuovi “permessi speciali” per entrare nella RFT e che la misura sarebbe entrata in vigore dal giorno dopo.

Ma al portavoce della Repubblica Democratica Tedesca, non avendo partecipato all’incontro in cui erano state decise le nuove misure, non gli furono date informazioni su come trasmettere la notizia. Il provvedimento sarebbe dovuto entrare in vigore nei giorni successivi, dando così il tempo di trasmettere il nuovo regolamento alle guardie di confine e il nuovo provvedimento per la concessione dei permessi.

Ma nell’annuncio ai giornalisti il portavoce si confuse e di fatto, quell’errore, si rivelò la motivazione per cui il Muro iniziò a sgretolarsi: un evento che fece del 1989 una pagina di storia carica di significati, che furono fondamentali per l’Europa; un cambiamento epocale, una trasformazione profonda che segnò la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova.

Quell’errore fu la dimostrazione di come, a volte, sia anche il caso a decidere i rovesciamenti importanti della Storia.

In realtà il cambiamento era già in atto da qualche mese, a detta di alcuni, forse  di più. La Storia, silenziosamente, stava già cambiando rotta. Nell’agosto, il cancelliere Helmut Kohl, aveva raggiunto un accordo con l’Ungheria per aprire la frontiera con l’Austria, da quella decisione prese il via la partenza in massa di tanti tedeschi orientali. Erich Honecker, della Repubblica Democratica Tedesca, davanti a quel massiccio esodo e alle dimostrazioni di Dresda e di Lipsia, cercò di annientarlo con la forza, chiedendo il sostegno dell’esercito sovietico.

Il consenso popolare per mettere fine alla divisione della Germania, cominciò a prendere forma. Durante la sua visita  a Berlino Est il 6 e 7 ottobre 1989, Gorbaciov avvertì Honecker che “la vita avrebbe punito i ritardatari”, manifestando così la decisione di lasciare liberi i tedeschi di decidere del loro destino.

I soldati sovietici ricevettero l’ordine di non fare nessuna azione di repressione contro i manifestanti. 

“Il Muro esisterà ancora fra cinquanta e anche cento anni, fino a quando le ragioni della sua esistenza non saranno venute meno.”  (Erich Honecker)

Questo era il pensiero di Honecker, (orribile), che fu tra i principali organizzatori della costruzione del Muro di Berlino nel 1961, quando era stretto collaboratore del precedente leader Walter Ulbricht.

Contrario alle riforme di democratizzazione provenienti dall’avvento di Gorbaciov, ma la sua capacità di controllo effettivo sul Paese crollò drasticamente a causa delle forze centrifughe scatenate dalle sue stesse riforme. Fu travolto dalle proteste popolari e dal collasso del blocco sovietico poco prima della caduta del Muro. Il 17 ottobre 1989 Erich Honecker si dimise.

La conferenza stampa rimasta nella Storia

Durante il 1989 ci furono moltissime manifestazioni di protesta contro il governo della Germania Est il cui leader era proprio  Erich Honecker, in carica dal 1971.

I suoi successori spaventati dalle proteste cercarono di concedere qualcosa ai manifestanti nel tentativo di difendere il regime. Il Politburo, programmò una conferenza stampa per annunciare una serie di riforme e di aperture nei confronti dell’Occidente.

Robert McCartney, corrispondente del Washington Post, ha ricordato come, insieme a molti altri giornalisti, quel giorno, cercasse di annotare sul suo notes le modifiche e le aperture  che il portavoce del governo, Günter Schabowski, stava esponendo.

Lo stile della RDT era molle e ampolloso e McCartney, come tutti gli altri giornalisti presenti alla conferenza ricordano, quanto fosse  irritante quella “lentezza”. 

Il corrispondente ANSA, da Berlino Est, Riccardo Ehrman, domandò da quando le nuove Reiseregelungen (“regole di viaggio”) sarebbero entrate in vigore. Schabowski cercò vanamente un’idea precisa, ma non avendola, azzardò:

“Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. […] Se sono stato informato correttamente quest’ordine diventa efficace immediatamente”.

Quella dichiarazione sorprese tutti. Nei minuti successivi  le domande dei giornalisti si susseguirono a raffica, che tennero Schabowski sotto pressione, fino a quell’ultima basilare e primaria: «Da quando queste nuove  misure avranno effetto?» Schabowski sempre più turbato, cercò di nuovo le sue carte: «Che io sappia dovrebbero avere effetto da subito».

Quelle parole rimbalzarono sui titoli dei telegiornali della sera in tutta la Germania occidentale. La notizia immediatamente si diffuse anche a Est e una marea umana si riversò davanti ai checkpoint del Muro.

Decine di migliaia di berlinesi dell’Est, avendo seguito l’annuncio in diretta TV, si precipitarono verso le Grenzübergangsstelle (valichi di frontiera) presso la stazione di Berlino-Friedrichstraße chiedendo di entrare a Berlino Ovest. Le guardie di confine, prese alla sprovvista, iniziarono a tempestare di telefonate i loro superiori, ma ormai era chiaro che non era possibile rimandare indietro quella enorme folla, né procedere ad un controllo dei visti e dei passaporti di ognuno, e in mancanza di equipaggiamenti in grado di controllare un movimento di quelle proporzioni, aprirono i posti di blocco.

I berlinesi dell’Est furono accolti festosamente dai loro fratelli dell’Ovest, spontaneamente i bar vicini al Muro offrirono birra gratis per tutti.

Da quella conferenza stampa, di quel 9 novembre 1989, nessuno si aspettava di essere così vicini ad uno dei momenti più decisivi e importanti della storia del Novecento.

Come nacque il titolo del romanzo di George Orwell, “1984”?

Gli anni del Muro di Berlino racchiusero tutti i temi anticipati da George Orwell nel suo romanzo 1984, scritto fra il 1947 e il 1948. Orwell viene considerato uno scrittore ante litteram perché previde con decenni di anticipo i pericoli delle moderne società di controllo, manipolazione e informazione.

Nel romanzo 1984, il “Grande Fratello,” analizza ogni cittadino attraverso i teleschermi. Il romanzo anticipa le telecamere di sicurezza, il tracciamento digitale e la sottrazione della privacy online.

George Orwell, diede il titolo al libro con l’inversione delle ultime due cifre dell’anno in cui ne completò la stesura, cioè il 1948: spostando così l’azione della Storia in un futuro prossimo: indicando non un’utopia lontana, ma una minaccia imminente.

La caduta del Muro di Berlino ha rappresentato il crollo del blocco sovietico. L’evento che ha provato e confermato nella realtà l’insolvenza di quel dominio statale che Orwell aveva paventato e analizzato nel suo libro.

“La libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro”.   (George Orwell)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.