Narrativa recensioni

Le sorelle di Mary Lincoln – Jennifer Chiaverini


Recensione a cura di Raffaelina Di Palma

Processo a Mrs Lincoln per infermità mentale. Perché amici e parenti hanno scelto questa dolorosa linea d’azione. Testimonianze dei medici riguardo alla sua instabilità psichica. Sente strane voci. La paura di essere uccisa. Immagina che il figlio sia malato. Cosa hanno visto i dipendenti dell’hotel. Giudicata pazza, sarà mandata a Batavia. Scenate in tribunale.

I protagonisti di questo articolo sono Mary Todd Lincoln, moglie del sedicesimo presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, e Robert Lincoln, il loro primogenito e unico figlio sopravvissuto.

Mary Willie and Tad Lincoln-1860 circa

Quando Elizabeth Todd Edwards lesse l’articolo sul Chicago Tribune del mandato d’arresto contro la sorella minore Mary, fu assalita dalle vertigini. Era stato emesso un mandato d’arresto nei suoi confronti ed era stata condotta a forza in tribunale. Uno spasmo le impediva di respirare. Non riusciva a credere che sua sorella fosse diventata così labile psicologicamente. Stravagante lo era sempre stata quella sorella alla quale aveva aveva fatto da mamma.
Il viso sbiancato, lo sguardo angosciato Mary era accompagnata da conoscenti. Con gli occhi lucidi era presente anche suo figlio Robert: era stato proprio lui a chiedere l’intervento della magistratura.

Dopo che i testimoni ebbero descritto nei minimi dettagli lo squilibrio nervoso di Mary Todd i giudici emisero il verdetto: era pazza e doveva essere trasferita allo State Hospital For The.
Robert, si avvicinò a sua madre per cercare di rincuorarla, lei tra le lacrime lo rimproverò: l’idea che mio figlio abbia voluto tutto questo mi spezza il cuore!

Mary Todd Lincoln

Di sicuro per calmare una psiche provata da anni di dolore incessante occorrevano solo compassione e solidarietà, nient’altro. Ma chi le avrebbe dato quel conforto spirituale?

Non passò molto tempo che Mary tentò il suicidio. Lo sconcertante gesto, si presume, fosse legato all’azione legale intrapresa dal figlio che la fece dichiarare incapace di intendere e di volere.
Elizabeth era disorientata. Da molto tempo, Mary, si era allontanata dalle sorelle, erano anni che non le scriveva, nemmeno un saluto. Sapeva che la sua salute mentale si era deteriorata nel tempo anche a causa dei gravi lutti che l’avevano colpita. La morte dei tre figli prima e l’assassinio del marito poi, l’avevano fatta precipitare nel vuoto della depressione. Ma era davvero necessario il gesto che aveva fatto il figlio Robert? Era davvero pazza?
Il tentativo di suicidio era stato davvero dettato dall’impeto di una mente offuscata che l’aveva portata a compiere un atto così estremo?
L’amore delle sue sorelle sarebbe stato sufficiente ad aiutarla e a sostenerla?
Erano davvero tanti gli interrogativi.

Mary Todd Lincoln diventò la first lady più criticata e incompresa della Casa Bianca, accuse che la portarono a una vita controversa e costellata di gravi lutti.

La scrittrice Jennifer Chiaverini ci apre uno scorcio coinvolgente e sconvolgente, sulla famiglia Lincoln: una famiglia importante sempre in prima linea all’epoca della guerra civile americana.

Mary, nata a Lexington, Kentacky, da una famiglia benestante; era la quarta di sette figli di Robert Smith Todd, e di Elizabeth Parker.
Sua madre morì nel 1825 nel dare alla luce il settimo figlio. Suo padre si risposò due anni dopo: dal secondo matrimonio nacquero altri otto figli.
Le sorelle Todd, erano sempre state complici; sempre supportandosi l’una con l’altra.
Ma quando cominciò la guerra civile, la nazione fu divisa e devastò persino la loro famiglia.
Con le atrocità di quella guerra cambiò anche il loro destino. Lo stile di scrittura tutto personale dell’autrice è una vera scoperta mentre segue il percorso della crescita e della maturità delle quattro sorelle.
Quando suo marito decise di intraprendere la carriera politica, Mary Todd, lo incoraggiò e lo sostenne coraggiosamente e con fermezza. Quando fu eletto presidente, nel novembre del 1862, Lincoln si trovò a gestire una della peggiori crisi della storia degli Stati Uniti d’America: la guerra civile.
Per il fatto che fosse originaria del Kentucki, uno stato del sud, Mary Todd Lincoln fu molto impopolare a Washington, fu accusata persino di interferenze e spionaggio.
Ferita da queste accuse diventò più collerica nei confronti delle persone che circondavano il marito, ma rimase coraggiosamente al suo fianco, certa delle sue capacità non soltanto politiche, ma anche umane. Fino a quella serata cruciale che cambiò radicalmente la sua vita.

[…] quando suo marito firmò un atto del Congresso che aboliva lo schiavismo nel distretto di Columbia. La misura era stata oggetto di violente contestazioni al Congresso e sulla stampa […] Alla fine le lamentele e le proteste caddero nel vuoto e la proposta passò.
A Washington, i residenti di colore reagirono con incontenibile esultanza. La loro fiducia nel presidente Lincoln si rinnovò, come la loro determinazione a vedere lo schiavismo abolito ovunque, per tutti, per sempre.

Tuttavia, Elizabeth, sapeva che il solo modo per aiutare Mary in quel difficile momento fosse necessario rendere di nuovo compatto il loro rapporto affettivo che sembrava dissolto, ma che poteva ritornare più forte di prima.
L’autrice, Jennifer Chiaverini, con abilità, ha intrecciato a un periodo storico un amore messo a frutto con la maturità e un forte senso di sorellanza.
Una trama che si dipana tra numerosi fratelli, fratellastri e nipoti: una famiglia allargata come si direbbe oggi e sappiamo per esperienza contemporanea, non facile da gestire.
France la saggia, Ann l’invidiosa, Emilie la più amata, la materna Elizabeth la più grande, che fa da fil rouge tra i fratelli. Rapporti delicati e drammatici al tempo stesso, che fa giustizia degli stereotipi negativi così come delle visioni idealizzanti delle grandi famiglie non soltanto americane.
Il desiderio di una piena libertà al femminile delle quattro sorelle, si mescola all’orgogliosa difesa della propria cultura d’origine che interseca i legami rendendoli indissolubili.
Mi è piaciuta molto la parte storica, ma non meno importante è lo scorcio sulla vita privata di queste due famiglie, che possono sembrare divise, ma pronte a ricompattarsi nei momenti estremi.
Bello il passaggio in cui descrive i momenti concitati di tutta la famiglia nell’attesa dei risultati, il tripudio e l’emozione finale. Un evento “visto e vissuto” nell’intimità; diventa un’attesa speciale che vive anche il lettore.
Una storia di persone comuni, ma straordinarie allo stesso tempo. Una lettura scorrevole; un
bell’esempio di fantasia adattato alla storia.

Trama
Nel maggio 1875, Elizabeth Todd Edwards scopre da un articolo del Chicago Tribune che la sorella minore, Mary, la vedova del presidente Abraham Lincoln, ha tentato di suicidarsi. Lo sconcertante gesto di Mary è collegato all’azione legale del figlio maggiore che l’ha dichiarata incapace d’intendere e di volere. Benché si siano allontanate da molto tempo, Elizabeth sa che la fragile salute mentale di Mary si è deteriorata nei decenni a causa del trauma del lutto. Ma davvero il suo tentato suicidio è causato dall’impulso di una mente instabile, o piuttosto è il gesto disperato di una donna sana, ma terrorizzata dall’idea di essere rinchiusa? E l’amore delle sue sorelle potrà mai essere sufficiente a salvarla? La materna Elisabeth, Frances la saggia, Ann l’invidiosa ed Emilie, la più amata, si sono sempre sostenute nei tempi di gioia e in quelli del dolore, sia quando erano bambine sia più tardi, giovani mogli e madri. Ma quando è cominciata la guerra civile, il conflitto che ha diviso la nazione ha devastato anche la loro famiglia e il destino delle sorelle Todd, perché i loro mariti hanno intrapreso strade diverse. Ora, però, Elizabeth sa che l’unico modo per salvare Mary nella sua ora più buia è ricompattare i legami che sembravano dissolti, ma che possono ritornare più forti che mai.

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