Narrativa recensioni

Come tigri nella neve – Juhea Kim

Recensione a cura di Mara Altomare

È una prerogativa della giovinezza avere l’assoluta convinzione che la vita sia una progressione costante

È il 1918 quando Jade e Jung – Ho si incontrano per la prima volta a Seoul. Sono solo due bambini di 10 anni e hanno alle spalle due storie di grande povertà, ma Seoul può essere per loro la città del riscatto, il luogo che può condurli verso una vita più dignitosa e felice. Jade fa parte di una casa di cortigiane dove le bambine crescono molto in fretta, ma questo ambiente la inizierà all’arte, alla musica e al successo. Jung – Ho è un ragazzo di strada, smarrito e analfabeta e, per lui, conoscere Jade è e sarà per tutta la vita la spinta ad emanciparsi e diventare un uomo migliore.

Se solo potessi, prenderei le stelle nel cielo di notte per gettarle nel suo giardino, e ancora non sarebbe abbastanza

Quando due anime si aggrappano come appese a un filo, avviene qualcosa di inspiegabile che si chiama “inyeon”. Alcune persone rimangono attaccate per sempre contro ogni probabilità, forse lo erano già da vite precedenti e lo saranno anche oltre la morte. Altre persone che si amano, diventeranno estranee in un attimo, se l’inyeon si è spezzato.

In questo romanzo tutto è inyeon.

Personaggi legati da fili che si uniscono e intrecciano e a volte si spezzano, dove il destino è segnato dalla storia… È un capitolo duro per la Corea, all’epoca annessa al Giappone e costretta alle sue rigide misure di dominio e controllo, fino alla seconda guerra mondiale. I protagonisti del romanzo, fin dalle prime pagine, ci rivelano la crudeltà subita dagli invasori e lo sforzo e il sacrificio umano sostenuti per raggiungere la liberazione. Jung – Ho diventerà proprio uno dei protagonisti della resistenza, grazie agli insegnamenti del suo mentore e attivista politico Lee Miung – Bo, esponente del movimento per l’indipendenza della Corea. Grande risalto viene dato alle figure femminili di Lotus e Luna, entrambe compagne di Jade come cortigiane, e della loro madre Dani, che a sua volta rappresenta per le ragazze il modello di donna da seguire. Altri fili legano queste vite e accompagnano i protagonisti, bambini prima, uomini e donne poi, attraverso il susseguirsi degli anni della resistenza coreana, subendo anche in prima persona la ferocia dei nemici, l’amore violato e quello sacrificato in nome della patria.

Hang Chol è un altro filo della vita di Jade: un ragazzo di umili origini, la cui vicenda inizia sui pedali del suo risciò, dal quale muove i primi passi verso obbiettivi di anno in anno sempre più ambiziosi, traguardi che raggiungerà grazie alla sua grande forza di volontà e determinazione. Pur arrivando molto lontano, il suo risciò rimane il senso della sua vita: è ciò da cui tutto è iniziato, grazie al quale ha conosciuto Jade dandole un passaggio, e grazie al quale cogliamo uno dei messaggi di questo romanzo.

La vita è una ruota; se sei intelligente, può portarti da qualche parte; se invece sei uno stupido, o semplicemente sfortunato, può schiacciarti. Anche ciò che si ritiene tregua o piacere, come dormire, mangiare o avere figli, è mandare avanti la ruota, senza esserne consapevoli. Ci si ferma davvero solo quando si muore.

Non tutti i personaggi ricevono le gioie che meritano, o sono ripagati per i sacrifici sostenuti, ma indubbiamente tutti i personaggi conducono pienamente le proprie esistenze e vivono gli eventi personali e storici senza soste, intrecciando le loro strade.

La lettura è avvincente perché conosciamo i protagonisti, all’inizio descritti singolarmente, li osserviamo crescere, maturare, evolversi, e andando avanti nel racconto, man mano che gli anni passano, ci si accorge che ognuno di loro è legato alla vita dell’altro e ne influenza il destino, nel bene e nel male.

E, quasi senza accorgersene, ci si ritrova dentro a un libro di storia, ripercorrendo da vicino tutto il periodo che va dal 1910 al 1945.

In Giappone questo periodo coloniale oggi viene chiamato “Corea sotto il dominio giapponese”.

Nella Corea del Nord e del Sud invece questa fase viene definita come “Periodo di occupazione forzata da parte dell’imperialismo giapponese”.

Sono gli anni che seguono la morte dell’imperatore coreano Gojong, avvenuta nel gennaio 1919, probabilmente avvelenato; è il periodo delle manifestazioni per la liberazione contro gli invasori giapponesi del 1919, della rivolta degli studenti del 1929; l’epoca dell’esercito di liberazione e l’unione con le truppe cinesi in Manciuria; lo scontro russo – giapponese nell’agosto del 1945 con la potente immagine del bombardamento di Nagasaki.

Com’era possibile che esistessero quei fiori cullati dal vento, le tartarughe che nuotavano nel lago, gli alberi che tendevano i loro rami in quell’estate senza caldo, e allo stesso tempo la luce accecante, la carne ustionata che si scioglie, persone senza volto in una città di cenere?

Il mondo intero sarebbe cambiato alla scoperta che l’uomo può accendere il fuoco del sole sulla superficie della terra

Fino al 15 agosto 1945, giorno della resa del Giappone.

Continuando a leggere, verso l’epilogo, sembra che un improvviso silenzio si abbatta sulle parole… è quel silenzio che si avverte quando nevica.

Così era iniziato il libro, nel 1917: un cacciatore seguiva tracce sulla neve alla ricerca di una preda con cui sfamare i propri figli; ma s’imbatté in alcuni ufficiali giapponesi, che si erano persi in montagna. Apparve allora all’improvviso una tigre, ma il cacciatore riuscì a farla fuggire, salvando sé stesso e i giapponesi, e guadagnandosi la grazia del loro capitano. Da quel momento il destino di tutti cambiò per sempre.

Questa tigre silenziosa ritorna spesso e in maniera inaspettata, personificazione o metafora quando della salvezza di qualcuno, quando della morte di qualcun altro. Non sappiamo davvero se sia una tigre vera o immaginaria. Forse anche lei è quell’inyeon tra noi, i capitoli del romanzo, con tutti i suoi protagonisti, e le pagine della storia.

Editore: Nord (13 settembre 2022)
ISBN-10: ‎ 8842934577
ISBN-13: ‎ 978-8842934578
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Trama
Corea, 1917. È la disperazione a spingere il cacciatore. Da giorni segue le tracce sulla neve, nella speranza di trovare una preda con cui poter sfamare i suoi figli. Ma la ricerca viene interrotta dall’incontro con un gruppo di ufficiali giapponesi, persi tra quelle montagne. E dall’apparizione di una tigre. D’istinto il cacciatore interviene facendo fuggire la tigre, per poi guidare i giapponesi verso la salvezza. Un gesto che segnerà il futuro della sua famiglia. Jade ha solo dieci anni quando la madre la vende a una casa di cortigiane. Un sacrificio dettato dalla povertà, che però Jade ben presto capisce essere un’occasione. Solo le donne più belle e raffinate possono far parte di quel mondo e, un giorno, comprare la propria libertà. Tuttavia, quando una tragedia colpisce la casa, Jade è costretta a trasferirsi a Seul. Dove il suo destino l’aspetta… Alla morte del padre, Jung-ho non ha altra scelta che lasciare il suo villaggio di cacciatori e tentare la sorte nella capitale, ingrossando le fila dei giovani randagi che sopravvivono grazie a sotterfugi e piccoli furti. Eppure gli basta posare una volta lo sguardo su Jade, per capire di voler diventare un uomo degno di lei. Comincia allora la sua scalata verso il successo, prima nel sottobosco della malavita, poi nel mondo ancora più insidioso e ambiguo della politica, diviso tra i padroni giapponesi e il movimento nazionalista che lotta per l’indipendenza. Una corsa al potere su cui Jung-ho scommette ogni cosa, rischiando però di perdere tutto…

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