Narrativa recensioni

L’eredità medicea – Patrizia Debicke Van Der Noot

Recensione a cura di Mara Altomare

“L’eredità medicea” è un romanzo che potrebbe essere letto più volte e ad ogni occasione di sicuro ci farebbe scoprire nuove visioni e chiavi di lettura. Un romanzo storico ambientato nel 1537 a Firenze, città che con la sua posizione strategica occupa un posto di grande rilievo nel panorama degli intrighi internazionali. Lotte di potere che vedono coinvolti l’Impero di Carlo V, la Francia di Francesco I e Papa Paolo III Farnese.

Questa accurata e fedele descrizione del contesto storico cattura l’attenzione dall’inizio del libro, spingendoci, se vogliamo, anche a consultare l’albero genealogico dei Medici, per orientarci meglio nei rapporti di parentela tra i protagonisti.

Sono tutti Medici e cugini tra loro Alessandro, vittima della congiura, Lorenzino detto Lorenzaccio, esecutore materiale dell’omicidio, Cosimo, destinatario dell’eredità medicea.

L’omicidio di Alessandro de’ Medici, avvenuto la notte dell’Epifania, sconvolge gli equilibri politici e accende una serie di reazioni dove determinante sarà la sorte del ducato di Firenze e la ricerca dei mandanti della cospirazione.

Cosimo, chiamato ad assumersi grandi responsabilità di governo a soli 17 anni, contro evidenti trame cospiratorie, trova un grande riferimento nella figura di Alessandro Vitelli: guerriero possente, vigoroso e affascinante, assume una duplice missione verso il giovanissimo Cosimo: consegnargli l’eredità medicea e guidarlo come uomo incontro agli ostacoli della vita e del cuore.
Il loro rapporto di complicità, la protezione che Alessandro riserva a Cosimo, in memoria dell’impegno preso con suo padre, Giovanni dalle Bande Nere, risuona dall’inizio alla fine del libro:

“Per essere capi, bisogna essere forti, l’umanità serve solo nella vita privata. Non tirarti mai indietro e non temere di farti dei nemici. Hai abbastanza fegato e cocciutaggine per riuscirci, rendi Firenze capitale di uno stato. Uno stato in grado di giostrare alla pari, in Europa. Mi limiterò a starti alle costole finché diventerai un vero duca”

Alessandro Vitelli e Cosimo sono i protagonisti del romanzo e di una storia realmente documentata, ma in questo romanzo emergono non solo per le loro gesta storiche, ma anche per le loro qualità e i loro difetti, e soprattutto per le loro emozioni. Viene raccontata anche la loro infanzia, quella di orfano per Alessandro, nonché il confronto tra Cosimo e il celebre padre Giovanni dalle Bande Nere, guerriero geniale e indomabile.

Sono personaggi che ci appassionano e coinvolgono, che non rimangono cristallizzati nella storia, perché ci mostrano anche il loro lato umano e quindi più vicino a noi, le loro paure, i desideri, i dubbi, i loro amori….

E infatti questo romanzo ci racconta anche una grande storia d’amore, quella tra Alessandro Vitelli e sua moglie Angela: in un’epoca di matrimoni combinati e dettati da giochi di potere e interessi, la loro unione è sincera e autentica e i loro dialoghi sono attuali e credibili.

“Angela ti ha lanciato un incantesimo? Certo è che sei diventato come cera molle per lei. Lei coglie l’essenza della vita, gioisce di ogni attimo. Con soave magia ti ha reso suo, incatenandoti indissolubilmente”

Suggestivo e coinvolgente il ricordo del loro matrimonio, dal corteo nuziale alla sontuosità degli abiti e dei gioielli, con la funzione religiosa presieduta dal vescovo.

Ecco allora, che pagina dopo pagina, ciò che ci fa respirare forte la realtà storica di questo romanzo sono i dettagli legati alla vita quotidiana: fin dalle prime pagine siamo accompagnati dentro ambienti, palazzi, facciate monumentali, stemmi e graffiti; stanze e dettagli d’arredo; ci vengono mostrati gli abiti dei protagonisti; siamo invitati ai loro pranzi e ci vengono presentate le loro pietanze servite a tavola. Memorabile il banchetto offerto dal cardinale Innocenzo Cybo e la processione delle portate di pesce, cacciagione e dolci prelibati!


Il tutto tramite una narrazione impreziosita da termini che evocano lo stile rinascimentale e il dialetto fiorentino, senza mai far risultare pesante la lettura e, anzi, immergendoci in un clima spesso poetico.

“Alessandro si appoggiò ai cuscini… il fuoco languiva nel grande camino di pietra sormontato dalle armi dei Vitelli e dei Rossi. La fiamma delle candele danzava lenta, irradiando barlumi oro rosso e, blandamente soporifera, rischiarava appena le grottesche, il fregio dipinto, le mirabili decorazioni araldiche che correvano sulla parete della grande camera d’angolo riservata ai signori della casa

È in questa ricca cornice che si sviluppa l’ambientazione thriller, dove la trama sfrutta la base della realtà storica dei fatti e ci si intreccia perfettamente: i protagonisti descritti, realmente esistiti, appartenenti alla famiglia dei Medici e non, si interfacciano con la misteriosa figura dell’Ombra, personaggio che se non è reale è sicuramente verosimile. È lui a condurre la cospirazione, continuando ad attentare anche alla vita dello stesso Cosimo, conferendo al racconto toni sempre più incalzanti e avvincenti…

Il thriller percorre le strade di Firenze giungendo fino a Roma, passando per labirinti sotterranei, indovinelli da risolvere, frasi in codice da interpretare… incontriamo loschi congiurati pronti a tutto e un imprevedibile frate francescano che lascerà il segno… tutto ci porta dritti alla figura più inquietante ed emblematica, l’Ombra, la cui misteriosa identità ci fa sospettare di tutti e nessuno… indossa un mantello nero lungo fino ai piedi e ha il volto coperto da una maschera di cuoio.

“La sua voce falsata dalla maschera pareva venire dall’oltretomba. Nessuno dei congiurati l’aveva mai visto in volto e nessuno, neppure tra gli alleati, sapeva il suo nome. Solo il mandante conosceva l’identità dell’uomo che si faceva chiamare l’Ombra.”

Non si può che rimanere inchiodati fino allo svelarsi del mistero dell’identità dell’Ombra e dei suoi mandanti, una risoluzione tutt’altro che scontata! Perché gli stessi congiurati sono animati da moventi non solo politici, ma anche passionali, in un perfetto connubio tra fatti storici ed elementi di fantasia, che si dimostrano assolutamente convincenti.

La conclusione del romanzo ci lascia arricchiti dagli interessanti approfondimenti e desiderosi di avvicinarsi anche agli altri romanzi che questa preziosa autrice, Patrizia Debicke van der Noot, ha dedicato alla dinastia dei Medici a Firenze.

Editore ‏ : ‎ TEA (19 maggio 2022)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 304 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8850262450
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8850262458
Link d’acquisto cartaceo: L’eredità medicea

Trama

6 gennaio 1537: nella notte della Befana, Lorenzino de’ Medici, detto Lorenzaccio, uccide a tradimento il cugino Alessandro de’ Medici, dica di Firenze. Firenze è decapitata. Serve un successore da nominare, e in fretta. Il diciassettenne Cosimo de’ Medici, unico figlio di Giovanni delle Bande Nere, assumerà il potere con l’appoggio di Alessandro Vitelli, comandante dell’esercito imperiale. Ma tanti, troppi nemici lontani e vicini tramano contro il nuovo duca. Un intero esercito si sta radunando ai confini per spodestarlo. E tra coloro che lo circondano, di chi può veramente fidarsi? Chi sono i crudeli mandanti dell’Ombra, lo sconosciuto traditore, la serpe in seno che attenta alla vita di Cosimo de’ Medici? E a cosa mirano? Riuscirà Alessandro Vitelli a intervenire in tempo per proteggerlo? 

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