Autori Interviste TSD

Intervista TSD: Marcello Simoni e i primi dieci anni da scrittore

Riapre il nostro salottino delle interviste TSD e oggi abbiamo il piacere di ospitare uno dei più importanti scrittori di Thriller storici italiani: Marcello Simoni!

Buongiorno Marcello e grazie mille di essere qui con noi. Nel 2021 hai raggiunto un grandissimo traguardo: 10 anni da scrittore professionista e sempre sulla cresta dell’onda con tantissime pubblicazioni a partire dalla trilogia de “Il mercante di libri maledetti” che ancora fa parlare di sé. Quali sono le tue sensazioni in questo momento?

Le sensazioni sono tante. La prima è quella di essere un privilegiato. Non è facile, in Italia, essere notati dalla grande editoria. Ma ancor più difficile è dare continuità al mestiere della scrittura, instaurare un patto di tacita complicità con i lettori e tenere alte le vendite in libreria. Tutto questo, naturalmente, è un work in progress, un lavoro quotidiano che affronto con un forte senso autocritico ed eguale soddisfazione. Gli stessi stati d’animo che mi hanno accompagnato nel mettere insieme l’antologia “Il mistero delle dieci torri”.

Rispetto al Marcello Simoni degli inizi, cosa è cambiato nel tuo stile di scrittura?

Lavoro nel costante sforzo di smussare gli angoli, di elaborare una prosa sempre più asciutta e spontanea, ma che allo stesso tempo evochi con poche pennellate il “senso della storia”.

Non mi riferisco solo al modo in cui cerco di armonizzare le nozioni storiche con gli elementi narrativi, ma anche al processo – in atto fin dal mio primo romanzo – di creare un linguaggio vero e proprio, una sorta di maccheronico che si nutre di italiano infarcito di qualche latinismo o perifrasi particolarmente colorita, in grado di proiettare il lettore immediatamente nel passato senza farlo sentire a disagio.

“Il mistero delle dieci torri” per Newton Compton è il tuo ultimo libro in ordine di pubblicazione. Dieci torri come gli anni che ricorrono dal tuo esordio. Che cosa puoi dirci di questa raccolta di racconti uscita il 18 novembre?

Era da molto tempo che accarezzavo l’idea di raccogliere i miei racconti in un’antologia, ma allo stesso tempo ne ero spaventato. Per un verso, perché temevo che quei racconti non rispecchiassero più il mio modo di scrivere e di concepire la fiction storica. Per l’altro, perché non volevo che venisse interpretato un atto di spacconeria. Dal momento in cui ho iniziato a mettere insieme questi vecchi lavori, tuttavia, ho avuto come l’impressione di guardarmi allo specchio. Ho ritrovato – e forse re-imparato – molte cose di me che avevo dimenticato. Cose che, probabilmente, mi serviranno per i miei prossimi lavori.

In questi anni hai pubblicato tantissimi romanzi, specializzandoti sul thriller storico soprattutto: perché questo genere? Cosa ha di più rispetto ad altri?

Il romanzo storico sortisce quel magnifico effetto che io definisco “C’era una volta”. Basta leggere Anno Domini 1232 e subito ci troviamo in un mondo remoto, lontani dallo squillare dei telefoni, dal rumore del traffico e dall’omologazione del consumismo. Il romanzo storico è, in altre parole, una macchina del tempo. Perciò dimmi: se tu possedessi una macchina del tempo, rinunceresti mai a usarla?

So che questa è sempre una domanda scomoda ma: a quale personaggio tra quelli che hai creato sei più legato?

Un certo mercante di reliquie vorrebbe rispondere per me… Ma non potrei mai lasciarglielo fare. Io amo tutti i miei personaggi, altrimenti non avrei mai scelto di inserirli dentro le mie narrazioni. Ognuno di loro è parte di me.

In molti articoli su riviste specialistiche sei stato accostato a un grande come Alexandre Dumas padre. Quali sono i punti di contatto tra voi e quali le principali differenze? Come è cambiato il mondo della letteratura d’avventura e azione nel corso del tempo?

Dumas è Dumas, Simoni è Simoni. Questo per chiarire in primis che stiamo parlando di due stili molto differenti, in secundis (come direbbe Montalbano) perché non mi sognerei mai di equipararmi a uno dei più grandi narratori d’avventura dell’Ottocento.

Al di là delle etichette di cui abusano la critica e il giornalismo, tuttavia, delle comunanze ci sono, a partire dalla ricerca incessante del colpo di scena e della necessità impellente di dare un respiro sincopato alla narrazione, un ritmo incalzante che vuole spingere il lettore a voltare un pagina dopo l’altra, fino alla fine della storia.

Questo però non è un vero e proprio punto di contatto, ma semplicemente quel che ho appreso da Dumas, ma anche da Verne, Conan Doyle, Salgari, Leblanc e da molti altri maestri del passato.

Il mistero delle dieci torri

Quali misteri ha dovuto svelare Ignazio da Toledo, conosciuto come il mercante di libri maledetti, prima di partire dalla Palermo di Federico II e fingersi morto? Quali complotti ha ordito, in sua assenza, l’astrologus imperiale Michele Scoto? Ecco alcuni dei personaggi che popolano questa raccolta di racconti. Figure di un grande arazzo in cui fanno la loro comparsa anche il fratello gemello di Cosimo de’ Medici, il corsaro Khayr al-Dīn Barbarossa, il cavaliere ospitaliero Leone Strozzi e persino Licio Ganello, un mago fiorentino che, una volta morto, diventerà oggetto degli studi anatomici di Leonardo da Vinci. Un vero e proprio viaggio per terra e per mare, attraverso i secoli, che conduce il lettore in luoghi lontani nello spazio e nel tempo, facendogli incontrare sia volti già noti e amati, sia protagonisti del tutto nuovi. Dalla nascita della città etrusca di Spina alle battaglie navali avvenute nel Mar di Levante sullo scorcio del XVI secolo, passando per la Sicilia dello Stupor mundi, le corti rinascimentali e le lagune del basso ferrarese del secondo dopoguerra: con Il mistero delle dieci torri Simoni tocca temi e luoghi cari al suo immaginario, risucchiando il lettore in un vortice d’avventura, da maestro del genere qual è.

Marcello Simoni

È nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller tra cui la trilogia Codice Millenarius Saga e la Secretum Saga. La saga che narra le avventure di Ignazio da Toledo, l’astuto mercante di libri, ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici, vendendo oltre un milione e mezzo di copie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *