Narrativa recensioni

Le rose di Axum – Giorgio Ballario

Recensione a cura di Maria Marques

Colonnina di mercurio che sfiora i trenta gradi, distese di salgemma bianche che i raggi del sole rendono ancora più accecante e uno stormo di corvi neri che volano in tondo probabilmente sopra un animale ferito. Impossibile non notarli. Inizia così il giallo storico “Le rose di Axum”, con un contrasto di colori cui si deve aggiungere il rosso del sangue, in un’ambientazione inconsueta. Davanti agli occhi sorpresi e inorriditi del custode delle saline accorso a controllare, non c’è un animale ferito, ma un cadavere, cui sono state inflitte numerose coltellate e immerso, ancora vivo, nel sale. Il ritrovamento lascia sgomenti anche i carabinieri chiamati per le indagini e ancora più mistero aggiungono le uniche parole comprensibili pronunciate dal morente: “Axum”.

Il maggiore dei carabinieri, Morosini, cui spettano le indagini si scontra con lo scarso interesse del suo superiore.

“Sotto sotto la speranza del colonnello era che dietro all’omicidio si celasse solo un banale regolamento di conti, un litigio per questioni legate al pascolo delle capre o al commercio dei cammelli. Niente insomma che potesse turbare il delicato equilibrio della sonnolenta provincia del Bassopiano, dove gli echi di guerra con l’Abissinia, in corso fra le ambe e l’altopiano, giungevano …”.

Ancora meno l’omicidio avrebbe attirato l’attenzione del governatore, del commissario di governo e del federale.

È il febbraio del 1936 e a Massaua, nella colonia eritrea luogo di stanza del maggiore, gli echi della guerra che secondo i piani di Mussolini dovrà dare all’Italia un impero coloniale, giungono ovattati ma impossibili da ignorare considerando le navi e i piroscafi che vomitano sui moli truppe e mezzi bellici. La guerra d’Etiopia è in corso, terminerà, infatti, pochi mesi dopo le vicende narrate, il 5 maggio del 1936 con la vittoria del Regno d’Italia sull’Impero Etiope, quando le truppe italiane entreranno ad Addis Abeba, nonostante la resistenza opposta dai difensori etiopi.

Anche un’altra guerra, il secondo conflitto mondiale, si sente aleggiare e diventa ancora più evidente quando a Morosini sarà affidato l’incarico di scortare degli archeologi tedeschi alle rovine di Axum per recuperare la mummia di un antico sovrano axumita e il suo tesoro.

“Vedete Morosini, la zona in cui dovranno recarsi gli archeologi tedeschi è ancora vicina al fronte di guerra, senza contare che, purtroppo, anche nelle aree già occupate dalle nostre truppe non è del tutto garantita la sicurezza”.

La strada per giungere ad Axum non sarà priva di pericoli ma lo spettacolo che si apre agli occhi dei militari è inconsueto: le rovine di una civiltà antichissima, un impero che nel IV secolo, il suo periodo d’oro, riuscì a estendere i suoi domini oltre i territori limitrofi e a commerciare con l’India e Roma. I dubbi sul vero obiettivo della missione della squadra tedesca, tra cui sono riconoscibili non solo studiosi ma anche militari, e la loro destinazione che coincide con le parole pronunciate dall’etiope in fin di vita, rendono vigili sia Morosini, che tuttavia non rimane insensibile al fascino della fotografa, unica donna della spedizione, sia i suoi uomini.

Quale sarà il vero scopo della missione archeologica tedesca? E cosa c’entrano l’Ahnenerbe e la Thule Gesellschaft? Perché coloro che fanno parte della missione sono uccisi uno dopo l’altro? Morosini e i suoi uomini si troveranno coinvolti in qualcosa di più grande di loro: spionaggio, furto di reperti archeologici e persone che non sono quello che sembrano, inclusi monaci copti.

Insomma per dirla con le parole stesse di Morosini: ”Ma se il professore non era uno squilibrato e se davvero non mi aveva propinato una favola, allora significava che mi ero involontariamente infilato in una montagna di guai. E con me Barbagallo, Tesfaghì e tutti gli altri.”

Agguati e assalti e, persino la fauna locale, non daranno tregua alla missione e renderanno il soggiorno ad Axum di Morosini molto complicato mentre si prodiga per cercare di capire e mediare tra gli ospiti tedeschi e i monaci copti alquanto diffidenti.

Giorgio Ballario, l’autore, ha regalato un giallo storico con un’ambientazione inconsueta, il periodo coloniale fascista, ricreando le atmosfere del periodo con accuratezza e con un attento lavoro di ricostruzione storica. In una Massaua afosa, sorseggiando una birra Melotti al Café Savoia, l’autore fa muovere i suoi personaggi, uomini che condividono una divisa che indossano con orgoglio e dediti a un lavoro che amano.

L’Italia è lontana, qualcuno ha con sé la moglie, mitigando la nostalgia, altri invece si rifugiano fra le pagine di Seneca per dimenticare il dolore di un padre disperso sul Carso durante il primo conflitto mondiale e una famiglia che le lettere non riescono a far sentire vicina. Il libro, sebbene faccia parte di una serie, è autoconclusivo e si legge senza necessità di fare riferimento ai precedenti, inoltre a fine volume un piccolo ma utile vocabolario permette di capire i termini eritrei e somali utilizzati nel corso della narrazione. Degni di nota due camei inseriti dall’autore che non vi svelo, ma v’invito a scoprire tra le pagine di quest’avventura.

Trama

Febbraio 1936: in piena guerra di Abissinia, nelle saline di Massaua, retrovia del conflitto, viene scoperto il cadavere di un indigeno torturato e sfigurato. Sembra un caso di ordinaria amministrazione: e infatti le autorità coloniali lo liquidano come una banale vendetta fra clan eritrei. Invece l’omicidio dell’ignoto indigeno finirà per intrecciarsi con una torbida vicenda di spionaggio e complotti internazionali che condurrà il maggiore Morosini fino alla mitica città di Axum, capitale di uno dei regni più misteriosi dell’antichità africana. Durante il viaggio il maggiore dovrà anche scortare un gruppo di archeologi tedeschi giunti in Etiopia per recuperare la mummia di Caléb, il più grande fra i re dell’antica civiltà axumita. Ma Morosini scoprirà che dietro la facciata della missione scientifica si celano scopi ben più oscuri e inquietanti. E che i nuovi compagni di avventura non sono ciò che appaiono. Destreggiandosi fra agguati e omicidi, serpenti e scorpioni, agenti segreti e fascinosi fotoreporter in gonnella, predoni abissini e monaci copti, il maggiore ricomporrà i tasselli del mosaico, scoprendo la verità che si cela dietro le «rose di Axum».

Editore ‏ : ‎ Edizioni del Capricorno (28 gennaio 2021)

Lingua ‏ : ‎ Italiano

Copertina flessibile ‏ : ‎ 267 pagine

ISBN-10 ‏ : ‎ 8877074892

ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8877074898

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