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Intervista TSD: Luisa Gasbarri e “Il male degli angeli”

Buongiorno Luisa e benvenuta nel nostro salottino letterario! È un piacere averti con noi per parlare del tuo ultimo libro “Il male degli angeli”, edito da Baldini+Castoldi, che abbiamo recensito sul nostro blog. Luigia Amico dopo la lettura del romanzo ha preparato alcune domande per te.

Nel tuo romanzo ci porti a conoscenza di una loggia esoterica composta principalmente da medium e operante durante il regime nazista: la Società Vril. È sicuramente un argomento particolare e poco conosciuto, cosa ti ha spinto a scriverne?

Le storie che preferisco raccontare sono ‘svelamenti’, hanno in sé una forza, anche di denuncia, a cui io per prima non riesco a sottrarmi. Rappresentano non solo un avvenimento, bensì qualcosa che sovverte l’ordinaria percezione del mondo, offrendone una visione inedita.

Va considerato che è sempre la verità la vittima privilegiata della ferocia della Storia. E questo episodio della seconda guerra mondiale non solo è scomodo, decisamente sconvolgente, ma è stato censurato con grande abilità. Quando infatti di una vicenda emergono solo gli elementi più incredibili e fantasiosi, chiunque la citi rischia di non poter esser preso davvero sul serio. Sono meccanismi noti: conservare un segreto è alla lunga impossibile, meglio svelarlo travisandolo in una suggestione fantastica.

Un’altra peculiarità del tuo libro sono i titoli dei vari capitoli, in ognuno fai menzione ad una delle tre dimensioni: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Perché questa scelta?

I titoli sono importanti. In questi casi inquadrano immediatamente un orizzonte esistenziale.

L’Inferno è il luogo dell’oppressione, non poteva che connotare l’epoca nazista.

Il Purgatorio è il momento della transizione, dove carnefici e vittime possono persino mutare ruolo.

Il Paradiso è una sfida, una sosta breve nella tranquillità apparente o ritrovata, e forse non esiste, cosa di cui è convinta Sara.

Ma tutte e tre le dimensioni sono accomunate dalla presenza del fuoco, la componente eccessiva che ne tradisce la natura liminare.

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Definirei il fuoco l’elemento chiave della narrazione, presente in entrambi i contesti temporali. Cosa puoi dirci a riguardo?

Il fuoco è ambivalente per definizione. Creativo, distruttivo, catartico. Non è affatto vero che simbolicamente appartenga al maschile, anche se al femminile si preferisce di solito abbinare l’acqua, ritenuta forse erroneamente più addomesticabile.

La dea shintoista Amaterasu è la dea del Sole, come lo era Iside. Nella sua irriducibilità, nella sua tensione verso la vita, ogni donna è figlia del fuoco, e nel suo cuore lo sa con una consapevolezza ancestrale, inestirpabile. Nell’ambivalenza del fuoco cova perciò l’ambivalenza del libro, il suo interrogarsi sugli ambigui confini tra Male e Bene. Come Antigone insegna, la giustizia e la legge non sono affatto la stessa cosa, e d’istinto una donna se ne accorge sempre, fosse anche imbavagliata dalla più violenta delle dittature.

Intervista a Luisa Gasbarri | Contorni di Noir

La protagonista del romanzo, Sara, è una donna in lotta con i suoi demoni interiori e con le idee tradizionaliste della figura materna. In qualche modo rinnega il suo essere ebrea. Cosa vuole simboleggiare Sara nella società moderna?

Sara rappresenta la donna fluida, che danza e splende, e non subisce un ruolo o un destino ma,  costantemente alla ricerca della sintonia col suo fuoco, brucia tutte le vie precostituite, quasi a purificarsi, per poter rivolgere infine uno sguardo puro sul mondo. Uno sguardo liberato da qualsiasi imposizione eterodiretta, che si tratti di consigli materni, tradizioni religiose o stereotipi usuali del femminile.

Le donne del tuo romanzo sono ben caratterizzate e non necessariamente idealizzate, particolare a mio avviso non irrilevante e soprattutto apprezzabile, ma c’è qualcosa che in fondo le accumuna?

Le donne che mi piace in genere raccontare trovano in sé la forza e il coraggio per incendiare i roghi cui per secoli vennero condannate. Hanno l’audacia di scegliere, decidere, schierarsi, anche sbagliando naturalmente, e sanno dunque sottrarsi alla compiacenza verso gli uomini: hanno capito in fretta quanto sia importante la vita, e quanto inutile spenderla falsificandosi in questo modo.

Anche così, le donne sanno essere tuttavia assai diverse le une dalle altre, e io provo a rappresentarle ripensando il mondo attraverso di loro, perché la Storia nota non ci descrive certo un mondo a misura di donna.

NebbiaGialla 2021, il 17 e 18 aprile il festival del giallo -  LetteraturaHorror.it

Il libro è entrato a far parte dei sedici semifinalisti del premio NebbiaGialla 2021 per il romanzo edito, sicuramente una grande soddisfazione per te.

È sempre una grande soddisfazione veder riconosciuto il proprio lavoro, soprattutto se si percorrono strade meno battute, più originali. Vorrei aggiungere che se sono arrivata a questo prestigioso traguardo è anche grazie a tutto il sostegno ricevuto dal web. Blog, gruppi di lettura virtuali, siti specializzati e pagine come la vostra, capaci di aprire spiragli e dar voce ad autori meno noti, spesso penalizzati da una fase storica in cui la forza trasgressiva della letteratura, la sua carica rivoluzionaria e sovversiva non sono affatto di moda.

Il male degli angeli

Rostock, febbraio 1935.
Un ufficiale delle SS viene mandato da Berlino per un sopralluogo che ha ben poco di ordinario: un incendio ha distrutto la scuola fino alle fondamenta. Terrorizzata, la maestra sostiene che a scatenare il fuoco sia stata un’orfana di dieci anni. E senza alcuno strumento.

Roma, oggi.
Sara Wolner, trentatré anni, carriera singolare e temperamento insofferente, soprattutto verso le tradizioni della sua famiglia di origine ebrea, trova che ci sia qualcosa di insolito nel tragico incidente di laboratorio di cui è stata vittima una studentessa italiana a Rostock. Il suo istinto le dice che le similItudini con altri episodi recenti sono troppe: donne torturate, e poi bruciate. Bruciate come carta… E se si trattasse di omicidi rituali? Nella sua indagine solitaria Sara individua un insperato complice in Desmond Mirri, collega trasgressivo, dallo stile di vita quasi borderline, e nella sua sensuale coinquilina degli alloggi ufficiali, Sveva Idalgo, capace di guidarla tra le regole non scritte dell’Interpol. Ciò che accomuna le donne uccise rimanda però a una storia che nessuno ha voglia di far riaffiorare: quella della Società Vril, l’ordine esoterico esclusivo e segreto del Terzo Reich che negli anni Quaranta concentrò a Berlino le medium più illustri dell’epoca. Donne carismatiche, pericolose, che tennero rapporti enigmatici con i gerarchi nazisti, spingendoli a compiere l’esperimento peggiore e a sancire la più fatale delle alleanze. Donne che sembravano angeli, splendenti e ambigue quanto Lucifero, eppure in attesa del nuovo Messia invocato da secoli. E se la Storia non fosse affatto quella che conosciamo?
Un thriller teso e magnetico, che si snoda incalzante tra passato e presente, tra Roma e Berlino, e in cui alla storia segreta del nazismo si affianca un’indagine potente, che oggi più che mai solleva sorprendenti interrogativi, tenendo il lettore col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.

Editore ‏ : ‎ Baldini + Castoldi (23 luglio 2020)

Lingua ‏ : ‎ Italiano

Copertina flessibile ‏ : ‎ 416 pagine

ISBN-10 ‏ : ‎ 8893883295

ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8893883290

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