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Neroinchiostro – Sara Vallefuoco

Recensione a cura di Roberto Orsi

“Brava gente? Qui nessuno è tutto bravo o tutto cattivo”

Serra. È il nome del paese immaginario dell’entroterra orientale sardo, dove si svolgono le vicende di questo giallo storico di Sara Vallefuoco, per Mondadori Editore. Il 1899 è l’anno di riferimento, in un contesto storico che vede la nostra penisola unita a livello politico da circa quarant’anni.

La Sardegna di fine XIX secolo esce prepotente dalle pagine di questo libro che, fin dalla copertina, regala colori forti e di grande impatto. Il romanzo prende spunto da una vicenda di indagine in cui il nucleo dei Carabinieri di Serra sono impegnati per identificare le cause di una misteriosa morte di un ex collega.

Nelle stalle di pertinenza dell’abitazione di donna Lianora, che li ha convocati per una denuncia di furto, il Vicebrigadiere Ghibaudo, con il collega Moretti e il Maresciallo Audisio, ritrova il corpo senza vita di Sebastiano Pau, congedatosi dall’Arma da poche settimane, in seguito al fallimentare tentativo di liberazione di un ostaggio nella notte di San Giovanni.  Si dà il caso che quell’ostaggio, che ha perso la vita in quell’azione, fosse proprio il marito della signora Lianora.  

Che ci faceva Pau nell’abitazione della Signora Lianora? Perché la stessa aveva chiamato i carabinieri per una banale denuncia di furto? Non si era resa conto del corpo senza vita nelle stalle? Che collegamento c’è con l’episodio di rapimento per mano di briganti avvenuto solo qualche settimana prima?

Il Vicebrigadiere Ghibaudo vuole vederci chiaro. Abituato alla diversa realtà della città di Torino, l’ambiente in cui da qualche mese è stato catapultato ha aspetti torbidi. È necessario muoversi con i piedi di piombo, valutando aspetti anche psicologici delle persone coinvolte. La Sardegna è terra misteriosa, da secoli maturata in un contesto estraneo a quello della terraferma. Popolo fiero, indomito, schivo per certi versi. In certi paesi come quello di Serra, la giustizia si fa sulla punta del coltello, difficilmente con i verbali di inchiesta.

“Ghibaudo dubita di molte cose in questo posto, ma soprattutto che tra il subire il male passivamente e rivolgersi alla giustizia ci sia qualche differenza”

Una vicenda che dal giallo poliziesco, con le indagini dei carabinieri, si tinge di nero, come quello dell’inchiostro ricordato nel titolo. L’ambiente è complicato, il contesto è quello del banditismo sardo: una forma di violenza e criminalità che trovava agio nelle sperdute e deserte lande montagnose, nella possibilità di rimanere nascosti ed estranei alla vita sociale, oltre che nella mancanza di istituzioni forti e radicate.

Tanti gli eventi che nei secoli possono essere annoverati in quella che si può a tutti gli effetti definire una piaga sociale del tempo. Sara Vallefuoco accompagna il lettore in un viaggio storico estremamente interessante, in territori dove la mano dell’uomo ancora non ha devastato la natura. Luoghi che in molti casi ancora oggi mantengono un sapore di antico e di rurale.

“Le costruzioni sono disperse sul terrazzamento come grani di sale grosso scagliati da un gigante. La parrocchia per le donne e l’osteria per gli uomini pulsano come due cuori, uno sacro e uno profano, che pompano vita nella circolazione periferica.”

L’indagine si snoda tra superstizioni e credenze popolari. La squadra di Carabinieri comandata dal Maresciallo Audisio insegue un assassino che non si ferma al primo omicidio di Sebastiano Pau. 

Mentre le indagini proseguono, l’autrice ci presenta una Sardegna del tempo che fu, dove una semplice pozzanghera, creatasi dal riaffiorare improvviso di una sorgente d’acqua sotterranea, diventa per tutti una “piscina miracolosa” dove immergersi per ricevere la grazia divina tanto agognata. Un territorio dove i personaggi che calcano la scena indossano più maschere attraverso le quali filtrano i sentimenti. Terra arcigna come il popolo che la vive, dai mille volti e sfaccettature. Arida e deserta per certi versi, brillante e volitiva per altri.

“Chi è fatto come Ghibaudo è destinato a struggersi nel voler tirar giù dalle stelle quello che non esiste. “

Spicca tra le pagine del romanzo il disagio del torinese Ghibaudo, ancor più di quello degli altri colleghi anche loro trapiantati a Serra. Pulsioni inconfessabili ne fanno un uomo fragile, di cui possiamo toccare con mano i pensieri. Una grande capacità di analisi e di visione allargata degli avvenimenti, si uniscono a una vocazione innata per la divisa.

“Gli piacevano le loro uniformi, gli piaceva l’idea di un abito elegante che fosse uguale per tutti, poveri e ricchi, e il rispetto con cui venivano guardati. Allora non leggeva le rughe su quei volti, le cicatrici nascoste, e le andature che si sforzavano di sostenere il dolore posando cautamente a terra un passo dopo l’altro.”

Accanto a Ghibaudo, è sicuramente Moretti la spalla ideale, con le sue idee innovative di indagine, che seguono gli studi di Salvatore Ottolenghi sull’analisi delle impronte digitali in polizia scientifica e medicina legale.

Neroinchiostro è un giallo formato da lettere anonime con lettere sbavate e insicure, un’indagine che va chiusa in tempi rapidi perché la nuova autorità di Stato non può lasciare falle nell’amministrazione della giustizia. Ma l’esordio di Sara Vallefuoco è anche un romanzo che parla di cambiamento. Una transizione al nuovo secolo in cui il Risorgimento sbiadisce nel totalitarismo del Novecento, dove il progresso scientifico compie passi da giganti nella ricerca, nella scienza e nella vita di tutti i giorni; un nuovo mondo in cui le donne con fatica cercano di ricoprire ruoli della vita sociale che fino a quel momento erano riservate esclusivamente agli uomini.

Una vicenda in cui “Il sangue non si sparge ma torna alla terra” che racchiude un caleidoscopio di tonalità che l’autrice ci presenta con grande maestria di penna.

Trama

È l’estate del 1899, e l’Italia è più unita sulle mappe che nel cuore dei suoi abitanti. Il giovane vicebrigadiere Ghibaudo viene trasferito nell’entroterra sardo con un gruppo di carabinieri provenienti da tutto il Regno per fondare un avamposto nella lotta al brigantaggio. Il mondo che lo attende è profondamente diverso dalla Torino in cui è cresciuto: i crimini sono tanti, ma poche le denunce, a dimostrazione che lì i torti vengono raddrizzati non dalla legge ma dai coltelli. È dunque una sorpresa quando la popolana Lianora si rivolge ai carabinieri per un caso di furto. Nelle stalle della donna, però, il vicebrigadiere scopre qualcosa che cambia totalmente il volto dell’indagine: il cadavere di un collega dell’Arma. I sospetti ricadono su Anania, bracciante di Lianora, ma alcuni indizi spingono Ghibaudo a sospettare che la verità sia più complicata – e scura – di così. E mentre il carabiniere cerca di fare i conti con i sentimenti inconfessabili che si accorge di provare, un assassino prende di mira i poeti al volo, rimatori di strada che girano di paese in paese denunciando i torti subiti dalla loro gente.

Editore : Mondadori (13 aprile 2021)

Lingua : Italiano

Copertina flessibile : 304 pagine

ISBN-10 : 8804736054

ISBN-13 : 978-8804736059

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