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La Storia in una tazzina: il caffè

Articolo a cura di Roberto Orsi

È la bevanda più consumata nel mondo dopo l’acqua. Da quando è stato scoperto il suo uso ha preso piede con una crescita costante. Si tratta del caffè. Colore scuro, profumo intenso ed effetto corroborante, se ne consumano dosi incredibili giornalmente in ogni parte del mondo, con variazioni sul tema adatte a tutti i palati.

Le origini

La storia del caffè risale a oltre millecinquecento anni fa. Siamo nel 500 d.C., in Etiopia, precisamente nella regione Kaffa, area da cui il caffè prende il nome. Altri studiosi sostengono invece che il nome derivi dal nome arabo della bevanda chiamata “gahwa” (eccitante), ottenuta dai chicchi che alcuni commercianti portavano dai loro viaggi in Africa, tradotto poi in turco on kahve.

Le piante crescevano rigogliose e selvagge tra i 1000 e i 1300 metri di altitudine. Da qui parte il suo viaggio che lo renderà ciò che conosciamo oggi.

Inizialmente la tribù etiope dei Galla lo utilizzava come spezia. I semi e le bacche erano ingredienti di diverse ricette a base di grasso animale. La pianta del caffè iniziò a spostarsi intorno al XIII Secolo quando i guerrieri etiopi la portarono nelle loro campagne militari. In Yemen il terreno fertile garantì crescita e diffusione delle piante.

Gli arabi, che da quel momento iniziarono a conoscerlo, ne cambiarono il modo di consumarlo. Non soddisfatti dall’utilizzo come spezia, cominciarono ad usarlo per la preparazione di decotti finchè non ebbero l’illuminazione di abbrustolire i chicchi, tritarli e farli bollire sul fuoco. Nacque in quel momento la bevanda amarognola che tutti apprezziamo.

In Europa il consumo di caffè prende piede intorno al 1600 anche se esistono tracce di commerci veneziani come merce utilizzata quale bevanda medica. Nello specifico il merito va al Botanico Prospero Alpini il quale era stato medico del console di Venezia in Egitto.

Il caffè divenne presto una bevanda di aggregazione, vennero aperti i primi caffè della storia, in cui personaggi più o meno illustri si riunivano per passare il tempo.

Le leggende

Esistono vari racconti leggendari sull’origine del caffè e la scoperta della sua commestibilità. In quel territorio meraviglioso che è l’Africa, con le sue leggende popolari, ne troviamo alcune molto interessanti.

Alcuni attribuiscono la scoperta al mistico del Sufismo berbero Abu l-Hasan al-Shadhili, il quale avendo notato un vigore e una vitalità insolita in alcuni uccelli che si erano nutriti delle bacche di caffè, provo ad assaggiarle, sperimentando la stessa energia.

Altri, invece, la attribuiscono a un discepolo della Shadhiliyya chiamato Omar. Egli, famoso per le sue capacità curative, fu esiliato a vivere in una grotta nei pressi di Ousab. Dovendo sopravvivere provò a masticare alcune bacche di arbusti trovati lì vicino ma erano troppo amare. Provò quindi ad abbrustolirle sul fuoco e poi sciogliere in acqua bollente. Si racconta che dopo averlo bevuto, Omar riuscì a stare diversi giorni senza toccare altro cibo.

Un’altra leggenda racconta di un cavaliere del IX secolo, di nome Kaldi. Colpito dall’effetto rigenerante ed energizzante che queste bacche avevano sul suo gregge dopo averle consumate, portò le stesse bacche in un convento nelle vicinanze. Il monaco che lo accolse non ne approvò l’uso e le gettò nel fuoco. Subito si sprigionò un odore intenso che attirò anche altri monaci presenti. Le bacche arrostite vennero tratte dal fuoco, tritate e messe a bollire in acqua. Secondo la leggenda fu questa la prima tazzina di caffè mai consumata.

Si tratta perlopiù di leggende scritte molti secoli dopo gli eventi raccontati ed è quindi molto probabile che abbiano molta più fantasia che storia reale al loro interno.

La bevanda del diavolo

L’effetto eccitante ed energizzante valse al caffè la nomea da parte degli ambienti ecclesiastici di “bevanda del diavolo”. Addirittura vennero fatte pressioni su Papa Clemente VIII perché ne scomunicasse l’utilizzo tra i fedeli. Il Papa prima di decidere volle assaggiare questa nuova bevanda originaria dell’oriente e ne rimase così colpito da rifiutare la richiesta avanzata e anzi battezzare il caffè come una “bevanda cristiana”. Celebre la sua frase in merito:

Questa bevanda di Satana è talmente buona che sarebbe un peccato farla bere solo agli infedeli.

Da quel momento il caffè divenne di utilizzo comune diffondendosi tra la popolazione e nacquero i primi caffè, quali luoghi di aggregazione. Venezia fu la prima città italiana ad avere spazi pubblici dove consumare la bevanda.

Il caffè e l’arte

Mano a mano che la bevanda del caffè si diffondeva nell’utilizzo giornaliero delle persone, iniziò ad essere raffigurata e celebrata anche in diverse opere d’arte.

La prima tela in cui venne rappresentato è la natura morta di Francisco de Zurbarán “Piatto di cedri, cesto di arance e tazza con rosa”, del 1633 in cui accanto agli altri elementi enunciati nel titolo, trova il suo spazio una tazza ricolma di caffè con una rosa, il tutto valorizzato da un sapiente gioco di chiaroscuri.

Nell’ottocento grandi artisti come Manet e Van Gogh rappresentarono il caffè nelle loro tele. Del primo ricordiamo due opere: la “Colazione nello studio” del 1868, in cui viene realizzata con molta cura la tazzina del commensale seduto sullo sfondo rispetto al protagonista; e “Coppia al Pere Lathuille” del 1879 in cui un cameriere con un bricco di caffè in mano aspetta forse un cenno dalla coppia protagonista in primo piano.

Non solo il caffè come bevanda, ma anche luogo di ritrovo, come momento di aggregazione sociale. Ecco come lo rappresenta Van Gogh nel suo “Terrazza del caffè la sera” visibile oggi nella Place du Forum ad Arles.

Curiosità

Il paese dove si consuma più caffè nel mondo non è l’Italia come qualcuno potrebbe pensare, né gli Stati Uniti dove la popolazione è abituata a bere il caffè americano. Si tratta invece della Finlandia, seguita da altri paesi del nord Europa come Norvegia e Islanda. Probabilmente esiste un certo legame tra temperature esterne e consumo del caffè.

Per quanto riguarda invece la città italiana con il consumo più alto, non abbiamo sorprese e come è possibile immaginare si tratta di Napoli.

Chiudiamo questo articolo con una serie di citazioni di personaggi importanti che hanno amato questa forte ed energetica bevanda:

Bevo quaranta caffè al giorno, per essere ben sveglio e pensare, pensare a come combattere i tiranni e gli imbecilli.
(Voltaire)

Il caffè forte mi rianima, mi provoca come un bruciore, un rodimento singolare, un dolore non privo di piacere. Amo allora soffrire piuttosto che non soffrire.
(Napoleone Bonaparte)

Il caffè è il balsamo del cuore e dello spirito.
(Giuseppe Verdi)

Ho misurato la mia vita a cucchiaini di caffè.
(Thomas Stearns Eliot)

Il caffè è il balsamo del cuore e dello spirito.
(Giuseppe Verdi)

Fonti

https://www.technogym.com/it/newsroom/caffe-storia/

https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_caff%C3%A8#Evoluzione_della_variet%C3%A0

https://www.paginegialle.it/magazine/food/curiosita-caffe-4827

https://www.cheamordicaffe.it/caffe-e-arte/

https://www.caffesulweb.it/guide-caffe/storia-caffe-diffusione-leggende-scoperte

https://www.caffesulweb.it/guide-caffe/aforismi-frasi-citazioni-caffe

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