Da Minosse a Omero Louis Godart Einaudi In libreria dal 4 febbraio

L’Egeo è il mare su cui sta l’Arcipelago in cui si scrive, come una profezia, l’origine dell’Occidente. Oltre che per lo splendore di mare e isole, all’Egeo si ritorna con quell’idea non dichiarata di rifare un percorso verso le fonti da cui proveniamo e verso l’irriducibile differenza che ci ha generato. Louis Godart inizia il suo viaggio antichissimo da storie che si svolgono fra Ottocento e Novecento e che hanno per protagonisti Heinrich Schliemann, Arthur John Evans e Michael Ventris, che attraverso gli scavi di Troia, Micene, Cnosso e la decifrazione della Lineare B hanno restituito alla storia i mondi scomparsi dell’epopea omerica. Dalle vicissitudini di questi uomini, dalla loro passione individuale, Louis Godart, con un itinerario fondato su fonti archeologiche anche di prima mano, parte alla scoperta delle antiche radici della storia dell’Egeo. Dal Paleolitico si arriva fino alla glittica del Bronzo Antico e alle statuette cicladiche, primissima, insuperata testimonianza della venerazione per la dea madre che attraversa tutto il Mediterraneo. Da qui si continua con le tracce delle nove città di Troia e con un’ipotesi per quella di Priamo, e poi ancora con il complesso della civiltà cicladica, al cui centro sta l’evento distruttivo e capitale dell’esplosione del vulcano di Santorini, che distrugge la città di Thera, ne conserva le pitture murali, come in una Pompei cicladica, e forse fonda il mito non tramontato di Atlantide. E poi Creta, che in questo libro splende piú che mai al centro di un Mediterraneo fitto di traffici che vanno dall’interno del continente asiatico attraverso le coste dell’attuale Siria fino all’Egitto dei Faraoni. Un’isola di cui si seguono le ragioni possibili del passaggio dalla civiltà palaziale minoica, figurata nel mito di Minosse, a quella piú concreta e mercantile, ma ugualmente raffinata, dei greci micenei, il transito dallo Stato minoico a quello miceneo…

Nel gennaio 2016 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha pianto in pubblico. Sottolineando l’intreccio di forza e debolezza, la stampa si è interrogata: «Obama ha reso accettabile il fatto di piangere in pubblico?» In realtà la novità è meno importante di ciò che lascia intravedere: un’attenzione collettiva verso le lacrime. Il dato che forse colpisce di piú è che tale attenzione nasce da una dimenticanza. Le lacrime un tempo erano frequenti, tanto in pubblico quanto in privato. Nella Roma antica fornivano un ausilio imprescindibile al politico, erano l’arma preferita degli oratori e il mezzo con cui distinguersi dal volgo. Contribuivano anche a veicolare i presagi riguardanti la città. Le lacrime, insomma, scorrevano abbondanti tra i romani. Gli imperatori, il popolo, i senatori, i soldati piangono. I dibattiti pubblici, i processi, le ambasciate, tutto è pretesto per riversare emozioni. Piú dei greci, che già piangevano abbastanza, i romani hanno la lacrima facile. Essi vengono spesso dipinti come conquistatori spietati (e lo erano). Ma se ne mostrano troppo poco i momenti di fragilità. Cosí la (cattiva) reputazione dei romani ha scoraggiato finora qualunque ricerca generale sulle lacrime, mentre i lamenti degli eroi greci hanno fatto versare fiumi d’inchiostro. In questa storia della forza romana al rovescio bisogna accettare di non riconoscersi, di rimanere spaesati. I comportamenti sociali dei romani, tanto spesso punteggiati di lacrime, ci disorientano. Ma fare un passo di lato permette di vedere piú chiaro.

Condottieri Johnathan Kingsbury Giunti In libreria dal 5 febbraio

Non tutti sanno che Melankomas, figlio di un campione di pugliato della Caria che vinse le Olimpiadi del 49 a.C., fu l’inventore del metodo “rope a dope”, quello usato da Cassius Clay per vincere Foreman. O che Xiahou Dun, guerriero Han fedele a Cao Cao, aveva una terribile ferita all’occhio che non gli impedì di combattere valorosamente. Curiosità, aneddoti e interpretazioni psicologiche di tanti condottieri della storia si affiancano a confronti con modelli moderni. In questa carrellata di guerrieri valorosi sono compresi personaggi di tutte le epoche come il re spartano Agide III, l’eroe mitico romano Orazio Coclite, il visigoto Alarico, il Gallo Vercingetorige o il conosciutissimo Attila.

L’eredità della villa delle stoffe Anne Jacobs Giunti In libreria dal 5 febbraio

Augusta, 1920. Dopo le devastazioni della Grande Guerra, finalmente gli abitan ti della Villa delle Stoffe possono guardare al futuro con ottimismo. Soprattuttoquando il padrone di casa, Paul Melzer, torna dalla prigionia russa riabbracciando l’adorata moglie Marie dopo tanti mesi di separazione. Per la famiglia Melzer è il momento di riprendere le redini della grande fabbrica di tessuti e riportarla all’antico splendore. E per Marie è l’occasione di realizzare un sogno che nutriva da tempo: aprire una casa di moda. Ma l’incredibile successo dei suoi primi modelli coglie del tutto impreparato il marito Paul, che non vede di buon occhio le ambizioni della giovane moglie, tanto da porle un ultimatum: non si aspetta certo che Marie abbia il coraggio di lasciare la villa insieme ai figli…

Casa Tyneford Natasha Solomons Neri Pozza In libreria dal 6 febbraio

Vienna, 1938. Quando riceve la lettera che la porterà a Tyneford House, sulle coste del Dorset, la diciannovenne Elise Landau non sa nulla dell’Inghilterra. Cresciuta negli agi di una famiglia borghese ebraica – la madre, Anna, è una stella dell’Opera di Vienna; il padre, Julian, un noto scrittore – Elise, in fuga dal nazismo, si trova costretta ad abbandonare l’Austria e ad accettare un visto per lavorare come cameriera alle dipendenze di Mr Rivers. Una volta giunta a Tyneford House, una magnifica residenza signorile con il prato che digrada verso il mare e una facciata di arenaria su cui campeggia lo stemma dei Rivers, la giovane donna non può fare a meno di sentirsi sola e sperduta. Lontana dalla sua famiglia e dalla scintillante Vienna, soltanto un filo di perle donatole dalla madre e una viola di palissandro, in cui è gelosamente custodito l’ultimo romanzo di suo padre, le ricordano chi è e da dove viene. In difficoltà con una lingua che non comprende e con cui fatica a esprimersi e a disagio sia con la servitù sia con il padrone, l’affascinante vedovo Christopher Rivers, Elise tenta, giorno dopo giorno, di non abbandonarsi alla nostalgia e alla preoccupazione per i suoi familiari, bloccati in Austria in attesa del visto per fuggire in America. Finché l’arrivo a Tyneford House di Kit, il figlio di Mr Rivers, non le restituisce la speranza di una rinnovata felicità. La guerra, tuttavia, sta per raggiungere l’Inghilterra, pronta a chiedere il suo tributo di sangue e a spazzare via ogni certezza. Il mondo che Elise ha conosciuto è sull’orlo di un epocale cambiamento e lei dovrà decidere se soccombere alle circostanze o abbracciare un’altra vita e un altro destino. Dopo il grande successo dei Goldbaum, Natasha Solomons torna con una struggente stostoria d’amore, «un’elegia toccante e romantica» (Times), sullo sfondo di un’Europa attraversata dalla violenza della Seconda guerra mondiale.

Le viaggiatrici del grand tour Attilio Brilli Il Mulino In libreria dal 6 febbraio

Non solo occasione di formazione culturale e di svago, per il mondo femminile il Grand Tour ha rappresentato quasi sempre un momento cruciale dell’esistenza e spesso ha incarnato un drammatico gesto di liberazione. Parlando delle loro esperienze di viaggio, dame settecentesche e poi esponenti della borghesia, da Anne-Marie du Boccage a Madame de Staël, a Mary Shelley, raccontano romantiche storie d’amore, ma anche intrighi degni di un romanzo nero, sullo sfondo di panorami naturali e artistici che risaltano nella loro luminosa impassibilità. Come insegnano Sydney Morgan o Anna Jameson, le viaggiatrici manifestano una sensibilità che sa insinuarsi nelle pieghe più riposte di un paese per ascoltarne senza pregiudizi le voci, indagarne le condizioni politiche, gli usi e i costumi e scoprirne le insondate ricchezze.

Sulla via della seta John Man Giunti In libreria dal 6 febbraio

John Man si avventura sulle tracce di Marco Polo e ripercorre il viaggio che lo ha portato da Venezia all’Oriente, lungo la Via della Seta. La narrativa di Man si alterna tra il presente e il tempo del Kublai Khan, di cui Marco Polo divenne consigliere a Xanad nel leggendario palazzo imperiale estivo. Lontano dalla capitale, dove ora sorge Bejing, questa residenza sontuosa era utile al Kublai Khan che aveva instaurato una duplice alleanza, mongola e cinese, alla quale per pragmatismo politico prestava grandi cure.
   

La notte del male Eric Giacometti, Jacques Ravenne Mondadori In libreria dal 11 febbraio

Novembre 1941. L’esercito del Terzo Reich è alle porte di Mosca e la Germania sta per vincere la guerra. Per Himmler, capo delle SS, la vittoria sarà definitiva se riuscirà a impadronirsi di una svastica sacra scomparsa in Europa. Per Churchill è dunque assolutamente necessario trovare questa reliquia prima dei nazisti. Tutti si rivolgono a Tristan Marcas, agente segreto con un passato oscuro. Al centro di questa guerra occulta tra le forze del Bene e del Male, Laure, combattente della resistenza francese, ed Erika, archeologa tedesca, si scontreranno in una lotta spietata. Da Berlino a Londra, dalla misteriosa Creta all’Italia di Mussolini, chi vincerà questo duello tra luce e ombra? E se la verità si trovasse nei segreti proibiti di un certo Adolf Hitler?

Lo chef segreto Crystal King Piemme In libreria dall’11 febbraio

Stato Pontificio. È l’aprile del 1577 quando Giovanni Brioschi viene avvisato della morte dell’ineguagliato chef Bartolomeo Scappi, “cuoco segreto” di papa Pio V. Giovanni è suo nipote, nonché da molti anni suo braccio destro, e alla lettura del testamento scoprirà di essere stato generosamente ricordato dallo zio. Non solo: gli viene anche recapitata una richiesta ufficiale di Bartolomeo, quella di bruciare i suoi diari. La curiosità di Giovanni però ha la meglio, e nonostante i diari siano scritti in codice, riuscirà ben presto a decifrarli… Quelle che scoprirà sono le mille ombre della vita di suo zio, le lotte e i compromessi con i nemici decisi a rubare le sue idee e le sue ricette, e soprattutto la grande storia d’amore segreta che il cuoco ebbe con una donna misteriosa. Una donna il cui ruolo si rivelerà molto più importante di quanto Giovanni immagini… Un romanzo ricco come un banchetto rinascimentale, in cui mistero, amore, cucina e storia si intrecciano in un racconto imperdibile, che illumina la figura straordinaria di Bartolomeo Scappi, autore del primo e più vasto trattato di cucina che il Rinascimento ricordi.

Il fuoco e l’oscurità. Dresda 1945 Sinclair McKay Mondadori In libreria dal 11 febbraio

Il 13 febbraio 1945 alle 22.03, 244 bombardieri britannici e 9 marcatori sganciarono sulla città tedesca di Dresda qualcosa come 880 tonnellate di bombe esplosive e incendiarie. All’inizio del giorno seguente, i bombardieri americani finirono ciò che era rimasto. Nel giro di quattordici ore, la città fu così completamente distrutta in uno degli attacchi più devastanti della seconda guerra mondiale. A raccontare, in questo libro monumentale, quella drammatica notte e i giorni che seguirono sono i sopravvissuti, miracolosamente scampati alla tempesta di fuoco che incenerì palazzi storici, ridusse in macerie strade e abitazioni, e uccise, secondo le stime, 25.000 persone. Accanto ai loro tragici ricordi, i diari e le lettere di quanti, rischiando a propria volta la vita, ubbidirono all’ordine di radere al suolo la città, in un’azione che turbò a lungo le loro coscienze. Ancora oggi, a settantacinque anni di distanza, Dresda è rimasta il simbolo dell’oscenità della guerra e il suo nome associato all’annientamento, come già per Hiroshima e Nagasaki. Nel corso dei decenni, del carattere morale – o immorale – sia del comportamento della città sotto il nazismo sia della decisione di distruggerla con il fuoco s’è discusso con rabbia, rimorso e dolore in gradi variabili. Dibattiti che fanno ancora parte del paesaggio: a Dresda il passato è nel presente. Per quanto la città sia stata infatti miracolosamente ricostruita, e i restauri scrupolosi fin nei minimi dettagli, è ancora in qualche modo possibile scorgerne le rovine. Ma le toccanti pagine di Sinclair McKay non parlano soltanto di un’indicibile catastrofe, restituiscono anche la vita della città prima e dopo l’attacco, il lungo periodo di ricostruzione e recupero, e soprattutto il racconto di come tante vite spezzate siano riuscite a rigenerarsi.

La linea del colore Igiaba Scego Bompiani in libreria dal 12 febbraio

26 gennaio 1887: a Dogali, in Eritrea, quasi cinquecento soldati italiani vengono uccisi durante uno scontro con le truppe etiopi. Quando la notizia giunge a Roma, un’onda di sdegno invade la città. Proprio in quel momento una donna sta rientrando dalla passeggiata che ogni mattina la porta sulla tomba di Shelley, al Cimitero Acattolico: si chiama Lafanu Brown, è una pittrice americana da anni residente a Roma, ed è nera. Su di lei, ignaro capro espiatorio, si riversa la rabbia della folla, fino a che un uomo, un anarchico capace di pensare con la propria testa, la porta in salvo. È a lui – che si chiama Ulisse ma ha la pazienza di Penelope – che Lafanu decidere di raccontarsi: la nascita in una tribù indiana chippewa, l’uomo dalla pelle nerissima che amò sua madre e scomparve, la donna che la portò con sé in città e poi la considerò un’ingrata, l’abolizionismo e la violenza, l’incontro con la sua mentore Lizzie Manson, fino alla grande scelta, quella che la condusse su un piroscafo, in Inghilterra e infine in Italia, lontano dall’amore ma forse un po’ più vicina alla libertà.

Io, Pierre Rivière, avendo sgozzato mia madre, mia sorella e mio fratello… Un caso di parricidio del XIX secolo Michel Foucault Einaudi

Nel giugno 1835 un giovane contadino normanno, Pierre Rivière, sgozza una sorella, un fratello e la madre per “liberare” il padre dalle persecuzioni della moglie. Arrestato, Rivière stende una “memoria” in cui racconta la storia della sua famiglia e i moventi del suo gesto. Questo documento, è tutt’altro che l’opera di un folle: lungi dal risolvere i dubbi dei giudici, li pone davanti a nuove domande: che cosa è la pazzia? È possibile che il criminale perda la ragione per un solo istante, che deliri su un solo oggetto, conservando intatto il resto delle sue percezioni? Ben presto il caso Rivière diventa un momento significativo della partita di potere tra i giudici e i medici, ansiosi di affermare la nascente psichiatria. Michel Foucault e i suoi allievi del Collège de France hanno raccolto e discusso in questo volume tutta la documentazione apparsa sulla vicenda: le perizie medico-legali, le dichiarazioni dei testimoni, gli articoli dei giornali, la “memoria” di Rivière. Gli autori hanno rinunciato di proposito agli scandagli della psicoanalisi e dell’antropologia culturale per concentrare l’analisi sui rapporti tra scienza e potere, tra individuo e strutture sociali di controllo. Per questa via il libro offre un contributo originale al dibattito sulle grandi istituzioni custodialistiche e repressive, cui lo stesso Foucault ha partecipato con le sue magistrali ricerche sulla clinica, il manicomio, la prigione. Prima edizione 1976 nel “Nuovo Politecnico”.

La confraternita degli storici curiosi Jodi Taylor Corbaccio In libreria dal 13/02/2020

Dietro la facciata apparentemente innocua dell’Istituto di ricerche storiche Saint Mary, si nasconde ben altro genere di lavoro accademico. Guai, però, a parlare di «viaggio nel tempo»: gli storici che lo compiono preferiscono dire che «studiano i maggiori accadimenti nell’epoca in cui sono avvenuti». E, quanto a loro, non pensate che siano solo dei tipi un po’ eccentrici: a ben vedere, se li si osserva mentre rimbalzano da un’epoca all’altra, li si potrebbe considerare involontarie calamite-attira-disastri. La prima cosa che imparerete sul lavoro che si svolge al Saint Mary è che al minimo passo falso la Storia vi si rivolterà contro, a volte in modo assai sgradevole. Con una vena di irresistibile ironia, la giovane e intraprendente storica Madeleine Maxwell racconta le caotiche avventure del Saint Mary e dei suoi protagonisti: il direttore Bairstow, il capo Leon Farrell, Markham e tanti altri ancora, che viaggiano nel tempo, salvano il Saint Mary (spesso – anzi sempre – per il rotto della cuffia) e affrontano una banda di pericolosi terroristi della Storia, il tutto senza trascurare mai l’ora del tè. Dalla Londra dell’Undicesimo secolo alla Prima guerra mondiale, dal Cretaceo alla distruzione della Biblioteca di Alessandria, una cosa è certa: ovunque vadano quelli del Saint Mary, scoppierà il finimondo.

Mara. Una donna del novecento Ritanna Armeni Ponte alle Grazie in libreria dal 13 febbraio

Mara è nata nel 1920 e ha 13 anni quando comincia questa storia. Vive vicino a largo di Torre Argentina. Il papà è bottegaio, la mamma casalinga. Ha un’amica del cuore, Nadia, fascista convinta, che la porta a sentire il Duce a piazza Venezia. Le piace leggere e da grande vorrebbe fare la scrittrice o la giornalista. Tanti sogni e tante speranze la attraversano: studiare letteratura latina, diventare bella e indipendente come l’elegante zia Luisa, coi suoi cappellini e il passo deciso e veloce. Il futuro le sembra a portata di mano, sicuro sotto il ritratto del Duce che campeggia nel suo salotto tra le due poltrone. Questo è quello che pensa Mara, e come lei molti altri italiani che accorrono sotto il Suo balcone in piazza Venezia. Fino a che il dubbio comincia a lavorare, a disegnare piccole crepe, ad aprire ferite. Tra il pubblico e il privato la Storia compone tragedie che riscrivono i destini individuali e collettivi, senza eccezioni. Quello che resta è obbedire ai propri desideri: nelle tempeste tengono a galla, e nei cieli azzurri sanno disegnare le strade del domani.

Beethoven Piero Buscaroli Mondadori In libreria dal 18 febbraio

Beethoven è stato una figura smisurata, supremo genio musicale e cumulo di contraddizioni, di comportamenti eccessivi, descritto dalla critica come l’emblema stesso dell’artista romantico o come un illuminista. Ma Beethoven è stato soprattutto un tedesco: e in questa biografia Buscaroli ne sovverte l’immagine abituale alla luce delle fonti e dei documenti. Ne esce un ritratto completamente nuovo che racconta la famiglia, il rapporto con i musicisti del suo tempo, il carattere, le malattie, gli amori, il sentimento e gli scopi dell’arte. La biografia diventa così chiave di revisione di un’immagine stereotipata, illuminista per non dire giacobina, dell’artista, dell’uomo e di tutta l’età seguita alla “révolution”.
                               

Il gioco dell’oca. I retroscena segreti del processo al riformatore Jan Hus Pietro Ratto Bibliotheka edizioni In libreria dal 21 febbraio

Un saggio sul riformatore Jan Hus, arso vivo perché ebbe il coraggio di manifestare quel pensiero riformistico che precorse il luteranesimo. Pietro Ratto torna a scardinare la storiografia ufficiale con questa nuova edizione de “Il gioco dell’oca”, uno dei suoi saggi più originali e urticanti, analizzando questa volta i retroscena più censurati del processo intentato, nel 1415, nei confronti del grande riformatore boemo Jan Hus. Un’occasione per riesumare anche svariati particolari inediti e inquietanti relativi alla vita del suo principale rivale: il pontefice Giovanni XXIII, considerato antipapa soltanto dal 1958. Un saggio irriverente, dai toni quasi noir, che analizza il periodo storico a cavallo tra XIV e XV secolo, navigando in netta controtendenza rispetto alla storia che si impara a scuola.

Il segreto di Ippocrate Isabella Bignozzi La Lepre Edizioni In libreria dal 27 febbraio

Ippocrate, giunto alla vecchiaia, racconta a Pòlybos, suo allievo prediletto, le sue memorie: la fanciullezza nell’isola di Kos, l’adolescenza tra inquietudini e nuove consapevolezze, gli insegnamenti del padre, anch’egli medico e suo primo e più grande maestro; i suoi incontri con i personaggi illustri dell’epoca, le vicende drammatiche che lo hanno segnato nel profondo. Parla di malanni, interventi e terapie, espone tecniche dell’arte medica del V secolo a.C. Ippocrate apprendendo dai suoi maestri, diviene egli stesso un maestro; viaggia in tutte le terre conosciute, sfiora eventi storici grandiosi, impara a curare gli altri e ad amare il suo prossimo in un modo sofferto, innovando la sua arte con brillanti intuizioni. Il romanzo è frutto di una accurata lettura del Corpus Hippocraticum, l’insieme degli scritti attribuiti al celebre Ippocrate, autore del Giuramento e padre della medicina occidentale. Alcune particolari scelte narrative sono motivate nell’appendice, che riporta anche brevi riferimenti storici e interpretativi.  

I giusti Jan Brokken Iperborea In libreria dal 19 febbraio

L’Europa è sconvolta dal Secondo conflitto mondiale, centinaia di migliaia di ebrei cercano riparo dalla furia nazista nei pochi paesi ancora neutrali. Quando l’Unione Sovietica invade la Lituania, i profughi che vi avevano trovato asilo non hanno più scampo e si radunano in massa ai cancelli dei vari consolati, nella speranza di ottenere un visto. In quell’anno, l’olandese Jan Zwartendijk, direttore della filiale Philips in Lituania, viene nominato console onorario a Kaunas, capitale del Paese. Cosa significava esattamente per un uomo d’affari diventare console onorario? «Quasi nulla», gli fu detto. «Forse ti capiterà di firmare qualche pezzo di carta.» Ma se migliaia di ebrei trovarono la salvezza fu proprio grazie a lui che firmò senza riserve i visti per il loro espatrio e garantì l’apertura dell’ultima rotta verso la libertà: la Transiberiana fino al Giappone, e poi Curaçao, isola olandese nel mar dei Caraibi. Rintracciando con minuziosa dedizione fonti e testimonianze dirette dei famigliari dei sopravvissuti, Jan Brokken racconta nel dettaglio una delle operazioni di salvataggio più straordinarie della Storia, ricostruendo con una prosa incalzante e magnetica i dieci giorni che Jan Zwartendijk ebbe a disposizione per mettere al sicuro il maggior numero di vite. Dieci giorni e dieci notti di febbrile attività per portare a termine una missione caduta poi in un ingiustificato oblio, ma che garantì la libertà a più di ottomila ebrei. Nel 1997, Jan Zwartendijk è stato insignito postumo del titolo onorifico di «Giusto tra le Nazioni».

La spada della guerra Ben Kane Newton Compton editori In libreria dal 13 febbraio

Roma e la Macedonia stanno per affrontarsi in Tessaglia in uno scontro che rimarrà per sempre impresso nella storia 198 a.C. Dopo la bruciante sconfitta subita dai macedoni, il generale Flaminino è accecato dall’ira e intende ripristinare l’onore perduto sconfiggendo re Filippo V di Macedonia una volta per tutte. Roma, infatti, sta chiamando a raccolta le sue legioni in vista dello scontro finale. I due uomini a capo dei rispettivi schieramenti stanno per contendersi il dominio sulla Grecia e sono disposti a fare qualunque cosa pur di annientare l’avversario. I destini di Felix, un valoroso legionario, e Demetrio, micidiale guerriero macedone, stanno per intrecciarsi. I due soldati saranno testimoni di uno scontro che cambierà per…
 

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