Narrativa recensioni

Il sigillo del cielo – Glenn Cooper

Recensione a cura di Maria Rita Truglio

Religione, scienza e magia hanno da sempre abbracciato il genere umano permeandone la quotidianità, a volte sotto lo sguardo attento dei regnanti.
La corte di Elisabetta I, per esempio, non faceva mistero della presenza di alchimisti nelle sue file: tra questi John Dee che oltre ad essere un matematico, filosofo, astrologo e astronomo, era anche un famoso conoscitore di occultismo e divinazione.

Si la divinazione è un’arte antica, e io non ero certo il primo a praticarla, ma ritengo di aver fatto molti passi avanti nell’applicazione delle regole matematiche e delle leggi prospettiche. Le visioni hanno luogo quando un oggetto fisico viene colpito dal raggio di luce

L’incontro con Edward Kelley fu per lui una manna dal cielo. Essendo quest’ultimo un veggente riuscì a portare avanti i suoi studi ultraterreni per un probabile contatto con gli angeli.
Scienza al servizio dell’occultismo.

Una bellissima scatola di legno intarsiata era sistemata sulla scrivania di Dee. All’interno si trovava una sfera di cristallo perfettamente liscia e trasparente

Quando sentiamo parlare di occultismo e credenze popolari in generale, non possiamo fare a meno di collegare tutto ad un’epoca passata ignorando che anche in quest’era moderna c’è ancora chi vi è legato. E Cal Donovan lo scoprirà a spese sue e della propria famiglia.

Cal seguì il detective nel salotto, ancora a soqquadro. L’intruso aveva buttato per terra tutti i libri sugli scaffali, così come il contenuto di cassetti e credenze

Se c’è una cosa che apprezzo di Cooper è il suo saper intrattenere il lettore con una scrittura senza fronzoli ed essenziale. E anche in questo quarto libro, con Donovan che fa da padrone alla trama, ne dimostra la destrezza. Ma stavolta c’è anche qualcosa in più. L’autore scava nella sfera emozionale del protagonista portando a galla sprazzi di vita passata che in qualche modo sono collegati al presente e alla situazione in cui si ritroverà coinvolto. Pezzi di vita che piano piano ritorneranno al proprio posto e che avranno risposte inattese.

Cal avvolse il disco nello straccio e lo rimise nella busta. <<Perché diavolo le avrebbe inviato una busta che lei non ha aperto?>>

Volente o nolente, mette di nuovo da parte la sua professione di professore di religione per assumere quella dell’investigatore. Ha scoperto qualcosa sui propri genitori di cui era all’oscuro ma che qualcuno al di fuori del nucleo famigliare non ha mai smesso di cercare.
Il ponte con il mondo degli spiriti. Collegamento con il paradiso o con l’inferno.


John Dee. Una figura non ignara al professore e che sarà di aiuto per scoprire i motivi che hanno portato all’uccisione della madre.
In un mix di poliziesco, thriller, storico, Cooper ci accompagna in viaggi temporali tra l’Inghilterra del 1500/1600 e l’Iraq dell’undicesimo secolo dove tutto ebbe inizio.

…la sua attenzione fu catturata da una pietra che sbucava dal terreno. Era semisepolta nel suolo ghiaioso, rotonda e bitorzoluta; a giudicare dalla crosta di gesso che la avvolgeva, doveva essere un blocco di ossidiana grande quanto un melone maturo.

Nonostante questi sbalzi temporali la storia segue un unico filo conduttore che districherà dubbi e domande. Donovan sarà accompagnato da Eve Riley , veggente che farà da tramite per le comunicazioni con l’aldilà.
Ma quali sono i motivi che hanno spinto qualcuno ad uccidere per una pietra? Perché è tanto importante da arrivare a sfidare la legge?

Lei sa cos’è la guerra? Non quella alla televisione. Intendo, l’hai mai vissuta veramente? Scommetto di no

Vicende che fan traballare la persona più cinica, portando a dubitare delle proprie convinzioni, fanno da sfondo ad un thriller che si sviluppa da basi storiche molto accurate unite alla giusta dose di inventiva a cui Glenn Cooper ci ha abituati negli anni. Questo “rimanere a casa” però, a mio avviso, come ho già accennato prima, è contornato da una solida costruzione psicologica del protagonista, maggiore rispetto agli altri libri. Vediamo un Cal più libero dalle sue sovrastrutture, grazie alla descrizione dei sentimenti ambivalenti e delle sue contraddizioni.

Jessica si girò verso di lui. << Era ora>>, disse.
<<Di cosa?>>
<<Era ora che piangessi>>
Cal si asciugò le guance con le mani. <<C’è polvere, qui dentro>>

Non so se questo libro possa far ricredere i nostalgici de La biblioteca dei morti ma credo possa essere il punto di partenza per tornare a rivalutare questo autore.

Copertina rigida: 391 pagine
Editore: Nord (10 giugno 2019)
Collana: Narrativa Nord
Lingua: Italiano
ISBN-10: 884292914X
ISBN-13: 978-8842929147
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Trama
Mosul, 1095. Daniel Basidi è un uomo di fede. Eppure teme che stavolta il Signore gli abbia dato da portare un fardello troppo grande. Per anni ha cercato di mettere il suo dono al servizio degli altri. Ma quest’ultima rivelazione, questa rivelazione terribile e sublime, non può essere condivisa con nessuno, è troppo pericolosa. Daniel deve portarla con sé nella tomba. Iraq, 1989. Hiram Donovan è un uomo di scienza. Eppure, quando tocca quella pietra sepolta nella sabbia, si sente come attraversare da una corrente elettrica. E ha paura. Infrangendo la legge e i suoi stessi principi morali, Hiram sottrae l’oggetto dallo scavo e lo spedisce alla moglie, in America. Sarà l’ultima cosa che farà prima di morire. New York, oggi. Cal Donovan è un uomo d’azione. Eppure, non appena riceve la notizia che sua madre è stata uccisa, il mondo gli crolla addosso. Il suo appartamento è a soqquadro, ma i presunti ladri non hanno preso né gioielli, né quadri, né contanti. Che cosa cercassero, Cal lo scopre dopo qualche giorno, in una scatola da scarpe nascosta in fondo a un armadio. Una busta che suo padre aveva mandato dall’Iraq. Ancora sigillata. Dentro, c’è l’ossessione che ha tormentato avventurieri e imperatori, il segreto per cui hanno dato la vita santi e ciarlatani, la minaccia che deve restare sepolta, per il bene del mondo. E ora tocca a Cal proteggerla. A ogni costo.

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