Trama Madrid 1791, l’arte fiorisce sotto l’occhio vigile dell’Inquisizione. Manuèl Alvèra vive e lavora nel colorificio di famiglia, abile come nessun altro nella miscelazione dei pigmenti. Goya in persona, un giorno, colpito dalla sua abilità, lo richiede al padre come apprendista con la promessa di farlo diventare un pittore di fama. Intanto, nel giro di poco tempo, in città vengono ritrovati diversi cadaveri, tutti di famosi artisti madrileni assassinati secondo il medesimo modus operandi: il corpo massacrato, denudato e scuoiato. Madrid è in subbuglio e mentre l’Inquisitore attribuisce la responsabilità di quanto sta accadendo al mero peccato di vanità commesso dai pittori, Manuèl inizia ad avere il sospetto che proprio Goya si coinvolto negli omicidi.   Recensione a cura di Roberto Orsi
Manuèl non limitarti a riprodurre quello che vedi. Studia ogni dettaglio. Per coglierne l’anima devi conoscere la sua storia.
Dopo quasi due anni dalla pubblicazione di “Jack”, che ripercorreva la storia dell’assassino più famoso di Londra e di cui potete trovare la mia recensione qui, Sara Di Furia torna in libreria con “L’apprendista di Goya”, un nuovo thriller storico edito (come già il precedente) da La Corte editore. Ci spostiamo nella capitale spagnola e ci lasciamo travolgere dal racconto dell’autrice che non risparmia, come già avvenuto in passato, tinte cruente e molto forti. Tinte rosso accesso perché, accanto alla creazione delle opere del Maestro Francisco Goya che risaltano tra le altre per impatto visivo, è il sangue a scorrere copioso tra le pagine di questo libro. Già dal libro precedente l’autrice ci ha abituati al suo stile che oserei definire quasi gotico, dai toni oscuri e diabolici. Sara Di Furia si ripete in questo nuovo lavoro, evidenziando la sua impronta di scrittrice già trovata in Jack  ma, a mio parere, anche maturata dal punto di vista dell’intrigo della trama. Madrid è sconvolta da una serie di omicidi di artisti famosi, tutti ritrovati in circostanze misteriose letteralmente scuoiati e privi di alcuni denti in bocca. Il protagonista Manuèl Alvèra, l’apprendista di Goya, da cui il titolo del libro, ha appena iniziato la carriera presso il laboratorio del Maestro, ma non è una situazione facile per lui. La madre è morta anni prima e lui deve lasciare la bottega del padre, uno dei fornitori di pigmenti più importanti per tutti gli artisti madrileni.
Ero sconvolto dagli sbalzi di umore manifestati dal maestro. Aveva detto di essere un pittore di Corte. Niente di più vero, ma lo sarebbe diventato lo stesso se non avesse sposato Josefa Bayeu, sorella di due pittori già affermati e apprezzati dai Reali di Spagna?
La vita accanto al Maestro non è semplice. Goya è un personaggio particolare, soggetto a sbalzi di umore repentini, atteggiamenti violenti in forma verbale che si alternano a dolci carezze figurative che si manifestano con sorrisi e parole di compiacimento. Il Maestro ha visto in Manuèl un talento raro, un ragazzo che riesce a creare miscele di colore incredibili da utilizzare per la creazione delle sue tele. In casa con loro vive anche Benito, un “gigante” dalle forme mostruose, sordomuto, con cui si comunica solo attraverso il linguaggio dei segni. Un assistente fidato di Goya, a cui il Maestro pare legato da un sentimento molto forte.
Goya passava dall’elogio al rimprovero con tale facilità che più volte mi sembrava di avere a che fare con due persone differenti. Ma se la follia era il prezzo da pagare per il genio, avrei accettato senza remore.
L’opportunità di diventare qualcuno è cosi importante per Manuèl che è disposto a sopportare anche gli atteggiamenti particolari del suo Maestro, pur di potergli stare vicino e imparare dalla sua arte. Quell’arte che lo ha ammaliato e sconvolto alla mostra dei Cartoni Imperiali, davanti all’opera “L’ombrellino”. Una specie di sindrome di Stendhal che lo convince a voler intraprendere ad ogni costo la carriera di pittore. Manuèl ha l’ambizione di diventare un artista immortale come tanti prima di lui, sopravvivere al proprio corpo materiale, nella storia e nella mente delle persone. Ecco ciò che fa un artista, trasmette sé stesso nelle opere che crea, lascia un’impronta di sé, indelebile per le generazioni future, grazie alla possibilità di trasmettere la propria anima più di quanto non sia possibile nella realtà di tutti i giorni.
Mio padre diceva sempre che a un artista è richiesto genio, inventiva, intelligenza, esuberanza ed emozione in quel che dipinge, ma guai se la manifesta anche nel carattere o nella vita privata. Paradossalmente la sincerità era ammessa nelle opere, ritenute finzione.
Un fermento artistico in cui la Spagna e Madrid sono protagonisti. Una libertà di espressione nelle opere pittoriche che non incontra il favore della Chiesa e di quella Inquisizione che per circa quattro secoli ha seminato terrore e panico con processi ed esecuzioni capitali. Nel libro ci troviamo più volte al cospetto di un Francisco Goya messo a nudo dall’autrice, con le sue paure, gli inganni e i timori di un essere umano che chiuso nel suo studio, nella propria intimità, rilascia i freni inibitori imposti dalla società e toglie quella maschera che è costretto a indossare per essere “un pittore di Corte”. I misteriosi omicidi commessi da colui che l’opinione pubblica ha ribattezzato “el diablo” tengono molto alta la tensione e la suspence del racconto. La componente thriller del racconto è ben amalgamata con quella artistica non andando mai a discapito uno dell’altra, in un giusto equilibrio che rende godibile la lettura agli appassionati di entrambi i generi. Manuèl ben presto viene risucchiato in un vortice di mistero che lo metterà di fronte ai propri demoni interiori, in un percorso di crescita non solo artistico ma soprattutto personale, fino alla rivelazione della verità. Una verità sconvolgente che nemmeno su tela potrebbe mai essere rappresentata.   Copertina flessibile Editore: La Corte Editore (29 agosto 2019) Collana: Millennium Lingua: Italiano ISBN-10: 8885516904 ISBN-13: 978-8885516908 Link acquisto cartaceo: L’apprendista di Goya Link acquisto e-book: L’apprendista di Goya  

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