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Usi e Costumi – Il compleanno (e la torta con le candeline e la canzoncina di auguri)

Lo festeggiamo tutti perché tutti abbiamo una data di nascita, eppure non è sempre stato così. O meglio, il compleanno ha una storia con un inizio antico seguito da un lungo periodo in cui è scomparso.
E noi di Tsd siamo qui per raccontarvi questa strana assenza del compleanno.

L’uso di festeggiare la ricorrenza della nascita era presente in molte civiltà antiche. Secondo alcuni studiosi, il primo popolo a celebrare il giorno del compleanno fu quello dei sumeri, ed è sicuro che fosse celebrato anche nel mondo greco-romano, nell’impero persiano, nell’Egitto dei Faraoni e nel regno di Israele (in quest’ultimo, però, con un significato diverso). Naturalmente non aveva le stesse celebrazioni di oggi (festa, torta, canzoncina – cose che vedremo dopo), e quasi sicuramente coinvolgeva solo i cittadini benestanti.

Festeggiare il compleanno è una pratica che scompare del tutto con l’avvento del Cristianesimo che addirittura condanna tale celebrazione in quanto pagana. Del resto, per la religione cristiana l’uomo nasce peccatore quindi non ha nulla da festeggiare. A ciò si aggiunge che per tutto il Medioevo la stragrande maggioranza della popolazione ignorava completamente la propria data di nascita, non solo il giorno e il mese, ma persino l’anno in cui erano venuti al mondo (dati noti solo alle persone con una certa cultura).
Solo i reali e i nobili registravano questi eventi di famiglia nei documenti della casata.
Fino al XVI secolo, infatti, non esistevano i registri dell’anagrafe (quelli parrocchiali erano solo nelle città e solo in certe epoche) e ci si affidava alla sola memoria dei familiari.

Persino il compleanno di Gesù, il dies natalis per secoli è stato negato dalla Chiesa. Ben più importante era il giorno della Sua morte che, con la resurrezione, rappresentava la salvezza dell’umanità, e quindi la sua (ri)nascita.
Durante il Medioevo parole come dies natalis o anniversarium non designavano il compleanno ma il giorno della morte. Mentre per indicare la nascita si usava il termine natività (che poi è quella che, oggi, declinata con la lettera maiuscola, indica la festa del 25 dicembre).
Mentre molta importanza era data dalla Chiesa all’onomastico, perché commemorava i santi e i martiri.

Il passaggio dal Medioevo all’Età Moderna, con il profondo cambiamento culturale determinato da Umanesimo prima e da Rinascimento poi, fa registrare un cambio di atteggiamento anche verso i propri natali: sono epoche, infatti, in cui si ha un maggiore interesse verso la vita terrena e verso l’essere umano in sé, di conseguenza, si inizia a interessarsi alla data di nascita (ma non ancora ai festeggiamenti di essa). Mentre, con l’avanzare della Riforma protestante – che abolì il culto dei santi – la ricorrenza dell’onomastico perde ogni valenza e importanza.

Intorno al XV secolo la celebrazione del compleanno inizia a fare la sua comparsa in alcune famiglie aristocratiche europee per poi arrivare a una diffusione più di “massa” nell’Ottocento quando l’uso di festeggiare il compleanno si diffonde a tutta la popolazione dei Paesi occidentali, in forme simili a quelle attuali: ovvero la torta di compleanno, prima, poi quella con le candeline e la tipica canzoncina “Tanti auguri”

La torta di compleanno

L’usanza di preparare dolci per celebrare una ricorrenza risale ai Greci (per rendere omaggio agli dei). A loro si deve anche la forma rotonda della torta che nasce grazie alla Dea Artemide, custode della luna della quale ne riprendeva la forma e che veniva “accompagnata” da delle candele per farla illuminare come la Luna, appunto.
Mentre le prime torte di compleanno si vedono nelle case delle famiglie ricche della Germania del ‘400.

L’usanza di accompagnare le torte con delle candele (ma non sopra) la si deve all’Europa medievale. Per tutta la giornata le candele rimanevano accese per tenere lontani dal festeggiato gli spiriti maligni, particolarmente pericolosi nel giorno in cui questi, invecchiando “ufficialmente”, si indeboliva. A fine giornata le candele si spegnevano e la festa culminava con il taglio del dolce.

Rielaborando questi riti, arriviamo alla tradizione delle candeline sulla torta di compleanno, in numero pari agli anni che si compiono, per le quali, però, dobbiamo aspettare l’Ottocento.
Secondo gli storici un episodio che sancisce la nascita della festa di compleanno così come siamo abituati a viverla oggi è rappresentato dalla festa che lo scrittore Goethe organizzò per i suoi 53 anni: c’erano i regali,  una torta specifica e con una candelina per ogni anno di vita. Era il 28 agosto del 1802.
E questa data, dunque, può essere considerata la data di nascita della festa di compleanno, una festa della festa, in pratica.

Col tempo tale pratica si allargò anche alla classe borghese prima e a quella popolare poi, complice il diminuire dei prezzi di ingredienti come lo zucchero.

Quasi un secolo dopo la festa di compleanno di Goethe, arriva la canzoncina “Tanti auguri”, composta nel 1893 da due maestre d’asilo americane, Mildred Hill e sua sorella Patty.

Tuttavia la canzone nacque con una funzione diversa: si intitolava Good Morning to All (“Buongiorno a tutti”), ed era cantata dai bambini quando entravano in classe. Solo alcuni anni dopo le parole furono cambiate da un autore ad oggi sconosciuto, che scrisse il testo che tutti conosciamo sulla melodia composta nel 1893. La versione inglese (Happy Birthday to You) è attestata per la prima volta nel 1912, mentre le versioni in altre lingue, incluso l’italiano, si sono diffuse e negli anni successivi.

Curiosità

Nella Bibbia vengono ricordate due sole feste di compleanno, quella del faraone e quella di Erode.


Marco Polo descrisse come un evento eccezionale il festeggiamento per il compleanno del sovrano Qublai Khan, tanto fu il suo stupore di fronte a un evento che in sua patria non aveva alcuna importanza.


I cinesi contano gli anni a partire dal concepimento e arrotondano per eccesso. Quindi i 9 mesi di gravidanza vanno ad aggiungere un anno rispetto al conteggio occidentale.


Negli Stati Uniti si usa mettere sulle torte un numero di candeline pari agli anni compiuti dal festeggiato più una, a rappresentare l’anno in più che si spera di vivere.
In Cina, invece, una sola candela rossa posta al centro della torta che simboleggia la longevità e la fortuna. Ma assolutamente non ci soffia sopra, poiché farlo richiama le disgrazie: la candela va spenta con un coltello oppure direttamente con le mani.
In Svezia il numero di candeline sono pari agli anni del festeggiato, ma si posizionano spente: sarà il festeggiato ad accenderle e a spegnerle esprimendo un desiderio per ognuna.


Spesso nei film americani – soprattutto quelli indipendenti, con budget ridotto – nelle scene di feste di compleanno con tanto di torta, viene intonata la canzone “Perché è un bravo ragazzo… nessuno lo può negar”. Questo perché fino al 2015 i produttori del film avrebbero dovuto pagare fino a 10mila dollari alla Warner/Chappell, detentrice dei diritti d’autore della canzoncina “Happy Birthday to You”.
Per un complicato giro di cessione dei diritti di esclusiva la casa di edizioni ha dichiarato di poterli sfruttare fino al 2030, ma nel 2015 – a seguito di una class action avviata nel 2013 dalla filmmaker Jennifer Nelson (che stava proprio girando un documentario sulla storia del motivetto) –  una corte federale californiana ha stabilito che essendo stata depositata nel 1935 la sola melodia e non il testo, i diritti della Warner sul brano sono nulli, e che quest’ultimo è di pubblico dominio, dunque non sottoposto ad alcuna tassa per la riproduzione.


Un libro sull’argomento?

L’invenzione del compleanno – Jean-Claude Schmitt

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